{"id":1855,"date":"2019-01-22T00:00:42","date_gmt":"2019-01-21T23:00:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/?p=1855"},"modified":"2019-09-26T18:26:42","modified_gmt":"2019-09-26T16:26:42","slug":"la-libia-colonie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/storia\/la-libia-colonie\/","title":{"rendered":"La Libia ai tempi delle colonie"},"content":{"rendered":"<h2>La Libia e l\u2019Italia: alle origini di un rapporto pi\u00f9 che secolare. Una breve storia della politica italiana nella colonia libica (1912-1949).<\/h2>\n<h6>Di Arturo Varvelli.<\/h6>\n<p>A seguito dell&#8217;invasione italiana della Libia, la firma del trattato di pace di Losanna nel 1912 pose formalmente fine alla guerra italo-turca, ma non concluse affatto le ostilit\u00e0. La guerra italo-libica prosegu\u00ec sotto altre forme: non pi\u00f9 un conflitto regolare tra due fronti, bens\u00ec una guerriglia. Le ambiguit\u00e0 contenute nel testo del trattato di pace, che lasciava all\u2019impero ottomano la sovranit\u00e0 su Tripoli e consentiva all\u2019Italia di fondare le proprie rivendicazioni territoriali sul diritto italiano, produsse l\u2019effetto di consentire alla popolazione libica di considerare il sultano la propria guida spirituale e politica, nonostante l\u2019occupazione italiana. Le resistenze mostrate dai libici, soprattutto in Cirenaica, raccolte attorno all\u2019ordine della Senussia di Sayyid Ahmed ash-Sharif, proseguirono fino allo scoppio della prima guerra mondiale e, in parte, continuarono anche dopo la sua conclusione.<\/p>\n<div id=\"attachment_1865\" style=\"width: 701px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1865\" class=\"size-full wp-image-1865\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/figli-degli-ufficiali.png\" alt=\"ufficiali ottomani\" width=\"691\" height=\"393\" \/><p id=\"caption-attachment-1865\" class=\"wp-caption-text\">Figli di ufficiali ottomani catturati e portati in Italia. Immagine tratta da\u00a0<a href=\"http:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/la-libia-e-litalia\/\">\u00abLa Libia e l\u2019Italia. Dalla guerra di conquista del 1911 a oggi\u00bb di\u00a0Arturo Varvelli<\/a>.<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Una guerra mai finita<\/h3>\n<p>Dopo aver diviso il territorio in due regioni, Tripolitania e Cirenaica, ciascuna sotto la guida di un governatore alle dipendenze di un ministro delle Colonie, a partire dal 1913 l\u2019Italia cerc\u00f2 di guadagnare l\u2019entroterra libico. La sottomissione militare di quest\u2019area, tuttavia, procedette senza la possibilit\u00e0 di poter contare su un sostegno da parte del governo italiano, che, dopo aver sostenuto elevate spese militari tra il 1911 e il 1913, non si dimostr\u00f2 disponibile a ulteriori sacrifici economici. Nel 1913 il colonnello Antonio Miani lanci\u00f2 un\u2019ulteriore campagna di colonizzazione della parte interna del Paese e della regione del Fezzan, ma a causa dello scoppio di una ribellione le posizioni conquistate nell\u2019entroterra furono abbandonate per ripristinare l\u2019ordine nelle aree controllate in precedenza.<\/p>\n<div id=\"attachment_1863\" style=\"width: 452px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1863\" class=\"size-full wp-image-1863\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Omar_Shegewi.jpg\" alt=\"esecuzione libia\" width=\"442\" height=\"298\" \/><p id=\"caption-attachment-1863\" class=\"wp-caption-text\">Un\u2019esecuzione delle forze di resistenza libiche eseguita da soldati italiani intorno al 1928. Foto tratta da Wikimedia Commons.<\/p><\/div>\n<p>Nel frattempo, nel 1914 l\u2019Europa fu attraversata dallo scoppio della prima guerra mondiale; l\u2019Italia vi partecip\u00f2 a partire dal maggio 1915, dopo aver stipulato in segreto il patto di Londra con le potenze della Triplice Intesa (Inghilterra, Francia, Russia) e non entrando nel conflitto a fianco delle alleate Germania e Austria-Ungheria, legate a Roma dalla Triplice Alleanza. Il conflitto rese necessario uno spostamento di truppe italiane verso il confine con l\u2019Austria-Ungheria, contribuendo a generare un nuovo fermento politico in Tripolitania e Cirenaica e producendo un terreno fertile per la diffusione dei primi ideali di nazionalismo arabo. Una situazione che l\u2019impero ottomano, antagonista delle forze dell\u2019Intesa e alleato degli imperi centrali, sostenne attraverso una serie di rifornimenti alla Senussia e contribuendo al ritiro delle forze italiane verso la costa. L\u2019attivit\u00e0 nazionalistica, araba si concentr\u00f2 soprattutto in Tripolitania, dove il nazionalista egiziano Abd dar-Rahman Azzam Bey, dopo una serie di tentativi falliti, istitu\u00ec la Repubblica di Tripolitania insieme a Sulayman al-Baruni, Ahmad al-Murayyid di Tarhuna e abd al-Nabi Bil Khayr; nello stesso periodo, Ahmed ash-Sharif rinunci\u00f2 alla guida dell\u2019ordine senussita in favore del cugino Sayyid Mohammed Idris Senussi.<\/p>\n<div id=\"attachment_1857\" style=\"width: 480px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1857\" class=\"size-full wp-image-1857\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Il-Battaglione-Alpini-\u00abEdolo\u00bb-in-Libia-durante-la-guerra-italo-turca-1912..png\" alt=\"alpini libia\" width=\"470\" height=\"279\" \/><p id=\"caption-attachment-1857\" class=\"wp-caption-text\">Il Battaglione Alpini \u00abEdolo\u00bb in Libia durante la guerra italo-turca, 1912.\u00a0Foto tratta da Wikimedia Commons.<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>La \u00abpolitica degli Statuti\u00bb<\/h3>\n<p>Pur essendo stata riconosciuta la sovranit\u00e0 italiana sulla Libia attraverso il patto di Londra del 1915, al termine del conflitto l\u2019Italia versava in condizioni economiche, sociali e politiche difficili e non si dimostr\u00f2 disponibile a proseguire la propria avanzata in Libia: fu l\u2019inizio della \u00abpolitica degli Statuti\u00bb (biennio 1919-1921), caratterizzata da una tendenza verso l\u2019apertura al compromesso con i governi libici. L\u2019Italia si disse favorevole alla concessione di un temporaneo patrocinio britannico della Senussia e all\u2019emanazione di due leggi separate (le \u00abLeggi fondamentali\u00bb) per la Cirenaica e la Tripolitania, consentendo la costituzione al loro interno di un parlamento e di un consiglio amministrativo. Le concessioni, che comprendevano anche una speciale cittadinanza italo-libica, avevano l\u2019obiettivo di rendere l\u2019occupazione di Roma meno onerosa sul piano economico e politico. Il contenuto di queste norme, tuttavia, non fu mai davvero applicato, mentre tra i vari capi locali e tribali libici si scatenarono faide interne per gli incarichi di governo e per il tentativo di dominio della Repubblica di Tripolitania sul resto del Paese. La conclusione del patto di Regima del 1920, che stabiliva la nomina di Idris Senussi a emiro della Cirenaica con poteri amministrativi nella regione, fu una breve parentesi e non plac\u00f2 i contrasti interni.<\/p>\n<div id=\"attachment_1864\" style=\"width: 810px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1864\" class=\"size-full wp-image-1864\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Tripoli_Castle__Teatro_Miramare.jpg\" alt=\"castello tripoli\" width=\"800\" height=\"520\" \/><p id=\"caption-attachment-1864\" class=\"wp-caption-text\">Il Castello rosso di Tripoli in una foto d&#8217;epoca.\u00a0Foto tratta da Wikimedia Commons.<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Con la nomina di Giovanni Volpi a governatore, nel 1921, inizi\u00f2 un processo di riconquista italiana della Libia, con l\u2019introduzione di leggi marziali e l\u2019annullamento del contenuto delle \u00abLeggi fondamentali\u00bb. L\u2019ascesa del fascismo in Italia comport\u00f2 infatti il rifiuto totale degli accordi e degli Statuti e l\u2019approdo a una politica pi\u00f9 muscolare. La prima fase della riconquista (1921-23) si diresse verso la Tripolitania, consentendo all\u2019Italia di riconquistare Misurata, Zuara, lo sbocco di el-Azizia e il Gebel Nefusa, ovvero la parte pi\u00f9 popolosa del Paese.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>L\u2019impronta del fascismo<\/h3>\n<p>Se la ripresa della Tripolitania poteva aver rappresentato un elemento di continuit\u00e0 tra Italia liberale e fascista, la conquista della Cirenaica fu una pretesa fascista. Tra il 1923 e il 1925 fu raggiunto il controllo totale della Tripolitania, mentre nel biennio 1928-1930 le truppe del generale Graziani arrivarono fino alle porte del Fezzan. Nonostante questi risultati nella campagna militare, l\u2019opposizione libica fu indebolita, ma non cancellata del tutto: si raccolse attorno alle formazioni di mujaheddin di Omar al-Mukhtar, particolarmente attive in Cirenaica. L\u2019occupazione e le campagne militari dirette da Graziani, reduce dalle vittorie in Fezzan, causarono una devastazione enorme nel Paese e il trasferimento forzato di migliaia di persone dalla Cirenaica verso i campi di concentramento italiani, provocando una sottomissione spietata, tale da condurre alla morte tra il 1921 e il 1943 di circa 300.000 libici, come recenti fonti storiografiche hanno rivelato, contribuendo a demolire il mito degli \u00abitaliani brava gente\u00bb.<\/p>\n<div id=\"attachment_1860\" style=\"width: 436px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1860\" class=\"size-full wp-image-1860\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/goliardia.jpg\" alt=\"\" width=\"426\" height=\"513\" \/><p id=\"caption-attachment-1860\" class=\"wp-caption-text\">\u00abLa visita degli studenti universitari in Tripolitania. Tra le vestigia della civilta romana in Africa, i goliardi innalzano i canti dell&#8217;Italia nuova e inneggiano al Duce\u00bb.\u00a0Foto tratta da Wikimedia Commons.<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il mix di azioni politiche e militari di Graziani, nominato vicegovernatore della Libia, considerate un rimedio fondamentale per il controllo della parte orientale del Paese e dell\u2019intera colonia, condussero alla deportazione forzata delle popolazioni nomadi del Gebel e a una delle pi\u00f9 violente esperienze di campi di concentramento coloniali nella storia del Mediterraneo. Nei soli anni 1930-1931 in Cirenaica morirono 12.000 persone e nel 1931 lo stesso al-Mukhtar fu catturato e impiccato dalle autorit\u00e0 fasciste. La sua morte coincise con la fine di qualsiasi opposizione organizzata agli obiettivi coloniali italiani. Dopo che Pietro Badoglio dichiar\u00f2 la soppressione definitiva della resistenza coloniale il 24 gennaio 1932, con il decreto ministeriale del 3 dicembre 1934 venne proclamata l\u2019unione delle province della Tripolitania e della Cirenaica e il maresciallo Italo Balbo assunse la carica di governatore delle due regioni unificate.<\/p>\n<div id=\"attachment_1858\" style=\"width: 620px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1858\" class=\"size-full wp-image-1858\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/TripoliGrandPrix1937.jpg\" alt=\"gran premio tripoli 1937\" width=\"610\" height=\"265\" \/><p id=\"caption-attachment-1858\" class=\"wp-caption-text\">Gran premio di Tripoli del 1937.\u00a0Foto tratta da Wikimedia Commons.<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La Libia, riconquistata cos\u00ec con la forza, sarebbe divenuta sbocco principale degli investimenti italiani nel settore dell\u2019agricoltura: nei progetti di Mussolini, il Paese si sarebbe dovuto trasformare in una colonia d\u2019insediamento a scopo agricolo, realizzando una \u00abcolonizzazione demografica\u00bb. Sotto la direzione di Balbo, la Libia divenne oggetto di una serie di esperimenti d\u2019insediamento su larga scala: nei progetti doveva essere un bacino in grado di raccogliere parte dei numerosi italiani che stavano lasciando il Paese in quegli anni, arginando il fenomeno migratorio verso l\u2019estero. Lo sviluppo economico e infrastrutturale (per esempio la costruzione della Litoranea libica, che collegava la Tunisia all\u2019Egitto, inaugurata da Mussolini nel 1937), tuttavia, non fu condiviso con la popolazione locale, che rimase pressoch\u00e9 estranea sia agli investimenti sia al processo di modernizzazione del proprio Paese.<\/p>\n<div id=\"attachment_1862\" style=\"width: 982px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1862\" class=\"size-large wp-image-1862\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/British_tanks_and_crews_line_up_on_Tripolis_waterfront_after_capturing_the_city._-_NARA_-_196346-972x1024.jpg\" alt=\"inglesi a tunisi\" width=\"972\" height=\"1024\" \/><p id=\"caption-attachment-1862\" class=\"wp-caption-text\">Militari britannici allineati sul lungomare di Tripoli dopo la conquista della citt\u00e0.\u00a0Foto tratta da Wikimedia Commons.<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Nel turbine della seconda guerra mondiale<\/h3>\n<p>Con lo scoppio della seconda guerra mondiale la Libia e il Nord Africa divennero teatro di grandi operazioni militari. Le campagne belliche condussero al ritiro degli italo-tedeschi dalla regione. Il trattato di pace di Parigi del 10 febbraio 1947 tolse all\u2019Italia tutti i suoi possedimenti coloniali. Nelle prime fasi dell\u2019antagonismo bipolare della Guerra Fredda, tra il 1946 e il 1947, la Libia divenne oggetto d\u2019interesse degli Stati Uniti in chiave di contenimento antisovietico. Dopo la firma dell\u2019accordo Bevin-Sforza del 1949, che prevedeva la spartizione della Libia tra Inghilterra (che avrebbe ottenuto la tutela della Cirenaica indipendente sotto l\u2019emiro Idris Senussi), Italia (mandato sulla Tripolitania) e Francia (annessione del Fezzan all\u2019Africa Equatoriale Francese), il ruolo degli Stati Uniti si dimostr\u00f2 fondamentale nella determinazione della nuova forma di Stato che avrebbe dovuto amministrare la Libia, prima all\u2019interno della Commissione d\u2019inchiesta quadripartita, che espresse parere sfavorevole a una Libia indipendente per l\u2019assoluta mancanza di requisiti minimi per l\u2019autogoverno, e poi nel Consiglio Consultivo dell\u2019ONU per la Libia, che approv\u00f2 invece la forma di governo monarchico sotto la figura di Idris Senussi.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/la-libia-e-litalia\/\">Vuoi approfondire? Clicca qui.<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-1868\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/varvelli-la-libia-e-l-italia.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"395\" \/><\/a><\/h3>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Libia e l\u2019Italia: alle origini di un rapporto pi\u00f9 che secolare. Una breve storia della politica italiana nella colonia libica (1912-1949). 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