{"id":1280,"date":"2018-05-22T00:00:47","date_gmt":"2018-05-21T22:00:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/?p=1280"},"modified":"2019-09-26T18:47:22","modified_gmt":"2019-09-26T16:47:22","slug":"luigi-cadorna-il-comandante-e-solo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/storia\/luigi-cadorna-il-comandante-e-solo\/","title":{"rendered":"Luigi Cadorna: il comandante \u00e8 solo"},"content":{"rendered":"<h2>Luigi Cadorna \u00e8 stato capo di Stato Maggiore dell&#8217;esercito fino al 1917. Odiato e temuto, dopo Caporetto divenne il capro espiatorio su cui fu addossata la responsabilit\u00e0 del disastro.<\/h2>\n<h6>Di Claudio Razeto<\/h6>\n<p>Luigi Cadorna era stato nominato capo di Stato Maggiore nel luglio del 1914. La causa della sua promozione era stata la morte del generale Alberto Pollio, stroncato da un infarto: un evento fortuito che aveva portato il suo vice direttamente al comando, all\u2019et\u00e0 di 64 anni e senza aver mai ricoperto un ruolo operativo. Giolitti nel 1908 aveva confidato al re: \u00abPollio non lo conosco, ma lo preferisco a Cadorna, che conosco\u00bb.<\/p>\n<div id=\"attachment_1278\" style=\"width: 352px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1278\" class=\"wp-image-1278 size-full\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Luigi_Cadorna_Paris_1914_-la-guerra-illustrada-e1523372879268.jpg\" alt=\"\" width=\"342\" height=\"502\" \/><p id=\"caption-attachment-1278\" class=\"wp-caption-text\">Luigi Cadorna (foto via Wikimedia Commons).<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Austero e rigoroso<\/h3>\n<p>Luigi Cadorna era figlio di Raffaele Enrico, il celebre ufficiale della breccia dei Bersaglieri a Porta Pia del 1870 e veterano della guerra di Crimea. Al contrario di Pollio, non aveva simpatie filoaustriache, ma in compenso intratteneva pessimi rapporti con i politici. Era un militare all\u2019antica, tipico piemontese, amante della storia napoleonica, che per uno scherzo del destino si ritrov\u00f2, a pochi anni dalla pensione, a comandare gli italiani nella prima guerra moderna della storia. Nel 1912 aveva inviato al capo di Stato Maggiore uno studio su un\u2019eventuale offensiva alla frontiera orientale, con un piano di attacco che dal Friuli doveva portare fino a Lubiana. Quel documento sarebbe stato la base del piano di guerra contro l\u2019Austria nell\u2019estate del 1914. Di lui Ugo Ojetti scrisse: \u00abDuro era, s\u2019intende, perch\u00e9 prima di tutto era duro con s\u00e9 stesso, in quella vita austera senza riposo, con quel suo vecchio berretto a cono tronco che nessun ufficiale d\u2019ordinanza riusc\u00ec a fargli mutare, con quel suo impermeabile nero, sbucciato e verdastro, le cui asole non poterono mai ritrovare tutti i loro bottoni\u00bb.<\/p>\n<div id=\"attachment_1283\" style=\"width: 599px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1283\" class=\"size-full wp-image-1283\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Luigi_Cadorna_02.jpg\" alt=\"\" width=\"589\" height=\"844\" \/><p id=\"caption-attachment-1283\" class=\"wp-caption-text\">Luigi Cadorna (foto via Wikimedia Commons).<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Sempre avanti<\/h3>\n<p>Non aveva <a href=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/storia\/i-cecchini\/\">piet\u00e0 per i suoi soldati<\/a> e la sua strategia dichiarata era attaccare, sempre, avanzare e un po\u2019 alla volta vincere, per sfinimento del nemico. Durante i sanguinosi assalti al monte San Michele, un comandante di divisione gli disse: \u00abGli uomini sono stanchi\u00bb e lui rispose: \u00abSono pi\u00f9 stanchi i nemici\u00bb. La trincea nemica venne conquistata la sera stessa. Disse di lui il generale Caviglia: \u00abEra un uomo di forte volont\u00e0 e di carattere fortissimo. Penso a una di quelle rocce, che si elevano sulla costa del Mar Ligure, contro cui si rovescia invano la furia delle tempeste\u00bb. Invece a proposito della sua condotta delle operazioni belliche non fu tenero. Scrisse infatti Caviglia: \u00abNell\u2019ultima grande guerra, nessun esercito ha portato sulla sua fronte a dar di cozzo per anni contro le stesse posizioni, soffrendo gravissime perdite senza il sorriso visibile della vittoria, come noi facemmo sulla fronte Giulia\u00bb. Infine, riguardo a Caporetto, anche questo militare di lungo corso aggiunse che \u00abfu per noi una sconfitta, non pi\u00f9 grande di quelle subite dai nostri alleati e dai nostri nemici\u00bb.<\/p>\n<div id=\"attachment_1276\" style=\"width: 1034px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1276\" class=\"size-large wp-image-1276\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Troupes_autrichiennes_sur_le_Tagliamento_pendant_la_Premi\u00e8re_Guerre_mondiale-1024x636.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"636\" \/><p id=\"caption-attachment-1276\" class=\"wp-caption-text\">Truppe austriache attraversano il Tagliamento con ponti di fortuna, dopo aver sfondato il fronte a Caporetto (foto via Wikimedia Commons).<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Nessuna soggezione<\/h3>\n<p>Un suo collega altrettanto energico e brutale, il generalissimo francese Ferdinand Foch, aveva dichiarato: \u00abLo scopo della disciplina non \u00e8 l\u2019obbedienza ma quello di far combattere gli uomini loro malgrado\u00bb. Cadorna ader\u00ec a quei principi imponendo una disciplina ferrea anche ai suoi ufficiali, che vennero esonerati al primo segno di cedimento o di insubordinazione, dandogli la fama di liquidatore di generali e colonnelli. Il generalissimo francese Foch giunse in Italia, subito dopo Caporetto, per valutare la situazione del fronte italiano dopo la drammatica ritirata iniziata il 24 ottobre e per incontrare il comandante in capo italiano. Era arrivato a Treviso alle 6 del mattino, scontento, burbero, accigliato. Volle andar diretto da Cadorna, a palazzo Revedin. Saluti brevi, spiegazioni lunghe sulle carte topografiche e sui plastici. Foch seduto, senza alzar la testa dalle carte, indica: \u00abDovete fare questo e questo\u2026\u00bb. Cadorna in piedi al suo fianco risponde: \u00ab\u00c8 stato gi\u00e0 fatto, mio generale\u00bb. Foch continua: \u00abDovete inviare l\u2019artiglieria qui e qui\u2026\u00bb. Cadorna ripete: \u00abL\u2019ho gi\u00e0 inviata, mio generale\u00bb. E Foch: \u00abBene. E dopo dovete ammassare le truppe qui e qui\u00bb. E Cadorna: \u00abHo gi\u00e0 inviato una divisione\u00bb. Un minuto di silenzio, Foch si alza in piedi, la mano tesa verso la mano di Cadorna: \u00abMa allora \u00e8 tutto a posto, mio generale \u00bb.<\/p>\n<div id=\"attachment_1277\" style=\"width: 649px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1277\" class=\"size-full wp-image-1277\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/GefangeneCividale.jpg\" alt=\"\" width=\"639\" height=\"435\" \/><p id=\"caption-attachment-1277\" class=\"wp-caption-text\">Cividale del Friuli: prigionieri italiani catturati dopo Caporetto (foto via Wikimedia Commons).<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Caporetto<\/h3>\n<p>Il crollo di Caporetto, secondo lo stesso Cadorna, fu dovuto soprattutto alla mancata obbedienza ai suoi ordini, sia da parte dei generali Capello e Badoglio sia da parte dei soldati, che, a suo avviso, si erano arresi in massa. Il generalissimo Cadorna fece numerosi errori, il pi\u00f9 madornale dei quali fu quello di farsi nemici tutti i rappresentanti del governo di Roma, non ultimo <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=tPpQWPKJtug\">Vittorio Emanuele Orlando<\/a>, che proprio grazie alla d\u00e9b\u00e2cle di Caporetto sarebbe tornato a coprire la carica di presidente del Consiglio alla caduta del governo Boselli. I maligni dissero che quello di Caporetto era stato addirittura un complotto ordito da Orlando alle spalle del Comandante Supremo per tornare a guidare il Paese. D\u2019altra parte il generale, con inaspettata preveggenza, prese anche numerose decisioni giuste, come il rafforzamento della linea del Grappa, la realizzazione della cosiddetta \u00abstrada Cadorna \u00bb che da Bassano arrivava al monte Grappa, e la preparazione della linea del Piave come difesa in caso di crollo del fronte isontino. Fu decisamente ruvido con i suoi sottoposti e incapace di stabilire rapporti collaborativi fra il Comando Supremo e gli ufficiali subalterni, molti dei quali, per\u00f2, tramavano contro di lui pur di far carriera, facendosi aiutare dai politici e dai giornali.<\/p>\n<div id=\"attachment_1279\" style=\"width: 1034px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1279\" class=\"size-large wp-image-1279\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Pallanze_-_Lago_Maggiore_Mausoleo_di_Cadorna-1024x665.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"665\" \/><p id=\"caption-attachment-1279\" class=\"wp-caption-text\">Il mausoleo di Cadorna a Pallanza (Verbania), realizzato da Marcello Piacentini e voluto dal regime fascista dopo la morte dell&#8217;ex capo di Stato Maggiore\u00a0(foto via Wikimedia Commons).<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Tra giornali, memorie e diari<\/h3>\n<p>Un comandante d\u2019armata ricordando quegli anni disse: \u00abIo penso che la stampa, la quale invece di illuminare l\u2019opinione pubblica, asservita come era al Comando Supremo, faceva l\u2019apologia di tutto, magnificava tutto e nascondeva gli errori, abbia non poca responsabilit\u00e0 in tutto quanto ci ha colpiti nel periodo meno fortunato della nostra guerra. Un brigadiere generale afferm\u00f2 che \u2018nelle corrispondenze dei giornali vi erano esagerazioni, talvolta dei veri romanzi\u2019. Non riuscivano pertanto affatto gradite le esaltazioni e le lodi con cui gli scrittori di siffatte corrispondenze, mossi da ottime intenzioni, concludevano. Alla r\u00e9clame fattasi fare a mezzo della stampa, si \u00e8 voluto persino attribuire la rapida carriera di taluni ufficiali\u00bb. Cadorna, lontano da tutti, condusse la guerra isolato e forse per questa ragione pag\u00f2 gli errori di tutti. Alla fine della guerra, il generalissimo fu accusato di essersi intestardito nella tattica dei sanguinosi assalti frontali. Ma fu proprio questo il difetto comune a tutti i generali della Grande Guerra, a partire dai francesi e dagli inglesi. Nel grande massacro che and\u00f2 in scena sui campi di battaglia d\u2019Europa dal 1914 al 1918, Cadorna fece n\u00e9 peggio n\u00e9 meglio degli altri. Il fascismo riabilit\u00f2 la sua immagine per motivi di propaganda fin dal 1924, nominandolo maresciallo d\u2019Italia insieme a colui che lo aveva sostituito, il generale della vittoria, Armando Diaz. Cadorna mor\u00ec il 21 dicembre 1928 a sessantotto anni, ancora impegnato a scrivere libri e relazioni a difesa del suo operato e della sua strategia, nella tragica rotta di Caporetto.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/caporetto-una-storia-diversa\/\">Vuoi approfondire? Clicca qui.<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-1282 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Razeto-Claudio-Caporetto-una-storia-diversa-300x400.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"400\" \/><\/a><\/h3>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Luigi Cadorna \u00e8 stato capo di Stato Maggiore dell&#8217;esercito fino al 1917. 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