{"id":1163,"date":"2018-05-01T00:00:17","date_gmt":"2018-04-30T22:00:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/?p=1163"},"modified":"2018-06-03T19:42:54","modified_gmt":"2018-06-03T17:42:54","slug":"cronaca-di-uninvasione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/storia\/cronaca-di-uninvasione\/","title":{"rendered":"Cronaca di un&#8217;invasione"},"content":{"rendered":"<h2>Allo scoppio della seconda guerra di indipendenza, per un mese Novara fu occupata dalle armate austriache, isolata dal resto del mondo. Il diario di un anonimo cittadino ricorda quei giorni.<\/h2>\n<h6>di Roberto Bamberga<\/h6>\n<p>Certo non mancano le fonti per ricostruire una delle pagine pi\u00f9 importanti della storia italiana, la seconda guerra di indipendenza. Ma accanto alla storia militare e diplomatica, i pensieri della gente comune che visse gli avvenimenti lontano dal fronte continuano a incuriosire storici e lettori. E non potrebbe essere altrimenti.<br \/>\nNel 1959 Giovanni Barbero pubblic\u00f2, su un numero monografico del <a href=\"http:\/\/www.ssno.it\/html\/pubbl.htm\"><em>Bollettino storico per la provincia di Novara<\/em><\/a>, un\u2019anonima \u00abcronichetta popolare\u00bb dove si raccontava l\u2019occupazione austriaca del 1859 vista attraverso gli occhi di un abitante della citt\u00e0. Una decina di pagine manoscritte, che Barbero trov\u00f2 tra i fondi della biblioteca Negroni, interessanti ancora oggi, a distanza di pi\u00f9 di un secolo e mezzo. Ne emerge infatti un quadro particolare, quello di una citt\u00e0 isolata dal resto del mondo, con una popolazione incuriosita e affamata di notizie. Un continuo parlottare nelle vie, tra false informazioni e smentite: un gioco del \u00abtelefono senza fili\u00bb che anim\u00f2 e forse divert\u00ec i novaresi, frementi nell\u2019attesa di veder sbucare all\u2019orizzonte l\u2019esercito franco-piemontese.<\/p>\n<div id=\"attachment_1169\" style=\"width: 1034px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1169\" class=\"size-large wp-image-1169\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Cavalleggeri-del-Reggimento-Piemonte-Reale-fotografati-nel-febbraio-1859.-1024x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"1024\" \/><p id=\"caption-attachment-1169\" class=\"wp-caption-text\">Cavalleggeri del reggimento \u00abPiemonte Reale\u00bb fotografati nel febbraio 1859 (foto via Wikimedia Commons).<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Arrivano gli austriaci<\/h3>\n<p>Il <strong>27 aprile<\/strong>, giorno di apertura delle ostilit\u00e0, la citt\u00e0 si trovava gi\u00e0 abbandonata dalle autorit\u00e0 piemontesi e dai carabinieri. Sospese le poste e il servizio ferroviario, Novara attese l\u2019incontro con il nemico. Il <strong>30 aprile 1859<\/strong>, intorno alle due del pomeriggio, gli austriaci iniziarono a tagliare i fili del telegrafo avvicinandosi alla citt\u00e0. Quando le giacche bianche passarono le porte urbane, gli ufficiali trovarono posto nei ridotti dei caff\u00e8, mentre i soldati si acquartierarono sotto le stelle.<br \/>\nCos\u00ec inizia la \u00abcronichetta\u00bb: \u00abnella giornata di sabato 30 aprile differenti crocchi si formarono sulle piazze, nelle strade per udire le novit\u00e0. Si sapeva che le truppe austriache avevano invaso Vigevano, alcuni le volevano rivolte verso Mortara altri [\u2026] verso Novara. Le notizie pi\u00f9 contraddicenti si succedettero tutta la mattina. La citt\u00e0 era tranquillissima, le botteghe erano aperte, la popolazione intera era in strada. Verso le due ore pomeridiane annunciarono vedersi un drappello austriaco sulla strada di Trecate [che conduceva al Ticino e alla Lombardia], allora la popolazione in massa si diresse verso la porta di Milano [da cui entrava in citt\u00e0 la strada di Trecate] [\u2026] rassicurata e quasi gioliva nel vedere la guerra cominciata [\u2026]. Poco stante il municipio, col vescovo, andarono incontro alla truppa, informandola che la citt\u00e0 era inerme e non presidiata da soldati. Alle due e mezzo precise l\u2019avanguardia giunse sul rond\u00f2 di porta Milano e di li prese la strada di circonvallazione e and\u00f2 a occupare la stazione della ferrovia, con cinquanta uomini\u00bb.<\/p>\n<p>Gli austriaci requisirono animali e denaro, mentre il grosso dell\u2019esercito arriv\u00f2 dopo le avanguardie. Si trattava di soldati stanchi dalla marcia: il giorno prima erano partiti da Bergamo per Abbiategrasso e da l\u00ec ripartiti fino a Novara. Il loro accampamento divenne l\u2019attrazione principale per i \u00abvillani\u00bb, che domenica <strong>1\u00b0 maggio<\/strong> arrivarono in citt\u00e0 dalle campagne, per nulla intimoriti dall\u2019esercito \u00abinvasore\u00bb. L\u2019esercito piemontese, schierato pi\u00f9 a sud oltre il Po, intorno ad Alessandria e Valenza, attendeva l\u2019arrivo dell\u2019alleato francese.<\/p>\n<p>In una citt\u00e0 cos\u00ec isolata, i capannelli che si formarono spontaneamente nei caff\u00e8 e nelle piazze rimbalzavano notizie a volte surreali e a volte ingrandite: un \u00abtelefono senza fili\u00bb che consent\u00ec di far passare il tempo. La tranquillit\u00e0 \u00a0con cui la popolazione visse l\u2019invasione, come sottolineato dalla cronaca anonima, la dice lunga sulla certezza con cui novaresi attendevano l\u2019arrivo dell\u2019esercito alleato. In questi primi giorni qualcuno percorse il perimetro dei bastioni tendendo l\u2019orecchio alla ricerca delle cannonate. Ma ancora nulla.<\/p>\n<blockquote><p>\u00abQuesta mattina, 10 maggio partirono diverse truppe, non pi\u00f9 dirette a Vercelli ma verso Mortara. Decisamente vi \u00e8 sotto qualcosa di grosso, ma noi siamo all\u2019oscurit\u00e0\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>La citt\u00e0 magazzino e le manovre \u00abinspiegabili\u00bb<\/h3>\n<p>Durante tutto il mese di maggio a Novara furono di stanza, ogni giorno, dai 600 ai 3000 soldati austriaci. Il 5 iniziarono i trasporti dei magazzini dell\u2019esercito da Vigevano. Una manovra che qualcuno interpret\u00f2 come il segno di un\u2019imminente ritirata. Ma cos\u00ec non fu. Il giorno successivo arriv\u00f2 un convoglio ancora pi\u00f9 numeroso, scortato da soldati veneti, sudditi dell\u2019imperatore austriaco Francesco Giuseppe.<br \/>\n<strong>L\u20198 maggio<\/strong> i viveri presero la strada di Vercelli. I novaresi compresero bene il senso di questo spostamento: gli austriaci avevano gi\u00e0 passato il fiume Sesia e forse puntavano su Torino. Tra il <strong>7 e l\u20198 maggio<\/strong> l\u2019anonimo scrisse: \u00abArrivano soldati, ne partono degli altri e non si pu\u00f2 capire quali siano le cause di questi movimenti incomposti [\u2026]. I paesi lungo la Sesia sono tutti occupati: Borgovercelli, Casalvolone, Villata hanno guarnigione: requisiscono buoi, fieno, farina, ma non fanno alcun male\u00bb.<\/p>\n<p>Tra le fila dell\u2019esercito di stanza a Novara si lessero i segni di un malcelato nervosismo: alcuni soldati negarono il saluto a un comandante, mentre si segnal\u00f2 una zuffa tra militari italiani e croati per il rancio. Nel <strong>pomeriggio del 9 maggio<\/strong> alcuni pezzi di artiglieria giunti da Vercelli furono spostati verso Mortara. \u00abDomenica 9 maggio verso le quattro pomeridiane un grosso parco di cannoni, in numero di novantadue, arriv\u00f2 da Vercelli a Novara [\u2026] e si diresse verso la strada della Bicocca. L\u2019allegria si sparse nella popolazione. Questa repentina ritirata faceva supporre che i nostri avessero passato il Po e che minacciassero per di dietro gli austriaci\u00bb Il giorno seguente: \u00abquesta mattina, 10 maggio partirono diverse truppe, non pi\u00f9 dirette a Vercelli ma verso Mortara. Decisamente vi \u00e8 sotto qualcosa di grosso, ma noi siamo all\u2019oscurit\u00e0\u00bb. Cosa stava accadendo? L\u2019arrivo delle forze francesi via Genova aveva interrotto l\u2019avanzata austriaca verso ovest: le truppe in giubba bianca decisero di ripiegare verso Mortara, per evitare di essere tagliate fuori da un eventuale attacco alleato. Questo, ovviamente, il nostro anonimo non poteva saperlo.<\/p>\n<p><strong>Il 12 maggio<\/strong> le vettovaglie austriache ancora in citt\u00e0 presero la via di Trecate, pi\u00f9 vicine al Ticino e alla Lombardia. Seguirono i carri dei feriti e dei soldati malati, fino ad allora ricoverati in un ospedale improvvisato. Tra il 13 e il 15 maggio l\u2019anonimo annota il \u00abcontinuo arrivo e partenza di soldati che vengono da Milano, pernottano a Novara e partono per Mortara\u00bb.<br \/>\nFinalmente il <strong>18 maggio<\/strong>, tutto il giorno, da Novara si udirono colpi di cannone. \u00abDalle due del mattino si sente un forte cannoneggiare nella direzione di Valenza. Al fondo dell\u2019allea, sui bastioni, la popolazione si affolla con aria di contentezza. Il rimbombo del cannone si ode tutta la giornata, fino a notte scura, senza poter sapere il motivo e il risultato: tutti sperano che i nostri hanno preso l\u2019offensiva\u00bb. A sud di Novara erano effettivamente iniziati movimenti e scontri di truppa che portarono alla battaglia di Montebello, combattuta il <strong>20 maggio<\/strong> e vinta dai franco-piemontesi.<\/p>\n<div id=\"attachment_1168\" style=\"width: 891px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1168\" class=\"size-full wp-image-1168\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Battagliamontebello.jpg\" alt=\"\" width=\"881\" height=\"602\" \/><p id=\"caption-attachment-1168\" class=\"wp-caption-text\">Giovanni Fattori,<em> La battaglia di Montebello<\/em>\u00a0(foto via Wikimedia Commons).<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Garibaldi<\/h3>\n<p>Fin dal loro arrivo a Novara, la domanda ricorrente degli austriaci fu una sola: dov\u2019\u00e8 Garibaldi?<br \/>\nL\u2019eroe dei due mondi era infatti lo spauracchio delle giubbe bianche: sapevano benissimo che il generale non avrebbe condiviso il fronte con il re e l\u2019imperatore, ma avrebbe mosso guerra all\u2019Austria separatamente, battendo altre strade. \u00abPattugliavano di notte e spingevano le medesime [pattuglie] tutte all\u2019intorno, sorvegliando le strade e le persone, alle quali dimandavano sempre conto di Garibaldi, che \u00e8 la loro Beffana\u00bb.<\/p>\n<p>Il <strong>19 maggio<\/strong> fu una giornata parecchio movimentata: \u00abuno scoppio fortissimo in direzione di Vercelli ci fa supporre che il ponte [sul Sesia] \u00e8 saltato; pure nella giornata nessun avviso\u00bb. L\u2019attesa svan\u00ec il giorno seguente: \u00abGiungono notizie da Vercelli, le quali portano che gli austriaci si sono ritirati da quella citt\u00e0 e che dopo il loro passaggio hanno fatto saltare il ponte\u00bb. Aggiunge ancora: \u00absi spargono voci vaghe che Garibaldi sia a Gattinara. Ma siccome questa \u00e8 la decima volta che si sparge tale notizia nessuno ci presta fede\u00bb.<\/p>\n<blockquote><p>\u00abun\u2019osservazione curiosa \u00e8 che i soldati ricoverati all\u2019ospedale erano tutti feriti nella schiena o nelle parti posteriori\u00bb<\/p><\/blockquote>\n<p>La notizia \u00e8 invece vera, questa volta, confermata il giorno successivo, <strong>21 maggio<\/strong>, quando il nostro scrisse: \u00abche Garibaldi sia a Gattinara \u00e8 un fatto. Ieri sera la sua avanguardia era alla Sesia. Un drappello di venticinque ulani che perlustravano, si avvicinarono al fiume; la sentinella di Garibaldi fece fuoco; gli ulani si scostarono e tentarono di tagliare il cordone del ponte. Ma siccome la popolazione tumultuava, fuggirono\u00bb. <strong>Il 22 maggio<\/strong> \u00abdopo superata la Sesia, Garibaldi, passando per Romagnano e Borgomanero, and\u00f2 in due colonne a Castelletto sopra Ticino; ivi pass\u00f2 il fiume e si port\u00f2 di sorpresa a Sesto Calende, dove fece prigioniero il commissario distrettuale, i gendarmi, guardie di finanza e diversi soldati: in totale quarantacinque persone che furono spedite a Biella\u00bb.<\/p>\n<p>In quei giorni nelle strade di Novara si videro soldati austriaci feriti. Non senza ironia l\u2019anonimo annot\u00f2: \u00abun\u2019osservazione curiosa \u00e8 che i soldati ricoverati all\u2019ospedale erano tutti feriti nella schiena o nelle parti posteriori\u00bb.<\/p>\n<div id=\"attachment_1170\" style=\"width: 1034px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1170\" class=\"size-large wp-image-1170\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Eleuterio-Pagliano-Lo-sbarco-di-Garibaldi-a-Sesto-Calende-1024x394.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"394\" \/><p id=\"caption-attachment-1170\" class=\"wp-caption-text\">Eleuterio Pagliano, Lo sbarco di Garibaldi a Sesto Calende (foto via Wikimedia Commons)<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>La ritirata delle giacche bianche<\/h3>\n<p>La mattina del <strong>21 maggio<\/strong> gli austriaci distrussero i loro cavi del telegrafo; intorno alle sei di sera la circonvallazione di Novara si riemp\u00ec di carri pieni di feriti, di munizioni e di pentole diretti verso Trecate. I soldati, non di buon umore, presero a calci e minacciarono qualche novarese eccessivamente impudente, colpevole di essersi spinto troppo vicino a loro, forse alla ricerca di informazioni.<\/p>\n<p><strong>Il 24 maggio<\/strong> \u00abverso le dieci di mattina si vidde retrocedere della truppa da Vercelli: la cavalleria and\u00f2 alla stazione e la truppa si ferm\u00f2 dietro l\u2019Agogna: si credeva fosse inseguita dai nostri: ma fu un sogno. La cavalleria, entrando in citt\u00e0 per prendere il bestiame [\u2026] prese il galoppo, mise lo spavento ad alcuni sciocchi paurosi che erano a porta Torino e che, come sempre coloro che sono i pi\u00f9 curiosi, sparsero l\u2019allarme correndo per la citt\u00e0, di maniera che in un attimo tutte le porte e le botteghe furono chiuse [\u2026]. Al dopo pranzo arriv\u00f2 un battaglione di fanteria che si trovava, con quattro cannoni, verso l\u2019Agogna. Altro allarme, al solito, perch\u00e9 la popolazione affollandosi intorno ai medesimi, il maggiore per sbarazzarsi della medesima, ordin\u00f2 alla testa della colonna di abbassare i fucili. Altra fuga, altro allarme, nuova chiusura delle botteghe e infine la solita risata, per non sapere perch\u00e9 e donde venivano tali paure\u00bb.<\/p>\n<p>Altri movimenti di truppa, poi il <strong>30 maggio<\/strong> la citt\u00e0 sente un \u00abgran cannoneggiamento dalla parte di Robbio [a poca distanza da Palestro]. Si crede che gli alleati abbiano preso l\u2019offensiva. Si parla di fatti gravi\u00bb. <strong>31 maggio<\/strong>: \u00absi sparge la notizia che il re abbia battuto gli austriaci a Pallestro [ovvero Palestro] e Vinzaglio e che questi si siano ritirati\u00bb. I novaresi non si sbagliavano: piemontesi e zuavi francesi avevano battuto l\u2019esercito di Francesco Giuseppe, proprio a Palestro.<\/p>\n<div id=\"attachment_1167\" style=\"width: 810px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1167\" class=\"size-full wp-image-1167\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Artgate_Fondazione_Cariplo_-_Induno_Gerolamo_La_presa_di_Palestro_del_30_Maggio_1859.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"559\" \/><p id=\"caption-attachment-1167\" class=\"wp-caption-text\">Gerolamo Induno, <em>La presa di Palestro del 30 Maggio 1859<\/em> (foto via Wikimedia Commons)<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Vive l\u2019Empereur!<\/h3>\n<p><strong>Il 1\u00b0 giugno<\/strong> la svolta. \u00abDi buon mattino si sente la fucilata fuori dalla porta di Torino; dall\u2019allea si vedono i francesi a scambiarsi dei colpi con i nemici. Tutto ad un tratto alcune voci gridano \u2018i francesi sono alla porta di Torino\u2019. Infatti un colonnello di cavalleria e alcuni ufficiali si affacciano alla porta: chiedono se in citt\u00e0 vi si trova della truppa nemica. Alla risposta negativa, entrano dei squadroni di cavalleria, mentre la fanteria gira intorno alle mura. Avvisato il colonnello che alla porta di Milano vi erano due cannoni rivolti verso la citt\u00e0 \u2018Tanto meglio \u2013 esclama \u2013 noi andremo a prenderli\u2019 e ordina il galoppo [\u2026]. Gli austriaci accampati intorno alla citt\u00e0 si ritirano facendo fuoco. Inseguiti per qualche tratto, i nostri si diressero verso Vespolate, dove camminava il nerbo del corpo nemico\u00bb.<\/p>\n<blockquote><p>\u00abNella citt\u00e0 la circolazione di persone \u00e8 quasi impossibile tanto \u00e8 il numero dei soldati francesi\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>\u00abI francesi arrivano in massa impossibile da descriversi. Nella citt\u00e0 la circolazione di persone \u00e8 quasi impossibile tanto \u00e8 il numero dei soldati francesi. [\u2026]. Nelle ore pomeridiane, ore quattro e mezza, arriv\u00f2 l\u2019imperatore Napoleone; ricevuto festosamente, and\u00f2 ad alloggiare nel palazzo Bellini [\u2026]. Alla sera [del 1\u00b0 giugno] Novara fu illuminata. Il <strong>2 giugno<\/strong>, alle sette del mattino, arriv\u00f2 il re, che and\u00f2 diffilato dall\u2019imperatore. Frenetici applausi\u00bb. Le truppe continuarono ad affluire in citt\u00e0 anche il 3 giugno, mentre i ponti sul Ticino, fatti saltare dagli austriaci per coprirsi la ritirata, vengono fatti ricostruire. Il 4 l\u2019imperatore lascia Novara e il 5 arriva in citt\u00e0 il bollettino della battaglia di Magenta. La strada per la Lombardia \u00e8 aperta.<\/p>\n<div id=\"attachment_1292\" style=\"width: 1034px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1292\" class=\"wp-image-1292 size-large\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/cascina-1024x759.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"759\" \/><p id=\"caption-attachment-1292\" class=\"wp-caption-text\">Un importante cimelio risorgimentale conservato nei sobborghi di Novara. Si tratta della cascina di Vignale, dove venne firmato l&#8217;armistizio tra Regno di Sardegna e impero austriaco che mise fine alla prima guerra di indipendenza (1849). Riprodotta in moltissime stampe e dipinti ottocenteschi, la cascina si mostra ancora come la videro Vittorio Emanuele II e\u00a0Josef Radetzky, che qui firmarono la pace. (Foto da: Roberto Bamberga, <a href=\"http:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/piemonte-nascosto-55-luoghi-da-scoprire-e-visitare\/\">Piemonte nascosto. 55 luoghi da scoprire e visitare<\/a>).<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Allo scoppio della seconda guerra di indipendenza, per un mese Novara fu occupata dalle armate austriache, isolata dal resto del mondo. Il diario di un anonimo cittadino ricorda quei giorni. 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