{"id":1410,"date":"2018-07-17T00:00:50","date_gmt":"2018-07-16T22:00:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/?p=1410"},"modified":"2019-09-26T18:43:08","modified_gmt":"2019-09-26T16:43:08","slug":"lecco-viaggio-nei-luoghi-di-manzoni-e-non-solo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/luoghi\/lecco-viaggio-nei-luoghi-di-manzoni-e-non-solo\/","title":{"rendered":"Lecco: viaggio nei luoghi di Manzoni e non solo"},"content":{"rendered":"<h2>L\u00e0 dove l\u2019Adda esce dal Lario formando il lago di Garlate, racchiusa da monti aspri e rocciosi, si trova Lecco, consacrata dalla penna di Manzoni e recentemente rinata al turismo.<\/h2>\n<h6>di Andrea Accorsi e Daniela Ferro<\/h6>\n<p>Abitata fin dall\u2019epoca preistorica, Lecco, gi\u00e0 municipio romano, nel Medioevo fu un borgo importante per i commerci e per la lavorazione dei bozzoli e la filatura della seta, libero comune e poi dominata dai Torriani e quindi dai Visconti. Il nome di Lecco, per\u00f2, \u00e8 legato indissolubilmente ad Alessandro Manzoni, che qui abit\u00f2 e trasse ispirazione per molte pagine dei <em>Promessi Sposi<\/em>. Il nome dello scrittore e dei suoi personaggi \u00e8 dappertutto: nei luoghi, nello stradario, nelle insegne dei locali pubblici di questo luogo, tra i pi\u00f9 caratteristici dei <a href=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/luoghi\/leremo-di-santa-caterina-del-sasso\/\">laghi lombardi<\/a>.<\/p>\n<div id=\"attachment_1414\" style=\"width: 1034px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1414\" class=\"size-large wp-image-1414\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/Lecco-G\u00f4T\u00f4-CC-BY-SA-3.0-1024x768.jpg\" alt=\"lecco\" width=\"1024\" height=\"768\" \/><p id=\"caption-attachment-1414\" class=\"wp-caption-text\">Lecco. Foto di G\u00f4T\u00f4 (CC-BY-SA-3.0).<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Lecco: non soltanto Manzoni<\/h3>\n<p>Arrivando dal lungolario, nella parte settentrionale del borgo antico, la basilica di San Nicol\u00f2, il cui altissimo campanile (96 metri) \u00e8 ben visibile anche da lunghe distanze, fu fondata nel VII secolo, sopra i resti di una fortificazione romana. Ricostruita in stile romanico nel XII secolo su pianta a tre navate, alla fine del Cinquecento fu restaurata nella facciata, nelle scalinate e nel campanile; la facciata in stile neoclassico rivolta verso il lago \u00e8 settecentesca. L\u2019impianto attuale dell\u2019edificio \u00e8 opera dell\u2019architetto Giuseppe Bovara, che nel corso dell\u2019Ottocento lo rimaneggi\u00f2 e ampli\u00f2 in maniera significativa. L\u2019unica parte originaria della chiesa \u00e8 la cappella del battistero. All\u2019interno sono conservati affreschi del XIX e del XX secolo; il fonte battesimale \u00e8 del Cinquecento. Nel 1955, durante lavori di restauro, sotto l\u2019intonaco della volta riemersero frammenti di dipinti del Trecento sulla vita e l\u2019opera di sant\u2019Antonio Abate. Il borgo storico di Lecco era difeso da un castello (un altro era sul ponte visconteo) e da mura, che si possono ancora vedere vicino al sagrato della chiesa e nel tratto che va da via Volta a via Cavour (vallo delle mura). La base del campanile di San Nicol\u00f2 conserva la torre secentesca, da dove partono lunghi tratti dei camminamenti sotterranei. Dal vallo delle mura si raggiunge piazza XX Settembre, dove in passato si trovavano i magazzini che in occasione del mercato settimanale si trasformavano in empori.<\/p>\n<div id=\"attachment_1418\" style=\"width: 535px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1418\" class=\"size-full wp-image-1418\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/068LeccoTorreViscontea-MarkusMark-CC-BY-SA-3.0.jpg\" alt=\"torre viscontea lecco\" width=\"525\" height=\"700\" \/><p id=\"caption-attachment-1418\" class=\"wp-caption-text\">La torre viscontea di Lecco. Foto di MarkusMark(CC-BY-SA-3.0).<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Il mercato e il \u00abpalazzo delle paure\u00bb<\/h3>\n<p>Il <strong>mercato<\/strong> era una vera istituzione per Lecco: neppure i magistrati di sanit\u00e0 milanesi riuscirono a farlo sospendere durante la peste del 1630-32, la stessa rievocata da Manzoni nel suo romanzo. La massiccia torre viscontea, addossata ai palazzi nella piazza, ospita mostre temporanee e, ai piani superiori, il museo della montagna e dell\u2019alpinismo lecchese. In un angolo della stessa piazza, l\u2019edificio in stile eclettico neogotico, costruito nel 1905, fu soprannominato <strong>\u00abpalazzo delle paure\u00bb<\/strong> perch\u00e9, fino al 1964, fu sede dell\u2019intendenza di finanza, con gli uffici delle imposte, del catasto e della dogana. Ha una torre rettangolare, con finestre e trifore, e reca murato uno stemma in marmo con il biscione visconteo; il complesso comprende il contiguo edificio porticato, che mette in comunicazione la piazza con il lungolago. Nel 2012 il palazzo \u00e8 stato ristrutturato dal comune e adibito a struttura espositiva per mostre temporanee al primo piano; al di <strong>arte contemporanea<\/strong>, <strong>grafica<\/strong> e <strong>fotografia<\/strong> della galleria comunale d\u2019arte con opere, fra gli altri, di <strong>Baj<\/strong>, <strong>Pomodoro<\/strong>, <strong>Rotella<\/strong>; il terzo piano ospita l\u2019osservatorio alpinistico lecchese. Poco distante, nell\u2019interno del borgo, <strong>palazzo Belgiojoso<\/strong> \u00e8 la sede dei <a href=\"http:\/\/www.museilecco.org\">musei civici<\/a>. L\u2019edificio, con un vasto parco adiacente, fu costruito tra Seicento e Settecento e ristrutturato gi\u00e0 alla fine dello stesso secolo. Ospita collezioni naturalistiche e archeologiche. Il <strong>museo di storia naturale<\/strong>, frutto delle ricerche dell\u2019abate Stoppani, comprende una sezione di mineralogia e una di zoologia che riempie undici sale. Nel museo archeologico sono raccolti materiali provenienti dal territorio provinciale, dalla preistoria all\u2019et\u00e0 del ferro e dalla romanizzazione all\u2019Alto Medioevo. Nella sala dedicata alla metallurgia nel Lecchese, sono in mostra armi in ferro e vasetti a trottola trovati a Castelnuovo, in Valsassina, attribuibili a popolazioni celtiche e preromane.<\/p>\n<div id=\"attachment_1413\" style=\"width: 1034px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1413\" class=\"size-large wp-image-1413\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/villa-manzoni-1024x707.png\" alt=\"manzoni lecco\" width=\"1024\" height=\"707\" \/><p id=\"caption-attachment-1413\" class=\"wp-caption-text\">Villa Manzoni, sede\u00a0del museo manzoniano. Foto: Archivio Provincia\u00a0di Lecco, da\u00a0Stefano Accorsi, Daniela Ferro, <a href=\"http:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/itinerari-imperdibili-laghi-della-lombardia\/\">\u00abItinerari imperdibili Laghi della Lombardia\u00bb<\/a>.<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Villa Manzoni<\/h3>\n<p>Percorriamo quindi via XI Febbraio fino a quella che fu <strong>villa Manzoni<\/strong>, dove oggi hanno sede il museo manzoniano comunale d\u2019arte, la galleria comunale d\u2019arte, una biblioteca e un archivio. Il museo manzoniano si estende su dieci sale dell\u2019edificio in stile neoclassico costruito prima del XVIII secolo, comprendente rustici e un ampio giardino sul retro, di propriet\u00e0 della famiglia Manzoni fino al 1818. Negli ambienti al piano terra, rimasti con gli arredi originali, sono conservati manoscritti, prime edizioni, ricordi e cimeli dello scrittore; nel cortile a sinistra si trova la <strong>tomba del padre<\/strong>, Pietro Manzoni. Al primo piano, la galleria comunale d\u2019arte raccoglie dipinti di pittori lecchesi o che hanno lavorato nel territorio dal XVI al XX secolo. Da villa Manzoni infiliamo via Amendola per arrivare al ponte Visconti, detto \u00abvecchio\u00bb, fatto costruire da Azzone Visconti tra il 1336 e il 1338.<\/p>\n<blockquote><p>\u00abUna terricciola, sulla riva sinistra dell\u2019Adda, o vogliam dire del lago, poco discosto dal ponte: un gruppetto di case, abitate la pi\u00f9 parte da pescatori, e addobbate qua e l\u00e0 di tramagli e di reti tese ad asciugare\u00bb.<\/p><\/blockquote>\n<p>Vicino a esso, sull\u2019Adda, si scorge l\u2019<strong>isola viscontea<\/strong>, forse formatasi nel XV secolo con il materiale di riporto dei lavori di allargamento dell\u2019argine del fiume per facilitarne il flusso, dopo che Como lamentava continue esondazioni del lago, a seguito della costruzione del ponte che ne sbarrava l\u2019estuario. In origine l\u2019isola aveva funzioni di difesa, grazie al fortino sopra edificato, divenuto abitazione privata fino agli anni Sessanta. Il resto della superficie \u00e8 coperto da un giardino alberato. Il suo riutilizzo in chiave turistica e, con esso, la possibilit\u00e0 di accedervi sono oggetto di contenzioso tra il comune e la propriet\u00e0.<\/p>\n<div id=\"attachment_1419\" style=\"width: 1034px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1419\" class=\"size-large wp-image-1419\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/addio-ai-monti-1024x914.jpg\" alt=\"addio ai monti gonin\" width=\"1024\" height=\"914\" \/><p id=\"caption-attachment-1419\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;addio ai monti nella notissima incisione di Francesco Gonin, per l&#8217;edizione dei <em>Promessi Sposi<\/em> del 1840.<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Pescarenico e i luoghi dei <em>Promessi Sposi<\/em><\/h3>\n<p>Costeggiando il fiume si raggiunge <strong>Pescarenico<\/strong>, descritto da Manzoni come \u00abuna terricciola, sulla riva sinistra dell\u2019Adda, o vogliam dire del lago, poco discosto dal ponte: un gruppetto di case, abitate la pi\u00f9 parte da pescatori, e addobbate qua e l\u00e0 di tramagli e di reti tese ad asciugare\u00bb. Le reti dei pescatori non si vedono pi\u00f9, ma salendo ai rioni della parte alta, come Olate e Acquate, si raggiungono i luoghi della <strong>casa di Lucia<\/strong>, non individuabile con certezza.<\/p>\n<div id=\"attachment_1416\" style=\"width: 935px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1416\" class=\"size-large wp-image-1416\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/I_promessi_sposi_-_Lucia-925x1024.jpg\" alt=\"lucia mondella gonin\" width=\"925\" height=\"1024\" \/><p id=\"caption-attachment-1416\" class=\"wp-caption-text\">Lucia Mondella come raffigurata da Francesco Gonin, nell&#8217;edizione del 1840 dei <em>Promessi Sposi<\/em>.<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La chiesa dei Santi Materno e Lucia in piazza padre Cristoforo apparteneva al convento dei frati cappuccini, lo stesso in cui vivevano i personaggi manzoniani <strong>fra\u2019 Cristoforo<\/strong> e fra\u2019 Galdino. Il <strong>palazzo di don Rodrigo<\/strong>, demolito negli anni Trenta, ha lasciato il posto a un edificio d\u2019ispirazione razionalista. Fu da queste parti che <strong>don Abbondio<\/strong> si imbatt\u00e9 nei <strong>bravi<\/strong> di don Rodrigo, incontro con cui si aprono i Promessi Sposi.<\/p>\n<div id=\"attachment_1415\" style=\"width: 1034px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1415\" class=\"size-large wp-image-1415\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/I_promessi_sposi_-_ch1-1024x951.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"951\" \/><p id=\"caption-attachment-1415\" class=\"wp-caption-text\">Don Abbondio incontra i bravi. Dall&#8217;edizione dei <em>Promessi Sposi<\/em> del 1840, incisione di Francesco Gonin.<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il castello dell\u2019Innominato \u2013 altro celebre personaggio del romanzo, \u00abcucito\u00bb forse da Manzoni sulla vicenda del crudele Bernardino Visconti \u2013 \u00e8 stato identificato con la rocca di Vercurago, risalente al XII secolo. In seguito alla pace di Lodi (1454), il castello segn\u00f2 a lungo il confine tra il ducato di Milano e la repubblica di Venezia, anche dopo che, nel 1509, fu distrutto dai Francesi. Nel 1902 quello che restava della torre fu mutato dai Padri Somaschi in una cappella dedicata a San Girolamo. Nel piccolo borgo sottostante, chiamato \u00abMalanotte\u00bb, erano collocati <strong>la taverna e il posto di guardia dei bravi<\/strong>. Infine, nel vicino rione di Chiuso si trovano le chiese del Beato Serafino e di Santa Maria Assunta, luogo della <strong>conversione dell\u2019Innominato<\/strong> ad opera delle parole di Lucia, prima, e del cardinale Federigo Borromeo, poi. Nei pressi, <strong>la casa del sarto<\/strong> che accolse Lucia liberata dal potente signore locale, dopo il suo ravvedimento (\u00abDio perdona tante cose per un\u2019opera di misericordia\u00bb, capitolo XXI).<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/itinerari-imperdibili-laghi-della-lombardia\/\">Vuoi approfondire? 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Di Andrea Accorsi e Daniela Ferro.<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":1417,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[151,76,122,150],"acf":[],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2018\/06\/I_promessi_sposi_-_Lake_Como.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1410"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1410"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1410\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2305,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1410\/revisions\/2305"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1417"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1410"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1410"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1410"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}