{"id":1465,"date":"2018-07-24T00:00:37","date_gmt":"2018-07-23T22:00:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/?p=1465"},"modified":"2019-09-26T18:42:33","modified_gmt":"2019-09-26T16:42:33","slug":"bligny-ardre-e-la-seconda-battaglia-della-marna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/storia\/bligny-ardre-e-la-seconda-battaglia-della-marna\/","title":{"rendered":"Bligny, Ardre e la seconda battaglia della Marna"},"content":{"rendered":"<h2>Cent\u2019anni fa si combatt\u00e9 la seconda battaglia della Marna, l\u2019inizio della fine per l\u2019esercito tedesco. Una serie di scontri seguiti all\u2019Offensiva di primavera, cui partecip\u00f2 anche un corpo d\u2019armata italiano che diede prova del proprio valore, dopo il disastro di Caporetto e le accuse di disfattismo.<\/h2>\n<h6>Di Claudio Razeto<\/h6>\n<p>La controffensiva alleata sulla Marna, che si svolse nel luglio 1918 sul fronte occidentale vide la partecipazione anche degli italiani. Quelle truppe, 40.000 uomini, costituirono il II Corpo d\u2019Armata. Erano formate dalle brigate Salerno, Napoli, Alpi e Brescia, un raggruppamento di artiglieria pesante, un reggimento di artiglieria pesante campale, due squadroni di cavalleggeri della Lodi e dal II Reparto d\u2019Assalto. A riprova che l\u2019Italia si era velocemente ripresa dagli effetti di <a href=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/storia\/luigi-cadorna-il-comandante-e-solo\/\">Caporetto<\/a>, nell\u2019estate del 1918 gli italiani si trovarono cos\u00ec impegnati anche sul fronte occidentale europeo, contro i tedeschi nella pi\u00f9 grande battaglia combattuta dagli italiani in Francia.<\/p>\n<div id=\"attachment_1471\" style=\"width: 833px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1471\" class=\"wp-image-1471 size-full\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/bligny.jpg\" alt=\"battaglia bligny\" width=\"823\" height=\"583\" \/><p id=\"caption-attachment-1471\" class=\"wp-caption-text\">Cartolina italiana raffigurante la battaglia di Bligny (14-15 luglio 1918).<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>La resistenza italiana<\/h3>\n<p>Sull\u2019Ardre gli uomini del II Corpo d\u2019Armata avevano fermato l\u2019offensiva tedesca a un prezzo altissimo: oltre 10.000 uomini tra morti e feriti. \u00abNella vastissima battaglia della Champagne\u00bb, riportava il <em>Corriere della Sera<\/em> del 26 luglio 1918, \u00abprovocata dalla quinta grande offensiva tedesca, l\u2019azione delle truppe italiane ha avuto una singolare importanza, non per quantitativo di truppe da noi impegnate ma per l\u2019estrema delicatezza del settore affidato alla difesa delle nostre armi. Messi a guardia di una delle principali porte di possibile irruzione teutonica, di uno dei pi\u00f9 vitali punti della linea di resistenza, gli italiani sentivano giustamente di essere stati messi dalla fiducia del Comando unico ad un posto d\u2019onore.\u00bb Scriveva Luigi Barzini, in una corrispondenza dal fronte di Reims: \u00abL\u2019assalto nemico si \u00e8 sferrato dopo una preparazione di sei ore di bombardamento di una intensit\u00e0 senza precedenti: sei ore d\u2019inferno. Esplosivi e gas arrivavano frammisti in una vera grandine di granate d\u2019ogni calibro, e i proiettili fumogeni riempivano la vallata delle loro nebbie impenetrabili. Nella oscurit\u00e0 di queste nubi ferrigne, sono avanzati invisibili i tanks tedeschi nel fondo della valle, mitragliando e cannoneggiando da tutte le parti.<\/p>\n<blockquote><p>Nulla potr\u00e0 superare in orrore quel bombardamento. Fu un massacro. Seduti sull\u2019erba, le spalle appoggiate ai tronchi degli alberi, in un terreno senza trincee, senza camminamenti, senza ricoveri, ci facemmo ammazzare allo scoperto, fumando una sigaretta dopo l\u2019altra.<\/p><\/blockquote>\n<div id=\"attachment_1468\" style=\"width: 1034px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1468\" class=\"wp-image-1468 size-large\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/M_250_14_Poincar\u00e9_et_Albrici-1024x584.jpg\" alt=\"II Corpo d'armata italia\" width=\"1024\" height=\"584\" \/><p id=\"caption-attachment-1468\" class=\"wp-caption-text\">I reparti del II Corpo d&#8217;armata sfilano davanti al generale Albricci e al presidente della repubblica francese Raymond Poincar\u00e9. Foto via Wikimedia Commons<\/p><\/div>\n<h3>Morale altissimo<\/h3>\n<p>Alla sinistra del settore italiano, il terreno tutto cocuzzoli e valloncelli, si prestava alle infiltrazioni, nella opacit\u00e0 delle brume artificiali; e la difesa, resistendo palmo a palmo, arretrava per appoggiarsi sulle linee pi\u00f9 forti, preparata alle spalle. [\u2026] A mezzogiorno la nostra ala sinistra teneva ancora il villaggio di Marfaux, in fondo alla valle. L\u2019ala destra a nord dell\u2019Ardre, arrivata sulla linea di resistenza, vi si manteneva ostinatamente a furia di contrattacchi. Per averne ragione il nemico, verso le ore 14, ricominciava il bombardamento violentissimo. Qui la battaglia si svolgeva nel bosco folto. Salvo il fondo della vallata, tutto il terreno \u00e8 coperto da foreste cos\u00ec folte che non \u00e8 possibile niente a pochi passi di distanza. Di questa invisibilit\u00e0 le truppe d\u2019assalto tedesche profittavano per penetrare con le mitragliatrici, in infiniti rivoletti di infiltrazione. Il combattimento non si svolgeva pi\u00f9 sopra una linea; si sparpagliava come una caccia immane. Si combatteva ferocemente, da albero ad albero, da cespuglio a cespuglio. Mentre i nuclei di resistenza reggevano, aggrappati alle posizioni, fervevano cos\u00ec tutto intorno mischie di reparti mobili. Dal principio alla fine della battaglia, durata quattro giorni e quattro notti, tutti i rapporti francesi e italiani che partivano dai Comandi e dagli ufficiali di collegamento finivano con le parole: \u2018Morale altissimo\u2019\u00bb.<\/p>\n<div id=\"attachment_1467\" style=\"width: 1034px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1467\" class=\"wp-image-1467 size-large\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Cimeti\u00e8re_italien_Sarcy_monument-1024x574.jpg\" alt=\"Bligny marna\" width=\"1024\" height=\"574\" \/><p id=\"caption-attachment-1467\" class=\"wp-caption-text\">Il cimitero militare italiano di Bligny. Sono raccolti i resti di circa 4.500 soldati italiani, di cui 1.366 ignoti. Foto di Garitan,\u00a0CC BY-SA 3.0.<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>\u00abNon potendo far altro, facemmo miracoli\u00bb<\/h3>\n<p>Lo scrittore <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=62KtiSmT9M8\">Curzio Malaparte<\/a>, al secolo Kurt Erik Suckert, arruolatosi minorenne, nel luglio del 1918 era sul fronte francese dell\u2019Ardre con la brigata Alpi. \u00abGiungemmo nei boschi di Bligny\u00bb, scrisse Suckert. \u00abDi trincee e camminamenti nessuna traccia: si camminava, si combatteva, si dormiva allo scoperto. [\u2026] Poco prima dell\u2019attacco il Comando francese fece distribuire ai nostri soldati dei bidoni di cognac. I fanti bevvero il cognac mescolato con etere, come usavano i Francesi per eccitare le loro truppe. Nella notte fra il 14 e il 15 luglio cominci\u00f2 la grande offensiva di Ludendorff, l\u2019ultima, la decisiva. [\u2026] Nulla potr\u00e0 superare in orrore quel bombardamento. Fu un massacro. Seduti sull\u2019erba, le spalle appoggiate ai tronchi degli alberi, in un terreno senza trincee, senza camminamenti, senza ricoveri, ci facemmo ammazzare allo scoperto, fumando una sigaretta dopo l\u2019altra. Tutti i comandanti dei battaglioni erano morti. Su ogni due mitragliatrici, ce n\u2019era una fuori uso. All\u2019alba attaccarono con le tanks [\u2026]. Era la prima volta che ci si trovava di fronte alle tanks. I Francesi, gli Inglesi, gli Americani, avevano i fucili anticarro. Noi italiani non ne avevamo. [\u2026] Alla fine ci venne l\u2019idea di dar fuoco al bosco, davanti alle tanks, che erano, cos\u00ec, costrette a tornare indietro per paura che scoppiasse il serbatoio di benzina. Si combatteva in mezzo alle fiamme\u00bb. Una resistenza indomita e disperata in cui non venne risparmiata nessuna delle orribili armi della grande guerra.<\/p>\n<div id=\"attachment_1470\" style=\"width: 510px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1470\" class=\"wp-image-1470 size-full\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Malaparte_a_Capri.jpg\" alt=\"Curzio Malaparte\" width=\"500\" height=\"500\" \/><p id=\"caption-attachment-1470\" class=\"wp-caption-text\">Curzio Malaparte (1898-1957)<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00abVerso sera\u00bb, continuava Suckert, che solo per poco non aveva lasciato la vita in quella battaglia, \u00abrimanemmo quasi senza cartucce, senza bombe a mano. Le mitragliatrici Saint-\u00c9tienne non avevano pi\u00f9 nastri, le Fiat avevano i caricatori vuoti. La nostra artiglieria aveva subito perdite spaventose. Il 10\u00b0 da campagna era rimasto con due soli pezzi senza munizioni, e una ventina d\u2019uomini in tutto. La battaglia si protrasse per tutta la notte. La mattina del 16 nuove truppe tedesche si buttarono allo sbaraglio, decise a farla finita, precedute da un violento bombardamento a gas yprite. Le nostre maschere, vecchie e tutte in cattivo stato, non ci servivano a nulla. Per tutto il bosco non si udiva che l\u2019immenso rantolio degli agonizzanti. Dalle due del pomeriggio alle quattro respingemmo diciannove assalti tedeschi, e facemmo sette contrattacchi all\u2019arma bianca. Io comandavo la 94a Sezione lanciafiamme d\u2019assalto, e riuscii a fare qualcosa di buono. Al contatto con le fiamme, le bombe a mano appese alla cintura dei soldati tedeschi, scoppiavano\u00bb.<\/p>\n<div id=\"attachment_1469\" style=\"width: 1034px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1469\" class=\"wp-image-1469 size-large\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Arturo_Martini_I_morti_di_Bligny_trasalirebbero_1935_Museo_del_Novecento_di_Milano-1024x683.jpg\" alt=\"i morti di bligny trasalirebbero\" width=\"1024\" height=\"683\" \/><p id=\"caption-attachment-1469\" class=\"wp-caption-text\">Arturo Martini, <em>I morti di Bligny trasalirebbero<\/em>, Museo del Novecento, Milano. La memoria del sacrificio dei soldati italiani fu amplificato dalla propaganda del regime fascista. Tanto che, al momento dell&#8217;invasione dell&#8217;Etiopia, Mussolini stesso sottoline\u00f2 nel suo discorso che \u00absino a prova contraria, mi rifiuto di credere che l&#8217;autentico e generoso popolo di Francia possa aderire a sanzioni contro l&#8217;Italia. I seimila morti di Bligny, caduti in un eroico assalto, che strapp\u00f2 un riconoscimento di ammirazione allo stesso comandante nemico, trasalirebbero sotto la terra che li ricopre\u00bb. Una frase che colp\u00ec l&#8217;immaginazione dell&#8217;artista, che raffigur\u00f2 la scena riutilizzando una statua precedentemente scolpita come <em>Centometrista<\/em>.<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00abVerso il tramonto, l\u2019artiglieria franco-inglese, giunta di rinforzo, e dimenticando che noi pure eravamo vestiti in grigioverde, come i tedeschi, si mise a spararci addosso. Nonostante tutto tenemmo duro e i tedeschi non passarono.\u00bb A conferma dell\u2019intensit\u00e0 di quegli scontri, in una pubblicazione del 178\u00b0 Reggimento Fanteria tedesca si pot\u00e9 leggere: \u00abLa divisione italiana che abbiamo di fronte \u00e8 decimata. [\u2026] La nostra m\u00e8ta \u00e8 Pourcy ma non possiamo raggiungerla, perch\u00e9 urtiamo contro una potente resistenza. Abbiamo a che fare con Italiani, ai quali i Francesi hanno lasciato l\u2019onore e la gloria di avere le massime perdite\u00bb.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/dal-piave-a-vittorio-veneto\/\">Vuoi approfondire? Clicca qui.<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1474 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/razeto-dal-piave-a-Vittorio-Veneto.png\" alt=\"\" width=\"304\" height=\"400\" \/><\/a><\/h3>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cent\u2019anni fa si combatt\u00e9 la seconda battaglia della Marna, l\u2019inizio della fine per l\u2019esercito tedesco. Una serie di scontri seguiti all\u2019Offensiva di primavera, cui partecip\u00f2 anche un corpo d\u2019armata italiano che diede prova del proprio valore, dopo il disastro di Caporetto e le accuse di disfattismo. Di Claudio Razeto.<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":1467,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[155,156,126],"acf":[],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Cimeti\u00e8re_italien_Sarcy_monument.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1465"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1465"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1465\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2303,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1465\/revisions\/2303"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1467"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1465"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1465"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1465"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}