{"id":2134,"date":"2019-06-25T00:00:00","date_gmt":"2019-06-24T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/?p=2134"},"modified":"2019-09-26T18:13:05","modified_gmt":"2019-09-26T16:13:05","slug":"viboldone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/luoghi\/viboldone\/","title":{"rendered":"Viboldone"},"content":{"rendered":"<h2>Viboldone \u00e8 un lembo di civilt\u00e0 medievale ritagliato tra grandi vie di comunicazione moderne; un gruppetto di poche case dai muri in mattoni e i tetti in cotto, addossate alla chiesa romanica e cinte da alberi, dietro cui si allargano i campi.<\/h2>\n<h6>Di Andrea Accorsi.<\/h6>\n<div>Tuttora luogo di clausura, preghiera e accoglienza, il borgo di Viboldone sorto intorno all\u2019abbazia del Millecento \u00e8 uno dei pi\u00f9 importanti e meglio conservati insediamenti medievali della regione: a distanza di tanti secoli, mantiene intatto l\u2019impianto gotico e rapisce gli occhi del visitatore con la sorprendente decorazione trecentesca al suo interno di scuola giottesca, la brillantezza dei suoi colori e la perfezione delle proporzioni.<\/div>\n<div>Oggi l\u2019abbazia ospita una comunit\u00e0 di monache benedettine di clausura, rinomate per la loro attivit\u00e0 di editoria religiosa e teologica e per l\u2019opera di restauro di codici e libri antichi, compresi i manoscritti vinciani raccolti nel Codice Atlantico. La comunit\u00e0 risiede in quello che un tempo era il palazzo del priore, mentre la cascina del monastero \u00e8 tuttora utilizzata per le attivit\u00e0 agricole.<\/div>\n<div>\n<div id=\"attachment_2143\" style=\"width: 1034px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2143\" class=\"size-large wp-image-2143\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/2014_-_Milano_-_Abbazia_di_Viboldone_-_Dettaglio_facciata_-_Foto_Giovanni_DallOrto_31-Oct-2009-1024x683.jpg\" alt=\"viboldone\" width=\"1024\" height=\"683\" \/><p id=\"caption-attachment-2143\" class=\"wp-caption-text\">Abbazia di Viboldone, dettaglio della facciata. Foto di Giovanni Dall&#8217;Orto via Wikimedia Commons.<\/p><\/div>\n<\/div>\n<div><\/div>\n<h3>L&#8217;abbazia e il suo borgo<\/h3>\n<div>Il borgo agricolo di Viboldone nacque con l\u2019abbazia, fondata nel 1176 e completata solo nel 1348 dagli umiliati, un ordine formato da monaci, monache e laici che conducevano vita di preghiera e di lavoro; in particolare, fabbricavano panni di lana e coltivavano i campi introducendo innovativi sistemi di lavorazione,\u00a0oltre a essere ottimi amministratori delle finanze, anche pubbliche. Dopo la soppressione degli umiliati ad opera di Carlo Borromeo, l\u2019abbazia pass\u00f2 ai benedettini olivetani, poi soppressi dal governo austriaco. Dopo oltre un secolo e mezzo di abbandono, si insedi\u00f2 l\u2019attuale comunit\u00e0 di benedettine, che trae origine dalle monache che nel 1936 si erano raccolte nel Lazio attorno a madre Margherita Maria Marchi. Al momento di riconoscere ufficialmente la numerosa comunit\u00e0, il cardinale Giovanni Battista Montini (il futuro papa Paolo VI) ritenne opportuno costruire un edificio pi\u00f9 adatto ad ospitarla: Viboldone ritrov\u00f2 cos\u00ec la sua originaria destinazione di borgo monastico.<\/div>\n<div>\n<div id=\"attachment_2141\" style=\"width: 693px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2141\" class=\"size-large wp-image-2141\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/2039_-_Milano_-_Abbazia_di_Viboldone_-_Interno_-_Foto_Giovanni_DallOrto_31-Oct-2009-683x1024.jpg\" alt=\"viboldone\" width=\"683\" height=\"1024\" \/><p id=\"caption-attachment-2141\" class=\"wp-caption-text\">Abbazia di Viboldone, l&#8217;interno. Foto di Giovanni Dall&#8217;Orto via Wikimedia Commons.<\/p><\/div>\n<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Dall\u2019et\u00e0 napoleonica in poi, il municipio di Viboldone aggreg\u00f2 e perse in diverse fasi numerosi comuni vicini (Civesio, Rancate, Sesto Ulteriano, Videserto e ancora Zivido, Pedriano, San Donato e la stessa San Giuliano), arrivando a contare in alcuni periodi quasi tremila abitanti; oggi, come frazione di San Giuliano Milanese, non arriva al centinaio.<\/div>\n<div>\n<div id=\"attachment_2140\" style=\"width: 1034px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2140\" class=\"size-large wp-image-2140\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/2051_-_Milano_-_Abbazia_di_Viboldone_-_2a_cappella_a_dx_-_Simboli_evangelisti_-_Foto_Giovanni_DallOrto_31-Oct-2009-1024x683.jpg\" alt=\"viboldone\" width=\"1024\" height=\"683\" \/><p id=\"caption-attachment-2140\" class=\"wp-caption-text\">Abbazia di Viboldone gli evangelisti. Foto di Giovanni Dall&#8217;Orto via Wikimedia Commons.<\/p><\/div>\n<\/div>\n<div><\/div>\n<h3>La chiesa<\/h3>\n<div>Inizialmente dedicata a san Pietro, la chiesa di Viboldone si presenta con una facciata a capanna in cotto profilato, bifore a vento e portale in marmo bianco sormontato da una lunetta con statue della Madonna con i santi Giovanni da Meda e Ambrogio; ai lati, due nicchie racchiudono le statue dei santi Pietro e Paolo. Il campanile che si innalza sopra il tiburio ha cornici in cotto e archetti alla base delle bifore e delle trifore sormontate da oculi. Il portone della chiesa, decorato con grandi chiodi e costoloni lignei, risale all\u2019epoca della costruzione della facciata. Un trionfo di luci e colori ci investe non appena oltrepassata la soglia.<\/div>\n<div>Fin dall\u2019ingresso si possono abbracciare con lo sguardo le volte affrescate che si succedono una dopo l\u2019altra; le tre navate di cinque campate ciascuna hanno la chiave di volta, al centro delle crociere, circondata da spicchi racchiusi in un cerchio con i colori dell\u2019arcobaleno. Le maestranze degli affreschi erano essenzialmente lombarde, con influssi di arte toscana ed emiliana. Nella prima volta affrescata (quella della quarta campata della navata centrale) sono raffigurate quattro storie della vita di Cristo \u2013 annunciazione, adorazione dei Magi, presentazione al tempio e battesimo \u2013 e, al di sotto, la crocifissione, la deposizione dalla croce e l\u2019eucarestia; il ciclo delle storie, 14 in tutto, si conclude nella parete sinistra con la Pentecoste. Sulla parete frontale del tiburio, la Madonna in Maest\u00e0 e Santi (1349).<\/div>\n<div>\n<div id=\"attachment_2142\" style=\"width: 1034px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2142\" class=\"wp-image-2142 size-large\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/2128_-_Abb._di_Viboldone_-_Giusto_de_Menabuoi_Giudizio_Universale_-_Foto_Giovanni_DallOrto_31-Oct-20-1024x683.jpg\" alt=\"viboldone\" width=\"1024\" height=\"683\" \/><p id=\"caption-attachment-2142\" class=\"wp-caption-text\">Il\u00a0<em>Giudizio Universale<\/em> di Giusto de\u2019 Menabuoi.\u00a0Foto di Giovanni Dall&#8217;Orto via Wikimedia Commons.<\/p><\/div>\n<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Di fronte, nel <em>Giudizio Universale<\/em> di Giusto de\u2019 Menabuoi, datato al 1350-1370, il Cristo giudice circondato dagli angeli \u2013 alcuni dei quali portano gli strumenti della passione, altri con le trombe dell\u2019apocalisse, mentre due arrotolano i cieli mostrando le mura d\u2019oro e pietre preziose della nuova Gerusalemme \u2013 divide i benedetti (alla sua destra) dai dannati (alla sinistra), con Satana intento a divorare e\u2026 evacuare alcuni di loro; il modello \u00e8 il Giudizio che Giotto affresc\u00f2 per Enrico Scrovegni nella cappella di Santa Maria della Carit\u00e0 a Padova. Successive decorazioni furono realizzate in epoche successive, fino alla fine del Seicento.<\/div>\n<div>Al primo piano dell\u2019edificio di fianco alla chiesa si affaccia sul piazzale la sala della musica, rara testimonianza iconografica, a grandezza reale, degli strumenti musicali in uso tra la fine del XV secolo e l\u2019inizio di quello seguente. Nulla o quasi resta dell\u2019antico monastero delle benedettine dei santi Pietro e Paolo.<\/div>\n<div><\/div>\n<h3>Le cascine<\/h3>\n<div>Lungo la via principale del borgo si affaccia una casa agricola conosciuta come la \u00abc\u00e0a di par\u00f2l\u00bb (la casa delle parole) per una scritta in latino sotto la grondaia, a met\u00e0 della costruzione, che tradotta riporta: \u00abAbbattute le abitazioni fatiscenti, queste del podere furono dignitosamente innalzate dalle fondamenta nell\u2019anno della recuperata salvezza MCMXXIX Littorio VII [1929] a riparo dal calore, dalla polvere, dalle veglie, dalle fatiche, affinch\u00e9 il lavoro dei campi intervallato dal riposo, generi un apprezzamento pi\u00f9 vivo e frutti pi\u00f9 abbondanti\u00bb.<\/div>\n<div>Nel 1857 Cesare Cant\u00f9, descrivendo Viboldone nella sua Grande illustrazione del Lombardo-Veneto, ancora prima del monastero invitava i lettori a visitare la \u00abmagnifica cascina\u00bb che sorgeva l\u00ec vicino, citandone la \u00abvastissima casera\u00bb e il bel \u00abcaseggiato civile\u00bb. In effetti, l\u2019abbazia conta due cascine, una delle quali, la \u00abgrande\u00bb, ha un aspetto piuttosto insolito e imponente, aperta com\u2019\u00e8 al piano terra da un portico a sette archi ribassati retti da colonne. Un\u2019altra cascina di cui \u00e8 documentata l\u2019appartenenza all\u2019abbazia fin dagli inizi del Duecento \u00e8 Montone, a sud-est di Viboldone, che ha mantenuto intatte meglio di altre le caratteristiche originarie: un\u2019architettura semplice ma raffinata e curata nei dettagli decorativi. A ovest di Montone, al di l\u00e0 dell\u2019autostrada del Sole e della tangenziale ovest, cascina Castelletto deve il nome alla presenza di un palazzetto padronale fortificato.<\/div>\n<div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_2137\" style=\"width: 1034px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2137\" class=\"size-large wp-image-2137\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/Viboldone_edifici_rurali_1-1024x768.jpg\" alt=\"viboldone\" width=\"1024\" height=\"768\" \/><p id=\"caption-attachment-2137\" class=\"wp-caption-text\">Una delle cascine di Viboldone.<span style=\"font-size: 16px;\">\u00a0<\/span><\/p><\/div>\n<\/div>\n<h3>Dalle marcite all\u2019acqua\u2026 marcia<\/h3>\n<div>Vicino a Viboldone, come pure all\u2019abbazia di Chiaravalle, scorre la Vettabbia, a conferma della tendenza degli umiliati a insediarsi su un corso d\u2019acqua. Fin dall\u2019Alto Medioevo, il canale navigabile della Vettabbia \u00e8 stato per secoli una delle vie di comunicazione pi\u00f9 importanti di Milano: collegava la citt\u00e0 con il Po tramite il Lambro e quindi con Ravenna, capitale dell\u2019impero romano, e Comacchio, da dove risalivano la corrente i barconi carichi di sale. Oltre a questo corso d\u2019acqua, gli umiliati disponevano dei particolari terreni a sud della citt\u00e0, la cui impermeabilit\u00e0 fa affluire in superficie le acque della falda; queste mantengono anche in inverno una temperatura prossima ai 10\u00b0. Opportunamente incanalate e sfruttate, permettevano fino a 10 tagli di erba all\u2019anno contro i 2-3 degli altri prati. Altro elemento caratteristico del paesaggio nella bassa Lombardia erano le marcite, poi scomparse a causa della continua manutenzione di cui necessitavano, ma anche dell\u2019inquinamento delle acque di scolo della metropoli. La Vettabbia di oggi \u00e8 tutt\u2019altra cosa: inalveata in un corso diverso e pi\u00f9 stretto, \u00e8 ridotta a semplice canale di spurgo. L\u2019apertura del depuratore di Nosedo (2003) ha notevolmente migliorato la qualit\u00e0 delle sue acque; il recupero dell\u2019ampia campagna circostante si \u00e8 completato con la piantumazione di alberi e la creazione di lunghe piste ciclabili e percorsi pedonali.<\/div>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/35-borghi-imperdibili-due-passi-milano\/\">Vuoi approfondire? 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