{"id":1214,"date":"2018-04-24T00:00:46","date_gmt":"2018-04-23T22:00:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/?p=1214"},"modified":"2019-09-26T18:48:59","modified_gmt":"2019-09-26T16:48:59","slug":"serenissima-liberazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/storia\/serenissima-liberazione\/","title":{"rendered":"Serenissima liberazione"},"content":{"rendered":"<h2>Breve storia della liberazione di Venezia, tra assalti alle caserme e trattative per salvaguardare il centro storico dell\u2019antica repubblica \u00abSerenissima\u00bb.<\/h2>\n<h6>Di Bruno Maida<\/h6>\n<p>Leonardo Cotugno \u00e8 un agente di custodia del carcere veneziano di Santa Maria Maggiore. La prigione si trova in una posizione strategica, essendo vicina a piazzale Roma, alla stazione di Santa Lucia, alle installazioni del porto. Cotugno fa parte della cellula comunista che agisce al suo interno ed \u00e8 lui, dotato di un sicuro ascendente sui suoi pi\u00f9 giovani colleghi, a guidare il primo atto della liberazione di Venezia. Quando giungono le prime notizie sull\u2019insurrezione delle grandi citt\u00e0 del Nord, i detenuti comuni cercano di organizzare la fuga e per farlo minacciano con le armi i politici (fra i quali vi \u00e8 anche il ventenne Franco Basaglia, arrestato qualche mese prima per attivit\u00e0 antifascista). \u00c8 il primo pomeriggio del 26 aprile 1945 e in poche ore l\u2019organizzazione comunista, guidata da Cotugno, riesce a prendere il controllo della situazione. I detenuti comuni rientrano nelle loro celle e le armi passano ai politici. Sono le 18 quando l\u2019agente di custodia s\u2019insedia come rappresentante del Comitato veneziano di Liberazione Nazionale. Oltre che per la sua favorevole posizione, il controllo di Santa Maria Maggiore consente di avere un certo numero di patrioti armati, peraltro sottraendoli ai tedeschi come possibili ostaggi da fucilare per rappresaglia.<\/p>\n<div id=\"attachment_1223\" style=\"width: 1034px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1223\" class=\"wp-image-1223 size-large\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/05-1024x747.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"747\" \/><p id=\"caption-attachment-1223\" class=\"wp-caption-text\">Immagini della festa della liberazione di Venezia, in piazza San Marco, il 1\u00b0 maggio 1945. Da: Bruno Maida, <a href=\"http:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/la-liberazione-nelle-grandi-citta-1943-1945\/\">\u00abLa Liberazione nelle grandi citt\u00e0. 1943-1945\u00bb<\/a>. Foto di propriet\u00e0 IVESER &#8211; <em>Istituto Veneziano per la Storia della Resistenza e della Societ\u00e0 Contemporanea<\/em>, tutti i diritti riservati.<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Contro le caserme<\/h3>\n<p>Nella notte i fascisti provano invano a riprendere il controllo delle carceri; il giorno dopo i partigiani continuano a espandere la loro presenza nella citt\u00e0, prendendo d\u2019assalto le caserme e in particolare riuscendo a occupare il comando della Guardia Nazionale repubblicana di San Zaccaria, un presidio ben organizzato e militarmente temibile. I patrioti, appoggiati nel corso della giornata dagli uomini della Guardia di Finanza, riescono a impadronirsi di molte armi e munizioni, oltre a liberare altri prigionieri politici detenuti nelle carceri della caserma fascista. Ma \u00e8 il 28 aprile che la vera e propria insurrezione prende avvio e diventa completo il controllo partigiano delle principali sedi politiche e militari: la Ca\u2019 Littoria, sede del Partito Fascista Repubblicano, viene occupata nelle prime ore del mattino, seguita dalla questura e dalla prefettura. Il 29 sono invece occupati la stazione, i cantieri navali e gli stabilimenti industriali. I comandi tedeschi sono asserragliati intorno a piazza San Marco (il palazzo Reale \u00e8 la sede della Platzkommandantur, alle Procuratorie Vecchie ci sono invece le SS), lo scenario tradizionale dei grandi eventi politici veneziani e in questo caso crocevia delle manovre compiute dai diversi attori in vista della liberazione.<\/p>\n<div id=\"attachment_1224\" style=\"width: 1034px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1224\" class=\"size-large wp-image-1224\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/07-1024x748.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"748\" \/><p id=\"caption-attachment-1224\" class=\"wp-caption-text\">Immagini della festa della liberazione di Venezia, in piazza San Marco, il 1\u00b0 maggio 1945. Da: Bruno Maida, <a href=\"http:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/la-liberazione-nelle-grandi-citta-1943-1945\/\">\u00abLa Liberazione nelle grandi citt\u00e0. 1943-1945\u00bb<\/a>. Foto di propriet\u00e0 IVESER &#8211; <em>Istituto Veneziano per la Storia della Resistenza e della Societ\u00e0 Contemporanea<\/em>, tutti i diritti riservati.<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Le trattative<\/h3>\n<p>A differenza delle altre grandi citt\u00e0 del Nord, dove si svolgono s\u00ec le trattative tra occupanti e Resistenza (spesso con il contributo della Curia, come accade anche nella citt\u00e0 lagunare) ma i CLN rimangono inflessibili nella loro decisione di rigettare qualsiasi altra ipotesi che non contempli una resa incondizionata dei tedeschi, a Venezia l\u2019esito \u00e8 diverso. L\u2019accordo \u2013 che prevede l\u2019evacuazione delle truppe tedesche senza consegnare le armi in cambio di una ritirata priva di stragi, distruzioni e saccheggi \u2013 viene raggiunto attraverso i contatti tra i responsabili politici e militari della Resistenza veneziana e i rappresentanti della diplomazia tedesca, e un ruolo decisivo e sotterraneo viene svolto dagli interventi della Curia patriarcale e delle due missioni alleate presenti in citt\u00e0 (la Margot Hollis e la Corral). I tedeschi minacciano di bombardare la citt\u00e0 e distruggere il centro storico, e chiedono quindi una resa condizionata. \u00c8 la mediazione del patriarca Adeodato Piazza \u2013 che incontra i rappresentanti del CLN e i diplomatici tedeschi nella sede della Curia \u2013 a risultare decisiva, mentre le condizioni sono scritte all\u2019Hotel Danieli, dove hanno stanza le missioni alleate.<\/p>\n<div id=\"attachment_1220\" style=\"width: 1026px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1220\" class=\"size-large wp-image-1220\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/venezia1945-1-1016x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"1016\" height=\"1024\" \/><p id=\"caption-attachment-1220\" class=\"wp-caption-text\">Gli inglesi in piazza San Marco. Da: Bruno Maida, <a href=\"http:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/la-liberazione-nelle-grandi-citta-1943-1945\/\">\u00abLa Liberazione nelle grandi citt\u00e0. 1943-1945\u00bb<\/a>. Foto di propriet\u00e0 IVESER &#8211; <em>Istituto Veneziano per la Storia della Resistenza e della Societ\u00e0 Contemporanea<\/em>, tutti i diritti riservati.<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00c8 il tardo pomeriggio del 28 aprile, la citt\u00e0 viene nel frattempo attraversata dalle forze partigiane mobilitate dal proclama che la mattina il CLN ha diffuso sulla prima pagina del giornale <em>Fratelli d\u2019Italia<\/em> con il quale invita i veneziani allo sciopero generale insurrezionale e assume tutti i poteri politici e amministrativi. Non \u00e8 prevista alcuna tregua e non sono pochi gli scontri tra partigiani e tedeschi, i quali minano la stazione marittima, alcune parti dell\u2019Arsenale (liberato nel pomeriggio e su una torretta del quale un partigiano issa la bandiera italiana) e le arcate del ponte Littorio.<\/p>\n<blockquote><p>Il 29 aprile entrano a Venezia i primi automezzi e soldati inglesi, ma il giorno dopo i cittadini che si trovano in piazza San Marco possono assistere a ben altro spettacolo: quello delle jeep che sfilano e compiono sette giri della piazza.<\/p><\/blockquote>\n<p>A parte il rappresentante comunista, tutti i membri del comando militare votano a favore dell\u2019accordo (uno analogo viene raggiunto a Mestre), firmato per quanto riguarda la Resistenza dal democristiano Eugenio Gatto a nome del CLN, dall\u2019ammiraglio Zannoni per il CVL e condiviso da Ugo Morin, presidente del CLN regionale veneto. I tedeschi lasciano la laguna nella notte tra il 28 e il 29 aprile. I fascisti, invece, si consegnano ai partigiani senza condizioni, a parte il reparto della X Mas che attende gli Alleati per arrendersi, il 30, dopo essersi asserragliato per giorni nell\u2019ex collegio navale a Sant\u2019Elena<\/p>\n<div id=\"attachment_1221\" style=\"width: 1034px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1221\" class=\"wp-image-1221 size-large\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/04-1-1024x640.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"640\" \/><p id=\"caption-attachment-1221\" class=\"wp-caption-text\">Immagini della festa della liberazione di Venezia, in piazza San Marco, il 1\u00b0 maggio 1945. Da: Bruno Maida, <a href=\"http:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/la-liberazione-nelle-grandi-citta-1943-1945\/\">\u00abLa Liberazione nelle grandi citt\u00e0. 1943-1945\u00bb<\/a>. Foto di propriet\u00e0 IVESER &#8211; <em>Istituto Veneziano per la Storia della Resistenza e della Societ\u00e0 Contemporanea<\/em>, tutti i diritti riservati.<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>L\u2019\u00abanomala liberazione\u00bb<\/h3>\n<p>Come ha sottolineato lo storico Maurizio Reberschak, l\u2019\u00abanomala liberazione\u00bb di Venezia non va intesa come un atto di debolezza o di cedimento, bens\u00ec s\u2019inserisce nella specifica storia della citt\u00e0 lagunare, a partire dal fatto che durante la Repubblica Sociale diventa sede di ventiquattro importanti uffici ministeriali (tra cui il ministero dei Lavori pubblici e le direzioni del ministero degli Esteri e della Cultura popolare) e di diciassette comandi nazisti. Inoltre Alleati e tedeschi, auspice la Santa Sede, si sono impegnati a garantire Venezia da bombardamenti e distruzioni. Una condizione che nei fatti rispetta anche la Resistenza diminuendo, dopo l\u2019estate del 1944, l\u2019intensit\u00e0 della guerriglia e concentrandosi su azioni simboliche, anche se di grande effetto, la pi\u00f9 nota delle quali \u00e8 la \u00abbeffa del Goldoni\u00bb, quando il 12 marzo 1945 un commando partigiano interrompe la rappresentazione che si sta tenendo nel teatro veneziano, gremito di tedeschi e fascisti, e un partigiano tiene un breve comizio. Il 29 aprile entrano a Venezia i primi automezzi e soldati inglesi, ma il giorno dopo i cittadini che si trovano in piazza San Marco possono assistere a ben altro spettacolo: quello delle jeep che sfilano e compiono sette giri della piazza, e che appartengono al Popski\u2019s Private Army, un piccolo esercito privato costituito da un ufficiale di origine ucraina nel 1942, e che si muove al seguito delle armate inglesi. I tedeschi sono ormai lontani e i veneziani possono festeggiare la liberazione.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/la-liberazione-nelle-grandi-citta-1943-1945\/\">Vuoi approfondire? Clicca qui.<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1225 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/maida-liberazione-nelle-grandi-citta\u0300-300x400.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"400\" \/><\/a><\/h3>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Breve storia della liberazione di Venezia, tra assalti alle caserme e trattative per salvaguardare il centro storico dell\u2019antica repubblica \u00abSerenissima\u00bb. 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