{"id":1715,"date":"2018-10-30T00:00:19","date_gmt":"2018-10-29T23:00:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/?p=1715"},"modified":"2018-10-29T15:29:42","modified_gmt":"2018-10-29T14:29:42","slug":"comacchio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/luoghi\/comacchio\/","title":{"rendered":"Comacchio, incantesimi di ponti, acque e canali"},"content":{"rendered":"<h2>A <em>Cmac<\/em>, come si chiama nel dialetto ferrarese la cittadina di Comacchio, le superfici quiete dei canali, i ponti seicenteschi che si specchiano nell\u2019acqua e le casette color pastello ricordano una Venezia in scala ridotta.<\/h2>\n<h6>Di Rossana Cinzia Rando.<\/h6>\n<p>Appena arrivato a Comacchio il primo rito del turista, di solito, \u00e8 salire le scalinate del celebre Trepponti, antica porta fortificata della citt\u00e0 per chi proveniva dal mare, ma la vista pi\u00f9 bella si gode invece dal ponte degli Sbirri, il cui nome curioso si deve alla vicinanza alle antiche prigioni. Soprattutto al tramonto \u00e8 pronto a svelarsi con una luce nuova, che riflette le tinte infuocate del cielo.<\/p>\n<div id=\"attachment_1720\" style=\"width: 638px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1720\" class=\"wp-image-1720 size-full\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/comacchio2.png\" alt=\"comacchio\" width=\"628\" height=\"394\" \/><p id=\"caption-attachment-1720\" class=\"wp-caption-text\">Il centro storico di Comacchio. Foto da Rossana Cinzia Rando, \u00ab<a href=\"http:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/25-piccole-citta-imperdibili-emilia-romagna\/\">25 piccole citt\u00e0 imperdibili Emilia-Romagna<\/a>\u00bb.<\/p><\/div>\n<h3><\/h3>\n<h3>Un po&#8217; di storia<\/h3>\n<p>Le prime testimonianze archeologiche della cittadina, adagiata su tredici isolette, risalgono al VII-VIII secolo d.C., quando la localit\u00e0, gi\u00e0 sede vescovile, vide il suo sviluppo andare di pari passo con il potenziamento della sua flotta, considerata allora una delle pi\u00f9 importanti dell\u2019Adriatico. Dai commerci marittimi, del pesce e, in particolare, del sale, Comacchio ricav\u00f2 cospicui guadagni per tutto il Medioevo, solleticando gli appetiti di Venezia che, nell\u2019866, inizi\u00f2 una guerra contro la rivale che si protrasse per diversi secoli. Divenuta libero Comune, Comacchio si diede nel 1325 ai duchi d\u2019Este, che incrementarono la produttivit\u00e0 delle valli grazie anche all\u2019adozione di nuove tecniche di pesca, i lavorieri, impianti angolari costituiti da pali e graticci grazie ai quali venivano catturate le anguille mentre tentano di spingersi dai canali verso il mare per riprodursi. Dal 1598 la cittadina entr\u00f2 a far parte dei possedimenti dello Stato della Chiesa, che provvide a valorizzare lo sbocco al mare ampliando la via che conduce al porto di Magnavacca e innalzando un fondale scenografico di nuovi edifici (civili ed ecclesiastici) e ponti, tra cui il grandioso complesso monumentale dei Trepponti. Nel periodo delle battaglie risorgimentali, non si pu\u00f2 dimenticare l\u2019episodio dello sbarco di Garibaldi al porto di Comacchio il 3 agosto 1849, con la moglie in fin di vita. I comacchiesi diedero loro rifugio presso il lido delle Nazioni, dove \u00e8 ancora in piedi il capanno di Garibaldi, ma Anita spir\u00f2 il giorno seguente in localit\u00e0 Mandriole.<\/p>\n<div id=\"attachment_1723\" style=\"width: 632px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1723\" class=\"wp-image-1723 size-full\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/comacchio5.png\" alt=\"comacchio\" width=\"622\" height=\"629\" \/><p id=\"caption-attachment-1723\" class=\"wp-caption-text\">La torre civica.\u00a0Foto da Rossana Cinzia Rando, \u00ab<a href=\"http:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/25-piccole-citta-imperdibili-emilia-romagna\/\">25 piccole citt\u00e0 imperdibili Emilia-Romagna<\/a>\u00bb.<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Una visita particolare<\/h3>\n<p>La piccola capitale del delta del Po ha una forma allungata ed \u00e8 tutta attraversata da canali di cui il Maggiore interseca la direttrice principale del nucleo antico, definita dai corsi Garibaldi e Mazzini. Al loro congiungersi svetta isolata la<strong> torre civica<\/strong> o dell\u2019<strong>Orologio rano<\/strong>, edificata nel 1621 come deposito del grano destinato ai poveri in caso di necessit\u00e0. A poca distanza, in corso Mazzini, la <strong>cattedrale di San Cassiano<\/strong> si presenta imponente nella sua veste sei-settecentesca, e appare fuori scala se rapportata all\u2019uniforme contesto urbano. Scenografico, all\u2019interno, \u00e8 l\u2019altare maggiore in marmo sorvegliato da due angeli, che accoglie entro una finta ancona monocroma del bolognese Giuseppe Gotti la cinquecentesca statua lignea di San Cassiano, il protettore della citt\u00e0. Di particolare interesse sono anche il coro con il duplice ordine di stalli, l\u2019organo settecentesco posto sopra la porta d\u2019ingresso e il crocefisso in legno del XVII secolo. Nella piazza attigua alla chiesa s\u2019innalza la coeva <strong>torre campanaria<\/strong>, con la base in pietra d\u2019Istria e di altezza ridotta in seguito al crollo nel 1757. All\u2019interno, a fianco della bussola, \u00e8 esposta la pittura che presenta l\u2019aspetto originario della torre. Proseguendo su corso Mazzini, al termine ci s\u2019imbatte nel coreografico <strong>loggiato dei Cappuccini<\/strong>, una sequenza di 142 archi sostenuti da colonne in marmo, con le volte color del cielo dove, in primavera, s\u2019intrufolano le rondini. Dal lungo portico (da percorrere senza fretta per apprezzarne il silenzio e magia) si accede alla settecentesca <strong>manifattura dei Marinati<\/strong> e, ancora, al neoclassico <strong>santuario<\/strong> dedicato alla veneratissima <strong>Santa Maria in Aula Regia <\/strong>(1655). Sopra l\u2019altare una grande statua in terracotta raffigurante la Vergine, opera di scuola ferrarese del XV secolo, \u00e8 da molti fedeli ritenuta dispensatrice di miracoli.<\/p>\n<blockquote><p>Una volta vista da terra, Comacchio, proprio per la sua natura di citt\u00e0 lagunare prodiga d\u2019incantesimi, va scoperta dall\u2019acqua (o viceversa), approfittando magari dei <strong>tour in barca<\/strong> che i volontari propongono gratuitamente da marzo a ottobre con le caratteristiche battane.<\/p><\/blockquote>\n<div id=\"attachment_1719\" style=\"width: 706px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1719\" class=\"wp-image-1719 size-full\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/comacchio1.png\" alt=\"comacchio\" width=\"696\" height=\"465\" \/><p id=\"caption-attachment-1719\" class=\"wp-caption-text\">Centro storico di Comacchio. Foto da Rossana Cinzia Rando, \u00ab<a href=\"http:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/25-piccole-citta-imperdibili-emilia-romagna\/\">25 piccole citt\u00e0 imperdibili Emilia-Romagna<\/a>\u00bb.<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Nell\u2019attiguo convento \u00e8 allestito invece il <strong>museo mariano di Arte Sacra Contemporanea<\/strong>, in cui sono raccolte circa 150 opere tra dipinti, sculture e ceramiche ispirate al culto mariano, realizzate in gran parte da artisti emiliani contemporanei, a cominciare da Remo Brindisi (1918-1996). All\u2019uscita si pu\u00f2 fare una sosta nel piccolo parco nella <strong>darsena<\/strong> e, se \u00e8 sera, godersi la vista dell\u2019acquedotto illuminato che si riflette sull\u2019acqua. Seguendo corso Garibaldi (che a un occhio attento svela vicoli incantevoli) si arriva alla <strong>chiesa del Santo Rosario<\/strong> (via Sambertolo 7), edificata nel 1618, il cui principale tesoro \u00e8 la statua coeva della <em>Madonna del Rosario<\/em>, abbigliata di bianco, che regge con tenerezza il Bambino sulle ginocchia. Merita attenzione anche la grande tela di Cesare Mezzogori, pittore e scultore comacchiese seicentesco, che raffigura la <em>Vergine del Rosario<\/em> <em>circondata da angeli e santi<\/em> e sullo sfondo, a sinistra, la battaglia di Lepanto.<\/p>\n<div id=\"attachment_1718\" style=\"width: 631px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1718\" class=\"wp-image-1718 size-full\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/comacchio7.png\" alt=\"comacchio\" width=\"621\" height=\"413\" \/><p id=\"caption-attachment-1718\" class=\"wp-caption-text\">Palazzo Bellini. Foto da Rossana Cinzia Rando, \u00ab<a href=\"http:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/25-piccole-citta-imperdibili-emilia-romagna\/\">25 piccole citt\u00e0 imperdibili Emilia-Romagna<\/a>\u00bb.<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Ponti e canali<\/h3>\n<p>Poich\u00e9 Comacchio \u00e8 una citt\u00e0 fondata sull\u2019acqua, i protagonisti dell\u2019architettura urbana non possono essere che i suoi <strong>ponti<\/strong>, da apprezzare per l\u2019ardita ingegneria, le romantiche vedute a volo d\u2019uccello, gli affascinanti incroci di canali che hanno incantato una lunga schiera di registi italiani, da Michelangelo Antonioni a Luchino Visconti, da Florestano Vancini a Folco Quilici. Scavalcano il <strong>canale Maggiore<\/strong> il seicentesco <strong>ponte<\/strong> <strong>San Pietro<\/strong> e il <strong>ponte degli Sbirri<\/strong>, il secondo voluto nel 1631-35 dal cardinale Pallotta e progettato dall\u2019architetto ravennate Luca Danesi con una possente struttura a tre arcate in mattoni e pietra d\u2019Istria. Basta salirci per catturare i pi\u00f9 begli scorci della citt\u00e0: il caratteristico <strong>quartiere di San Pietro<\/strong>, rimasto integro nel tempo, e l\u2019edificio settecentesco in mattoni della <strong>Pescheria<\/strong>, tutt\u2019ora sede del mercato ittico cittadino, con le finestre ad arco e le due file di banchi per l\u2019esposizione del pescato; e ancora l\u2019ottocentesco <strong>palazzo Bellini<\/strong>, sede della biblioteca civica e delle pi\u00f9 prestigiose mostre della citt\u00e0, e il <strong>complesso dei Trepponti<\/strong>, sempre ideato dal Danesi, con cinque ampie scale ad arco difese da due torri. Segna il punto d\u2019unione tra il canale navigabile Pallotta, proveniente dal mare, e il centro della citt\u00e0; infatti, sotto la sua volta si distribuiscono le vie d\u2019acqua interne, costituite da una fitta rete di canali.<br \/>\nA ridosso del ponte, il neoclassico <strong>ospedale degli Infermi<\/strong>, progettato da Antonio Foschini e Gaetano Genta tra il 1771 e il 1784, \u00e8 diventato la suggestiva sede del nuovo <strong>museo Delta Antico<\/strong>, che racconta attraverso i circa 2000 reperti archeologici esposti la storia dell\u2019antica foce del Po dall\u2019et\u00e0 del bronzo al Medioevo. In mostra vi \u00e8 il prezioso carico di una nave mercantile romana di epoca augustea (I secolo a.C.), ritrovata nel 1981 a pochi chilometri da Comacchio con il suo carico di ceramiche da tavola, anfore per il vino e l\u2019olio, profumi e altri oggetti destinati alla vendita, ma anche attrezzi per la navigazione e indumenti personali dei marinai e dei viaggiatori che costituiscono un raro spaccato di vita quotidiana. Nelle sale del museo, altri reperti rimandano a Spina, citt\u00e0 etrusca sul delta del Po, e all\u2019antica Comacchio.<\/p>\n<div id=\"attachment_1722\" style=\"width: 866px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1722\" class=\"wp-image-1722 size-full\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/comacchio4.png\" alt=\"comacchio\" width=\"856\" height=\"585\" \/><p id=\"caption-attachment-1722\" class=\"wp-caption-text\">Valli di Comacchio.\u00a0Foto da Rossana Cinzia Rando, \u00ab<a href=\"http:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/25-piccole-citta-imperdibili-emilia-romagna\/\">25 piccole citt\u00e0 imperdibili Emilia-Romagna<\/a>\u00bb.<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Fuori dal borgo<\/h3>\n<p>Una volta vista da terra, Comacchio, proprio per la sua natura di citt\u00e0 lagunare prodiga d\u2019incantesimi, va scoperta dall\u2019acqua (o viceversa), approfittando magari dei <strong>tour in barca<\/strong> che i volontari propongono gratuitamente da marzo a ottobre con le caratteristiche battane. Per un\u2019escursione pi\u00f9 lunga, via mare, si pu\u00f2 decidere di salire a bordo della <strong>motonave<\/strong> diretta alle <strong>valli di Comacchio<\/strong>, un c<a href=\"https:\/\/www.podeltatourism.it\/it\/il-delta-del-po\/valli-di-comacchio_70c8.html\">omprensorio di specchi d\u2019acqua<\/a>, dossi e saline che rappresentano ci\u00f2 che resta dell\u2019immensa laguna da cui Comacchio era circondata. Partendo dalla stazione di Pesca Foce si risale il fiume verso <strong>i vecchi casoni di pesca<\/strong> del XVII secolo, un museo a cielo aperto dove sono ancora conservati gli attrezzi per la cattura del pesce. Vanto di Comacchio sono inoltre i suoi 7 lidi, distribuiti su 23 chilometri di spiaggia fine, assai frequentati dai ferraresi quando comincia l\u2019estate. Al lido di Spina, oltre alle spiagge, c\u2019\u00e8 l\u2019avveniristica <strong>casa-museo dell\u2019artista Remo Brindisi<\/strong>, scomparso nel 1996. \u00c8 un edificio a pianta libera con corridoi circolari e una scala a spirale realizzata tra il 1971 e il 1973 su progetto dell\u2019architetta-designer Nanda Vigo. La raccolta d\u2019arte, in un\u2019originale compenetrazione tra architettura, scultura, pittura e design, comprende (oltre alle opere del maestro Brindisi) un grande graffito di Lucio Fontana e sculture di Arturo Martini, Gino Marotta, Gi\u00f2 Pomodoro ed Emilio Isgr\u00f2.<a href=\"http:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/25-piccole-citta-imperdibili-emilia-romagna\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-1725\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/rando-25-piccole-citta\u0300-imperdibili-Emilia-Romagna.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"395\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A Cmac, come si chiama nel dialetto ferrarese la cittadina di Comacchio, le superfici quiete dei canali, i ponti seicenteschi che si specchiano nell\u2019acqua e le casette color pastello ricordano una Venezia in scala ridotta. 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