{"id":1931,"date":"2019-02-19T00:00:48","date_gmt":"2019-02-18T23:00:48","guid":{"rendered":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/?p=1931"},"modified":"2020-05-21T17:04:13","modified_gmt":"2020-05-21T15:04:13","slug":"vercelli-caldano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/oltre\/vercelli-caldano\/","title":{"rendered":"Vercelli e Sant&#8217;Andrea. La grande Storia e la prima chiesa gotica italiana."},"content":{"rendered":"<h2><strong>Sant<\/strong><strong>\u2019<\/strong><strong>Andrea di Vercelli oggi compie 800 anni. Una data che festeggiamo con la seconda parte dell&#8217;intervista a Sim<\/strong><strong>one Caldano, assegnista di ricerca presso l&#8217;Universit\u00e0 degli Studi di Firenze. Si parla del contesto storico in cui fu eretta la chiesa, del comune di Vercelli e di Guala Bicchieri.<\/strong><\/h2>\n<h6>Di Roberto Bamberga.<\/h6>\n<div id=\"attachment_1918\" style=\"width: 610px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1918\" class=\"wp-image-1918 size-full\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Vercelli_SantAndrea_interno.jpg\" alt=\"Sant'Andrea di Vercelli\" width=\"600\" height=\"900\" \/><p id=\"caption-attachment-1918\" class=\"wp-caption-text\">La navata centrale di Sant&#8217;Andrea<\/p><\/div>\n<h4>[<a href=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/oltre\/santandrea-di-vercelli-caldano\/\">QUI <\/a>LA PRIMA PARTE DELL\u2019INTERVISTA]<\/h4>\n<p><strong>Possiamo sapere oggi quale sia stato l\u2019impatto urbanistico di Sant\u2019Andrea a Vercelli al momento della sua costruzione? <\/strong><\/p>\n<p>Questo non \u00e8 del tutto chiaro. Sappiamo che Sant\u2019Andrea esiste sul luogo di una chiesa precedente pi\u00f9 piccola, ma non sappiamo se e in quale misura la disposizione degli spazi possa ricalcare qualche preesistenza. Probabilmente no, perch\u00e9 si trattava di un cantiere di grandissima portata: dobbiamo infatti ricordare che, oltre alla chiesa, il complesso includeva anche l\u2019ospedale, di cui si conserva il cosiddetto salone \u00abDugentesco\u00bb (dove in realt\u00e0 risale al Duecento solo il portico). La sala attuale risale infatti al Quattrocento. Tornando al nocciolo della domanda non \u00e8 chiaro se nel tardo Medioevo ci sia stata una revisione urbanistica di quella parte di citt\u00e0, che si trovava ai margini del tessuto urbano. Peraltro, a rendere il quadro ancora pi\u00f9 intrigante, le indagini degli ultimi anni hanno appurato che non c\u2019\u00e8 continuit\u00e0 urbanistica tra il tessuto urbano romano e la citt\u00e0 medievale e moderna. Certamente Sant\u2019Andrea e le sue pertinenze ebbero un ruolo significativo nella \u00abrimodellazione\u00bb del comparto nord-occidentale della citt\u00e0. In futuro l\u2019apporto degli archeologi permetter\u00e0 di condurre verifiche importanti in questo senso.<\/p>\n<div id=\"attachment_1935\" style=\"width: 733px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1935\" class=\"size-large wp-image-1935\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/vercelli-thatrium-723x1024.png\" alt=\"Vercelli\" width=\"723\" height=\"1024\" \/><p id=\"caption-attachment-1935\" class=\"wp-caption-text\">Vercelli come mostrata nel <em>Theatrum Statuum Sabaudiae<\/em> del 1682.<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il comune di Vercelli ai tempi del cantiere di Sant\u2019Andrea era veramente uno dei protagonisti politici del Nord Ovest?<\/strong><\/p>\n<p>Il comune di Vercelli ebbe un ruolo preponderante nel Nord Ovest e lo si vede bene sia nelle frizioni costanti con le citt\u00e0 confinanti, che regolarmente l\u2019hanno visto vincitore, sia nell\u2019impegno profuso per espandere il proprio dominio sui territori circostanti. Nel primo caso \u00e8 emblematica la lotta contro Novara, una costante sul confine del Sesia. Un esempio per dare l\u2019idea di quanto Novara soggiacesse a Vercelli: nel 1200 papa Innocenzo III minacci\u00f2 di smembrare la diocesi di Novara se i novaresi non si fossero dati una calmata nelle loro azioni contro i vercellesi. E questo d\u00e0 l\u2019idea dei rapporti di forza. In pi\u00f9, Vercelli contava molte teste di ponte a est del fiume: per esempio Casalvolone era sotto la giurisdizione vercellese, bench\u00e9 ecclesiasticamente il villaggio fosse sottoposto alla diocesi di Novara. Quest\u2019ultimo esempio apre al secondo argomento: l\u2019espansione del comune fuori dalle mura cittadine. Un ingrandimento sul territorio che possiamo misurare attraverso la fondazione dei borghi franchi e dei borghi nuovi: Vercelli ne fond\u00f2 circa una ventina \u2013 non c\u2019\u00e8 un\u2019altra citt\u00e0 italiana che ne abbia fondati cos\u00ec tanti \u2013 in meno di cento anni: da Villanova Monferrato, fondata nel 1197, a Borgo d\u2019Ale nel 1270. Ovviamente si tratt\u00f2 di un\u2019espansione a volte contrastata dai poteri locali; l\u2019aneddoto che qui potrei portare \u00e8 quello legato alla fondazione del borgo franco di Piverone, un\u2019operazione molto lunga che dur\u00f2 dal 1202 al 1210, con l\u2019intento di costituire un avamposto in terra eporediese. \u00a0Bene, nel 1210 l\u2019abate di Santo Stefano di Ivrea, l\u2019arcidiacono della cattedrale della stessa Ivrea, e una parte della popolazione eporediese andarono a prendere letteralmente a sassate il cantiere del borgo nuovo, perch\u00e9 non volevano avere un avamposto del potere vercellese cos\u00ec vicino a Ivrea.<\/p>\n<div id=\"attachment_1920\" style=\"width: 1034px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1920\" class=\"size-large wp-image-1920\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Basilica_di_SantAndrea_Vercelli_10-1024x683.jpg\" alt=\"Vercelli\" width=\"1024\" height=\"683\" \/><p id=\"caption-attachment-1920\" class=\"wp-caption-text\">Particolare dell&#8217;esterno della Basilica di Sant&#8217;Andrea di Vercelli.<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>E dentro le mura com\u2019era Vercelli?<\/strong><\/p>\n<p>Immaginiamocela come una citt\u00e0 con traffici commerciali considerevoli, collocata al centro di arterie viarie di grande rilevanza (era, per esempio, una tappa della via Francigena), una citt\u00e0 che disponeva dei mezzi necessari per avviare la costruzione di edifici molto importanti, pubblici e privati (basti pensare alle torri che documentano il prestigio delle famiglie che le costruirono). In pi\u00f9, un\u2019idea dello splendore di Vercelli fra il dodicesimo e il tredicesimo secolo si trova anche nelle chiese ancora conservate in citt\u00e0: San Bernardo, San Paolo, San Francesco e San Marco.<\/p>\n<div id=\"attachment_1915\" style=\"width: 1034px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1915\" class=\"size-large wp-image-1915\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Vercelli_Sant_Andrea_Facciata_Lunetta_Centrale-1024x768.jpg\" alt=\"Vercelli\" width=\"1024\" height=\"768\" \/><p id=\"caption-attachment-1915\" class=\"wp-caption-text\">Lunetta del portale centrale di Sant&#8217;Andrea di Vercelli.<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Un\u2019et\u00e0 dell\u2019oro terminata con la dominazione viscontea.<\/strong><\/p>\n<p>Non proprio. Se \u00e8 vero che la perdita dell\u2019autonomia comunale si data al Trecento, quando entrarono in citt\u00e0 i Visconti, \u00e8 altrettanto vero che il passaggio di Vercelli sotto il dominio milanese non ha comportato un significativo impoverimento della citt\u00e0, che perse d\u2019importanza, di fatto, solo con il passaggio al ducato sabaudo nel 1427. Ovviamente da questo passaggio derivarono cambiamenti importanti: per esempio, di recente Alessandro Barbero ha dimostrato in maniera molto evidente come fin da subito la citt\u00e0 adott\u00f2 una rendicontazione fiscale secondo le norme impartite dal dominio sabaudo e lo stesso, ovviamente, vale per la legislazione. Per\u00f2, dal punto di vista architettonico, Vercelli continu\u00f2 a parlare lombardo fino alla fine del Quattrocento e all\u2019inizio del Cinquecento: si prenda il caso di Palazzo Centoris, che risente fortemente dell\u2019architettura bramantesca.<\/p>\n<div id=\"attachment_1936\" style=\"width: 1034px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1936\" class=\"size-large wp-image-1936\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Orafo_limosino_cofano_del_cardinale_guala_bicchieri_con_medaglioni_1220-25_01-1024x637.jpg\" alt=\"guala bicchieri\" width=\"1024\" height=\"637\" \/><p id=\"caption-attachment-1936\" class=\"wp-caption-text\">Cofano di Guala Bicchieri, impreziosito da smalti limosini. Foto di I, Sailko via Wikimedia Commons<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Insomma, forse nasce da questo momento quel Piemonte orientale cos\u00ec affine alla Lombardia che ancora oggi costituisce una delle anime culturali della regione. Per concludere passerei al vero protagonista della costruzione di Sant\u2019Andrea di Vercelli, ovvero Guala Bicchieri. Puoi delinearcene un profilo?<\/strong><\/p>\n<p>Guala Bicchieri fu un personaggio di assoluto rilievo internazionale, sia nel campo religioso sia in quello politico. Verosimilmente nacque a Vercelli tra il 1150 e il 1160 (l\u2019anno non \u00e8 noto). Nel 1187 entr\u00f2 a far parte del capitolo della cattedrale di Vercelli \u2013 c\u2019\u00e8 chi ha avanzato l\u2019ipotesi che in seguito sia andato a Bologna a perfezionare la propria formazione in ambito giuridico \u2013 poi inizi\u00f2, non si sa bene come, un importante avanzamento di carriera. Nel 1205 divent\u00f2 cardinale di Santa Maria in Portico e successivamente, tra il 1206 e il 1207, si rec\u00f2 in Francia come legato papale per promuovere la crociata, riportare la disciplina in diverse istituzioni ecclesiastiche e a occuparsi del divorzio del re di Francia, Filippo Augusto, che aveva ripudiato la moglie Ingeborga di Danimarca nel 1193. Tra le istituzioni con cui ebbe a che fare bisogna sottolineare la cattedrale di Limoges, dove si rec\u00f2 ed ebbe modo di conoscere i famosi smalti, che in seguito ebbero un ruolo fondamentale nell\u2019ambito delle sue committenze artistiche. Innocenzo III, soddisfatto del suo operato, lo promosse: nel 1211 Guala divent\u00f2 cardinale con titolo presbiterale dei Santi Silvestro e Martino ai Monti.<\/p>\n<p><strong>Basterebbe gi\u00e0 questo per renderlo un personaggio fuori dal comune.<\/strong><\/p>\n<p>S\u00ec, ma non \u00e8 tutto. Sappiamo che nel 1215 stava gi\u00e0 iniziando le operazioni per fondare una canonica regolare a Vercelli, ma il progetto dovette rallentare poich\u00e9 tra il 1216 e il 1218 part\u00ec per l\u2019Inghilterra, dove regnava il caos: molti nobili si erano ribellati al re, Giovanni Senza Terra, reo di aver revocato la <em>Magna Charta<\/em> dopo averla concessa nel 1215. La revoca del documento, che regolamentava le prerogative del re e dei nobili, aveva creato una ribellione tra le fila degli aristocratici inglesi, che iniziarono a parteggiare per Luigi VIII, re di Francia, interessato alla conquista dell\u2019isola. Guala fu inviato dalla corte papale con lo scopo di sistemare questa situazione \u00abesplosiva\u00bb. Viaggi\u00f2 in molte citt\u00e0 inglesi per radunare la nobilt\u00e0 fedele a Giovanni Senza Terra, che per\u00f2 mor\u00ec improvvisamente, facendo ulteriormente precipitare la situazione: il figlio, Enrico III Plantageneto, era infatti ancora minorenne e Guala divenne di fatto il reggente del regno, nonch\u00e9 tutore del giovane principe. Il vercellese mise ordine tra la nobilt\u00e0 e nel 1216 promulg\u00f2 nuovamente la <em>Magna Charta<\/em>, sottoscrivendola. Quando Enrico III Plantageneto divenne maggiorenne, in segno di riconoscimento, don\u00f2 a Guala le rendite dell\u2019abbazia di Chesterton. Questi le cedette all\u2019abbazia di Sant\u2019Andrea che continu\u00f2 a percepirle fino al quindicesimo secolo. Nel ritorno dall\u2019Inghilterra Guala fece tappa a Parigi, rimanendo affascinato dall\u2019esperienza dei canonici di Ugo di San Vittore, ed \u00e8 verosimilmente in questo momento che scelse di chiamare una comunit\u00e0 di Vittorini a insediarsi nella \u00absua\u00bb nuova abbazia vercellese. Tornato a Vercelli, il 19 febbraio 1219 pos\u00f2 la prima pietra di Sant\u2019Andrea con Ugo di Sessa, vescovo della citt\u00e0. In relazione all\u2019edificio Guala svolse un ruolo di primo piano non solo come promotore ma anche, con tutta probabilit\u00e0, nella fase progettuale (Tommaso Gallo, come detto in precedenza, arriv\u00f2 solo qualche anno pi\u00f9 tardi). Continu\u00f2 ad avere un ruolo molto importante in ambito politico: nel 1225 papa Onorio III lo invi\u00f2 a San Germano, in Campania, per consegnare a Federico II un\u2019importante lettera, con il quale il pontefice esortava l\u2019imperatore a bandire una nuova crociata. Mor\u00ec il 30 maggio 1227.<\/p>\n<div id=\"attachment_1937\" style=\"width: 1034px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1937\" class=\"size-large wp-image-1937\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/Orafo_limosino_cofano_del_cardinale_guala_bicchieri_con_medaglioni_1220-25_04-1024x768.jpg\" alt=\"Guala Bicchieri\" width=\"1024\" height=\"768\" \/><p id=\"caption-attachment-1937\" class=\"wp-caption-text\">Particolare del cofano di Guala Bicchieri. Foto di I, Sailko via Wikimedia Commons<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Un personaggio assolutamente affascinante, che tra l\u2019altro lasci\u00f2 ai posteri oggetti di grande valore artistico, testimoni di un gusto particolare.<\/strong><\/p>\n<p>Guala visse principalmente a Roma per gran parte della propria vita. Qui aveva un palazzo nei pressi della chiesa di Santa Maria Maggiore e proprio nella cappella di San Silvestro del convento di San Martino ai Monti, dove era cardinale, fece realizzare un ciclo di affreschi molto importante. Oggi il ciclo non esiste pi\u00f9, ma lo conosciamo grazie agli acquerelli secenteschi di Marco Tullio Montagna. La cosa che stupisce \u00e8 che erano di gusto bizantineggiante, uno stile ben diverso da quello degli smalti commissionati dal cardinale in Francia. Nel 1224 venne compilato un inventario dettagliatissimo di tutti i suoi beni: si tratta di un tesoro arrivato fino a noi per buona met\u00e0. Tra gli <a href=\"http:\/\/www.archeovercelli.it\/cassa.html\">oggetti<\/a> si deve ricordare almeno un coltello con il manico in legno di bosso, splendidamente intagliato con le raffigurazioni dei <em>Mesi<\/em>, che negli inventari medievali di Sant\u2019Andrea \u00e8 identificato con il coltello utilizzato per assassinare Thomas Becket, ma si tratta di un coltellino eucaristico. In definitiva possiamo dire che Sant\u2019Andrea sia lo \u00abspecchio\u00bb della cultura di Guala Bicchieri. Ma non solo Sant\u2019Andrea: gli smalti limosini, gli oggetti liturgici, i preziosi manoscritti miniati ci permettono di conoscere a fondo l\u2019affascinante personalit\u00e0 di uno dei massimi committenti della prima met\u00e0 del XIII secolo.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\">Vuoi approfondire il medioevo piemontese? Clicca\u00a0<a href=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/piemonte-medievale\/\">qui<\/a><a href=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/piemonte-medievale\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-2434\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2020\/03\/piemonte_medievale.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"395\" \/><\/a><\/h3>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sant\u2019Andrea di Vercelli oggi compie 800 anni. Una data che festeggiamo con la seconda parte dell&#8217;intervista a Simone Caldano, assegnista di ricerca presso l&#8217;Universit\u00e0 degli Studi di Firenze. Si parla del contesto storico in cui fu eretta la chiesa, del comune di Vercelli e di Guala Bicchieri. 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