{"id":2042,"date":"2019-04-16T00:00:32","date_gmt":"2019-04-15T22:00:32","guid":{"rendered":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/?p=2042"},"modified":"2019-09-26T18:16:50","modified_gmt":"2019-09-26T16:16:50","slug":"mergozzo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/luoghi\/mergozzo\/","title":{"rendered":"Mergozzo, il lago gentile e il suo borgo"},"content":{"rendered":"<h2>Mergozzo \u00e8 il nome di un piccolo lago, conosciuto forse pi\u00f9 dai turisti stranieri che da quelli italiani, a due passi da Verbania e dal pi\u00f9 grande Lago Maggiore. Ma \u00e8 anche il nome di un borgo incantevole e gentile, dove le stratificazioni della storia si respirano nell&#8217;aria.<\/h2>\n<h6>Di Gian Vittorio Avondo.<\/h6>\n<p>Un borgo e il suo lago, Mergozzo; un incanto tra Piemonte, Lombardia e Svizzera. Luogo di storia e di arte, attende di essere scoperto da un turismo gentile, almeno quanto le acque del suo lago.<\/p>\n<div id=\"attachment_2047\" style=\"width: 1034px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2047\" class=\"size-large wp-image-2047\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/merg2-1024x683.jpg\" alt=\"Mergozzo\" width=\"1024\" height=\"683\" \/><p id=\"caption-attachment-2047\" class=\"wp-caption-text\">La Piazzetta, centro della vita di Mergozzo, affacciata sul lago. Foto da Gian Vittorio Avondo\u00a0<a href=\"http:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/35-borghi-imperdibili-piemonte\/\">\u00ab35 borghi imperdibili Piemonte\u00bb<\/a>.<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>La storia<\/h3>\n<p class=\"yiv5148221127ydpa68a792aMsoNormalCxSpFirst\">L\u2019antica denominazione del paese fu\u00a0<i>Maragozio<\/i>\u00a0o\u00a0<i>Muregocio<\/i>, toponimo che deriva forse dalla presenza di aree paludose nei suoi dintorni (dal latino\u00a0<i>mara<\/i>,\u00a0\u00abarea paludosa\u00bb). In quest&#8217;area, come testimoniano alcuni reperti neolitici e dell\u2019et\u00e0 del bronzo ritrovati nelle vicinanze, gli insediamenti umani risalgono ad almeno 3000 anni prima di Cristo. Importante nodo di transito, vista la posizione alla base dell\u2019Ossola e della strada del Sempione, il villaggio assunse grande importanza fin dall\u2019et\u00e0 romana. Sottomesso ai Visconti, signori di Milano, fin dal tardo Medioevo Mergozzo fece parte del ducato\u00a0milanese, seguendone le vicende politiche, che videro succedersi il dominio degli Sforza, le guerre con Venezia, la dominazione spagnola e quella austriaca d&#8217;inizio Settecento. Nel 1748, con tutto l\u2019alto Novarese pass\u00f2 al regno sabaudo. In et\u00e0 comunale a Mergozzo esisteva un castello attorno al quale sorse il vecchio borgo, tutt\u2019oggi denominato\u00a0\u00abIl Sasso\u00bb. Due i fattori che determinarono l\u2019importanza economica del paese. In primo luogo le cave di granito bianco e verde del Montorfano e quelle di marmo rosa di Candoglia, da cui venne estratto il materiale per la fabbrica del Duomo di Milano. E poi la sua posizione, ideale per il controllo dell\u2019omonimo lago e dei transiti tra la val d\u2019Ossola e il Milanese, che sfruttavano la comoda via d\u2019acqua costituita dal lago Maggiore e dal Ticino.<\/p>\n<p class=\"yiv5148221127ydpa68a792aMsoNormalCxSpMiddle\">Nel corso della guerra di liberazione dal nazifascismo, assieme alla vicina Ornavasso, il paese fu l\u2019ultima propaggine della repubblica partigiana dell\u2019Ossola che, per quanto effimera (istituita il 10 settembre 1944, fu riconquistata dai nazifascisti il 23 ottobre dello stesso anno), fu capace non solo di affrontare i problemi legati alla guerra, ma anche di darsi un\u2019organizzazione articolata, con l\u2019istituzione della Giunta Provvisoria di Governo di Domodossola e della Zona liberata, che fu poi un modello per il neonato Stato italiano.<\/p>\n<div id=\"attachment_2049\" style=\"width: 688px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2049\" class=\"size-large wp-image-2049\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/merg4-678x1024.jpg\" alt=\"Mergozzo\" width=\"678\" height=\"1024\" \/><p id=\"caption-attachment-2049\" class=\"wp-caption-text\">Una delle vie del piccolo centro storico.<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3 class=\"yiv5148221127ydpa68a792aStile\"><b>Una visita al paese e ai suoi dintorni<\/b><\/h3>\n<p class=\"yiv5148221127ydpa68a792aMsoNormal\">Sotto il profilo artistico l\u2019edificio pi\u00f9 importante del concentrico di Mergozzo\u00a0\u00e8 la sontuosa\u00a0<b>parrocchiale di Santa Maria Assunta<\/b>, inaugurata nel 1610 sul luogo dove gi\u00e0 sorgeva una chiesa romanica di cui oggi rimane solo la parte inferiore della torre campanaria. Settecenteschi, invece, sono il sagrato e l\u2019ampio porticato, costruiti in granito locale, cos\u00ec come l\u2019ampia scalinata di accesso. Interessanti, al sommo dell\u2019ampio pronao, le statue dei quattro evangelisti. L\u2019interno, a tre navate divise da colonne, evidenzia volte a vela affrescate con motivi floreali, mentre \u00e8 di poco successivo alla costruzione della chiesa il bellissimo organo, di recente restaurato. Al centro della navata principale \u00e8 posta la statua della Vergine, giunta a Mergozzo attraverso il lago il 25 luglio 1875. All&#8217;esterno, lungo un ampio porticato ottocentesco sorretto da colonne, si aprono 13 cappelle della Via Crucis, affrescate dal pittore varesino Giovan Battista Ronchelli. Adiacente al porticato delle cappelle c\u2019\u00e8 la\u00a0<b>casa del Predicatore Quaresimalista<\/b>, costruita nel 1724, poi sede municipale nel 1867.<\/p>\n<p class=\"yiv5148221127ydpa68a792aMsoNormal\">Di poco a valle della parrocchiale, lungo la strada che porta al lungolago, sorge l\u2019antica\u00a0<b>cappelletta di Santa Marta<\/b>, risalente al XII secolo. In origine intitolato ai protomartiri Quirico e Giuditta, il tempietto venne affidato nel XVII secolo dal vescovo Carlo Bescap\u00e9 alla Confraternita di Santa Marta, cui era riservato l\u2019obbligo di mantenerla in efficienza. Sulla lunetta dell\u2019ingresso, un affresco seicentesco in cui la santa titolare, innanzi ai propri confratelli vestiti con il tipico abito bianco con cintura e flagello, sottomette la Tarac, mostro leggendario che produceva devastazioni nel Tarasconese.<\/p>\n<div id=\"attachment_2050\" style=\"width: 1034px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2050\" class=\"size-large wp-image-2050\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/merg5-1024x678.jpg\" alt=\"Mergozzo\" width=\"1024\" height=\"678\" \/><p id=\"caption-attachment-2050\" class=\"wp-caption-text\">La chiesa di Santa Marta a Mergozzo.\u00a0Foto da Gian Vittorio Avondo\u00a0<a href=\"http:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/35-borghi-imperdibili-piemonte\/\">\u00ab35 borghi imperdibili Piemonte\u00bb<\/a>.<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"yiv5148221127ydpa68a792aMsoNormal\">Ancora a poca distanza dalla chiesa principale, al culmine di una suggestiva scalinata, in una piazzetta sorge l\u2019<b>oratorio di Santa Elisabetta al Sasso<\/b>, edificato a inizio del XVII secolo. All\u2019interno si trova un affresco quattrocentesco, ultima e unica testimonianza dell\u2019edificio religioso che preesisteva.<\/p>\n<p class=\"yiv5148221127ydpa68a792aMsoNormal\"><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=Dgzh3NDy-7s\">Sulla suggestiva piazzetta in riva al lago<\/a>, che prende la denominazione dal paese, da non perdere un esemplare maestoso di\u00a0<b>olmo<\/b>\u00a0vecchio di almeno quattrocento anni. La datazione dell\u2019albero, per quanto approssimativa, \u00e8 possibile poich\u00e9 una pianta, collocata nella stessa posizione ma a uno stadio giovanile, compare in un quadro a firma di Carolus Canis, risalente al 1623 e custodito nella chiesa parrocchiale del paese. Nel dipinto, accanto al giovane olmo, sono ritratti la Vergine con il Bambino tra i santi Domenico e Caterina. Ai piedi della Madonna, una veduta di Mergozzo con al centro la pianta, che gi\u00e0 a quei tempi era punto di riferimento e di ritrovo. L\u2019olmo \u00e8 oggi inserito nell\u2019elenco degli alberi monumentali del Piemonte.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>La chiesa di San Giovanni al Montorfano<\/h3>\n<p class=\"yiv5148221127ydpa68a792aMsoNormal\">Nei dintorni di Mergozzo, nella frazione Montorfano, \u00e8 visitabile (purtroppo assai raramente all\u2019interno), la\u00a0<b>pieve di San Giovanni<\/b>, gioiello di architettura\u00a0romanica, riferibile all\u2019XI secolo e dedicato al Battista. Caratterizzato da una pianta a croce latina (esempio unico nel Verbano) e da un tiburio ottagonale, il tempio ha subito un restauro che ha cercato di eliminare tutte le sovrapposizioni settecentesche e ottocentesche. Recenti scavi archeologici (1970-80) hanno inoltre riportato in luce un complesso paleocristiano risalente al V-VI secolo e, sul lato orientale della chiesa, le fondamenta di una basilica con tripla abside, leggermente posteriore e datata all\u2019et\u00e0 carolingia. Nel complesso \u00e8 ancora visibile il fonte battesimale, considerato il pi\u00f9 antico dell\u2019Ossola. Ci\u00f2 ha fatto ritenere questa chiesa, non per nulla intitolata al Battista, il pi\u00f9 antico luogo di evangelizzazione e di cristianizzazione della regione e del vicino Verbano.<\/p>\n<p class=\"yiv5148221127ydpa68a792aMsoNormal\">Infine, nel paese e nei suoi dintorni si trovano le gi\u00e0 citate\u00a0<b>cave di granito del Montorfano\u00a0<\/b>e le\u00a0<b>cave di marmo rosa di Candoglia<\/b>, dalle quali si ricav\u00f2 parte del materiale usato per la costruzione del Duomo di Milano e per le fortificazioni della Linea Cadorna, dislocate sulle pendici del vicino Montorfano.<i><\/i><\/p>\n<div id=\"attachment_2048\" style=\"width: 1034px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2048\" class=\"wp-image-2048 size-large\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/merg3-1024x832.jpg\" alt=\"Mergozzo\" width=\"1024\" height=\"832\" \/><p id=\"caption-attachment-2048\" class=\"wp-caption-text\">La pieve di San Giovanni Battista.\u00a0Foto da Gian Vittorio Avondo\u00a0<a href=\"http:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/35-borghi-imperdibili-piemonte\/\">\u00ab35 borghi imperdibili Piemonte\u00bb<\/a>.<\/p><\/div>\n<p class=\"yiv5148221127ydpa68a792aMsoNormal\" align=\"center\"><b><i>\u00a0<\/i><\/b><\/p>\n<h3 class=\"yiv5148221127ydpa68a792aMsoNormal\" style=\"text-align: left;\" align=\"center\"><b>Le cave e le vie di lizza del Montorfano<\/b><\/h3>\n<p class=\"yiv5148221127ydpa68a792aMsoNormal\">Oltre essere una frazione, il Montorfano \u00e8 anche un rilievo, una cima boscosa di 794 m, dominante il lago di Mergozzo dalla sua sponda orientale e affacciato sulla riva meridionale del lago Maggiore. I colpi d\u2019occhio che il monte offre ai suoi non frequentissimi visitatori sono del tutto spettacolari. L\u2019accesso alla vetta, poi, \u00e8 anche facilitato da una strada di arroccamento lunga 8 km, costruita tra il 1912 e il 1915 per servire la caserma e la polveriera, parte della Linea Cadorna.<\/p>\n<p class=\"yiv5148221127ydpa68a792aMsoNormal\">La costruzione di queste strutture, sul Montorfano, fu agevolata dalla presenza in loco di numerose cave di granito bianco e verde che, utilizzate sin dal Seicento, ebbero un grande sviluppo nel Diciannovesimo secolo, giungendo a essere 39 contemporaneamente in attivit\u00e0.<\/p>\n<div id=\"attachment_2045\" style=\"width: 1034px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2045\" class=\"size-large wp-image-2045\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/merg7-1024x678.jpg\" alt=\"Mergozzo\" width=\"1024\" height=\"678\" \/><p id=\"caption-attachment-2045\" class=\"wp-caption-text\">Testimonianze delle antiche cave.<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"yiv5148221127ydpa68a792aMsoNormal\">Il lavoro di estrazione era complicato dall\u2019enorme complessit\u00e0 rappresentata dal trasporto dei blocchi, che avveniva con slittoni trattenuti da cavo in acciaio (<i>struse<\/i>) lungo ripidissime\u00a0<i>vie di lizza<\/i>\u00a0lastricate in pietra. Giunti a valle, i grandi blocchi venivano in genere caricati su imbarcazioni che, percorrendo il Toce o il lago Maggiore, raggiungevano i punti di destinazione (soprattutto Milano) grazie all\u2019ausilio dei Navigli o lungo il Ticino e poi il Po. Le barche su cui avveniva il trasporto, chiamate\u00a0<i>piatte<\/i>, erano lunghe dai 15 ai 18 m e costruite in legno assai resistente e robusto.<\/p>\n<p class=\"yiv5148221127ydpa68a792aMsoNormal\">Non era escluso, tuttavia, che si utilizzasse anche il trasporto stradale su carri trainati da tiri costituiti da 6 buoi accoppiati. Questi carri, costruiti in legno di quercia, frassino o castagno, portavano fino a 20 t, avevano ruote a profilo assai alto e il pianale inclinato, pi\u00f9 alto nella parte anteriore rispetto al lato posteriore. Ci\u00f2 serviva a compensare l\u2019inclinazione della discesa e a impedire che il blocco scivolasse in avanti.<\/p>\n<p class=\"yiv5148221127ydpa68a792aMsoNormal\">Lungo le lizze erano le slitte scendevano con il carico trattenuto in origine da robuste funi che venivano avvolte ai tronchi degli alberi lungo il percorso. In tempi pi\u00f9 recenti vennero utilizzati argani e cavi d\u2019acciaio. Il caricamento su chiatte o carri avveniva con l\u2019ausilio di bancali costituiti di travi in frassino a sezione quadrangolare, su cui rotolavano rulli (<i>curli<\/i>) in betulla che sostenevano il blocco. Con il granito del Montorfano nel 1827 furono realizzate 82 colonne alte 11 m e del diametro di 3,5 m, con le quali fu ricostruita la basilica di San Paolo fuori le mura, a Roma, distrutta da un incendio.<\/p>\n<h3 class=\"yiv5148221127ydpa68a792aMsoNormal\" style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/35-borghi-imperdibili-piemonte\/\">Vuoi approfondire? Clicca qui.<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-2052\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/borghi-3d.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"395\" \/><\/a><\/h3>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mergozzo \u00e8 il nome di un piccolo lago, conosciuto forse pi\u00f9 dai turisti stranieri che da quelli italiani, a due passi da Verbania e dal pi\u00f9 grande lago maggiore. Ma \u00e8 anche il nome di un borgo incantevole e gentile, dove le stratificazioni della storia si respirano nell&#8217;aria. 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