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nuove uscite Edizioni del Capricorno - Borghi imperdibili del Monferrato

Prima di salutarci per le vacanze di Pasqua… vi presentiamo la nostra nuova uscita, 35 borghi imperdibili del Monferrato, di Adriana Maria Soldini.

Lo trovate sul nostro sito, con La Stampa dal 14 aprile e in libreria dal 20 aprile.

Panorami incantati ricchi di storia e arte, concentrate in borghi da cui svettano le sagome imponenti di castelli e antiche chiese, incastonati come gioielli tra colli, valli, vigneti, prati e boschi. Luoghi pieni di fascino, che hanno molto da raccontare tra le loro antiche vestigia, e che conservano tesori d’arte d’inestimabile valore. Un territorio a misura d’uomo, da percorrere di borgo in borgo con l’auto, in bicicletta e a cavallo. Uno straordinario pezzo di Piemonte carico di storia, cultura, enogastronomia, mercatini, eventi e manifestazioni, che propone al turista lento e curioso un ampio ventaglio di strutture in cui soggiornare per avere il tempo di godersi il piacere della scoperta. Tra le colline astigiane e l’Appennino ligure-alessandrino, un’irripetibile fusione di tradizioni, paesaggi, odori e sapori. Una terra che cattura e contamina l’anima di chi ci nasce, di chi la attraversa, di chi l’ha lasciata e poi ritorna, di chi la scopre per la prima volta. Itinerari d’accesso, musei, informazioni pratiche per la visita e il soggiorno, approfondimenti su storia, prodotti tipici, tradizioni culturali ed enogastronomiche.

35 borghi imperdibili del Monferrato è anche su Pinterest a questo link!

edizioni del capricorno a book pride 2017Edizioni del Capricorno a Book Pride 2017 (Milano, 24-26 maggio). Torniamo a Book Pride, la fiera dell’editoria indipendente di Milano. Vi aspettiamo allo stand B6 al primo piano con tutti i nostri libri, e il 26 alle 14 siete tutti invitati all’incontro con Diego Vaschetto, che ci racconta con le sue bellissime foto e le parole dei suoi libri il mondo delle ferrovie italiane.
pittura piemontese dell'OttocentoPittura Piemontese dell’Ottocento. 35 capolavori, di Alberto Cottino

Un modo nuovo per leggere e (ri)leggere lo straordinario patrimonio artistico del Piemonte. Alberto Cottino seleziona 35 opere e ne analizza dettagli tecnici, estetici e iconografici. Un libro scritto da uno storico dell’arte con uno stile rigoroso ma agile, che permette a tutti di scoprire, comprendere e apprezzare capolavori che hanno influenzato la storia dell’arte piemontese e italiana.

uscita-oliva-un-secolo-immigrazione-torinoUn secolo di immigrazione a Torino. Storia e storie dall’Ottocento a oggi, di Gianni Oliva

Dopo Quanto partivamo noi e Piemontesi d’America, torniamo a parlare dell’emigrazione italiana: stavolta ci concentriamo su Torino, e con le parole dello storico Gianni Oliva e le immagini dell’ANSA e dei suoi partner, tra cui l’Archivio Storico della Città di Torino, vi raccontiamo un secolo di cambiamenti sociali. Un viaggio che inizia alla fine dell’Ottocento, quando Torino perde il ruolo di capitale, si concentra sull’industria e dalle valli montane e dalle campagne piemontesi arriva il primo dei tanti flussi di persone alla ricerca di lavoro e di una vita migliore. In seguito, nel periodo delle due guerre mondiali, Torino si distingue nella mobilitazione bellica: dalle sue fabbriche usciranno proiettili, mezzi d’assalto, paracaduti e armi, anche grazie allo sforzo degli immigrati e delle donne che prenderanno il posto degli uomini impegnati al fronte. E poi la grande pagina della città-fabbrica, quando Torino sembra voler dire solo FIAT, e migliaia di persone saltano sui treni del sole per indossare le tute blu della fabbrica del Lingotto. Torino deve fare i conti con l’emergenza abitativa e l’adeguamento dei servizi, e deve imparare a convivere con i «nuovi cittadini», in un processo d’integrazione che sarà lento e spesso sofferto da entrambe le parti, come nell’emblematico caso di Orbassano, che negli anni Cinquanta viene eletto a «dormitorio di periferia» e vede aumentare la sua popolazione di quattro volte. La conclusione del viaggio è l’immigrazione «di oggi» da paesi dilaniati da guerre e povertà, che non hanno più nulla da offrire a chi rischia la vita pur di raggiungere l’Italia.

Supportato da una rigorosa ricerca documentale, un saggio dallo stile agile e di facile lettura, che ci aiuta a capire, se ancora ce ne fosse bisogno, che «siamo tutti figli delle migrazioni».

 

 

Donne a Torino nel NovecentoDonne a Torino nel Novecento. Un secolo di storie, di Marcella Filippa. Con La Stampa dal 7 marzo, il libreria dal 16 marzo e già sul nostro shop online, Donne a Torino nel Novecento, di Marcella Filippa. Una narrazione originale che, attraverso racconti, biografie in gran parte inedite e immagini, ripercorre un secolo di Torino al femminile. Un modo nuovo di leggere la storia della città e dei suoi mutamenti. Uno sguardo inedito sulla storia delle donne a Torino nel Novecento, che hanno contribuito con il loro essere e il loro fare a rendere la città un luogo capace di accogliere e riconoscere le donne come soggetto attivo, superando l’invisibilità che le ha caratterizzate nel secolo scorso. Una straordinaria mappa esistenziale al femminile, dettata dagli incontri dell’autrice, reali e simbolici, delineatisi nel tempo. Una narrazione affascinante e mai tentata: dalle suffragette d’inizio secolo all’epopea delle sartine, dalle sigaraie della Manifattura Tabacchi alle lavoratrici della Grande Guerra, dalle donne protagoniste dell’antifascismo ai movimenti degli anni Sessanta e Settanta. Le artiste, le scienziate, le militanti per i diritti civili e politici, le donne impegnate nell’accoglienza d’inizio millennio. Una straordinaria sequenza di storie e percorsi esistenziali, ritratti di personalità femminili che hanno contribuito a plasmare l’identità storica della Torino contemporanea. L’autrice dà nome e volto a tante donne, compiendo il primo passo per la loro conoscenza, l’acquisizione di una consapevolezza che al nome non si ferma; fa affiorare dal buio percorsi esistenziali, salva dall’oblio inedite e misconosciute storie. Perché, forse, quello che salviamo ci salva.
Tallone&Carillo presentano Le maschere di Lola alla Feltrinelli di piazza CLN di Torino Le maschere di Lola alla Feltrinelli di piazza CLN di Torino. Vi aspettiamo l’8 marzo alle 18.30, per presentarvi Lola: una donna combattiva, che non si arrende mai, che mille volte è caduta e mille volte si è rialzata. Se invece avete già imparato a conoscerla con Il postino di Superga, La riva destra della Dora e La curva delle cento lire… non lasciatevi sfuggire l’appuntamento con Tallone&Carillo!
busta-gialla-2-marzo-villa-migone

Giovedì 2 marzo, ore 18,00 – Genova, Villa Migone (via San Fruttuoso, 68/3). Un altro incontro per parlare della Busta gialla di Marco Francalanci, un libro che sta piacendo tanto e di cui siamo molto fieri.

Questa volta l’appuntamento è in un luogo molto importante anche per la storia raccontata da Marco Francalanci: Villa Migone a Genova, dove i tedeschi firmarono la resa ai partigiani. Insieme all’autore e all’editore, il professor Gian Giacomo Migone e il cardiologo Carlo Mantuano (commissione cultura dell’Ordine dei Medici di Genova). Modera Marco Peschiera, scrittore e giornalista del Secolo XIX.

Evento organizzato da Edizioni del Capricorno in collaborazione con Villa Migone

Con il patrocinio del Comune di Genova

 

 

C'era-una-volta-la-villeggiatura

giovedì 23 febbraio, biblioteca MoviMente di Chivasso (piazzale 12 Maggio 1944, 8), ore 21.00

Un incontro alla MoviMente, la nuova biblioteca di Chivasso, per presentare C’era una volta la villeggiatura di Gian Vittorio Avondo, Gianbattista Aimino e Andrea Rebora.

Lo sviluppo del turismo estivo e invernale, e la comparsa delle nuove stazioni turistiche, come Sestrière, di alberghi e ristoranti che spuntano anche nelle più remote località delle Alpi, mutandone l’aspetto, l’economia, il tessuto sociale, e le nuove professioni nate per soddisfare le esigenze dei turisti.

Storie di progetti ambiziosi, di personaggi lungimiranti che intuirono le potenzialità della «nuova moda delle vacanze», di una società che si evolve, di territori mutati in modo radicale. Una minuziosa ricerca documentale, ma dallo stile agile e curioso, e uno straordinario apparato iconografico, in gran parte inedito, proveniente da archivi privati e locali.

presentazione-La-busta-Gialla

mercoledì 22 febbraio, Circolo della Stampa di Torino (palazzo Ceriana, corso Stati Uniti, 27), ore 18.00

Un incontro al Circolo della Stampa per presentare La busta gialla di Marco Francalanci, una straordinaria storia vera nella Genova dell’occupazione nazista. Insieme all’autore e all’editore, il professor Gian Giacomo Migone, il giornalista Luciano Borghesan e Guido Monga, docente di Anantomia patologica all’Università del Piemonte Orientale.

La busta gialla di Marco FrancalanciEsce in edicola con Il Secolo XIX e in libreria La busta gialla di Marco Francalanci. Vi raccontiamo una storia straordinaria, ma soprattutto vera, perché a volte la realtà storica supera qualsiasi romanzo. Dopo una visita dal fisioterapista, il settantenne Marco scopre di esser stato sottoposto a una serie di punture lombari. Lui non ricorda nulla di questa procedura dolorosa, e interroga la madre Paola, che gli rivela l’esistenza di una busta gialla piena di documenti e lettere risalenti alla seconda guerra mondiale. Un vero e proprio vaso di Pandora, che ci porta indietro nel tempo nella Genova del 1944 occupata dai nazisti. Paola è una ragazza piena di vita, che nonostante i bombardamenti ha il coraggio di costruire una vita insieme a Luigi, soldato smobilitato e operaio in una fabbrica tedesca. Luigi rischia la deportazione in Germania, e Paola, incinta di Marco, affronta Georg Fischer, alto dirigente della Gestapo, che forse per uno scrupolo di coscienza, forse per calcolo, strappa la cartolina che potrebbe condannare Luigi alla morte in un campo di lavoro tedesco. Un lieto fine, ma solo temporaneo: a pochi mesi di vita, Marco si ammala di una grave forma di meningite ed è di nuovo la volitiva Paola che gira la città alla ricerca di un medico che possa guarire il suo bambino. Incontrerà il professor Giovanni De Toni, primario dell’ospedale Gaslini, che riuscirà a guarire Marco iniettandogli con punture lombari un farmaco sperimentale tedesco, recuperato da Luigi in una frenetica corsa contro il tempo per le farmacie della città. Marco si salva, la guerra è finita e a Genova i tedeschi si arrendono ai partigiani, e quando tutto sarà finito Paola scoprirà che il medicinale che ha salvato Marco è stato sperimentato anche sui prigionieri dei campi di sterminio. Potete acquistare La busta gialla di Marco Francalanci anche sul nostro sito, a questo link