{"id":2219,"date":"2019-10-11T11:22:37","date_gmt":"2019-10-11T09:22:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/?p=2219"},"modified":"2019-10-11T11:22:37","modified_gmt":"2019-10-11T09:22:37","slug":"cattolici-e-liberali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/storia\/cattolici-e-liberali\/","title":{"rendered":"Cattolici e liberali: un tentativo di concordia"},"content":{"rendered":"<h2>In linea con quanto accadeva in Europa, a Torino, nel corso dell\u2019Ottocento, si svolsero diverse esposizioni al fine di presentare quei prodotti e manufatti che ben rappresentassero il livello d\u2019innovazione e progresso raggiunto dal giovane Stato italiano. Nel 1898 l&#8217;esposizione di arte sacra tent\u00f2 di ricucire la ferita tra cattolici e liberali: fu un primo timido tentativo di riavvicinamento.<\/h2>\n<h6>Di Elisabetta Pauletti.<\/h6>\n<p>La progettazione di queste enormi rassegne espositive comportava, accanto a un grande lavoro di carattere organizzativo, l\u2019allestimento e la realizzazione di una lunga serie di architetture, padiglioni, gallerie, facciate di edifici, spesso anche di notevole pregio, che venivano sempre abbattute alla conclusione dell\u2019evento. Di fatto, \u00aballa fine della fiera\u00bb sorgeva sempre la questione sull\u2019opportunit\u00e0 di salvare alcune di queste strutture, pur nate per essere effimere. Cos\u00ec, dell\u2019esposizione del 1884 furono conservati il Borgo Medievale e la Rocca; di quella del 1898 ci \u00e8 rimasta la fontana dei Dodici Mesi, all\u2019estrema propaggine meridionale del parco del Valentino, realizzata, come del resto l\u2019ampio apparato degli edifici poi demoliti, dall\u2019architetto Carlo Ceppi. La grande vasca ovale segue la pendenza naturale del terreno, che digrada verso il fiume, ed \u00e8 in parte chiusa da una balaustra ornata da 12 statue femminili che rappresentano i mesi dell\u2019anno. Sul lato pi\u00f9 alto, una terrazza ellittica con quattro gruppi di statue raffiguranti i quattro fiumi che bagnano Torino chiude scenograficamente la fontana monumentale. Oggi solo la fontana, unica superstite, ci ricorda l\u2019esposizione generale italiana del 1898. La complessit\u00e0 e l\u2019ampiezza delle strutture effimere che allora, allestite con grande fasto e poi distrutte, arricchirono gran parte del parco del Valentino e le strade adiacenti, ai giorni nostri possono essere apprezzate solo attraverso vecchie foto, cartoline, riproduzioni.<\/p>\n<div id=\"attachment_2224\" style=\"width: 771px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2224\" class=\"size-full wp-image-2224\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/pauletti2.jpg\" alt=\"\" width=\"761\" height=\"523\" \/><p id=\"caption-attachment-2224\" class=\"wp-caption-text\">La fontana dei Dodici Mesi in una cartolina d\u2019epoca. Immagine da\u00a0<a href=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/torino-insolita-e-curiosa\/\">\u00abTorino insolita e curiosa\u00bb<\/a> di Elisabetta Pauletti.<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>L&#8217;esposizione della\u00a0<b>\u00abconcordia<\/b><b>\u00bb.<\/b><\/h3>\n<p>L\u2019evento, comunque, fu caratterizzato da una straordinaria novit\u00e0, e cio\u00e8 che gli si affianc\u00f2 una manifestazione per alcuni aspetti analoga e per altri in completa competizione: l\u2019esposizione di arte sacra. Come si giunse a questa particolare commistione nonostante attriti e contrasti? In citt\u00e0, fin dal 1895, fervevano i preparativi per la celebrazione dei cinquant\u2019anni dello Statuto Albertino. Doveva essere un\u2019occasione per rimarcare i grandi progressi compiuti nel mezzo secolo di vita del regime liberale, che stava attraversando allora una profonda crisi di consenso anche a causa dell\u2019avanzata del movimento cattolico. Le difficolt\u00e0 e le polemiche che sorsero in merito alla collaborazione tra cattolici e liberali per il successo della manifestazione fecero s\u00ec che prese corpo l\u2019iniziativa dell\u2019esposizione d\u2019arte sacra che sottolineasse l\u2019evoluzione e lo sviluppo portati avanti non in 50, ma in quasi 2000 anni: la Chiesa, nella sua storia, aveva dato un grande contributo alla civilt\u00e0 e all\u2019arte. Cos\u00ec, gli\u00a0ideatori e i fautori dell\u2019impresa individuarono gli anniversari di fatti decisivi per le vicende religiose della citt\u00e0. Ben 1500 anni prima, nel 398, san Massimo vescovo aveva convocato il concilio di Torino, prima testimonianza della citt\u00e0 quale sede episcopale; al 1498 risaliva la dedicazione del nuovo duomo rinascimentale a San Giovanni Battista; infine, nel 1598, Clemente VIII aveva approvato il culto delle reliquie di san Valerico, compatrono della citt\u00e0, ed erano state fondate due importanti istituzioni, la confraternita del Santo Sudario e quella di San Rocco.<\/p>\n<div id=\"attachment_2221\" style=\"width: 262px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2221\" class=\"size-full wp-image-2221\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/pauletti3.png\" alt=\"\" width=\"252\" height=\"385\" \/><p id=\"caption-attachment-2221\" class=\"wp-caption-text\">Manifesto dell\u2019Esposizione d\u2019Arte Sacra.\u00a0Immagine da\u00a0<a href=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/torino-insolita-e-curiosa\/\">\u00abTorino insolita e curiosa\u00bb<\/a> di Elisabetta Pauletti.<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Dopo un processo di lento avvicinamento e di superamento di diffidenze e sospetti, l\u2019accordo tra i due comitati esecutivi, tra cattolici e liberali, sanc\u00ec la completa autonomia, pur nella collaborazione, delle due iniziative. Questa totale indipendenza reciproca fu accentuata dalla netta separazione delle due aree, pur contigue, dove si sarebbero sviluppati i padiglioni. Corso Massimo d\u2019Azeglio costitu\u00ec la cerniera tra le due zone: l\u2019esposizione generale si svolse al parco del Valentino, quella d\u2019arte sacra si svilupp\u00f2 nel quadrilatero compreso tra via Monti, via Madama Cristina, corso Raffaello e ancora corso d\u2019Azeglio. Tuttavia, un collegamento c\u2019era: un ponte che scavalcava il corso e che consentiva ai visitatori di spostarsi con agio da una zona all\u2019altra. E fu Umberto I che, in visita al cantiere una settimana prima dell\u2019inaugurazione, defin\u00ec questa struttura \u00abponte della concordia\u00bb, e il nome gli rimase.<\/p>\n<div id=\"attachment_2223\" style=\"width: 682px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2223\" class=\"size-full wp-image-2223\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/pauletti-1.png\" alt=\"\" width=\"672\" height=\"423\" \/><p id=\"caption-attachment-2223\" class=\"wp-caption-text\">Vista dall\u2019alto dell\u2019esposizione del 1898.\u00a0Immagine da\u00a0<a href=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/torino-insolita-e-curiosa\/\">\u00abTorino insolita e curiosa\u00bb<\/a> di Elisabetta Pauletti.<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Cattolici di tutto il mondo: unitevi!<\/h3>\n<p>Di tutta l\u2019area \u00abreligiosa\u00bb l\u2019edificio pi\u00f9 grande era quello dedicato all\u2019arte sacra, suddiviso in diverse sezioni: da quella musicale (con documenti, incunaboli, partiture e manoscritti) a quella di architettura (con disegni, rilievi, calchi) a quella di arte antica (che esponeva reperti archeologici, smalti, avori, tessuti, paramenti e arredi sacri) a quella dei codici sacri. C\u2019era poi un padiglione d\u2019arte moderna, con opere contemporanee di pittura, scultura e artigianato. Tutti questi manufatti erano giunti dalla maggior parte delle diocesi della Penisola, a dimostrazione di quanto importante fosse ritenuta la manifestazione. Ma certo la sezione delle missioni cattoliche fu quella che dest\u00f2 pi\u00f9 curiosit\u00e0 e interesse. Fermamente voluta da Roma per le forti implicazioni ideologiche che portava con s\u00e9, era dislocata in una serie di edifici che rispecchiavano le caratteristiche dei paesi di provenienza: quello delle missioni americane era in stile gotico inglese; quello delle missioni di Terrasanta riproduceva l\u2019ingresso laterale del Santo Sepolcro e al suo interno presentava motivi ornamentali bizantini; l\u2019edificio delle missioni ottomane era in stile moresco e quello delle missioni d\u2019Asia era ispirato alla Birmania, con un doppio tetto dorato e rosso. Infine, il padiglione delle missioni africane era un capannone con una grande tettoia ricoperta di paglia e con stuoie colorate alle pareti e sul soffitto. All\u2019interno dei fabbricati manufatti e prodotti di vario genere volevano illustrare con cura luoghi e ambienti di provenienza e, soprattutto, le opere di carit\u00e0 in giro per il mondo. Ma erano le persone che animavano gli edifici e il cortile comune a colpire di pi\u00f9 i visitatori: quegli indigeni con la pelle delle pi\u00f9 varie gradazioni di bronzo, giallo, olivastro, marrone, nero; i loro strani abiti, i cappelli, le calzature lasciavano esterrefatti quanti si aggiravano dentro e fuori quelle bizzarre strutture. La ricostruzione di scene di vita quotidiana di beduini, abissini, pellerossa, cinesi \u2013 solo per citarne alcuni \u2013 alimentavano la fantasia dei torinesi in visita, che rimanevano sbalorditi nel vedere confermate voci e notizie su popoli lontani spesso ritenute solo invenzioni.<\/p>\n<div id=\"attachment_2222\" style=\"width: 533px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2222\" class=\"size-full wp-image-2222\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/pauletti4.png\" alt=\"\" width=\"523\" height=\"720\" \/><p id=\"caption-attachment-2222\" class=\"wp-caption-text\">Immagine devozionale commemorativa.\u00a0Immagine da\u00a0<a href=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/torino-insolita-e-curiosa\/\">\u00abTorino insolita e curiosa\u00bb<\/a> di Elisabetta Pauletti.<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><b>Secondo Pia e \u00abl<\/b>a prima ostensione moderna<b>\u00bb.<\/b><\/h3>\n<p>L\u2019inaugurazione ebbe luogo il 1\u00b0 maggio alla presenza del re e della regina, che, dopo la solenne apertura dell\u2019esposizione generale, giunsero nella cappella dell\u2019altra parte, dove li attendeva il vescovo di Torino, monsignor Richelmy. L\u2019esposizione d\u2019arte sacra chiuse i battenti il 10 novembre (quella generale venne prorogata fino al 20) e registr\u00f2 nel suo complesso un grande successo: gli espositori furono oltre 2000 e i visitatori quasi 700.000. L\u2019esito tanto positivo dell\u2019evento fu dovuto anche a importanti iniziative concomitanti, che il mondo cattolico torinese riusc\u00ec a organizzare quali complementi dell\u2019esposizione stessa: l\u2019inaugurazione del monumento a Don Bosco a Castelnuovo d\u2019Asti (ribattezzata poi Castelnuovo Don Bosco) e il terzo congresso mariano. Ma fu soprattutto l\u2019ostensione della Sindone a richiamare migliaia di pellegrini nel capoluogo piemontese. Erano passati trent\u2019anni dall\u2019ultima volta che il Santo Sudario era stato esposto alla venerazione dei fedeli. E quella del 1898 pu\u00f2 considerarsi la prima ostensione di carattere moderno. Infatti, se fino ad allora il Sacro Telo era tenuto in mano dai vescovi per una ventina di minuti per esporlo alla vista e alla devozione, da quell\u2019anno fu sempre sistemato all\u2019interno di una cornice e posto in duomo. L\u2019occasione era stata il matrimonio del principe ereditario Umberto con la principessa Margherita di Savoia. Ora, dopo tre decenni, le circostanze erano favorevoli a una nuova ostensione che poteva ben inserirsi nel programma dell\u2019esposizione.<\/p>\n<div id=\"attachment_2225\" style=\"width: 777px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2225\" class=\"wp-image-2225 size-large\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/Secundo_Pia_Turinske_platno_1898-767x1024.jpg\" alt=\"sindone\" width=\"767\" height=\"1024\" \/><p id=\"caption-attachment-2225\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;ingrandimento del volto della Sindone dai negativi di Secondo Pia; lo scatto fu realizzato proprio in occasione dell&#8217;ostensione del 1898, in concomitanza con l&#8217;esposizione di arte sacra.<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>E cos\u00ec fu. Dopo un\u2019efficiente e accurata pianificazione della gestione dei visitatori, degli orari, dei percorsi, si fissarono le date, dal 25 maggio al 2 giugno. Il primo giorno, nella cappella del Guarini, davanti all\u2019arcivescovo di Torino Agostino Richelmy, ad altri vescovi e alla corte, fu aperta la grata dell\u2019altare, estratta la cassetta, i sigilli e venne spiegata la Sindone, che fu venerata dai presenti. Poi fu di nuovo arrotolata, riposta nella cassetta e portata in processione in duomo fino all\u2019altare maggiore. Qui avrebbe dovuto essere sistemata in una cornice di legno realizzata apposta, ma solo allora ci si accorse che erano state prese o trascritte misure sbagliate e che il telaio e la cornice erano troppo corti. Ma non c\u2019era pi\u00f9 tempo per rimediare; fu deciso di ripiegare la stoffa, cos\u00ec che i fedeli non poterono vedere la figura intera che vi era impressa. Questo fatto \u00e8 testimoniato anche dalle fotografie che Secondo Pia ebbe l\u2019autorizzazione di scattare e che rivelarono la straordinaria resa dell\u2019immagine sulla lastra del negativo, molto diversa da quella che ci si sarebbe potuti attendere da un semplice manufatto. \u00c8 da quel momento che inizia la ricerca scientifica sulla Sindone: studiosi, ricercatori ed esperti di settori specifici applicano i loro metodi e le loro conoscenze all\u2019indagine sul reperto, non con lo scopo di certificarne l\u2019autenticit\u00e0 ma per approfondirne le caratteristiche e, fin dove possibile, l\u2019origine.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\">Vuoi approfondire? Clicca <a href=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/torino-insolita-e-curiosa\/\">qui<\/a><a href=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/torino-insolita-e-curiosa\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-2227\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/pauletti-torino-insolita-e-curiosa.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"395\" \/><\/a><\/h3>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In linea con quanto accadeva in Europa, a Torino, nel corso dell\u2019Ottocento, si svolsero diverse esposizioni al fine di presentare quei prodotti e manufatti che ben rappresentassero il livello d\u2019innovazione e progresso raggiunto dal giovane Stato italiano. Nel 1898 l&#8217;esposizione di arte sacra tent\u00f2 di ricucire la ferita tra cattolici e liberali: fu un primo timido tentativo di riavvicinamento.<br \/>\nDi Elisabetta Pauletti.<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":2331,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[203,204,114],"acf":[],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/AmorettiB-31.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2219"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2219"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2219\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2333,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2219\/revisions\/2333"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2331"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2219"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2219"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2219"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}