• Il tempo della strega, di Árni Thórarinsson.

    In prima traduzione italiana, un nuovo protagonista del noir che viene dal grande Nord. Uno sguardo acuto e impietoso, una suspense costruita con maestria, passo dopo passo. Inattesa come un’ansia che cresce. Attenzione: se si entra nel mondo di Thórarinsson, è difficilissimo uscirne.

  • Che i cadaveri si abbronzino, di Jean-Patrick Manchette e Jean-Pierre Bastid.

    Il romanzo che, pubblicato nella Série Noire nel 1971, rivoluziona il genere noir. Per Jean-Patrick Manchette e per il suo amico e coautore Jean-Pierre Bastid, un esordio folgorante. Scuro, incalzante, senza tregua. Indimenticabile. Per la prima volta in italiano.

  • Da Il Glacier Express e le ferrovie a scartamento ridotto dal Bernina a Zermatt, di Diego Vaschetto.

    Per organizzare un viaggio sui trenini rossi svizzeri, che ogni appassionato di ferrovie e ogni amante della montagna deve compiere almeno una volta nella vita.

  • Il pazzo col bisturi, di Yasmina Khadra.

    Un’Algeria sull’orlo della guerra civile e del fanatismo religioso. Un’orrenda serie di delitti che getta la città nel panico. Un assassino sfrontato, che instaura un filo diretto con la polizia. Con il commissario Llob. Uno sbirro diverso: amaro, disincantato, intransigente. Onesto in un mondo governato dall’ingiustizia e dalla corruzione. Un mondo pronto a esplodere. La prima, inedita avventura del commissario Llob. Il primo grande noir di Yasmina Khadra.

  • La donna di pietra, di Xavier-Marie Bonnot.

    Un noir classico e contemporaneo nello stesso tempo. Un’ambientazione insolita , che immerge il lettore in un’esistenza parallela, piuù vera del vero. Uno stile asciutto, potente, insieme realistico e visionario. Una scrittura capace di sintonizzarsi con il ritmo del pensiero e le pulsazioni del corpo, pagina dopo pagina. Una tensione narrativa magistrale. Il capolavoro di uno scrittore nel pieno della maturitaà artistica.

  • La casa della mano bianca, di Tallone&Carillo.

    «Quando il livello dello scontro sale verso il confine ultimo, quello che ha la morte come posta in gioco, tutto si raffredda, in me, e nessuna emozione riesce ad arrivare fin lassù. Niente più palpitazioni, tremori, ansietà, bestemmie e sputi. Quelle sono reazioni piccine per eventi piccini, come un tamponamento o il furto del portafoglio. Ma se hai davanti il drago che vuole ucciderti o che devi uccidere, non c’è più posto per le bufere interiori. Tutto si placa, prima della battaglia finale, il mare si calma e un silenzio compatto scende sul mondo.»