{"id":1344,"date":"2018-06-12T00:39:18","date_gmt":"2018-06-11T22:39:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/?p=1344"},"modified":"2019-09-26T18:45:14","modified_gmt":"2019-09-26T16:45:14","slug":"castelseprio-immagini-dalla-tarda-antichita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/luoghi\/castelseprio-immagini-dalla-tarda-antichita\/","title":{"rendered":"Castelseprio: immagini dalla tarda antichit\u00e0"},"content":{"rendered":"<h2>A Castelseprio si conserva un unicum dell\u2019alto medioevo: una serie di affreschi opera di maestranze aggiornate sulla pi\u00f9 pura tradizione tardo antica e bizantina. Una meraviglia artistica circondata da un parco archeologico altrettanto importante, patrimonio mondiale dell\u2019UNESCO.<\/h2>\n<h6>Di Andrea Accorsi<\/h6>\n<p>Castelseprio, a pochi chilometri da Varese, impone un viaggio a ritroso nel tempo, fino all\u2019epoca turbolenta della crisi dell\u2019impero romano e delle invasioni barbariche. Qui, vicino all\u2019attuale centro abitato i romani dopo il 300 d. C. costruirono un accampamento fortificato (castrum) del quale ci sono pervenute le mura, le fondamenta e parte degli edifici che vi furono costruiti nei secoli successivi. Posta su un pianoro in posizione sopraelevata, Castelseprio serv\u00ec da punto strategico di avvistamento e presidio lungo le antiche vie di comunicazione: una strada militare attraverso la valle dell\u2019Olona collegava Como con il Basso Verbano; poco lontano, nei pressi di Malnate, la stessa strada ne incrociava un\u2019altra di vitale importanza per l\u2019impero, quella che scendeva dai passi alpini per dividersi poi in due rami, uno verso Novara e l\u2019altro per Milano. Decaduta sullo scorcio del Medioevo, questa eccezionale testimonianza dell\u2019et\u00e0 tardoromana \u00e8 rimasta nel limbo per secoli, prima di essere riscoperta e valorizzata come merita.<\/p>\n<div id=\"attachment_1348\" style=\"width: 650px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1348\" class=\"size-full wp-image-1348\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Affresco_da_Santa_Maria_foris_portas_Castelseprio.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"507\" \/><p id=\"caption-attachment-1348\" class=\"wp-caption-text\">Affresco dipinto nella chiesa di Santa Maria foris portas a Castelseprio, rappresentante la prova delle acque amare, un rito descritto nella Bibbia.<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Da Bisanzio alla damnatio memoriae<\/h3>\n<p>Durante il regno di <strong>Teodorico<\/strong> furono erette la casa-torre, la basilica di San Giovanni Evangelista, il battistero di San Giovanni Battista e le mura difensive, che si allungavano verso il fondovalle fi no al baluardo detto oggi Torba. In epoca longobarda (VI-VIII sec. d. C.) la fortificazione divenne il centro di un territorio molto vasto; a questo periodo risalgono alcuni ampliamenti della chiesa e di molte abitazioni. Dopo la caduta del regno longobardo pass\u00f2 sotto la dominazione carolingia, quale centro della contea del Seprio. La sua storia arriva fino alla fine dell\u2019et\u00e0 comunale: dopo anni di tentativi, l\u2019antica roccaforte fu distrutta nella notte del 28 marzo 1287, a conclusione della lotta persa dai Della Torre a favore dei Visconti per la conquista della Signoria di Milano. Gli edifici militari e civili furono rasi al suolo; si salvarono solo le chiese e i loro edifici di servizio.<\/p>\n<blockquote><p>Nel settore sud-occidentale del castrum ci sono resti di abitazioni di diverse epoche (datate tra V-VI e XIII secolo), pi\u00f9 volte ristrutturate anche a causa di numerosi incendi. Il quartiere annovera strade acciottolate, pozzi, canalette di scolo, tubature in terracotta e muri di recinzione.<\/p><\/blockquote>\n<p>L\u2019arcivescovo <strong>Ottone Visconti<\/strong> decret\u00f2 che <strong>non vi si ricostruisse n\u00e9 si abitasse mai pi\u00f9<\/strong>; tale divieto fu soppresso solo nel 1786. In realt\u00e0 il luogo fu ancora abitato, ma solo da religiosi e fino alla fine del Cinquecento. Poi, la vegetazione ricopr\u00ec tutto per secoli. I primi occasionali ritrovamenti avvennero nel 1809 a opera del nobile Giacomo Perucchetti; ricerche successive ebbero il solo scopo di asportare oggetti preziosi. Il recupero, lo studio e la conservazione furono avviati nella met\u00e0 del secolo scorso e proseguono fino ai nostri giorni. Nel 2011 il sito \u00e8 stato iscritto nella lista del <strong>Patrimonio mondiale dell\u2019UNESCO<\/strong>.<\/p>\n<div id=\"attachment_1349\" style=\"width: 1034px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1349\" class=\"wp-image-1349 size-large\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/San_Giovanni_Evangelista_Castelseprio2-1024x768.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"768\" \/><p id=\"caption-attachment-1349\" class=\"wp-caption-text\">Resti della Chiesa di San Giovanni Evangelista nel Castrum di Castelseprio. Foto di Adelchi, via Wikimedia Commons.<\/p><\/div>\n<h3>Il tesoro pi\u00f9 grande: gli affreschi<\/h3>\n<p>Il parco archeologico di Castelseprio (via Castelvecchio, 1513) comprende una zona fortificata, che scende a valle fino a Torba, e un borgo esterno a essa. Quest\u2019ultimo costituiva un insediamento popoloso, a sua volta difeso da mura; sul colle settentrionale sorge l\u2019oratorio di Santa Maria (<strong>Santa Maria foris portas<\/strong>). L\u2019edificio, a pianta triconca tardoromana, sub\u00ec modifiche fino al tardo Rinascimento: restano tracce di demolizioni e ricostruzioni, aperture e chiusure di finestre e porte. Un prezioso ciclo di affreschi altomedievali riveste l\u2019abside maggiore: narra le vicende di Maria e l\u2019infanzia di Cristo secondo il racconto dei Vangeli apocrifi. La <strong>superba qualit\u00e0 delle pitture<\/strong> pone interrogativi, <a href=\"http:\/\/www.raistoria.rai.it\/articoli\/santa-maria-antiqua-e-la-pittura-bizantina-nellitalia-altomedioevale\/34834\/default.aspx\">forse destinati a restare irrisolti<\/a>, sull\u2019autore, sulla sua formazione culturale (occidentale o bizantina?) e sulla datazione, che oscilla tra <strong>VI-VII<\/strong> e <strong>VIII-IX secolo<\/strong>. Sepolture sono sia all\u2019interno che fuori dall\u2019edificio, nel cimitero altomedievale e medievale lungo i muri perimetrali.<\/p>\n<p class=\"jetpack-slideshow-noscript robots-nocontent\">Questo slideshow richiede JavaScript.<\/p><div id=\"gallery-1344-1-slideshow\" class=\"jetpack-slideshow-window jetpack-slideshow jetpack-slideshow-black\" data-trans=\"fade\" data-autostart=\"1\" data-gallery=\"[{&quot;src&quot;:&quot;https:\\\/\\\/www.edizionidelcapricorno.it\\\/chirone\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2018\\\/06\\\/Meister_von_Castelseprio_002-777x1024.jpg&quot;,&quot;id&quot;:&quot;1354&quot;,&quot;title&quot;:&quot;Meister_von_Castelseprio_002&quot;,&quot;alt&quot;:&quot;Castelseprio&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;Gli affreschi di Castelseprio&quot;,&quot;itemprop&quot;:&quot;image&quot;},{&quot;src&quot;:&quot;https:\\\/\\\/www.edizionidelcapricorno.it\\\/chirone\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2018\\\/06\\\/Maestro_di_castelseprio_andata_a_betlemme-1024x849.jpg&quot;,&quot;id&quot;:&quot;1352&quot;,&quot;title&quot;:&quot;Maestro_di_castelseprio,_andata_a_betlemme&quot;,&quot;alt&quot;:&quot;Castelseprio&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;Gli affreschi di Castelseprio&quot;,&quot;itemprop&quot;:&quot;image&quot;},{&quot;src&quot;:&quot;https:\\\/\\\/www.edizionidelcapricorno.it\\\/chirone\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2018\\\/06\\\/Maestro_di_castelseprio_annunciazione_e_visitazione-1024x919.jpg&quot;,&quot;id&quot;:&quot;1351&quot;,&quot;title&quot;:&quot;Maestro_di_castelseprio,_annunciazione_e_visitazione&quot;,&quot;alt&quot;:&quot;Castelseprio&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;Gli affreschi di Castelseprio&quot;,&quot;itemprop&quot;:&quot;image&quot;},{&quot;src&quot;:&quot;https:\\\/\\\/www.edizionidelcapricorno.it\\\/chirone\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2018\\\/06\\\/Maestro_di_castelseprio_nativit\\u00e0-1024x944.jpg&quot;,&quot;id&quot;:&quot;1350&quot;,&quot;title&quot;:&quot;Maestro_di_castelseprio,_nativit\\u00e0&quot;,&quot;alt&quot;:&quot;Castelseprio&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;Gli affreschi di Castelseprio&quot;,&quot;itemprop&quot;:&quot;image&quot;},{&quot;src&quot;:&quot;https:\\\/\\\/www.edizionidelcapricorno.it\\\/chirone\\\/wp-content\\\/uploads\\\/2018\\\/06\\\/Meister_von_Castelseprio_001-1024x757.jpg&quot;,&quot;id&quot;:&quot;1346&quot;,&quot;title&quot;:&quot;Meister_von_Castelseprio_001&quot;,&quot;alt&quot;:&quot;Castelseprio&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;Gli affreschi di Castelseprio&quot;,&quot;itemprop&quot;:&quot;image&quot;}]\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/ImageGallery\"><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Il parco archeologico<\/h3>\n<p>Si accede al castrum attraverso una stretta striscia di terra, in origine su un ponte protetto da un torrione. Posto in una posizione naturale rialzata sulla valle e gi\u00e0 difeso dai versanti a strapiombo sulla valle dell\u2019Olona, il pianoro \u00e8 stato fortificato in fasi successive. La prima cinta muraria fu eretta tra V e VI secolo; era dotata di torri quadrangolari e aveva un perimetro lungo circa 900 metri, che a Est scendeva fino a comprendere Torba. Se ne sono conservati ampi tratti con i resti di sette torri. Nato come fortilizio militare, Castelseprio divenne poi centro abitato e luogo di culto. Il <strong>centro religioso paleocristiano<\/strong> comprende una basilica, il battistero e il cimitero. La <strong>basilica di San Giovanni Evangelista<\/strong> (VI-VII secolo) era a tre navate, divise da due file di cinque pilastri ciascuna, e con una sola abside; l\u2019impianto originario sub\u00ec modifiche nel Medioevo, quando fu aggiunta l\u2019abside meridionale.<\/p>\n<div id=\"attachment_1353\" style=\"width: 1034px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1353\" class=\"size-large wp-image-1353\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Cisterna_Castrum_Castelseprio-1024x768.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"768\" \/><p id=\"caption-attachment-1353\" class=\"wp-caption-text\">Cisterna nei pressi della Chiesa di San Giovanni, Castrum di Castelseprio.\u00a0Foto di Adelchi, via Wikimedia Commons.<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il <strong>battistero<\/strong> paleocristiano dedicato al Battista (V-VI secolo) ha forma ottagonale e un pavimento a piastrelle geometriche in marmi bianchi e neri. La vasca battesimale era collegata con una cisterna, in cui venivano raccolte le acque piovane. Anche il battistero \u00e8 stato pi\u00f9 volte modificato in et\u00e0 medievale e romanica. Lungo un lato della basilica si allinea una torre d\u2019avvistamento pi\u00f9 antica, che ne sarebbe diventato il campanile. Vicino ad essa, la casa dei Canonici aveva altari dedicati a San Vittore e a San Pietro; nel XV secolo un vano fu decorato con affreschi a girali vegetali. Di fronte alla casa dei Canonici, occupata fino al Cinquecento, una costruzione bassomedievale era l\u2019abitazione di laici al servizio dei religiosi. Nel settore sud-occidentale del castrum ci sono resti di abitazioni di diverse epoche (datate tra V-VI e XIII secolo), pi\u00f9 volte ristrutturate anche a causa di numerosi incendi. Il quartiere annovera strade acciottolate, pozzi, canalette di scolo, tubature in terracotta e muri di recinzione. Altre tracce di costruzioni sono a nord della basilica. Si distingue una <strong>casaforte<\/strong>, che potrebbe risalire al V-VI secolo, su due piani e in un\u2019area protetta da un fossato: doveva essere la residenza dell\u2019autorit\u00e0 dell\u2019insediamento.<\/p>\n<div id=\"attachment_1347\" style=\"width: 650px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1347\" class=\"size-full wp-image-1347\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/affreschi-santa-maria-foris-portas-da-flickr.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"426\" \/><p id=\"caption-attachment-1347\" class=\"wp-caption-text\">Maestro di Castelseprio, <em>Cristo benedicente<\/em>.\u00a0Foto via Wikimedia Commons.<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>L\u2019Antiquarium<\/h3>\n<p>A sud del complesso di San Giovanni c\u2019\u00e8 un altro edificio sacro, la chiesa di San Paolo, pregevole esempio di architettura romanica. Esagonale, con absidiola a oriente e spartita all\u2019interno da sei colonne che reggevano un ambulacro, pure colonnato, probabilmente aveva funzione di chiesa palatina, cio\u00e8 riservata ai conti di Castel Seprio. Le <strong>due torri<\/strong> interne alla cinta muraria, a pianta quadrata e con lato di 2,20 metri, secondo alcuni appartengono al primo sistema difensivo: non presentano materiali di reimpiego, che vennero invece utilizzati nelle mura e nelle torri della cinta. Il conventino di San Giovanni, probabile romitorio francescano del XIII secolo, pass\u00f2 poi ai Francescani di Gallarate. Gli si affiancarono abitazioni a due piani e la chiesa, della quale si colgono tracce di diversi rifacimenti. L\u2019abside \u00e8 affrescata con il Cristo risorto dipinto da Francesco da Gattinara (1532). Il complesso, circondato da alte mura e con un portale secentesco, racchiude un cortile porticato su uno dei due lati e un pozzo. Giunto a noi quasi integro nelle linee originarie, dopo alcuni lavori di restauro \u00e8 stato destinato ad <strong>Antiquarium<\/strong> e aperto al pubblico nel 2009. Vi si conservano reperti trovati a Castelseprio, dai pi\u00f9 antichi, risalenti a un insediamento protostorico, ai pi\u00f9 recenti del periodo longobardo e della successiva distruzione. Un grande plastico ricostruisce le mura e gli edifici pi\u00f9 importanti del sito archeologico.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/35-borghi-imperdibili-lombardia\/\">Vuoi approfondire? 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Di Andrea Accorsi.<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":1346,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[58,71,145,122,140],"acf":[],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Meister_von_Castelseprio_001.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1344"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1344"}],"version-history":[{"count":11,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1344\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2311,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1344\/revisions\/2311"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1346"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1344"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1344"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1344"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}