{"id":2491,"date":"2020-06-26T00:00:31","date_gmt":"2020-06-25T22:00:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/?p=2491"},"modified":"2020-06-09T17:08:53","modified_gmt":"2020-06-09T15:08:53","slug":"rochemolles","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/luoghi\/rochemolles\/","title":{"rendered":"Rochemolles"},"content":{"rendered":"<h2>Rochemolles, il paese che ha saputo conservare\u00a0il suo fascino medievale.<\/h2>\n<h6>di\u00a0Gian Vittorio Avondo, Gabriella Rinaldi e\u00a0Claudio Rolando.<\/h6>\n<p>Delle sei valli che insistono sulla conca di Bardonecchia, quella di Rochemolles, incontaminata e selvaggia, \u00e8 quella pi\u00f9 lunga, con uno sviluppo di circa 15 chilometri, e l\u2019unica glaciale, avendo alla sua testata quel che resta del ghiacciaio Sommeiller. \u00c8 percorsa da una strada carrozzabile, la pi\u00f9 alta d\u2019Europa, che raggiunge il colle del Sommeiller a quota 3009 m. La valle permette di passare dai boschi di latifoglie a quelli di conifere, poi alle praterie sottostanti, dalle cime rocciose alle morene di alta quota, toccando la borgata di Issard, l\u2019abitato di Rochemolles, Grange Mouchequite, la diga di Rochemolles sovrastata dalla Pierre Menue, la pi\u00f9 alta cima delle Alpi Cozie settentrionali, e la conca del rifugio Scarfiotti. \u00c8 percorsa dal torrente omonimo, che nasce sotto la punta del Sommeiller (3333 m), alimenta il lago artificiale e prosegue arricchendosi delle acque del rio Almiane, sulla destra, e del rio Valfredda, sulla sinistra, quindi scende a Bardonecchia e concorre a formare la Dora Riparia.<\/p>\n<div id=\"attachment_2495\" style=\"width: 596px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2495\" class=\"wp-image-2495 size-full\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Rochemolles-1.png\" alt=\"Rochemolles \" width=\"586\" height=\"494\" \/><p id=\"caption-attachment-2495\" class=\"wp-caption-text\">Esterno della parrocchiale.<\/p><\/div>\n<h3>Storia<\/h3>\n<p>Rochemolles \u00e8 un paese di origini antichissime, anche se \u00e8 probabile che sia solo leggenda la sua fondazione a opera dei Saraceni presenti in valle nell\u2019anno 906. I primi documenti storici che ne testimoniano l\u2019esistenza risalgono al 1296. Nel 1857, Rochemolles contava 547 residenti. \u00c8 stato Comune autonomo dal 1336 al 1926, anno in cui il regime fascista decret\u00f2 la fine dei piccoli comuni.<\/p>\n<div id=\"attachment_2497\" style=\"width: 214px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2497\" class=\"wp-image-2497 size-full\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Rochemolles-3.png\" alt=\"Rochemolles \" width=\"204\" height=\"287\" \/><p id=\"caption-attachment-2497\" class=\"wp-caption-text\">Volte in pietra in un\u2019antica abitazione.<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Visita<\/h3>\n<p>Il nome Rochemolles deriva dalle rocce friabili e tenere della zona. Per visitare il paese si attraversa il ponte di pietra sul torrente e si percorrono gli stretti vicoli sterrati. Grazie alla passione e all\u2019attaccamento al territorio e alle tradizioni dei suoi abitanti, \u00e8 stato avviato un processo di recupero e riqualificazione, all\u2019insegna della semplicit\u00e0 e della sobriet\u00e0. Intorno alla bianca chiesa di San Pietro Apostolo s\u2019incontrano le <strong>antiche abitazioni rurali restaurate<\/strong> secondo le tipologie architettoniche originali utilizzando legname e pietra locale. Gli interni sono stati ristrutturati progettando spazi per collocare gli oggetti della tradizione alpina legata alla pastorizia e all\u2019agricoltura. Le case, infatti, hanno un duplice ruolo: abitazione e testimonianza storica. Ogni proprietario \u00e8 orgoglioso di custodire un pezzo del patrimonio di cultura alpina e di comunicare ai visitatori lo scopo e l\u2019uso di ogni singolo oggetto. Tristemente famoso per le innumerevoli valanghe che si sono abbattute nel corso dei secoli, dal 2004 Rochemolles \u00e8 protetto da un sistema antivalanghe. Fulcro del paese \u00e8 la <strong>chiesa parrocchiale di San Pietro Apostolo<\/strong>. L\u2019esistenza della chiesa, monumento nazionale e pi\u00f9 antica parrocchiale della conca di Bardonecchia, \u00e8 attestata da un documento del 1296. A questa data risale l\u2019abside, con i costoloni in tufo e gli archi a sesto acuto. La chiesa venne ampliata verso la met\u00e0 del XV secolo, con il soffitto in legno a cassettoni colorati. La costruzione del piccolo pronao di accesso risale invece alla fine del Seicento. L\u2019esterno presenta forme molto semplici con pareti in pietra intonacate di bianco. Di recente sono stati riportati alla luce interessanti pitture da attribuire al cosiddetto \u00abMaestro della Ramat\u00bb, un anonimo frescante attivo nei primi anni del Cinquecento. Al\u00a0centro dell\u2019abside \u00e8 posto un grande ed espressivo crocefisso cinquecentesco, mentre nella cappella laterale si trova un coro che evoca quello di San Damiano ad Assisi, con il leggio del 1621. La chiesa conserva anche tre dipinti con ricche cornici a intaglio che rappresentano la Vergine con il Bambino e i santi Pietro e Paolo, del 1698; la Madonna del Rosario con i santi Domenico, Antonio Abate e Caterina da Siena, del 1703; l\u2019Assunzione della Vergine con i santi Rocco e Sebastiano. Tra le opere d\u2019arte patrimonio della chiesa, la croce processuale in argento di Yppolite Borel del 1540, la Madonna del XV secolo e un calice del 1450, tutti custoditi nel museo di arte sacra del Melezet. La chiesa \u00e8 raffigurata in un francobollo emesso dalle Poste Italiane il 9 marzo 2004, in occasione dei XX Giochi Olimpici Invernali.<\/p>\n<div id=\"attachment_2494\" style=\"width: 299px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2494\" class=\"wp-image-2494 size-full\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/Rochemolles-4.png\" alt=\"Rochemolles \" width=\"289\" height=\"300\" \/><p id=\"caption-attachment-2494\" class=\"wp-caption-text\">Il lago e la diga di Rochemolles.<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Escursioni<\/h3>\n<p>Da Rochemolles sono possibili numerose escursioni. Ne segnaliamo due di facile realizzazione. In auto \u00e8 possibile raggiungere il rifugio Scarfiotti e il colle Sommeiller. Negli anni Sessanta e Settanta era la strada per lo sci estivo, oggi non restano sul colle che scarni resti del ghiacciaio. Da Rochemolles si segue la strada che risale la valle. Poco dopo la cappella di San Rocco termina l\u2019asfalto. Si attraversano i prati di Grange Mouchequite e si costeggia il lago artificiale, quindi si entra in un vasto pianoro, Plan du Fond, alla cui fine si raggiunge, sulla sinistra, il rifugio Camillo Scarfiotti (2160 m), costruito nel 1923 e ora di propriet\u00e0 del CAI Torino. Se si vuole proseguire (attenzione: la strada \u00e8 piuttosto sconnessa e l\u2019accesso \u00e8 rigorosamente regolamentato, informazioni sulla percorribilit\u00e0 presso il rifugio), si ritorna sulla strada che con una serie di tornanti porta al pian dei Morti e con una leggera discesa al pian dei Frati. Si attraversa il rio di Fond. Un breve tratto asfaltato porta a una serie di tornanti che aggirano il pian di Patar\u00e8, dove sono visibili resti di un laghetto. Dopo altri tre tornanti con strada sconnessa si giunge al lago Sommeilier (2991 m), dove termina la strada. A piedi, invece, si raggiungono i bacini dello Jafferau (3 h 30 min), una bella passeggiata pianeggiante di 7 chilometri, che pu\u00f2 essere interrotta in qualsiasi punto e che incrocia la decauville (dal nome dell\u2019industriale francese Paul Decauville, che sul finire del XIX secolo ide\u00f2 la ferrovia componibile), la piccola ferrovia realizzata negli anni Venti a servizio dei lavori di costruzione della diga di Rochemolles. Da Rochemolles si segue la strada che sale verso la diga. Dopo circa un chilometro, appena superate le Grange Mouchequite, ci s\u2019imbatte nella piccola ferrovia. La si percorre su strada pianeggiante che, attraverso pascoli e foreste, raggiunge i bacini di Frejusia. Al ritorno, poco prima del ponte di Valfredda, si pu\u00f2 scendere direttamente a Rochemolles con il ripido sentiero segnalato che attraversa il bosco Clot du Sapin.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\">Vuoi approfondire? Clicca\u00a0<a href=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/borghi-delle-alpi-piemontesi\/\">qui<\/a><a href=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/borghi-delle-alpi-piemontesi\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-2498\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/bambeA.png\" alt=\"rochemolles\" width=\"300\" height=\"395\" \/><\/a><\/h3>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rochemolles \u00e8 un paese di origini antichissime, anche se \u00e8 probabile che sia solo leggenda la sua fondazione a opera dei Saraceni presenti in valle nell\u2019anno 906. I primi documenti storici che ne testimoniano l\u2019esistenza risalgono al 1296. 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