{"id":1606,"date":"2018-09-18T00:00:44","date_gmt":"2018-09-17T22:00:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/?p=1606"},"modified":"2019-09-26T18:37:58","modified_gmt":"2019-09-26T16:37:58","slug":"limpero-nella-propaganda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/storia\/limpero-nella-propaganda\/","title":{"rendered":"L\u2019impero nella propaganda"},"content":{"rendered":"<h2>In quale modo la propaganda del regime fascista prepar\u00f2 culturalmente la guerra d\u2019Etiopia? Quali furono i filtri culturali attraverso cui l\u2019aggressione venne giustificata, digerita e rielaborata agli occhi dell\u2019opinione pubblica italiana?<\/h2>\n<h6>Di Gianni Oliva.<\/h6>\n<p>L\u2019elemento pi\u00f9 noto della propaganda imperiale fascista \u00e8 probabilmente la canzone <em>Faccetta nera<\/em>, scritta nell\u2019aprile 1935 da Renato Micheli e musicata da Mario Ruccione. Composta nel momento in cui la stampa prepara la campagna di conquista denunciando la presunta sopravvivenza di un sistema schiavistico in Etiopia, la canzone celebra la grandezza civilizzatrice \u00abromana\u00bb che porta libert\u00e0 l\u00e0 dove esistono ancora le catene: \u00abfaccetta nera \/ bell\u2019abissina \u00bb recita il ritornello, \u00abaspetta e spera che gi\u00e0 l\u2019ora si avvicina; \/ quando saremo insieme a te, \/ noi ti daremo un\u2019altra legge e un altro Re\u00bb. Una delle prime esibizioni pubbliche del pezzo avviene a Roma nel cinema-teatro delle Quattro Fontane, presentata dalla compagnia dell\u2019attrice-cantante Anna Foguez: sulla scena compare una ragazza di colore incatenata, poi arriva la Foguez nelle vesti tricolori dell\u2019Italia che la libera e le fa indossare una camicia nera. Inserita in molte riviste di variet\u00e0 dell\u2019epoca, la canzone diventa subito popolarissima, specie sulla bocca delle truppe in partenza per l\u2019Africa.<\/p>\n<div id=\"attachment_1611\" style=\"width: 720px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1611\" class=\"wp-image-1611 size-large\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/oliva2-710x1024.jpg\" alt=\"oliva propaganda fascismo\" width=\"710\" height=\"1024\" \/><p id=\"caption-attachment-1611\" class=\"wp-caption-text\">Immagini della propaganda coloniale fascista. Da Gianni Oliva <a href=\"http:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/lavventura-coloniale-italia\/\">\u00abL\u2019avventura coloniale italiana. L\u2019Africa Orientale Italiana 1885-1942\u00bb.<\/a><\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Liberate gli schiavi<\/h3>\n<p>D\u2019altra parte, il tema della liberazione degli schiavi \u00e8 centrale nella comunicazione dell\u2019impresa: uno dei primi provvedimenti, datato 14 ottobre 1935 e rivolto alle popolazioni del Tigr\u00e8, \u00e8 il \u00abBando di soppressione della schiavit\u00f9 in Tigr\u00e9\u00bb, firmato da Emilio De Bono, in cui si afferma che \u00abl\u00e0 dove sventola la bandiera d\u2019Italia vi \u00e8 libert\u00e0\u00bb e si proclama che \u00abgli schiavi attualmente presenti nel Tigr\u00e8 sono da questo momento liberi\u00bb. Ampiamente veicolato dalla stampa nazionale, il bando di De Bono viene ribadito mano a mano che la conquista procede e quando Badoglio sta per entrare in Addis Abeba tutti i quotidiani pubblicano a piena pagina l\u2019annuncio: \u00abOggi, giorno di Pasqua, tutti gli schiavi etiopi sono stati liberati\u00bb.<\/p>\n<div id=\"attachment_1616\" style=\"width: 683px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1616\" class=\"wp-image-1616 size-large\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/oliva01-673x1024.jpg\" alt=\"de bono tigr\u00e8\" width=\"673\" height=\"1024\" \/><p id=\"caption-attachment-1616\" class=\"wp-caption-text\">Il bando firmato da De Bono il 14 ottobre 1935, che sopprime la schiavit\u00f9 in Tigr\u00e8.\u00a0Da Gianni Oliva <a href=\"http:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/lavventura-coloniale-italia\/\">\u00abL\u2019avventura coloniale italiana. L\u2019Africa Orientale Italiana 1885-1942\u00bb.<\/a><\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Vecchi pregiudizi<\/h3>\n<p>La proclamazione della libert\u00e0 non significa ovviamente equiparazione: la rappresentazione del \u00abnero\u00bb discende da un rozzo darwinismo sociale che presuppone la superiorit\u00e0 del \u00abbianco\u00bb. Attingendo a stereotipi razzisti preesistenti, il fascismo descrive l\u2019indigeno come un fanciullo ingenuo e selvatico, spesso coperto solo da un gonnellino di bucce di banana, con gli occhi sgranati di stupore, abitante di un\u2019Africa misteriosa, lontana e primitiva. Il bianco, rappresentato come un adulto in divisa militare, talvolta con la fiaccola della civilt\u00e0 in pugno, ha il compito di educare il fanciullo nero e di avviarlo sulla strada dell\u2019emancipazione, nella consapevolezza di una superiorit\u00e0 europea intellettuale e morale, sostanziata da millenni di storia. Anche quando i bianchi e i neri vengono proposti in azioni comuni, il sistema valoriale di riferimento \u00e8 diverso. Sul frontespizio de <em>Il Balilla<\/em> del 16 gennaio 1936, ad esempio, viene illustrato un episodio della guerra in cui un ufficiale italiano guida un gruppo di ascari eritrei all\u2019attacco: l\u2019azione eroica \u00e8 la stessa, ma l\u2019ufficiale bianco risulta \u00abvaloroso\u00bb, mentre gli ascari neri vengono presentati come \u00abindigeni fedeli\u00bb. La stessa impostazione razzista (e sessista) si ritrova nella rappresentazione delle donne: le abissine sono spesso semivestite e con i seni nudi, cos\u00ec rappresentate non per aderire ai costumi locali ma per veicolare l\u2019immagine delle \u00abprede\u00bb, rispetto alle quali l\u2019uomo bianco pu\u00f2 permettersi qualsiasi licenza.<\/p>\n<div id=\"attachment_1612\" style=\"width: 1034px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1612\" class=\"wp-image-1612 size-large\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/oliva3-1024x724.jpg\" alt=\"oliva propaganda fascismo\" width=\"1024\" height=\"724\" \/><p id=\"caption-attachment-1612\" class=\"wp-caption-text\">Immagini della propaganda coloniale fascista. Da Gianni Oliva <a href=\"http:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/lavventura-coloniale-italia\/\">\u00abL\u2019avventura coloniale italiana. L\u2019Africa Orientale Italiana 1885-1942\u00bb.<\/a><\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La differenza di civilt\u00e0 \u00e8 ribadita nella proposta delle infrastrutture realizzate dal fascismo: mentre i neri sono alle prese con aratri di legno che non riescono a incidere il terreno brullo, i vincitori bianchi costruiscono ponti arditi, aprono strade in mezzo alle zone pi\u00f9 impervie, realizzano edifici in stile razionalista nelle citt\u00e0. Da un lato i <em>tucul<\/em> di paglia e i piedi scalzi, dall\u2019altra i camion carichi e gli stivali lucidi: la miseria e la forza, camuffate dietro l\u2019ipocrisia del diverso grado di evoluzione civile.<\/p>\n<div id=\"attachment_1613\" style=\"width: 1034px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1613\" class=\"wp-image-1613 size-large\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/oliva4-1024x739.jpg\" alt=\"oliva propaganda fascismo\" width=\"1024\" height=\"739\" \/><p id=\"caption-attachment-1613\" class=\"wp-caption-text\">Immagini della propaganda coloniale fascista. Da Gianni Oliva <a href=\"http:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/lavventura-coloniale-italia\/\">\u00abL\u2019avventura coloniale italiana. L\u2019Africa Orientale Italiana 1885-1942\u00bb.<\/a><\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Una terra promessa<\/h3>\n<p>Un\u2019ulteriore caratteristica della propaganda coloniale \u00e8 il riferimento allo \u00abspazio vitale\u00bb: l\u2019Etiopia \u00e8 descritta come una terra fertile, la cui agricoltura aspetta soltanto l\u2019arrivo dei contadini italiani per esprimere le proprie potenzialit\u00e0. Le immagini raccontano un altopiano improbabile, dove la capacit\u00e0 lavorativa italica scaver\u00e0 pozzi e canali, utilizzer\u00e0 i pi\u00f9 moderni ritrovati della tecnologia, realizzer\u00e0 aziende modello nelle quali gli emigranti del Mezzogiorno ritroveranno la madrepatria. In questo senso, la conquista fascista si ricollega alle esperienze dell\u2019antica Roma, quando i legionari non hanno soltanto occupato territori, ma li hanno \u00abromanizzati\u00bb sul piano economico e culturale. Non a caso nel 1937, per celebrare l\u2019impero, viene realizzato il film <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=SvDYMBS7_lg\"><em>Scipione l\u2019Africano<\/em> di Carmine Gallone<\/a>, che vince la Coppa Mussolini come miglior film italiano alla 5a Mostra del Cinema di Venezia e che propone la vittoria di Zama come l\u2019inizio del dominio \u00abcivilizzatore\u00bb di Roma.<\/p>\n<div id=\"attachment_1615\" style=\"width: 758px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1615\" class=\"wp-image-1615 size-large\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/oliva6-748x1024.jpg\" alt=\"oliva propaganda\" width=\"748\" height=\"1024\" \/><p id=\"caption-attachment-1615\" class=\"wp-caption-text\">Immagini della propaganda coloniale fascista. Da Gianni Oliva <a href=\"http:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/lavventura-coloniale-italia\/\">\u00abL\u2019avventura coloniale italiana. L\u2019Africa Orientale Italiana 1885-1942\u00bb.<\/a><\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Nuovi media<\/h3>\n<p>Presi singolarmente, i temi della propaganda fascista non sono originali e si limitano a riproporre vecchi stereotipi gi\u00e0 usati nell\u2019Italia liberale di fine Ottocento. Ci\u00f2 che vi \u00e8 di nuovo \u00e8 la capillarit\u00e0 dei messaggi: cinematografia, radiofonia, giornalismo, fotografia, fumettistica e variet\u00e0 vengono sintonizzati su una stessa lunghezza d\u2019onda e coinvolgono il Paese nell\u2019esaltazione dell\u2019impresa. I gerarchi e i podest\u00e0 nelle piazze, i maestri e i professori nelle scuole, spesso i sacerdoti nelle chiese parlano dell\u2019Etiopia come della pi\u00f9 grande guerra coloniale di ogni tempo e dell\u2019impero come della maggior sfida della civilt\u00e0. In questo senso, il 1935-36 costituisce il momento pi\u00f9 \u00abtotalitario\u00bb dell\u2019intero Ventennio, e assicura a Mussolini una popolarit\u00e0 senza precedenti.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/lavventura-coloniale-italia\/\">Vuoi approfondire? Clicca qui.<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-1617\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/oliva-gianni-avventura-coloniale-italiana.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"395\" \/><\/a><\/h3>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In quale modo la propaganda del regime fascista prepar\u00f2 culturalmente la guerra d\u2019Etiopia? Quali furono i filtri culturali attraverso cui l\u2019aggressione venne giustificata, digerita e rielaborata agli occhi dell\u2019opinione pubblica italiana? 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