{"id":2522,"date":"2020-07-17T00:00:28","date_gmt":"2020-07-16T22:00:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/?p=2522"},"modified":"2020-06-09T17:54:54","modified_gmt":"2020-06-09T15:54:54","slug":"tellaro-il-buen-retiro-di-soldati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/luoghi\/tellaro-il-buen-retiro-di-soldati\/","title":{"rendered":"Tellaro, il buen retiro di Soldati"},"content":{"rendered":"<h3>Tellaro \u00e8 il paese di pescatori amato da Mario Soldati, un borgo capace, nonostante le dimensioni ridotte e l\u2019invasione estiva di turisti, di mantenere la propria identit\u00e0.<\/h3>\n<h6>di Andrea Carpi.<\/h6>\n<p>La storia di Tellaro \u00e8 collegata a quella di Barbazzano, antico borgo di cui si trova menzione nel diploma di Ottone II del 981. La posizione \u00e8 strategica, al crocevia delle strade conosciute allora: da l\u00ec passava l\u2019antica via che metteva in comunicazione il litorale con la vallata del Magra e con il castrum di Ameglia, sede del vescovo-conte; da l\u00ec si scendeva a Fiascherino, dove i barbazzanesi costruivano navi per commerciare, e con tutta probabilit\u00e0 anche per predare e combattere. Tale era la fama della marineria di Barbazzano che i suoi marinai avevano l\u2019onore di accompagnare il vescovo di Luni nei suoi viaggi per mare.<\/p>\n<div id=\"attachment_2526\" style=\"width: 1034px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2526\" class=\"wp-image-2526 size-large\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/tellaro2-1024x519.png\" alt=\"tellaro\" width=\"1024\" height=\"519\" \/><p id=\"caption-attachment-2526\" class=\"wp-caption-text\">Un tratto panoramico del sentiero costiero per Tellaro.<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Storia<\/h3>\n<p>\u00c8 probabile che Tellaro, gi\u00e0 indicato come territorio sottoposto al controllo di Barbazzano, debba il suo sviluppo alla grande epidemia di peste che nel 1348 colp\u00ec la citt\u00e0, inducendo i sopravvissuti a rifugiarsi nel nuovo borgo. Tellaro inizi\u00f2 cos\u00ec a crescere, pur rimanendo nei secoli un piccolo borgo di pescatori. Barbazzano, invece, fu abbandonato nel giro di qualche decennio. L\u2019ipotesi pi\u00f9 accreditata \u00e8 che gli abitanti scelsero di andare a vivere nei paesi limitrofi , divenuti nel tempo pi\u00f9 importanti e forti dal punto di vista economico, mentre secondo la tradizione popolare la fi ne del borgo fu sancita da un attacco dei Saraceni, avvenuto la notte di Natale del 1400. A proposito di leggende, anche Tellaro ha la sua: si dice che una notte, approfi ttando di un insolito nebbione, i pirati guidati da Galla d\u2019Arenzano fossero arrivati sulla costa pronti a saccheggiare il borgo. Ma, appena sbarcarono, un grosso polpo uscito dall\u2019acqua si avvinghi\u00f2 alla corda delle campane cittadine e le fece suonare destando gli abitanti, che poterono cos\u00ec respingere\u00a0gli invasori. Secondo un\u2019altra versione, fu un tale Marco Arzellino a suonare la campana: per paura di addormentarsi mentre era di guardia aveva legato la fune alla gamba, e in quel caso il sonno giunse al momento giusto. Tra il Settecento e l\u2019Ottocento tutto il golfo di Lerici visse il suo momento d\u2019oro grazie alla presenza di una nobilt\u00e0 armatoriale che punteggi\u00f2 i paesi e le colline di ville e palazzi splendidi. Anche Tellaro attravers\u00f2 un periodo florido, ma a renderlo celebre fu Mario Soldati, che negli anni Sessanta scelse di andare a vivere nel piccolo borgo di pescatori.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2524\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/tellaro4.png\" alt=\"tellaro\" width=\"597\" height=\"780\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Visita<\/h3>\n<p>La struttura del borgo si basa sulle originali fortificazioni, con le case circondate dalle mura sul lato nordoccidentale. Il paese \u00e8 molto piccolo: una cascata di case colorate, raccolte intorno alla parrocchiale e alla minuscola\u00a0spiaggia-approdo, scandite da poche e ripide viuzze e appollaiate sugli scogli. \u00c8 il regno delle tinte pastello, dei gabbiani e del salmastro: \u00abGirate per questi carruggi che sbucano in mare e poi sedetevi in un angolo tra i sassi della riva\u00bb, diceva Soldati. I rigidissimi divieti alle auto impongono di posteggiare a qualche minuto dal centro, ma questo permette almeno di godersi una breve passeggiata. All\u2019ingresso del paese si trova la moderna <strong>chiesa della Stella Maris<\/strong>: vale la pena di entrare per dare un\u2019occhiata alla Madonna col Bambino, tavola del XIV secolo portata a Tellaro da Barbazzano, e per ammirare la splendida vista sul golfo che si apre dal sagrato. Superata la piazza affollata di locali e negozi di souvenir, si arriva nel vero e proprio borgo, passando vicino a una <strong>torre pisana<\/strong> di avvistamento. Qui i vicoli si fanno stretti e angusti: imboccando via Pace si sale al piccolo e grazioso <strong>oratorio di Santa Maria in Sel\u00e0<\/strong>. Nato come fortificazione, nel 1660 diviene sede della compagnia dei Battuti di Santa Maria. L\u2019oratorio si trova su una piccola piazzetta che garantisce panorami eccezionali sul golfo e verso levante. Dalla piazzetta si scende verso il monumento pi\u00f9 significativo di tutto il borgo, la <strong>chiesa di San Giorgio<\/strong>, con il suo color rosa e il campanile ricavato da una delle due torri pisane. La chiesa, che venne edificata nel XVI secolo su uno sperone roccioso, direttamente sul mare, contiene una mirabile pala d\u2019altare in marmo, coeva all\u2019edificazione. Un\u2019iscrizione ricorda la leggenda del polpo salvatore: \u00abSaraceni mare nostrum infestantes sunt noctu profligati quod polipus aer cirris suis sacrum pulsabat\u00bb. Oltre le rocce\u00a0si trovano i cosiddetti \u00abspiaggioni\u00bb, baie sabbiose ancora incontaminate e che in estate si riempiono di bagnanti. Dalla chiesa in pochi passi si arriva alla spiaggia: fuori stagione, senza il trambusto estivo, le barche lasciate in secca, i pescatori sugli scogli e il continuo andirivieni di gatti permettono di apprezzare lo spirito ancora genuino di questo posto.<\/p>\n<div id=\"attachment_2525\" style=\"width: 1034px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2525\" class=\"wp-image-2525 size-large\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/tellaro1-1024x686.png\" alt=\"tellaro\" width=\"1024\" height=\"686\" \/><p id=\"caption-attachment-2525\" class=\"wp-caption-text\">La chiesa di San Giorgio<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Le rovine di Barbazzano<\/h3>\n<p>Oggi il luogo si presenta selvaggio e abbandonato: terreno incolto, muri diroccati, la vegetazione che ha ricoperto le pietre. Ma la passeggiata, pure impegnativa, merita per gli scorci che offre sulla costa e per i resti del borgo antico, abbandonato ormai da molti secoli, ma ancora suggestivo. La testimonianza pi\u00f9 rilevante ed evidente \u00e8 la torre: appoggiata alla collina, visibile da lontano, svetta in mezzo agli olivi. Vi si trova una porta, con la pietra forata che faceva da cardine. Non lontano, poco sotto la sommit\u00e0 della collina, si trova la chiesa (a lungo usata come stalla), edificata forse su un precedente edificio di epoca romana. Dedicata a San Giorgio (a cui verr\u00e0 poi intitolata la chiesa di Tellaro), secondo la documentazione si presentava con tre altari e fonte battesimale in marmo bianco. La mancanza di tracce del campanile fa supporre l\u2019esistenza di una struttura in legno. Intorno i resti delle abitazioni, un grande senso di pace e tante leggende che aleggiano sull\u2019antico borgo di Barbazzano. Come quella del grifone: cinto d\u2019assedio da soldataglie guidate da un guerriero ritenuto invincibile, il paese fu miracolosamente soccorso da un grifo, che s\u2019avvent\u00f2 sul condottiero e cominci\u00f2 a beccargli un occhio. Presi dal panico, gli assalitori si ritirarono e la rocca fu salva. La storia si diffuse presto in tutta l\u2019area e, secondo la tradizione, in una delle porte venne murato un grifo scolpito nell\u2019arenaria, in segno di riconoscenza per l\u2019aiuto portato.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\">Vuoi approfondire? Clicca\u00a0<a href=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/borghi-della-liguria-la-costa\/\">qui<\/a><a href=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/borghi-della-liguria-la-costa\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-2528\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/BambeD.png\" alt=\"tellaro\" width=\"300\" height=\"395\" \/><\/a><\/h3>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tellaro \u00e8 il paese di pescatori amato da Mario Soldati, un borgo capace, nonostante le dimensioni ridotte e l\u2019invasione estiva di turisti, di mantenere la propria identit\u00e0.\u00a0Di Andrea Carpi.<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":2527,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[138,65],"acf":[],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2020\/06\/tellaro3.png","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2522"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2522"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2522\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2530,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2522\/revisions\/2530"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2527"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2522"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2522"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2522"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}