{"id":2398,"date":"2020-02-04T00:00:04","date_gmt":"2020-02-03T23:00:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/?p=2398"},"modified":"2020-01-27T22:12:41","modified_gmt":"2020-01-27T21:12:41","slug":"lordine-nuovo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/storia\/lordine-nuovo\/","title":{"rendered":"L&#8217;Ordine Nuovo, il laboratorio"},"content":{"rendered":"<h2><em>L&#8217;Ordine Nuovo<\/em> non \u00e8 stato solo un semplice giornale ma il laboratorio di idee e il luogo di incontro per la futura classe dirigente del Partito Comunista d\u2019Italia, da Antonio Gramsci a Palmiro Togliatti, da Umberto Terracini, ad Angelo Tasca. In questo articolo si ricostruisce il contesto in cui sorse.<\/h2>\n<h6>di\u00a0Nicola Adduci, Barbara Berruti, Bruno Maida.<\/h6>\n<p class=\"yiv8632143263ydpe7779060Pa8\">Al momento della nascita de\u00a0<em>L&#8217;Ordine Nuovo<\/em>, tra il 1919 e il 1920, il clima sociale \u00e8 incandescente. I provvedimenti di politica annonaria adottati dal Municipio di Torino e dalle leghe degli esercenti e dei commercianti hanno un impatto positi\u00advo del tutto provvisorio, perch\u00e9 nell\u2019arco di pochi mesi i calmieri imposti dal governo della citt\u00e0 vengono superati dall\u2019aumento dei prezzi e le merci immesse sul mercato sono decisamente minori del fabbisogno. Le agitazioni popolari costringono le diverse formazioni politiche a misurarsi con cambiamenti che interpretano con difficolt\u00e0: i liberali temono le agitazioni popolari e nella loro guida amministrativa dimostrano di possedere pochi strumenti per contenere l\u2019inflazione e il mercato nero, e in generale per rispondere ai bisogni primari dei cittadini; i socialisti giudicano con favore un movimento spontaneo e popolare che tuttavia non vogliono trasferire sul piano di uno sciopero generale; i popolari hanno un\u2019anima di sinistra che sostiene i diritti dei lavoratori, del tutto minoritaria per\u00f2 rispetto alle gerarchie ecclesiastiche loca\u00adli, che vedono negli scioperi e nelle agitazioni popolari la rottura dell\u2019ordine sociale e morale; il neonato Fascio di Combattimento, che al contrario soffia sul fuoco della protesta, non ha per\u00f2 stru\u00admenti e numeri tali da guidarla e alimentarla.<\/p>\n<div id=\"attachment_2401\" style=\"width: 889px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2401\" class=\"size-full wp-image-2401\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/1017325_10200688517592952_1217872912_n.jpg\" alt=\"L'Ordine Nuovo\" width=\"879\" height=\"634\" \/><p id=\"caption-attachment-2401\" class=\"wp-caption-text\">La redazione dell&#8217;Ordine Nuovo. La freccia indica Antonio Gramsci.<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Gli anni ruggenti del Partito Socialista<\/h3>\n<div>Il Partito Socialista \u00e8 coinvolto soprattutto nelle lotte operaie che segnano la vita politica ed economica torinese del dopoguerra, fino a giungere al suo apice nel cosiddetto \u00abbiennio rosso\u00bb. In particolare, il 1919 \u00e8 per i socialisti e per il movimento operaio torinesi, e non solo, un anno decisivo. Conosce un\u2019enorme diffusione, fino a una tiratura di 50.000 copie, l\u2019edizione piemontese dell\u2019<i>Avanti!\u00a0\u00a0<\/i>che inizia le pubblicazioni nel dicembre 1918. Nella simbolica data del 1\u00b0 maggio 1919 esce il primo numero di\u00a0<i>L\u2019Ordine Nuovo<\/i>, fondato da Gramsci. Nel frattempo, nei primi mesi dell\u2019anno le lotte operaie conoscono un notevole avanzamento. Per la prima volta gli industriali sono in parte disponibili, vista la favorevole congiuntura economica, in parte costretti, per la pressione delle manifestazioni operaie, a fare concessioni sul piano sia dei diritti sia dei salari. Se molte delle vertenze industriali riguardano nei primi mesi dell\u2019anno il problema dei licenziamenti e del ridimensionamento degli impianti, \u00e8 la rivendicazione delle otto ore a rappresentare la questione pi\u00f9 significativa, a cui si accompagna la richiesta di riconoscimento delle commissioni interne negli stabilimenti industriali.<\/div>\n<div>\n<div id=\"attachment_2404\" style=\"width: 983px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2404\" class=\"size-full wp-image-2404\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/LOrdine_Nuovo.jpg\" alt=\"L'Ordine Nuovo\" width=\"973\" height=\"543\" \/><p id=\"caption-attachment-2404\" class=\"wp-caption-text\">Frontespizio del primo numero de <em>L&#8217;Ordine Nuovo<\/em>.<\/p><\/div>\n<\/div>\n<div><\/div>\n<h3>Nato sotto il segno dei Soviet<\/h3>\n<div>La \u00abRassegna settimanale di cultura socialista\u00bb, come recita il sottotitolo di <em>L\u2019Ordine Nuovo<\/em> (prima settimanale, e quotidiano dal 1\u00b0 gennaio 1921), nasce dall\u2019esigenza, da parte dei socialisti rivoluzionari, di riflettere sui cambiamenti in atto, considerati non a torto epocali e che mostrano riflessi particolarmente suggestivi nella realt\u00e0 italiana e torinese. Il motto della rivista \u00e8 \u00abIstruitevi perch\u00e9 avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. Agitatevi perch\u00e9 avremo bisogno di tutto il nostro entusiasmo. Organizzatevi perch\u00e9 avremo bisogno di tutta la nostra forza\u00bb. Se \u00e8 Gramsci, segretario di redazione, l\u2019anima della nuova rivista \u2013 i cui uffici si affacciano su un cortile in un edificio all\u2019angolo tra via XX Settembre e via Arcivescovado \u2013 al suo interno c\u2019\u00e8 parte della futura classe dirigente del Partito Comunista d\u2019Italia, da Palmiro Togliatti a Umberto Terracini, da Angelo Tasca (di cui \u00e8 l\u2019idea del periodico) ad Alfonso Leonetti. \u00c8 sulle sue pagine che viene definendosi una nuova interpretazione della citt\u00e0, della fabbrica, e che viene analizzato il superamento dell\u2019esperienza del socialismo e del sindacalismo tradizionale. Al centro della riflessione di Gramsci si colloca la grande novit\u00e0 della rivoluzione bolscevica e dei soviet. Da qui prende le mosse l\u2019idea di trasformazione della rappresentanza all\u2019interno della fabbrica. Secondo Gramsci, le commissioni interne, che hanno una funzione di arbitrato e quindi moderatrice, devono essere sostituite dai consigli, votati da tutti gli operai e nucleo di un nuovo assetto democratico fondato sull\u2019autonomia dei produttori. Perch\u00e9, come scrive Gramsci su <em>L\u2019Ordine Nuovo<\/em> nel giugno 1919, la formula della \u00abdittatura del proletariato\u00bb deve riempirsi di contenuto: \u00abchi vuole il fine deve anche volere i mezzi\u00bb e perci\u00f2 essa dev\u2019essere intesa come \u00abl\u2019instaurazione di un nuovo Stato, tipicamente proletario, nel quale confluiscono le esperienze istituzionali della classe oppressa, nel quale la vita sociale della classe operaia e contadina diventa sistema diffuso e fortemente organizzato\u00bb. \u00c8 un progetto che naturalmente non pu\u00f2 che trovare la pi\u00f9 completa ostilit\u00e0 del sindacato e del Partito Socialista, ma che ha notevole successo nelle fabbriche e nelle elezioni dei rappresentanti al loro interno.<\/div>\n<div>\n<div id=\"attachment_2402\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2402\" class=\"size-full wp-image-2402\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/Umberto_Terracini_1.jpg\" alt=\"Umberto Terracini\" width=\"300\" height=\"356\" \/><p id=\"caption-attachment-2402\" class=\"wp-caption-text\">Umberto Terracini in una foto dell&#8217;epoca di <em>Ordine Nuovo<\/em>.<\/p><\/div>\n<\/div>\n<div><\/div>\n<h3>La risposta di Gobetti<\/h3>\n<div>Quello di Gramsci \u00e8 un contributo essenziale per comprendere i mutamenti della citt\u00e0 e nello stesso tempo gli esiti della trasformazione capitalistica in atto, e che nel suo pensiero dovrebbe aprire la porta alla lotta di classe e alla rivoluzione. Ma \u00e8 una novit\u00e0, quella dell\u2019industrialismo e del ruolo delle masse operaie, che \u00e8 al centro dell\u2019analisi di un altro giovanissimo intellettuale, Piero Gobetti. Alla fine della guerra, non ancora diciottenne, inizia una riflessione critica di grande importanza, incentrata sulla battaglia delle idee da combattere in un Paese come l\u2019Italia la cui crisi e trasformazione impongono un giudizio storico e morale rinnovato. Per Gobetti \u00e8 necessario costruire una nuova classe dirigente, valorizzare le esperienze che nascono nel mondo operaio, superare l\u2019immobilismo piccolo borghese e attribuire un ruolo di avanguardia politica e pedagogica alle masse dei lavoratori, riflettere sulla storia nazionale e soprattutto sul Risorgimento e la mancata formazione di una classe dirigente, senza trascurare il nodo essenziale della questione meridionale. \u00c8 prioritario insomma analizzare i vizi d\u2019origine italiani e costruire un Paese moderno. \u00c8 quella <em>Rivoluzione liberale<\/em> che diventa il titolo della rivista che Gobetti pubblica tra il 1922 e il 1925, preceduta da un\u2019altra importante iniziativa, <em>Energie Nove<\/em> (1918-1920) nonch\u00e9 dal suo fondamentale ruolo come editore.<\/div>\n<div>\n<h3 style=\"text-align: center;\">Vuoi approfondire? Clicca\u00a0<a href=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/la-nascita-del-fascismo-a-torino\/\">qui<\/a><\/h3>\n<p><a href=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/la-nascita-del-fascismo-a-torino\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-2405\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/nascitadelfascismo.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"395\" \/><\/a><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;Ordine Nuovo non \u00e8 stato solo un semplice giornale ma il laboratorio di idee e il luogo di incontro per la futura classe dirigente del Partito Comunista d\u2019Italia. In questo articolo si ricostruisce il contesto in cui sorse. 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