{"id":1476,"date":"2018-07-31T00:00:55","date_gmt":"2018-07-30T22:00:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/?p=1476"},"modified":"2019-09-26T18:41:54","modified_gmt":"2019-09-26T16:41:54","slug":"atzara-borgo-di-artisti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/luoghi\/atzara-borgo-di-artisti\/","title":{"rendered":"Atzara, borgo di artisti"},"content":{"rendered":"<h2>Immersa tra boschi e vigneti (da qui proviene uno dei vini pi\u00f9 interessanti della Sardegna), Atzara ha mantenuto un bel centro storico e un forte senso della tradizione: colori, modi e costumi che hanno portato qui tanti artisti nel corso del Novecento, come ben racconta l\u2019imperdibile pinacoteca intitolata ad Antonio Ortiz Echag\u00fce.<\/h2>\n<h6>di Andrea Carpi<\/h6>\n<p>La zona di Atzara venne abitata gi\u00e0 nel neolitico: ne sono prova le domus de janas di Corongiu Senes e i reperti (lame e punte di freccia) di Launisa. Passarono di qui poi i nuragici (di particolare interesse \u00e8 il nuraghe di Abbagadda) e i Romani. Il borgo vero e proprio \u00e8 di origine medievale e la sua nascita viene datata intorno all\u2019anno Mille, fondato dagli abitanti di altri tre piccoli borghi scomparsi: Leonissa, Baddareddu e Pauli Cungiau.<\/p>\n<div id=\"attachment_1481\" style=\"width: 592px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1481\" class=\"wp-image-1481 size-full\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/atzara2.jpg\" alt=\"san giorgio atzara\" width=\"582\" height=\"451\" \/><p id=\"caption-attachment-1481\" class=\"wp-caption-text\">La chiesa di San Giorgio. Foto tratta da Andrea Carpi,\u00a0<a href=\"http:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/35-borghi-imperdibili-sardegna\/\">\u00ab35 borghi imperdibili Sardegna\u00bb<\/a>.<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Tra i secoli della storia<\/h3>\n<p>Tre insediamenti che la tradizione orale ha portato fino ai nostri giorni in un verso molto conosciuto: <em>Cuaddariu nieddu, si andas a Baddareddu, narasidd\u2019a Cillotta ca sa figia d\u2019est morta, sa ch\u2019hiat coiau a Paule Cungiau<\/em> (\u00abUomo in nero [che te ne vai] a cavallo, se passerai a Baddareddu, di\u2019 a Cillotta che le \u00e8 morta la figlia, quella che aveva maritato in Pauli Cungiau\u00bb). Sempre all\u2019anno Mille si fa risalire la chiesa campestre di Santa Maria Bambina, ritenuta il centro di culto cristiano pi\u00f9 antico della Barbagia. Atzara viene citata in diversi documenti tra l\u2019XI e il XV secolo. Tra questi, i principali sono il <em>Condaghe di Santa Maria di Bonarcado<\/em> (1120-1146: Atzara appartiene alla diocesi di Arborea) e il trattato di pace firmato nel 1388 dalla giudicessa Eleonora d\u2019Arborea e dal re Giovanni d\u2019Aragona. Nel periodo di Arborea fece parte della curatoria del Mandrolisai, mentre alla caduta del giudicato (1420) pass\u00f2 agli Aragonesi e venne incorporato nella contea di Mandrolisai. Nei primi decenni del Seicento il borgo s\u2019ingrand\u00ec, accogliendo i superstiti (di una pestilenza, forse) del villaggio di Spasul\u00e8, che sar\u00e0 abbandonato. Nel 1711 venne unito alla contea di San Martino, feudo dei Valentino, ai quali fu riscattato nel 1839.<\/p>\n<div id=\"attachment_1478\" style=\"width: 304px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1478\" class=\"size-full wp-image-1478\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/atzara4.jpg\" alt=\"tartaruga di sughero\" width=\"294\" height=\"444\" \/><p id=\"caption-attachment-1478\" class=\"wp-caption-text\">Una curiosa \u00abtartaruga\u00bb\u00a0di sughero.\u00a0Foto tratta da Andrea Carpi,\u00a0<a href=\"http:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/35-borghi-imperdibili-sardegna\/\">\u00ab35 borghi imperdibili Sardegna\u00bb<\/a>.<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Un centro veramente storico<\/h3>\n<p>Il centro storico custodisce la pregiata struttura urbana medievale, caratterizzata dall\u2019architettura di gusto catalano. Tra le strette viuzze e i vicoli che confluiscono sulla piazza della <strong>chiesa di Sant\u2019Antioco Martire<\/strong>, si possono osservare le case pi\u00f9 antiche, edifici bassi in granito con gli originari solai in assi di quercia. Alcune costruzioni conservano intatte, ad abbellire porte e finestre, cornici in trachite, eleganti lavori di scalpello arricchiti da elementi architettonici e decorativi, mentre tra vicoli e piazzette, alternati alle case, si trovano i magasinos, cantine private che spesso nascondono soffitti in legno, botti in castagno, tavolacci, vino e la grande ospitalit\u00e0 degli atzaresi, sempre pronti ad accogliere il visitatore con un bicchiere di Mandrolisai. Punto di partenza per conoscere Atzara e il suo centro storico pu\u00f2 essere il <strong>Museo Antonio Ortiz Echag\u00fce<\/strong>, straordinario <a href=\"http:\/\/www.comune.atzara.nu.it\/www\/Sinistra\/ScopriAtzara\/Atzara_Cultura\/Il_museo\/\">s<\/a><a href=\"http:\/\/www.comune.atzara.nu.it\/www\/Sinistra\/ScopriAtzara\/Atzara_Cultura\/Il_museo\/\">crigno di arte contemporanea<\/a> che raccoglie un centinaio di opere della scuola spagnola del Costrumbrismo (da costumbre, costume) e del suo filone sardo.<\/p>\n<div id=\"attachment_1483\" style=\"width: 1034px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1483\" class=\"wp-image-1483 size-large\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/Atzara_-_Costume_tradizionale_02-1024x683.jpg\" alt=\"costume tradizionale di Atzara\" width=\"1024\" height=\"683\" \/><p id=\"caption-attachment-1483\" class=\"wp-caption-text\">Costume tradizionale di Atzara. Foto di Gianni Careddu (CC BY-SA 3.0).<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Il Costrumbrismo<\/h3>\n<p>Ma come sono arrivate queste opere (e questi pittori) proprio ad Atzara? Tutto comincia a Roma, all\u2019inizio del Novecento. Un gruppo di giovani artisti spagnoli, ospiti dell\u2019Accademia di Spagna, incontra per caso un gruppo di pellegrini provenienti dalla Sardegna per il Giubileo. I pittori notano l\u2019abbigliamento dei sardi e s\u2019incuriosiscono in particolare per il costume di Atzara, in un periodo in cui il folklore e la dimensione popolare e contadina erano al centro dell\u2019attenzione degli artisti.<\/p>\n<div id=\"attachment_1480\" style=\"width: 702px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1480\" class=\"size-full wp-image-1480\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/atzara-costume.jpg\" alt=\"costume atzara\" width=\"692\" height=\"462\" \/><p id=\"caption-attachment-1480\" class=\"wp-caption-text\">Un costume reale\u00a0e costumi dipinti\u00a0nel Museo Echag\u00fce.\u00a0Foto tratta da Andrea Carpi,\u00a0<a href=\"http:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/35-borghi-imperdibili-sardegna\/\">\u00ab35 borghi imperdibili Sardegna\u00bb<\/a>.<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il primo a giungere in Sardegna fu Eduardo Chicharro, di Madrid; ospitato dal possidente e politico di Atzara Bartolomeo Demurtas (noto come Ziu Arzolu) scelse di dipingere il ritorno dalla festa di San Mauro, ma ammalatosi di malaria dovette far rientro in Spagna. Nel 1907 fu la volta di Antonio Ortiz Echag\u00fce, morto negli anni Quaranta, uno dei pi\u00f9 celebri pittori spagnoli della sua generazione e fondatore del Costumbrismo. Anch\u2019egli rimase colpito dalla bellezza del paese, dalla sua gente, dai suoi colori. Come il suo predecessore, per soggiornare in Sardegna dovette impegnarsi con il governo spagnolo a consegnare una tela e ci riusc\u00ec. Il quadro s\u2019intitolava La festa della confraternita e ritraeva gente del luogo con il tradizionale costume. L\u2019opera gli assicur\u00f2 fama, successo e premi internazionali. Chicharro e Ortiz fecero scuola tra le vigne e le cantine di Atzara, tanto da gettare le basi per una sorta di \u00abaccademia spontanea\u00bb. Su queste colline sorse un cenacolo al quale presero parte alcuni tra i pi\u00f9 grandi pittori isolani: Antonio Ballero, Giuseppe Biasi, Filippo Figari, Carmelo Floris, Mario Delitala, Stanis Dessy e poi in seguito Bernardino Dequiros, Galep, Filippo Figari, Giuseppe Biasi. Atzara ha dato anche i natali a un importante artista sardo del Novecento: \u00e8 Antonio Corriga, al quale va il merito di aver pensato per primo a una pinacoteca cittadina.<\/p>\n<div id=\"attachment_1482\" style=\"width: 636px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1482\" class=\"size-full wp-image-1482\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/atzara3.jpg\" alt=\"atzara sant'antioco\" width=\"626\" height=\"572\" \/><p id=\"caption-attachment-1482\" class=\"wp-caption-text\">La chiesa di Sant\u2019Antioco.\u00a0Foto tratta da Andrea Carpi,\u00a0<a href=\"http:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/35-borghi-imperdibili-sardegna\/\">\u00ab35 borghi imperdibili Sardegna\u00bb<\/a>.<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>La chiesa di Sant\u2019Antioco<\/h3>\n<p>A poche centinaia di metri una piazza ad anfiteatro introduce alla <strong>chiesa di San Giorgio<\/strong>, documentata gi\u00e0 nel 1205: l\u2019edificio \u00e8 a navata unica, con una facciata semplice e il campanile a vela. Sull\u2019omonima via si trova <strong>palazzo Su Conte<\/strong>, la residenza feudale dei conti di San Martino. L\u2019edificio (del XV-XVI secolo) ha subito diverse trasformazioni e non \u00e8 visitabile, ma nel patio si pu\u00f2 ammirare la cupola maiolicata che protegge il pozzo. La tappa successiva \u00e8 la <strong>chiesa di Sant\u2019Antioco<\/strong>, uno degli edifici di culto pi\u00f9 interessanti di tutta la zona. La chiesa venne costruita tra il XVI e il XVII secolo, con influenze stilistiche pisane e aragonesi (imitando le maniere del passato secondo i dettami del tempo) con interno gotico a tre navate. Spicca nella facciata in trachite il rosone, finemente lavorato. L\u2019altare maggiore in legno, in stile spagnolo, ora \u00e8 collocato nella cappella del Sacro Cuore. Meritano di essere ricordate alcune preziose argenterie di epoca cinquecentesca: un ostensorio di fattura spagnola, una croce di bottega cagliaritana. Di fronte alla chiesa, la vecchia casa parrocchiale coeva del palazzo di Su Conte conserva elementi di gusto aragonese, come la finestra con davanzale di trachite e la croce incisa sulla pietra. Non lontano, un\u2019altra abitazione padronale che vale la pena vedere \u00e8 <strong>casa Magganu<\/strong>, anch\u2019essa dotata di elementi aragonesi di pregio.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/35-borghi-imperdibili-sardegna\/\">Vuoi approfondire? Clicca qui.<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1485 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/carpi-35-borghi-imperdibili-sardegna.png\" alt=\"carpi borghi sardegna\" width=\"304\" height=\"400\" \/><\/a><\/h3>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Immersa tra boschi e vigneti (da qui proviene uno dei vini pi\u00f9 interessanti della Sardegna), Atzara ha mantenuto un bel centro storico e un forte senso della tradizione: colori, modi e costumi che hanno portato qui tanti artisti nel corso del Novecento, come ben racconta l\u2019imperdibile pinacoteca intitolata ad Antonio Ortiz Echag\u00fce. 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