{"id":1296,"date":"2018-05-08T00:00:42","date_gmt":"2018-05-07T22:00:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/?p=1296"},"modified":"2018-06-03T14:44:09","modified_gmt":"2018-06-03T12:44:09","slug":"massimo-tallone-filosofo-del-noir","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/oltre\/massimo-tallone-filosofo-del-noir\/","title":{"rendered":"Massimo Tallone, filosofo del noir"},"content":{"rendered":"<h2>Intervista a Massimo Tallone a poche settimane dall&#8217;uscita del nuovo libro di Lola. Un&#8217;ottima occasione per parlare di romanzo, creazione letteraria e filosofia con un maestro del noir.<\/h2>\n<h6>Di Filippo Losito.<\/h6>\n<p><strong>C<\/strong><strong>aro Massimo, siamo arrivati alla sesta avventura di Lola e al sesto sodalizio artistico con Biagio Carillo. Cominciamo dal titolo e dalle novit\u00e0 che presenta il prossimo romanzo.<\/strong><\/p>\n<p>Il sesto romanzo di Lola s\u2019intitoler\u00e0 \u00abLe api dei Cappuccini\u00bb e ha due colpi di scena importanti, sia rispetto alla tradizione dei cinque romanzi precedenti, sia per la natura del romanzo in s\u00e9. Il primo potente colpo di scena \u00e8 analogo ad alcune trovate di Conan Doyle per Shelock Holmes, e mi riferisco a un\u2019improvvisa svolta nella gestione del personaggio, cos\u00ec inaspettata da far sobbalzare il lettore fin dalla prima pagina.<\/p>\n<div class=\"fb-video\" data-allowfullscreen=\"true\" data-href=\"https:\/\/www.facebook.com\/EdizionidelCapricorno\/videos\/1738875389686189\/\"><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il <em>crime<\/em> ha trovato nella serialit\u00e0 televisiva una collocazione ideale. La ripetizione tipica del seriale ha rinnovato i meccanismi del genere, consentendo un\u2019esplorazione pi\u00f9 ampia dei personaggi. C\u2019\u00e8 una grande differenza, per intenderci, tra <em>La signora in giallo<\/em> e <em>The Night Of<\/em>, dove oggetto del racconto non \u00e8 tanto il crimine con la soluzione del caso, quanto l\u2019evoluzione psicologica dei personaggi. Alla luce di ci\u00f2, come hai lavorato il personaggio di Lola?<\/strong><\/p>\n<p>Lola \u00e8 stata concepita come un personaggio evolutivo: nel primo romanzo \u00e8 una delinquente a tutti gli effetti \u2013 vuole fare soldi nell\u2019illegalit\u00e0 e mette su una banda \u2013, nel secondo decide di passare alla legalit\u00e0, in un movimento che si compir\u00e0 pienamente nel terzo libro. In questo movimento ascensionale c\u2019\u00e8 un\u2019ispirazione dantesca ritmata in tre libri. Nel quarto romanzo Lola \u00e8 braccata e deve dimostrare la propria innocenza, diventa la detective di s\u00e9 stessa. Nel quinto, \u00abLa casa della mano bianca\u00bb, viene chiamata a risolvere un caso: \u00e8 una detective riconosciuta. Nel sesto romanzo, come ho detto, due colpi di scena scardineranno nuovamente la prospettiva di tranquillit\u00e0 a cui Lola sembra essere approdata.<\/p>\n<p><strong>Rispetto a questi modelli di cambiamento e, per usare un\u2019espressione di Vonnegut, <\/strong><strong>\u00ab<\/strong><strong>curve di fortuna<\/strong><strong>\u00bb<\/strong><strong> del personaggio, quali sono i modelli letterari e cinematografici a cui ti sei ispirato?<\/strong><\/p>\n<p>I modelli ci sono senza dubbio, ma nel mio caso sono pi\u00f9 che altro depositati nell\u2019inconscio. Nella costruzione di un personaggio procedo come nella vita: mi incuriosisco in maniera oscena alla vita privata ed emotiva dell\u2019altro. La figura di Lola \u00e8 sempre viva in me e produce risposte emotive e comportamentali autonome. \u00c8 come se fosse lei a costruire s\u00e9 stessa nella stesura del testo narrativo. Lola si autodefinisce sulla base delle proprie azioni fin dalle prime pagine, proprio come noi esseri umani siamo il risultato di ci\u00f2 che facciamo e diciamo, insieme di ci\u00f2 che di traumatico ci portiamo dentro fin dall\u2019infanzia. Siamo timidi o spavaldi sulla base degli stimoli e delle strutture ricevuti. Non \u00e8 una predeterminazione, quanto un condizionamento ambientale.<\/p>\n<blockquote><p>\u00ab\u00c8 vero, io sto con tre uomini, ma tutti e tre insieme non ne fanno uno\u00bb. Ho scritto la frase su un taccuino e sotto mi sono appuntato: \u00abl\u2019ape regina\u00bb. Cos\u00ec \u00e8 nata Lola.<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>Se ripensi al momento della nascita di Lola, riconosci dei tratti comuni con l\u2019ultima Lola?<\/strong><\/p>\n<p>In accordo con l\u2019editore, Lola \u00e8 nata come il personaggio di un libro autonomo, \u00abIl postino di Superga\u00bb. Solo in caso di successo editoriale si sarebbe pensato di farne una serie; e cos\u00ec \u00e8 stato. La condizione che io e Carillo ci siamo posti prevedeva proprio questo movimento: come ottenere il senso di appartenenza verso una societ\u00e0 attraverso l\u2019adesione alla legalit\u00e0.<\/p>\n<div class=\"fb-video\" data-allowfullscreen=\"true\" data-href=\"https:\/\/www.facebook.com\/EdizionidelCapricorno\/videos\/1739145159659212\/\"><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>L\u2019inferno sono gli altri<\/h3>\n<p><strong>\u00ab<\/strong><strong>L\u2019inferno sono gli altri<\/strong><strong>\u00bb<\/strong><strong> scriveva Sartre; gli altri che ci etichettano, che creano aspettative sui nostri comportamenti e, nel caso degli scrittori, sulla produzione artistica. Per gli altri tu sei Massimo Tallone il giallista. Ti riconosci in quest\u2019etichetta?<\/strong><\/p>\n<p>Io cerco sempre di depistare nel momento in cui vengo trasformato in oggetto. Rifuggo l\u2019etichetta di giallista o romanziere. Scrivo saggi proprio per smarrire la mia identit\u00e0 agli occhi del mondo: il mio vero obiettivo \u00e8 non esistere, rifacendomi a Carmelo Bene. Esisto in differita in tanti modi e cerco di allontanare da me la terribile idea dell\u2019identit\u00e0. Quando mi dicono: \u00abLei \u00e8 uno scrittore\u00bb, io rispondo: \u00abGuardi, in realt\u00e0 sono stato un giocatore del Torino\u00bb. E se mi danno del calciatore io obietto: \u00abMa che calciatore, io scrivo libri\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Le etichette, per\u00f2, servono al mercato. Creano riconoscimento e, seppur semplificando e a volte perfino banalizzando, aiutano a vendere. Oggi essere riconosciuti \u00e8 indispensabile. Come si pongono i tuoi editori di fronte al tuo rifuggire le definizioni?<\/strong><\/p>\n<p>So che la mia versione pubblica \u00e8 una versione circoscritta e incorniciata; mi si vede come il giallista o lo scrittore. Fuori dalla cornice esistono almeno due Massimo Tallone. Il primo rifugge la dimensione pubblica e si nutre di tesori intimi e privati. Il secondo ama il palcoscenico e pu\u00f2 fare a meno della vita privata. L\u2019obiettivo di questo secondo Massimo Tallone \u00e8 quello di lasciare qualcosa al mondo, nella forma della produzione artistica. \u00c8 come lasciare un figlio. Ma poich\u00e9 sono certo dell\u2019infelicit\u00e0 intrinseca dell\u2019esistere e del lato tragico dell\u2019esistenza ho preferito evitare di infliggere la vita a qualcuno. Per\u00f2 sento il piacere e il dovere di lasciare qualche cosa al mondo. Perch\u00e9 sento l\u2019obbligo morale di morire sereno, potendo dire \u00abho finito la mia opera\u00bb. Gi\u00e0 adesso, se ci penso, sento di aver raggiunto questo tipo di serenit\u00e0; vado avanti per puro divertimento. Potrei morire tra un attimo, e non mi turberebbe.<\/p>\n<p><strong>A me un pochino: almeno prima finiamo l\u2019intervista\u2026 La tua attitudine mi sembra possedere sia le virt\u00f9 del contadino fossanese che vive inseguendo <\/strong><strong>\u00ab<\/strong><strong>pace e gioia<\/strong><strong>\u00bb<\/strong><strong>, peraltro parte del tuo patrimonio genetico, sia quelle del filosofo antico. <\/strong><\/p>\n<p>Il pensiero stoico per me ha una grande importanza, cos\u00ec l\u2019atarassia pirroniana. Il Tallone che scrive vuole morire sereno. Questo Tallone \u00e8 un socievole antisociale; i fossanesi sono gentili d\u2019animo e pronti ad ascoltare l\u2019altro anche quando non sono davvero interessati. Io lo sono per vampiresca curiosit\u00e0 da scrittore: tutto ci\u00f2 che umano e che sta fuori di me mi eccita, come diceva Terenzio. La mia \u00e8 una socievolezza utilitaristica. Il Tallone che scrive invece non \u00e8 n\u00e9 socievole n\u00e9 creatore di digressioni (anche se amo follemente Laurence Sterne e il suo \u00abVita e opinioni di Tristram Shandy gentiluomo\u00bb). Mi alzo sempre alla stessa ora \u2013 alle sette \u2013 e, vestito e sbarbato come dovessi uscire, alle sette e trentacinque mi siedo e inizio a scrivere, cos\u00ec posso ignorare il presente. Specialmente nei tre mesi in cui scrivo un romanzo non mi curo dell\u2019attualit\u00e0, che trovo vecchia, sempre uguale, logorante, ossessiva e ansiogena. Non posso sprecare tempo con il presente.<\/p>\n<div class=\"fb-video\" data-allowfullscreen=\"true\" data-href=\"https:\/\/www.facebook.com\/EdizionidelCapricorno\/videos\/1739474012959660\/\"><\/div>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<h3>Il male e la ricerca della struttura<\/h3>\n<p><strong>L\u2019attualit\u00e0 \u00e8 dunque una fonte di distrazione per il Tallone scrittore?<\/strong><\/p>\n<p>Durante il processo di scrittura non compro il giornale n\u00e9 accendo la televisione. E in ogni caso, anche quando mi occupo del presente, mi rendo conto che tutto ci\u00f2 che succede \u00e8 gi\u00e0 successo, \u00e8 una banale e replica stinta di fatti gi\u00e0 accaduti. Il presente \u00e8 stantio, mi annoia. Semmai attingo al presente in termini sociologici, perch\u00e9 lo scrittore di <em>noir<\/em> \u2013 e lo scrittore in genere, dato che anche Dostoevekij, Tolstoj, Cervantes e perfino Omero ragionavano cos\u00ec \u2013 ha il dovere di definire le forme del male cos\u00ec come si manifestano nel tempo e nello spazio. Il male c\u2019\u00e8 sempre, ed \u00e8 come un fiume carsico che assume le forme dello spazio che incontra: se lo spazio \u00e8 organizzato, accidentale o politicizzato, il male muta di conseguenza.<\/p>\n<p><strong>Restiamo ancora un attimo sul tempo della scrittura, perch\u00e9 lo scrittore vive varie dimensioni temporali. Esiste il tempo dell\u2019uomo che ha una vita al di fuori della scrittura; il tempo dello scrittore che si alza, si veste e si siede a scrivere. E poi c\u2019\u00e8 il tempo del romanzo, il tempo della storia che si sovrappone al presente.<\/strong><\/p>\n<p>Il tempo del romanzo \u00e8 un tempo importantissimo, ma non \u00e8 la causa per cui io sto alla larga dal presente: io sto alla larga dal presente a priori, per essere il pi\u00f9 possibile in contatto con il persistente, con ci\u00f2 che resiste realmente oltre l\u2019effimero delle notizie quotidiane. Il male, il bene, la salute, l\u2019odio, la violenza: sono temi persistenti di cui il presente \u00e8 pallida vibrazione.<\/p>\n<div class=\"fb-video\" data-allowfullscreen=\"true\" data-href=\"https:\/\/www.facebook.com\/EdizionidelCapricorno\/videos\/1739807542926307\/\"><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Nei libri di Lola quali forme assume il male?<\/strong><\/p>\n<p>Ogni romanzo di Lola ha un cuore in cui si esplora un particolare tipo di male. In \u00ab<a href=\"http:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/il-postino-di-superga\/\">Il postino di Superga<\/a>\u00bb il male \u00e8 costituito dal tentativo di usare la debolezza delle classi e delle persone pi\u00f9 fragili per arricchirsi: furto e manipolazione; ne \u00ab<a href=\"http:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/la-riva-destra-della-dora\/\">La riva destra della Dora<\/a>\u00bb il tema \u00e8 il ricatto: c\u2019\u00e8 sempre un conto in sospeso con qualcuno; ne \u00ab<a href=\"http:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/la-curva-delle-cento-lire\/\">La curva delle cento lire<\/a>\u00bb il doping giovanile; ne \u00ab<a href=\"http:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/le-maschere-di-lola\/\">Le maschere di Lola<\/a>\u00bb l\u2019ambizione spinta ai suoi estremi; ne \u00ab<a href=\"http:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/la-casa-della-mano-bianca\/\">La casa della mano bianca<\/a>\u00bb, il male \u00e8 l\u2019esposizione mediatica che risucchia l\u2019identit\u00e0. L\u2019io pubblico fagocita la verit\u00e0 interiore. Nel nuovo libro si esplora l\u2019eccesso d\u2019amore: quanto si pu\u00f2 essere violenti per amore?<\/p>\n<blockquote><p>Io sono amorale come un pezzo di granito o una foglia: osservo e trascrivo in base alla plausibilit\u00e0 dei miei personaggi. Esploro le forme dell\u2019Essere.<\/p><\/blockquote>\n<p><strong>Lola \u00e8 stato un bivio per la tua carriera di scrittore?<\/strong><\/p>\n<p>Lola non \u00e8 un bivio, \u00e8 un normale esercizio di concentrazione. \u00c8 nata da una delle mie attitudini ad avere varie antenne ricettive sulle umane cose. Ero in una trattoria toscana, in vacanza con mia moglie, quando ho udito la proprietaria, un donna muscolosa e atletica, parlare al telefono. Era sempre attorniata da tre uomini: uno era il suo ex; l\u2019altro un signore che si occupava di finanze e il terzo un bellimbusto che ronzava da quelle parti. A un certo punto ha detto: \u00ab\u00c8 vero, io sto con tre uomini, ma tutti e tre insieme non ne fanno uno\u00bb. Ho scritto la frase su un taccuino e sotto mi sono appuntato: \u00abl\u2019ape regina\u00bb. Cos\u00ec \u00e8 nata Lola.<\/p>\n<p><strong>Lola \u00e8 dunque destinata a non trovare mai l\u2019amore della vita.<\/strong><\/p>\n<p>Chi lo sa. Lola \u00e8 perennemente insoddisfatta; ha un amante in ogni romanzo. C\u2019\u00e8 una storia che dura un po\u2019 di pi\u00f9, ma \u00e8 un amore incompleto. E dunque la ricerca \u00e8 destinata a perdurare.<\/p>\n<div class=\"fb-video\" data-allowfullscreen=\"true\" data-href=\"https:\/\/www.facebook.com\/EdizionidelCapricorno\/videos\/1739822719591456\/\"><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>A tu per tu con il personaggio<\/h3>\n<p><strong>E tu sei innamorato del tuo personaggio? Come si coniuga questa forma d\u2019amore con il sadismo che, in particolare nel <em>noir<\/em>, occorre possedere per porre i personaggi in situazioni sempre pi\u00f9 difficili e compromettenti? <\/strong><\/p>\n<p>Credo che lo scrittore non possa essere n\u00e9 del tutto innamorato n\u00e9 esageratamente sadico con i propri personaggi. Kandinskij ha scritto: \u00abLa cosa pi\u00f9 difficile in un quadro \u00e8 la prima linea, tutte le altre sono obbligatorie\u00bb. Tutto dipende dalla geometria interna, dallo spazio, dai cromatismi che si impongono una volta tracciata la prima linea. Cos\u00ec \u00e8 per chi scrive. Non c\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0 per lo scrittore di innamorarsi troppo dei propri personaggi. Ma c\u2019\u00e8 senza dubbio un aspetto sadico nel rinnovare costantemente i conflitti. E devo ammettere che adoro peggiorare situazioni gi\u00e0 disperate, continuare ad alzare l\u2019asticella del dramma.<\/p>\n<p><strong>Ti \u00e8 mai capitato di avere la tentazione di infilare i tuoi personaggi in situazioni cos\u00ec disperate e di essere costretto a rinunciare alla scena perch\u00e9 non riuscivi a uscirne o meglio: a farlo uscire?<\/strong><\/p>\n<p>Capita spesso. In alcuni casi metto il personaggio in situazioni cos\u00ec estreme e irrisolvibili solo per misurarmi con la mia capacit\u00e0 di arrivare alla soluzione. Lo sforzo che impiego per ideare una soluzione corrisponde in misura proporzionale al piacere che il lettore prover\u00e0 nel leggerla. Se le soluzioni sono blande, blanda sar\u00e0 l\u2019emozione del lettore. Mi \u00e8 capitato, comunque, di dover buttare parti di un libro perch\u00e9 non riuscivo a trovare un\u2019uscita.<\/p>\n<p><strong>Tu sei autore di un\u2019altra serie di romanzi che hanno come protagonista un uomo che vive ai margini: il Cardo. Ci sono tratti comuni tra il Cardo e Lola? E tra questi e Massimo Tallone?<\/strong><\/p>\n<p>Penso che entrambi abbiano una sostanziale noia per l\u2019esistenza. Lola \u00e8 sorpresa dalla banalit\u00e0 della vita e la accetta. Il Cardo \u00e8 sociofobico non vuole avere nome, bollette, contatti con il mondo organizzato. \u00c8 troppo difficile essere civili. Lola \u00e8 pi\u00f9 evoluta, pi\u00f9 sofisticata, intuisce in maniera meno diretta, ma la avverte, l\u2019estrema vanit\u00e0 del tutto, di leopardiana memoria. Arretra davanti alla vita, ma non del tutto, quel poco che basta per non farsi catturare. Ci accomuna un lato contemplativo: l\u2019osservazione distaccata delle cose e una certa imperturbabilit\u00e0.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-1300\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/lola.jpg\" alt=\"\" width=\"960\" height=\"470\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Per una filosofia del noir<\/h3>\n<p><strong>Il <em>giallo<\/em> e il <em>noir<\/em> sono generi che spesso vengono sovrapposti e confusi per dinamiche narrative e ambientazioni. Qual \u00e8 il serbatoio che ti \u00e8 pi\u00f9 affine, considerando che nei tuoi romanzi &#8211; cos\u00ec come nei grandi romanzi di genere \u2013 il crimine, l\u2019omicidio e la risoluzione di un caso sono solo il motore narrativo di un\u2019esplorazione pi\u00f9 ampia?<\/strong><\/p>\n<p>A mio avviso il giallo \u00e8 un oggetto semplice: l\u2019obiettivo \u00e8 il meccanismo attraverso cui il detective invita il lettore a giocare per capire chi \u00e8 l\u2019assassino. Si parte da una situazione di ordine, si affronta il disordine e alla fine il bilancio torna in pari e il libro assolve alla propria funzione consolatoria. Il noir \u00e8 un oggetto letterario il cui obiettivo \u00e8 esplorare le forme del male cos\u00ec come si manifestano nel tempo; non ha intenzioni consolatorie. L\u2019anima del noir \u00e8 esplorativa e va verso l\u2019ignoto. Pi\u00f9 ci si avvicina alla soluzione, pi\u00f9 ci si addentra nelle paludi umane. L\u2019indagine del noir produce radiografie che non lasciano scampo: il male esiste, \u00e8 codificato e adattabile. Nel giallo il crimine \u00e8 indispensabile, nel noir no: \u00e8 il male l\u2019oggetto dell\u2019indagine e il male non si esprime solo nel crimine.<\/p>\n<p><strong>Qual \u00e8 il confine tra bene e male nella tua produzione letteraria, considerando che il dibattito filosofico tra le due istanze non ha una soluzione? Qual \u00e8 la postura morale che adotti nell\u2019esercizio della scrittura? <\/strong><\/p>\n<p>Io sono amorale come un pezzo di granito o una foglia: osservo e trascrivo in base alla plausibilit\u00e0 dei miei personaggi. Esploro le forme dell\u2019Essere. E siccome, a mio avviso, l\u2019Essere \u00e8 pi\u00f9 malvagio che buono, fatalmente esploro le forme del male.<\/p>\n<p><strong>Siamo arrivati alla conclusione della nostra intervista e non potevo esimermi dal trattore un argomento che ti sta a cuore e che costituisce una cifra stilistica della tua scrittura: lo <em>humor<\/em>. L\u2019incursione nel territorio del male non ti tiene lontano dalla ricorrenza all\u2019umorismo come filtro del racconto, come contrappunto al dramma della vicenda. Come ti servi di questo strumento?<\/strong><\/p>\n<p>In un testo letterario l\u2019ironia \u00e8 l\u2019equivalente dell\u2019ammicco, fa fluire fra il lettore e il testo una confidenza in pi\u00f9, che la trama da sola non potrebbe avere, neanche se fosse opera di Nabokov. L\u2019ironia si manifesta nel distacco, anche come strumento letterario, e infatti il lettore lo avverte come un passo esterno alla trama. Per questo viene spesso fraintesa. Per me si pu\u00f2 essere ironici solo dopo aver assunto su di s\u00e9 il peso del tragico, che \u00e8 l\u2019orizzonte delle umane cose. Altrimenti ci si trova nel territorio della comicit\u00e0, che \u00e8 un fenomeno puramente fisico. L\u2019umorismo \u00e8 una risalita: il tragico ti fa ridere se riesci a essere cos\u00ec filosoficamente distaccato da capire che tutto ci\u00f2 che sta avvenendo in realt\u00e0 \u00e8 gi\u00e0 avvenuto ed \u00e8 gi\u00e0 passato, perch\u00e9 la vita \u00e8 talmente breve che tutto \u00e8 gi\u00e0 passato, che anche tu sei gi\u00e0 morto. La letteratura invece persiste, dunque \u00ablunga vita a Lola\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervista a Massimo Tallone a poche settimane dall&#8217;uscita del nuovo libro di Lola. Un&#8217;ottima occasione per parlare di romanzo, creazione letteraria e filosofia con un maestro del noir. 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