{"id":1631,"date":"2018-10-02T00:00:38","date_gmt":"2018-10-01T22:00:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/?p=1631"},"modified":"2019-09-26T18:35:54","modified_gmt":"2019-09-26T16:35:54","slug":"spezzeremo-le-reni-alla-grecia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/storia\/spezzeremo-le-reni-alla-grecia\/","title":{"rendered":"\u00abSpezzeremo le reni alla Grecia\u00bb"},"content":{"rendered":"<h2>Ovvero come nacque la disastrosa e improvvisata campagna in Grecia, rimasta nella memoria collettiva come emblema del disastroso intervento italiano nella seconda guerra mondiale.<\/h2>\n<h6>di Gianni Oliva<\/h6>\n<p>Non solo Grecia. Se l\u2019aggressione alla Francia nasce dall\u2019ipotesi di un\u2019imminente conclusione della guerra e dalla volont\u00e0 di Mussolini di garantirsi una parte del bottino, il prosieguo delle operazioni \u00e8 il risultato delle sorde gelosie tra gli alleati dell\u2019Asse e dell\u2019ambizione del Duce di ritagliarsi uno spazio di espansione autonomo. Il trionfo della Germania in Francia e il ruolo di Paese guida da essa assunto nel continente hanno infatti come conseguenza immediata l\u2019accentuarsi della penetrazione tedesca nei Balcani, cio\u00e8 in un\u2019area dove l\u2019Italia ha molti interessi e dove non a caso, un anno prima, il Regio Esercito ha occupato l\u2019Albania.<\/p>\n<div id=\"attachment_1633\" style=\"width: 398px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1633\" class=\"size-full wp-image-1633\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Benito_Mussolini_Portrait.jpg\" alt=\"mussolini\" width=\"388\" height=\"455\" \/><p id=\"caption-attachment-1633\" class=\"wp-caption-text\">Benito Mussolini. Immagine di pubblico dominio.<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Gelosie e rivalit\u00e0 ai vertici<\/h3>\n<p>In questo quadro di riferimento generale, diventa necessario un maggior dinamismo militare italiano, un\u2019iniziativa che dia forza all\u2019idea della \u00abguerra parallela\u00bb e che legittimi le aspirazioni dell\u2019imperialismo di Roma. In considerazione degli interessi nazionali nell\u2019Adriatico e nel Mediterraneo, Mussolini pensa a una duplice strategia: un attacco nell\u2019Africa settentrionale, partendo dalla Libia e puntando a est verso l\u2019Egitto, e una penetrazione nei Balcani meridionali, verso la Grecia. La prima ipotesi \u00e8 ben sintetizzata nelle istruzioni che nell\u2019agosto 1940 il Duce invia al maresciallo Graziani, comandante delle forze italiane in Libia. Prevedendo una prossima invasione della Gran Bretagna da parte della Wehrmacht, Mussolini scrive: \u00abIl giorno in cui il primo plotone di soldati germanici toccher\u00e0 il suolo inglese, voi simultaneamente attaccherete. Non vi fisso limiti territoriali, non si tratta di puntare su Alessandria. Vi chiedo soltanto di attaccare le forze inglesi che avete di fronte appena vi sar\u00e0 inviato l\u2019ordine\u00bb.<\/p>\n<div id=\"attachment_1638\" style=\"width: 602px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1638\" class=\"wp-image-1638 size-full\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Italian_soldiers_passing_Albanians_7_April_1939.png\" alt=\"soldati italiani albania\" width=\"592\" height=\"377\" \/><p id=\"caption-attachment-1638\" class=\"wp-caption-text\">Soldati italiani fotografati durante l&#8217;occupazione dell&#8217; Albania. Immagine di pubblico dominio.<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Socio di minoranza dell\u2019Asse, l\u2019Italia fascista cerca di sfruttare gli attacchi di Hitler per raggiungere in proprio risultati sul campo tali da garantirle qualche conquista territoriale. L\u2019esperienza nei Balcani \u00e8 ancora pi\u00f9 illuminante: la decisione dell\u2019attacco matura nell\u2019ottobre, subito dopo che Hitler (senza avvertire l\u2019alleato) ha invaso la Romania. La reazione attribuita a Mussolini (\u00abQuesta volta Hitler sapr\u00e0 dai giornali che ho occupato la Grecia\u00bb\u00bb) \u00e8 indicativa di un\u2019atmosfera piena di tensione, dove la rivalit\u00e0 interna all\u2019Asse s\u2019intreccia con le esigenze di tenere alto il livello di mobilitazione dell\u2019opinione pubblica e con l\u2019ambizione di non perdere visibilit\u00e0 internazionale di fronte ai successi folgoranti della Wehrmacht. Il risultato \u00e8 un\u2019offensiva improvvisata, sferrata il 28 ottobre, anniversario della marcia su Roma, con un numero di divisioni dimezzato rispetto a quelle che gli stati maggiori ritenevano necessario: le difficolt\u00e0 atmosferiche legate alla stagione delle piogge, la scarsit\u00e0 di strade, la mancanza di copertura aerea, le deficienze organizzative trasformano l\u2019avanzata in una serie di sofferti combattimenti, dove sono sufficienti le forze del poco accreditato esercito ellenico a fermare e respingere indietro le unit\u00e0 italiane.<\/p>\n<div id=\"attachment_1635\" style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1635\" class=\"size-full wp-image-1635\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Mussolini_truppe_Etiopia.jpg\" alt=\"mussolini\" width=\"600\" height=\"450\" \/><p id=\"caption-attachment-1635\" class=\"wp-caption-text\">Mussolini passa in rassegna le truppe. Immagine di pubblico dominio.<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Il secondo fronte<\/h3>\n<p>Al di l\u00e0 degli errori strategici contingenti, le sconfitte sono implicite nella scelta di aprire un duplice fronte in Africa settentrionale e in Grecia: questo comporta infatti una pericolosa dispersione delle modeste risorse italiane, giustificabile solo nella prospettiva di una vittoria finale ormai prossima. Gli equilibri della guerra vanno per\u00f2 in un\u2019altra direzione: rinunciato all\u2019impossibile invasione della Gran Bretagna, Hitler sta ormai preparando l\u2019attacco al fronte orientale e i tempi del conflitto si dilatano. Le campagne di guerra italiane diventano semplice avventurismo politicomilitare con conseguenze inevitabili. Tra novembre e dicembre 1940 l\u2019aggressione alla Grecia fallisce in modo disastroso e il Regio Esercito viene ricacciato nelle basi di partenza dell\u2019Albania: in Libia l\u2019esercito di Graziani viene messo in rotta; tre corazzate (orgoglio della Regia Marina) vengono affondate nel porto di Taranto. Il sogno della vittoriosa \u00abguerra parallela\u00bb muore ancor prima di nascere e l\u2019Italia deve fare i conti con la propria impreparazione e con le velleit\u00e0 del proprio Duce. Per ingannare l\u2019opinione pubblica e salvare il proprio prestigio, Mussolini liquida i capi militari pi\u00f9 noti, riversando su di loro la responsabilit\u00e0 degli insuccessi, ma questa operazione (che colpisce in modo particolare il maresciallo Badoglio) non muta i rapporti di forza.<\/p>\n<div id=\"attachment_1634\" style=\"width: 710px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1634\" class=\"size-full wp-image-1634\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Un-soldato-greco-seduto-sullo-scafo-di-un-carro-L3-abbandonato-durante-la-ritirata-degli-italiani-dallEpiro.jpg\" alt=\"eseercito greco\" width=\"700\" height=\"496\" \/><p id=\"caption-attachment-1634\" class=\"wp-caption-text\">Un soldato greco seduto sullo scafo di un carro abbandonato dagli italiani in ritirata. CC BY-SA 4.0.<\/p><\/div>\n<h3>La guerra subalterna<\/h3>\n<p>I fatti dell\u2019autunno 1940 dimostrano che l\u2019Italia fascista non \u00e8 in grado di conseguire una posizione di potenza autonoma nella scia della vittoria tedesca, che i suoi tentativi di acquistare pegni territoriali e successi militari falliscono, che il Regio Esercito non \u00e8 neppure in grado di difendere le sue posizioni tradizionali senza aiuto germanico. La \u00abguerra parallela\u00bb si trasforma cos\u00ec in \u00abguerra subalterna\u00bb, dove a stabilire strategie e ruoli sono i comandi tedeschi e dove le unit\u00e0 italiane possono solo subordinarsi alle scelte della Wehrmacht. Sul piano strettamente militare, Mussolini si giova della nuova situazione: nell\u2019aprile 1941 tedeschi e italiani occupano il regno di Jugoslavia e la Grecia, mentre in Africa settentrionale entrano in Egitto e puntano verso Alessandria. Sul piano politico, questo significa per\u00f2 la fine dell\u2019autonomia e la subalternit\u00e0 agli interessi di Berlino. Nei due anni successivi, e sino alla sconfitta di <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=oa8SPP4KTfU\">El Alamein<\/a>, l\u2019Italia non \u00e8 pi\u00f9 l\u2019alleato dell\u2019Asse, ma una potenza di second\u2019ordine, priva di autonomia e di legittimazione, le cui forze armate sono impegnate in compiti logoranti di copertura e di presidio nel Mediterraneo e nei Balcani. Mentre le citt\u00e0 del Nord vengono bombardate in modo massiccio dagli angloamericani e l\u2019intero sistema nazionale di produzione e di scambio viene messo in crisi, il regime si aggrappa a dichiarazioni roboanti che nulla hanno pi\u00f9 a che vedere con la realt\u00e0 della guerra combattuta.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/mussolini-1945-la-fine-del-fascismo\/\">Vuoi approfondire? Clicca qui.<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-1636\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/Gianni-Oliva-Mussolini-19451.png\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"527\" \/><\/a><\/h3>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ovvero come nacque la disastrosa e improvvisata campagna in Grecia, rimasta nella memoria collettiva come emblema del disastroso intervento italiano della seconda guerra mondiale. Di Gianni Oliva.<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":1639,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[155,169,119],"acf":[],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/To.Kleisoura.Pass_.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1631"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1631"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1631\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2289,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1631\/revisions\/2289"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1639"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1631"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1631"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1631"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}