{"id":2463,"date":"2020-05-18T00:00:21","date_gmt":"2020-05-17T22:00:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/?p=2463"},"modified":"2020-05-16T21:54:47","modified_gmt":"2020-05-16T19:54:47","slug":"arturo-bocchini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/storia\/arturo-bocchini\/","title":{"rendered":"Arturo Bocchini, il grand commis dello Stato fascista"},"content":{"rendered":"<h2>Arturo Bocchini fu\u00a0il <em>grand commis<\/em> dello Stato fascista, il Fouch\u00e9 di Mussolini \u2013 come \u00e8 stato pi\u00f9 volte definito non senza una punta di ammirazione da parte dei suoi stessi avversari \u2013, l\u2019uomo in realt\u00e0 pi\u00f9 nefasto per l\u2019opposizione antifascista, proprio per i suoi metodi felpati, graduali, quasi paternalistici, scevri di passione, senza inutili crudelt\u00e0 n\u00e9 gratuite brutalit\u00e0.<\/h2>\n<h6>di Domenico Vecchioni<\/h6>\n<p>Arturo Bocchini nasce in un paesino a sud di Benevento nel febbraio del 1880. Laureatosi in giurisprudenza all\u2019Universit\u00e0 di Napoli nel 1902, inizia una brillante carriera prefettizia che lo porta in diverse citt\u00e0 d\u2019Italia fino a quando, il 30 dicembre 1922, spicca il volo nell\u2019alta dirigenza. Appena quarantaduenne viene nominato prefetto di Brescia sulla scia delle nuove nomine decise dal primo governo Mussolini, che, non fidandosi troppo della vecchia nomenclatura giolittiana, preferisce puntare su giovani funzionari destinati, se non altro per debito di riconoscenza, a diventare fedeli servitori del futuro regime.<\/p>\n<div id=\"attachment_2470\" style=\"width: 536px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2470\" class=\"wp-image-2470 size-full\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Bundesarchiv_Bild_121-0146_Berlin_italienische_Polizeif\u00fchrer_Parade-e1589658171527.jpg\" alt=\"arturo bocchini\" width=\"526\" height=\"800\" \/><p id=\"caption-attachment-2470\" class=\"wp-caption-text\">Arturo Bocchini, in primo piano a sinistra, a Berlino nel 1936.<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Don Arturo l\u2019epicureo<\/h3>\n<p>Di sicuro l\u2019et\u00e0 non \u00e8 il solo fattore a essere tenuto in considerazione. Bocchini ha gi\u00e0 dato ottima prova di s\u00e9 sia sul piano professionale sia su quello personale (anche se cede spesso alla sua particolare debolezza per le belle donne, ci\u00f2 che gli causer\u00e0 non pochi guai, sempre per\u00f2 \u00abaggiustati\u00bb sulla base del celebre proclama del virile duce: \u00abGli uomini mi interessano solo dalla cintola in su\u00bb).<\/p>\n<p>Sul piano personale Bocchini viene descritto come esuberante, elegante nel vestire, amante della buona cucina e, come abbiamo visto, dell\u2019altro sesso (morir\u00e0 dopo un\u2019abbondantissima cena a base di aragoste e una focosa notte a luci rosse con la sua giovanissima amante), divertente (famoso \u00e8 rimasto il suo modo di raccontare barzellette e di fare battute per sdrammatizzare riunioni difficili o troppo solenni): un convinto epicureo, insomma. Ma Don Arturo sa tuttavia essere cinico fino alla perfidia (fa abortire una sua amante che muore sotto i ferri di un compiacente ma inesperto ostetrico), gretto fino alla testardaggine (favorisce spudoratamente i \u00absuoi\u00bb, provenienti in prevalenza dalla sua regione) o vendicativo fino alla prevaricazione (\u00abdistrugge\u00bb il marito di una sua amante che si era permesso di protestare, costringendolo con metodi decisi a cessare le proteste e a cambiare citt\u00e0 di residenza).<\/p>\n<p>Sul piano professionale \u00e8 un lavoratore instancabile, dotato di una memoria prodigiosa che lo dispensa dal prendere appunti e note; eccellente oratore, \u00e8 un perfetto conoscitore e grande innovatore della macchina della PS. Tutto fa capo a lui, Bocchini sa tutto di tutti, e questo com\u2019\u00e8 ovvio consolida il suo particolare <em>status<\/em>. Controlla cos\u00ec bene l\u2019apparato che non ha alcun ritegno a utilizzare spesso per fini personali \u2013 non per bisogno, provenendo da una famiglia ricca, ma piuttosto per un certo sentimento di superiorit\u00e0 \u2013 i fondi riservati della direzione generale di Pubblica sicurezza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>La carriera<\/h3>\n<p>Non tollera personaggi che gli possano fare ombra e quindi li elimina non appena travalicano i limiti consentiti, contando sempre sull\u2019appoggio di Mussolini, cui sar\u00e0 sempre fedele fino alla morte. Una morte che interviene prima del crollo del regime e che quindi non ci consente di sapere come il cosiddetto \u00abpontefice della PS\u00bb si sarebbe comportato durante la delicatissima fase del 25 luglio 1943, quando il suo successore, Carmine Senise, sceglie di essere fedele al re e non pi\u00f9 al duce, aiutando in maniera determinante la storia a seguire il corso impresso dalla monarchia. Chiss\u00e0 se Arturo Bocchini avrebbe fatto la stessa cosa.<\/p>\n<p>Da Brescia a Bologna e a Genova, la carriera del prefetto Arturo Bocchini si snoda secondo le rapide tappe di chi ha gi\u00e0 capito come servire al meglio il nascente regime. Si \u00e8 fatto notare e apprezzare dai fascisti: lo stesso Federzoni lo segnala a Mussolini, che con fortunatissima intuizione lo nomina \u2013 sotto la spinta degli avvenimenti conseguenti all\u2019ennesimo attentato contro la sua persona (a opera di Gino Lucetti, nel settembre 1926) \u2013 capo della polizia, sperando di non doversene pentire dopo la poco felice prova del predecessore Crispo Moncada. E in effetti non se ne pentir\u00e0. Bocchini del resto arriva al momento giusto, e soprattutto parte con il piede giusto, nonostante l\u2019attentato a Mussolini di Anteo Zamboni nell\u2019ottobre del 1926.<\/p>\n<p>Poco dopo la sua nomina, vengono infatti approvate le leggi \u00abfascistissime\u00bb e adottati specifici provvedimenti amministrativi che istituiscono in pratica lo Stato autoritario, se non ancora totalitario. Viene approvato il famoso Testo Unico delle leggi sulla Pubblica sicurezza: la polizia viene significativamente rinforzata, mentre sono sciolti i partiti politici, i sindacati e le associazioni contrari al regime; infine, si decreta la decadenza dei centoventitr\u00e9 deputati dell\u2019Aventino.<\/p>\n<p>Viene altres\u00ec istituito il famigerato Tribunale Speciale per la Difesa dello Stato, composto in prevalenza da ufficiali della Milizia. \u00c8 ripristinata la pena di morte, istituita \u2013 o meglio rimessa in auge \u2013 la misura repressiva del \u00abconfino politico\u00bb, vengono creati gli uffici politici investigativi presso la Milizia e, ciliegina sulla torta, Mussolini riprende (senza pi\u00f9 lasciarlo) l\u2019<em>interim<\/em> degli Interni. Arturo Bocchini, quindi, non avr\u00e0 altro interlocutore all\u2019infuori del duce. Ha insomma in mano tutte le leve che gli consentiranno di rimanere per oltre quattordici anni il dominatore incontrastato dell\u2019ordine pubblico e dell\u2019intelligence interna, il repressore dei movimenti antifascisti e il controllore della polizia politica segreta, garantendo l\u2019incolumit\u00e0 personale del duce e la solidit\u00e0 del regime. Bocchini \u00e8 un capo della polizia moderno e innovativo anche per quanto riguarda le attivit\u00e0 sul terreno tese a garantire la sicurezza delle manifestazioni popolari.<\/p>\n<div id=\"attachment_2468\" style=\"width: 706px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2468\" class=\"wp-image-2468 size-full\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Arturo_Bocchini_nel_1931_per_il_6\u00ba_anniversario_del_Corpo_di_Pubblica_Sicurezza.jpg\" alt=\" Arturo Bocchini\" width=\"696\" height=\"876\" \/><p id=\"caption-attachment-2468\" class=\"wp-caption-text\">Arturo Bocchini nel 1931.<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>La macchina degli spioni<\/h3>\n<p>Per raggiungere i suoi obiettivi, \u00abdon Arturo\u00bb stabilisce subito i quattro cardini su cui fondare il nuovo sistema informativo: aggiornamento del casellario politico centrale e del relativo schedario; istituzione di un servizio incaricato della polizia politica (dal cui seno scaturir\u00e0 l\u2019OVRA) che perfezioni i servizi informativi sia all\u2019interno (con il progressivo coinvolgimento delle prefetture, delle questure e della stessa Milizia) sia all\u2019estero (con il crescente impegno anche delle ambasciate e dei consolati); l\u2019attivazione di un servizio per la polizia di frontiera e, infine, la creazione di una squadra speciale di super agenti per la protezione ravvicinata della persona di Mussolini (una vera ossessione, per il nuovo capo della polizia).<\/p>\n<p>In questa prospettiva, che in sostanza mira a creare una tela di ragno estesa su scala nazionale, Bocchini promuove la crescita di una fittissima rete di informatori \u2013 o \u00abfiduciari\u00bb come vengono chiamati in gergo \u2013, immaginando un servizio speciale (l\u2019OVRA, appunto) formato da fedelissimi al regime che si occupino di gestire gli informatori, di trattare i dati cos\u00ec raccolti e di sviluppare una costante azione investigativa nella vita quotidiana dei cittadini. Il servizio opera in un quadro coordinato dalla struttura piramidale dove tutto confluisce al vertice, cio\u00e8 allo stesso don Arturo, il quale poi provvede di persona a informare il duce.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 in una nuova concezione dell\u2019ordine pubblico che d\u2019ora in poi comprender\u00e0 tutti gli aspetti della vita politica, economica e sociale del Paese, dove ormai la \u00abbuona condotta\u00bb viene intesa solo come buona condotta nei confronti del regime \u2013 altrimenti, ogni comportamento diventa sospetto, se non sovversivo. Le schedature dei cittadini diventano sempre pi\u00f9 meticolose, fino ad arrivare all\u2019istituzione di una vera e propria \u00abcartella biografica\u00bb nella quale vengono raccolte notizie su grado di cultura, attitudini e capacit\u00e0 professionali dei dissidenti, senza trascurare riferimenti alle loro caratteristiche fisiche, psichiche e di carattere (eccitabilit\u00e0, suggestionabilit\u00e0, irritabilit\u00e0 ecc.), fino a sfociare nella valutazione di parametri \u00abmorali\u00bb della persona, quali le sue tendenze sessuali (inutile dire che l\u2019omosessualit\u00e0 vi \u00e8 considerata politicamente sospetta, moralmente condannabile e socialmente pericolosa). In una circolare redatta dallo stesso capo della polizia viene quindi raccomandato di:<\/p>\n<blockquote><p>Sondare con ogni mezzo e continuamente la pubblica opinione, sfruttando la capacit\u00e0 di osservazione dei Funzionari, agenti che debbono permanere negli uffici il minor tempo possibile, che debbono sviluppare conoscenze e relazioni in tutti gli ambienti, spostandosi abitualmente nelle rispettive giurisdizioni per osservare, controllare, sviluppare le notizie apportate dagli informatori e inviate al Ministero. L\u2019Ovra deve essere un organo agile e duttile che lavora con la massima celerit\u00e0 e precisione, che colpisce con prontezza ed energia, che previene offese e pericoli, che precede l\u2019avversario in tutti i campi operando con fede, accortezza e tecnica.<\/p><\/blockquote>\n<p>Direttive chiare e precise, che in gran parte \u2013 ci pare \u2013 potrebbero essere condivise (sul piano tecnico, certo, e per tutt\u2019altre finalit\u00e0) da un moderno servizio di intelligence, impegnato magari in attivit\u00e0 antiterroristiche. I metodi di Arturo Bocchini vengono unanimemente riconosciuti e sono considerati con rispetto anche dalla dirigenza tedesca. Lo stesso Himmler, capo di tutte le polizie naziste (SS, Gestapo e SD), si far\u00e0 promotore di un protocollo segreto d\u2019intesa tra le polizie dei due paesi \u2013 siglato a Roma il 2 aprile 1936 \u2013 per un utile scambio d\u2019informazioni e un raffronto di tecniche investigative, allo scopo di meglio impostare la lotta agli avversari politici interni. La posizione di Bocchini \u00e8 inattaccabile: Mussolini ne \u00e8 sempre pi\u00f9 soddisfatto.<\/p>\n<p>Alla vigilia della guerra tuttavia sorgono divergenze di vedute sull\u2019opportunit\u00e0 o meno di lanciare il Paese nell\u2019avventura bellica. Arturo Bocchini in effetti \u2013 da fedele servitore dello Stato (fascista) \u2013 non pu\u00f2 fare a meno di presentare ogni trimestre al duce i risultati dei suoi sondaggi circa gli umori dell\u2019opinione pubblica (\u00ablo stato d\u2019animo della popolazione\u00bb) e dell\u2019esercito: tutti gli indicatori segnalano una maggioranza contraria all\u2019entrata in guerra dell\u2019Italia. Don Arturo ha persino il coraggio di precisare a Mussolini che \u00abi soli che hanno un motivo per desiderare la guerra sono gli antifascisti, perch\u00e9 soltanto con la guerra potranno liberarsi dell\u2019odiato tiranno\u00bb. Parole premonitrici.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\">Vuoi approfondire? Clicca\u00a0<a href=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/le-spie-del-duce\/\">qui<\/a><a href=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/le-spie-del-duce\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-2471\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/ducesito.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"395\" \/><\/a><\/h3>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Arturo Bocchini fu\u00a0il grand commis dello Stato fascista, il Fouch\u00e9 di Mussolini \u2013 come \u00e8 stato pi\u00f9 volte definito non senza una punta di ammirazione da parte dei suoi stessi avversari \u2013, l\u2019uomo in realt\u00e0 pi\u00f9 nefasto per l\u2019opposizione antifascista, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":2469,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[165,204],"acf":[],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2020\/05\/Bundesarchiv_Bild_121-0140_Berlin_italienische_Polizeif\u00fchrer_Empfang.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2463"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2463"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2463\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2472,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2463\/revisions\/2472"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2469"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2463"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2463"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2463"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}