{"id":1577,"date":"2018-09-11T00:00:55","date_gmt":"2018-09-10T22:00:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/?p=1577"},"modified":"2019-09-26T18:38:37","modified_gmt":"2019-09-26T16:38:37","slug":"narbona-il-paese-che-fu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/luoghi\/narbona-il-paese-che-fu\/","title":{"rendered":"Narbona, il paese che fu"},"content":{"rendered":"<h2>Il paese abbandonato di Narbona \u00e8 stato chiamato la \u00abPompei delle valli occitane\u00bb. Si tratta di un luogo unico, sospeso dalla quotidianit\u00e0. Tra le sue case ormai in rovina, piatti e bicchieri rimangano sui tavoli, materassi e lenzuola sui letti e lavagne e gessetti tra le mura della scuola.<\/h2>\n<h6>Di Gian Vittorio Avondo e Claudio Rolando<\/h6>\n<p>\u00abUn muro di case\u00bb, scrive Nuto Revelli in <em>La guerra dei poveri<\/em>, descrivendo l\u2019impressione che ebbe di Narbona, la prima volta che la vide, quando vi giunse per trovare scampo da un rastrellamento tedesco. Oggi purtroppo l\u2019impressione che si ha giungendo al villaggio (o, meglio, a ci\u00f2 che ne rimane), \u00e8 molto diversa e l\u2019emozione che poteva suscitare la sua visione quand\u2019era abitato si trasforma presto in angoscia nel momento in cui si capisce che le sue case non sono pi\u00f9 che cumuli di pietre.<\/p>\n<div id=\"attachment_1584\" style=\"width: 776px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1584\" class=\"size-full wp-image-1584\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Narbona_2002_2.jpg\" alt=\"narbona\" width=\"766\" height=\"530\" \/><p id=\"caption-attachment-1584\" class=\"wp-caption-text\">Uno scorcio di Narbona. Immagine di pubblico dominio.<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Strade e sentieri<\/h3>\n<p>Villaggio di versante, il borgo evidenziava case arroccate e sovrapposte per lasciare spazio alle colture circostanti, per sfruttare e trattenere il calore che da ognuna di esse proveniva e impedire, con tetti spioventi e sovrapposti, che la neve si accumulasse lungo le vie interne di collegamento. Tra le abitazioni, un dedalo di viuzze in forte pendenza si snodava in varie direzioni, spesso sfruttando scale in pietra, tunnel o sottopassi ricavati tra una casa e l\u2019altra. Tra Settecento e Ottocento Narbona fu popolata anche da 150 anime, che negli anni Trenta del Novecento si erano gi\u00e0 ridotte a una novantina. Isolato, raggiungibile solo a piedi, il paese era collegato al fondovalle solo da due strade: una abbastanza facile, risalente da Campomolino lungo il corso del rio Grana, l\u2019altra assai pericolosa in inverno, perch\u00e9 spesso esposta su profondi precipizi, proveniente da Colletto.<\/p>\n<div id=\"attachment_1582\" style=\"width: 372px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1582\" class=\"size-full wp-image-1582\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/narbona2.jpg\" alt=\"narbona letto\" width=\"362\" height=\"243\" \/><p id=\"caption-attachment-1582\" class=\"wp-caption-text\">Una camera da letto conservata tra le rovine delle case. Da\u00a0<a href=\"http:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/escursioni-imperdibili-sulle-vie-sacre-del-piemonte\/\"><b>\u00ab<\/b>Escursioni imperdibili sulle vie sacre del Piemonte<\/a><b>\u00bb\u00a0<\/b>di\u00a0Gian Vittorio Avondo e Claudio Rolando.<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<blockquote><p>Alcuni, abbandonato il paese, intrapresero il lavoro di lustrascarpe alla stazione di Porta Nuova a Torino o agli angoli delle vie principali del capoluogo piemontese.<\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Era il tracciato conosciuto come Sentiero dei Morti, costellato di \u00abpose\u00bb: i funerali che da Narbona scendevano verso il cimitero di Colletto prevedevano soltanto il trasporto a spalle delle bare (assai rischioso, dato il tipo di sentiero), e quindi era necessario far riposare spesso i portantini. All\u2019ultima di queste pose giungevano anche il parroco e i chierichetti, per attendere il defunto e accompagnarlo per l\u2019ultimo tratto di strada fino alla chiesa e al cimitero.<\/p>\n<div id=\"attachment_1583\" style=\"width: 397px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1583\" class=\"wp-image-1583 size-full\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/narbona3.jpg\" alt=\"resti narbona\" width=\"387\" height=\"249\" \/><p id=\"caption-attachment-1583\" class=\"wp-caption-text\">I resti di Narbona. Da\u00a0Da\u00a0<a href=\"http:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/escursioni-imperdibili-sulle-vie-sacre-del-piemonte\/\"><b>\u00ab<\/b>Escursioni imperdibili sulle vie sacre del Piemonte<\/a><b>\u00bb\u00a0<\/b>di\u00a0Gian Vittorio Avondo e Claudio Rolando.<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Come si abitava<\/h3>\n<p>Il fatto che i ruderi di Narbona oggi si trovino immersi in una foresta di latifoglie sempre pi\u00f9 fitte non deve ingannare. Un tempo, infatti, intorno alla borgata erano tutti pascoli e coltivi, spesso terrazzati per attenuarne la pendenza. Segale, orzo, patate e legumi erano i prodotti pi\u00f9 coltivati, mentre nelle stalle ogni famiglia disponeva di una o due mucche e di qualche capra. Le abitazioni erano le tipiche case alpine, che per\u00f2 evidenziavano una particolarit\u00e0: anzich\u00e9 avere cucina e stanze sovrapposte, come di norma, esse si sviluppavano quasi sempre su tre piani, in cui trovavano rispettivamente spazio la stalla, la cucina e le camere da letto (sullo stesso livello) e il fienile in alto. Ci\u00f2 permetteva a chi viveva nello spazio intermedio di sfruttare il calore proveniente dal basso, dove c\u2019erano gli animali, e l\u2019isolamento garantito dal fieno e dalla paglia all\u2019ultimo livello.<\/p>\n<div id=\"attachment_1579\" style=\"width: 409px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1579\" class=\"size-full wp-image-1579\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/narbona1-Copia.jpg\" alt=\"case narbona\" width=\"399\" height=\"243\" \/><p id=\"caption-attachment-1579\" class=\"wp-caption-text\">Le case di Narbona. Da\u00a0Da\u00a0<a href=\"http:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/escursioni-imperdibili-sulle-vie-sacre-del-piemonte\/\"><b>\u00ab<\/b>Escursioni imperdibili sulle vie sacre del Piemonte<\/a><b>\u00bb\u00a0<\/b>di\u00a0Gian Vittorio Avondo e Claudio Rolando.<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>La grande citt\u00e0<\/h3>\n<p>La <a href=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/oltre\/orsi-e-arlecchini-il-carnevale-delle-alpi-occidentali\/\">vita sociale<\/a>, nel paese, stava in pratica tutta negli incontri serali nelle stalle, dove si parlava e si pregava, si raccontavano storie, si facevano piccoli lavori d\u2019intaglio del legno o si filava la lana. Dopo la seconda guerra mondiale, tuttavia, la vita nel paese <a href=\"http:\/\/www.lastampa.it\/2016\/12\/21\/cuneo\/la-pompei-delle-valli-occitane-dove-il-tempo-si-fermato-al-TrmmZ3G0dtU7wENXrIgLkN\/pagina.html\">cambi\u00f2<\/a>: i giovani cominciarono a scendere per trovare un lavoro a valle e gli anziani rimasero nelle case fino a quando gli ultimi, era il 1962, non decisero anch\u2019essi di scendere a valle. Alcuni, abbandonato il paese, intrapresero il lavoro di lustrascarpe alla stazione di Porta Nuova a Torino o agli angoli delle vie principali del capoluogo piemontese.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/escursioni-imperdibili-sulle-vie-sacre-del-piemonte\/\">Vuoi approfondire? Clicca qui.<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-1590 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/avondo-rolanco-escursioni-imperdibili-sulle-vie-sacre-del-piemonte.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"395\" \/><\/a><\/h3>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il paese abbandonato di Narbona \u00e8 stato chiamato la \u00abPompei delle valli occitane\u00bb. Si tratta di un luogo unico, sospeso dalla quotidianit\u00e0. Tra le sue case ormai in rovina, piatti e bicchieri rimangano sui tavoli, materassi e lenzuola sui letti e lavagne e gessetti tra le mura della scuola. Di Gian Vittorio Avondo e Claudio Rolando.<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":1588,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[164,64,163],"acf":[],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Narbona-6.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1577"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1577"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1577\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2293,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1577\/revisions\/2293"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1588"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1577"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1577"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1577"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}