{"id":2478,"date":"2020-06-17T12:00:49","date_gmt":"2020-06-17T10:00:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/?p=2478"},"modified":"2020-06-17T11:50:49","modified_gmt":"2020-06-17T09:50:49","slug":"la-guerra-sulle-alpi-occidentali-i-primi-giorni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/storia\/la-guerra-sulle-alpi-occidentali-i-primi-giorni\/","title":{"rendered":"La guerra sulle Alpi occidentali: i primi giorni."},"content":{"rendered":"<h2>Con la guerra sulle Alpi occidentali iniziava, ottant\u2019anni fa, l\u2019aggressione italiana alla Francia, primo capitolo della nostra Seconda guerra mondiale. Come vissero l\u2019inizio delle operazioni belliche le popolazioni che abitavano quelle valli e che da sempre guardavano alla Francia?<\/h2>\n<h6>di Gianni Oliva<\/h6>\n<p>La guerra sulle Alpi occidentali inizia nel giugno 1940 con un piano operativo che non prevede uno schieramento idoneo all\u2019attacco, ma solo una disposizione di truppe lungo la linea di confine a scopo deterrente e intimidatorio. Lo stato di guerra e il repentino spostamento di reparti verso il fronte hanno comunque un forte impatto sulla popolazione delle zone interessate e creano in Piemonte una situazione psicologica differente dalle altre regioni italiane.<\/p>\n<div id=\"attachment_2486\" style=\"width: 1034px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2486\" class=\"wp-image-2486 size-large\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/la-guerra-sulle-alpi-occidentali-2-1024x633.png\" alt=\"la guerra sulle alpi occidentali\" width=\"1024\" height=\"633\" \/><p id=\"caption-attachment-2486\" class=\"wp-caption-text\">Gli Alpini del Val Chisone (3\u00b0 Reggimento Alpini) tra le case distrutte dai bombardamenti\u00a0di Ristolas, nel Queyras francese (Archivio Terzo Alpini).<\/p><\/div>\n<h3>Un problema \u00abetico\u00bb<\/h3>\n<p>Per i torinesi, i cuneesi, gli astigiani \u2013 cos\u00ec come per gli aostani \u2013 la Francia \u00e8 da sempre un riferimento geografico, culturale, economico. Alle spalle ci sono la lunga stagione in cui i due versanti delle Alpi sono stati uniti nel ducato di Savoia e nel regno di Sardegna, le affinit\u00e0 delle tradizioni e delle attitudini, i tanti emigrati stagionali o permanenti che sono andati a lavorare a Parigi, nelle campagne della Provenza, nelle miniere del Nordest: molte famiglie sono sparpagliate nei due paesi, chi parla il franco-provenzale o il piemontese capisce facilmente chi usa il francese, l\u2019area di diffusione dell\u2019occitano \u00e8 a scavalco. La guerra sulle Alpi occidentali rompe un tessuto secolare di relazioni sociali e riportano il conflitto in un territorio che per pi\u00f9 di cent\u2019anni ne \u00e8 stato esente. Nel 1940 in Francia vivono circa 800.000 italiani, impiegati nell\u2019agricoltura, nell\u2019edilizia, nella metallurgia, nelle manifatture, nel commercio, e nella grande maggioranza si tratta di piemontesi e valdostani. Anche se l\u2019espressione \u00abpugnalata alla schiena\u00bb entrer\u00e0 nell\u2019uso comune solo nel dopoguerra, serpeggia la sensazione che l\u2019aggressione a una nazione ormai allo stremo sia un atto moralmente dubbio, la maramaldeggiata di chi \u00abcolpisce un uomo morto\u00bb e tradisce un Paese \u00abamico\u00bb.<\/p>\n<div id=\"attachment_2487\" style=\"width: 1034px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2487\" class=\"wp-image-2487 size-large\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/la-guerra-sulle-alpi-occidentali-3-1024x671.png\" alt=\"la guerra sulle alpi occidentali\" width=\"1024\" height=\"671\" \/><p id=\"caption-attachment-2487\" class=\"wp-caption-text\">Ghiaccio e neve ostacolarono l\u2019avanzata degli Alpini in territorio francese,\u00a0impedendo a muli e artiglieria di seguire la fanteria.<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Lo sfollamento<\/h3>\n<p>Ma sono soprattutto le ripercussioni economiche e sociali sul campo a determinare in Piemonte una prima scollatura tra regime e opinione pubblica. Allo scoppio della guerrra sulle Alpi occidentali l\u2019estate \u00e8 prossima e la maggior parte dei pastori ha gi\u00e0 portato mandrie e greggi nei pascoli di montagna: sulla realt\u00e0 della transumanza si abbatte, improvvisa, l\u2019emergenza della \u00abprima linea\u00bb. Nella zona di frontiera scattano i piani di sfollamento, che sono stati predisposti in vista del conflitto: essi prevedono l\u2019evacuazione degli alpeggi e dei villaggi vicini al fronte e il trasferimento degli abitanti nei centri di assorbimento della pianura, sparsi tra Asti, Alessandria, Vercelli, Savona, Pavia e Genova. Nell\u2019operazione sono coinvolti i centri abitati delle vallate d\u2019accesso ai colli transitabili, il Piccolo San Bernardo, il Moncenisio, il Monginevro, la Maddalena, il Tenda: 11 comuni nel Cuneese nelle valli del Po, Varaita, Maira, Stura, Gesso e Roja, per un totale di 7000 persone; 4 comuni della provincia di Torino, Bardonecchia, Oulx, Clavi\u00e8res, Cesana; 5 in quella di Aosta, Ceresole Reale, Courmayeur, Pr\u00e9-Saint- Didier, La Thuile, Valgrisanche. La stessa cosa avviene sul versante francese, dove il generale Orly coinvolge, oltre ai comuni di montagna, anche le zone costiere di Mentone e Cap Martin. Si tratta di partenze forzate in condizioni severe, come prevedono le ordinanze prefettizie: \u00abLa popolazione\u00bb, scrive il prefetto di Cuneo, \u00abraccolta in colonne, che in corrispondenza delle zone saranno sei, si dovr\u00e0 trasferire quasi tutta per via ordinaria [cio\u00e8 a piedi, N.d.A.] ai posti di sosta prima e ai posti di tappa poi, donde a mezzo ferrovia si trasferir\u00e0 nelle province di assorbimento\u00bb.<\/p>\n<div id=\"attachment_2482\" style=\"width: 1034px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2482\" class=\"wp-image-2482 size-large\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/G-118-1024x722.jpg\" alt=\"la guerra sulle alpi occidentali\" width=\"1024\" height=\"722\" \/><p id=\"caption-attachment-2482\" class=\"wp-caption-text\">Colonna di carri L3\/33 del 1\u00b0 Reggimento Fanteria Carrista sulla piana del Moncenisio.<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>La demoralizzazione<\/h3>\n<p>Nelle loro relazioni, le autorit\u00e0 assicurano che l\u2019esodo avviene in un clima di \u00abcomposta rassegnazione e comprensione\u00bb, ma non \u00e8 difficile immaginare il disorientamento e i timori di comunit\u00e0 che devono lasciare il bestiame, le baite e i campi per essere disseminate in case coloniche sparse, dove per mangiare dipendono dalla distribuzione del rancio quotidiano e giorno dopo giorno aspettano di sapere quando potranno rientrare nelle proprie case. L\u2019effetto demoralizzatore di questa massa di montanari che scende le valli mentre i soldati le risalgono \u00e8 noto attraverso qualche lettera di soldati-alpini sfuggita ai controlli della censura. Scrive il 13 giugno Vincenzo Gonella di Ceva:<\/p>\n<blockquote><p>Qui a Costigliole ho assistito, cara mamma, a cose commoventi che fanno strappare il cuore, son due giorni che colonne di profughi provenienti dai vicini paesi dei confini arrivano qua a Borgo San Dalmazzo e vengono man mano mandati via sul treno. Mai avevo visto scene cos\u00ec e prego Iddio mai pi\u00f9 vederle. Vecchi e vecchie che a stento si trascinano, donne con bambini ancora in fasce chi addormentati chi piangenti, tutte le donne con gli occhi gonfi di pianto: povera gente, dover abbandonare cos\u00ec le proprie case, le bestie, tutto.<\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Ladri di polli e profittatori<\/h3>\n<p>Gli Alpini sono i pi\u00f9 sensibili perch\u00e9 reclutati su base territoriale: provenendo dallo stesso ambiente delle popolazioni colpite, s\u2019identificano senza difficolt\u00e0 con gli sfollati. Lorenzo Giuliano Muglieris, recluta di Peveragno (quasi all\u2019imbocco della vallata che conduce al colle di Tenda, in provincia di Cuneo), riferisce: \u00abIl giorno 11 gli abitanti hanno ricevuto l\u2019ordine di sgomberare, e alcuni soldati di fuori hanno svaligiato i pollai. I vitelli da latte li hanno venduti tutti al di sotto di lire 50, i capretti da 6 a 10 lire l\u2019uno. Anche le poche mucche le hanno vendute a bassissimo prezzo, faceva compassione vedere tutta quella gente ad andarsene\u00bb. I profittatori delle disgrazie altrui arrivano nei centri di fondovalle, pronti a lucrare sulla malasorte di chi \u00e8 costretto a sfollare, e acquistano i capi sottocosto: qualcuno, pi\u00f9 spregiudicato, propone di comprare i pochi oggetti di valore (orologi da taschino, medaglioni, collanine d\u2019oro, i ricordi di famiglia di una vita) spiegando che \u00abdove andate i soldi contanti possono servire di pi\u00f9\u00bb4. Un contadino cuneese, intervistato da Nuto Revelli, testimonia insieme lo sconcerto morale e le ripercussioni economiche: \u00abLa guerra contro la Francia, ma che senso, i fratelli di qua e di l\u00e0, li fanno combattere uno contro l\u2019altro. Qui a Vinadio era \u2018zona di operazioni\u2019, siamo dovuti scappare a Bergemoletto, con le bestie, tutto di corsa, il 9 giugno. Poi \u00e8 avvenuto un po\u2019 di tutto, la guerra \u00e8 la guerra, \u2018venta piela\u2019 [bisogna prenderla, N.d.A.]\u00bb. Si tratta di un disorientamento di cui i comandi militari sono consapevoli, come emerge da un\u2019altra testimonianza sulla diffidenza degli ufficiali verso i soldati-valligiani abituati all\u2019emigrazione in Francia:<\/p>\n<blockquote><p>Il mio reparto \u00e8 la 12a batteria del 4\u00b0 Reggimento. Il 10 giugno da Mondov\u00ec raggiungiamo Rittana e poi Chiapera nell\u2019alta valle Maira. Giudichiamo la guerra contro la Francia una guerra ingiusta, insensata, una vera e propria tragedia. Non per niente il nostro accampamento \u00e8 sempre circondato dalle sentinelle, hanno paura che i soldati disertino e scappino in Francia. Se la nostra gente dell\u2019arco alpino nel passato si \u00e8 sfamata, se \u00e8 riuscita a sopravvivere, deve dire grazie alla Francia.<\/p><\/blockquote>\n<h3 style=\"text-align: center;\">Vuoi approfondire? Clicca\u00a0<a href=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/1940-la-guerra-sulle-alpi-occidentali\/\">qui<\/a><a href=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/1940-la-guerra-sulle-alpi-occidentali\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-2489\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/oliva1940sito.png\" alt=\" La guerra sulle Alpi occidentali\" width=\"300\" height=\"395\" \/><\/a><\/h3>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con la guerra sulle Alpi occidentali iniziava, ottant\u2019anni fa, l\u2019aggressione italiana alla Francia, primo capitolo della nostra Seconda guerra mondiale. Come vissero l\u2019inizio delle operazioni belliche le popolazioni che abitavano quelle valli e che da sempre guardavano alla Francia? 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