{"id":2535,"date":"2020-09-02T00:00:40","date_gmt":"2020-09-01T22:00:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/?p=2535"},"modified":"2020-09-01T19:43:29","modified_gmt":"2020-09-01T17:43:29","slug":"il-castello-di-gropparello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/luoghi\/il-castello-di-gropparello\/","title":{"rendered":"Il castello di Gropparello: sull&#8217;orlo dell&#8217;abisso"},"content":{"rendered":"<h2>Il castello di Gropparello \u00e8 uno splendido esempio di fortificazione medievale, posto a guardia dell\u2019ingresso a una valle a una trentina di chilometri a sud di Piacenza. L&#8217;opera sorge su una roccia vulcanica che cade a picco sul sottostante corso del torrente Vezzeno formando un\u2019impressionante gola di 85 metri di altezza.<\/h2>\n<h6>Di Elena Percivaldi e Mario Galloni.<\/h6>\n<p>Il castello di Gropparello \u00e8 un autentico \u00abnido d\u2019aquila\u00bb, praticamente inespugnabile, e domina la verdissima val Vezzeno, parte dell\u2019Appennino ligure, con i suoi dolci pendii rigati dai vigneti e, a salire verso il castello, da boschi di pini silvestri.<\/p>\n<div id=\"attachment_2538\" style=\"width: 1034px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2538\" class=\"wp-image-2538 size-large\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/castello-c-1024x910.png\" alt=\"il castello di Gropparello\" width=\"1024\" height=\"910\" \/><p id=\"caption-attachment-2538\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;accesso al castello con il ponte levatoio.<\/p><\/div>\n<h3><\/h3>\n<h3>La Storia<\/h3>\n<p>Gi\u00e0 nel III secolo gli antichi romani avevano colto l\u2019importanza strategica del sito dove poi sarebbe sorta una fortificazione in epoca carolingia, edificandovi un <em>castrum<\/em> e probabilmente una torre di guardia per controllare la strada che portava a Veleia, sede di un municipium e capoluogo della zona. Il primo documento storico che riguarda Gropparello risale invece all\u2019810, all\u2019atto con cui l\u2019imperatore Carlo Magno concedeva la zona in feudo al vescovo di Piacenza Giuliano II. La prova dell\u2019esistenza del castello arriva in modo indiretto qualche anno dopo, nell\u2019840, durante una disputa tra la Mensa Vescovile e il Capitolo della Cattedrale di Piacenza, risolta dal vescovo Suffredo attribuendo la rocca al patrimonio della curia.\u00a0Unico baluardo guelfo all\u2019interno di un territorio largamente ghibellino, il castello nel Medioevo pag\u00f2 questa sua appartenenza sopportando numerosi assedi. Quello portato nel 1255 dalle truppe di Oberto Pallavicino, condottiero parmense sostenitore di Federico II e della parte ghibellina, dopo un\u2019estenuante campagna, costrinse gli assediati alla resa e cost\u00f2 al castello la perdita della cinta muraria, fatta abbattere dai vincitori. Tornata in mano guelfa e fornita di pi\u00f9 solide difese, cinque anni pi\u00f9 tardi la struttura resistette invece alla vendetta del Pallavicino, che invi\u00f2 invano quattrocento fanti piacentini e cremonesi per espugnarla. Fu un bagno di sangue e i pochi superstiti di parte ghibellina vennero condotti a Piacenza e giustiziati. L\u2019appartenenza guelfa prosegu\u00ec con la potente famiglia piacentina dei Fulgosio, padroni del castello di Gropparello dalle prime decadi del Trecento fino al 1464.<\/p>\n<div id=\"attachment_2540\" style=\"width: 1034px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2540\" class=\"size-large wp-image-2540\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/castello-a-1024x446.png\" alt=\"il castello di Gropparello\" width=\"1024\" height=\"446\" \/><p id=\"caption-attachment-2540\" class=\"wp-caption-text\">Veduta notturna del maniero, che si conserva ancora integro e imponente.<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Il fantasma<\/h3>\n<p>A questo prestigioso casato apparterrebbe anche l\u2019immancabile fantasma che aleggia nella rocca, come in tanti altri manieri medievali. Si tratterebbe dello spirito senza pace, e ne avrebbe tutte le ragioni, di Rosania\u00a0Fulgosio, murata viva dal consorte, tal Pietrone da Cagnano, come punizione per la sua infedelt\u00e0. Durante l\u2019assenza del marito, infatti, la giovane avrebbe ceduto alle lusinghe di un\u2019antica fiamma, Lancillotto Anguissola, giovane capitano di ventura che aveva cinto d\u2019assedio e poi conquistato il castello. Richiamato l\u2019amante da altre imprese militari, e rientrato il marito (nel frattempo reso edotto del tradimento da una perfida fantesca di nome Verzuvia), la fedifraga fu addormentata con un vino drogato, quindi murata viva in una stanza nelle segrete del castello, scavata direttamente nella roccia. Condannata a morire di stenti, l\u2019infelice da allora non mancherebbe di far sentire, soprattutto di notte, tristi gemiti e lamenti. Lasciata la leggenda per far ritorno nella storia, dalla seconda met\u00e0 del Quattrocento il castello di Gropparello sub\u00ec numerosi cambi di propriet\u00e0, la pi\u00f9 duratura delle quali (almeno due secoli) risult\u00f2 quella inaugurata da Marcantonio Anguissola, insignito del feudo e del titolo di conte di Gropparello direttamente da Ranuccio I Farnese. Con l\u2019estinzione degli Anguissola agli inizi dell\u2019Ottocento, il castello and\u00f2 incontro a un lungo periodo di degrado dal quale venne sottratto nel 1869 dal nuovo proprietario, il conte Ludovico Marazzani Visconti Terzi, che ne affid\u00f2 il restauro all\u2019architetto Camillo Guidotti, il quale in coerenza con lo stile dell\u2019epoca aggiunse strutture neogotiche e apr\u00ec alcune finestre nel mastio. Dal 1974 il castello \u00e8 di propriet\u00e0 della famiglia Gibelli che ne ha fatto la propria residenza e lo ha reso fruibile al pubblico.<\/p>\n<div id=\"attachment_2539\" style=\"width: 727px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2539\" class=\"size-large wp-image-2539\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/castello-b-717x1024.png\" alt=\"il castello di Gropparello\" width=\"717\" height=\"1024\" \/><p id=\"caption-attachment-2539\" class=\"wp-caption-text\">Il cortile interno, dalla peculiare forma irregolare.<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>La visita<\/h3>\n<p>La doppia cinta muraria merlata, l\u2019imponente mastio, il cortile, le torri e il camminamento di ronda scavato nella roccia: nonostante i molteplici interventi risalenti a epoche diverse, il castello ha mantenuto inalterato l\u2019aspetto compatto e severo della fortificazione medievale, grazie al paesaggio in cui \u00e8 immerso e al profondo fossato\u00a0a secco che circonda la struttura sui tre lati, formando un\u2019invalicabile difesa naturale. L\u2019accesso alla fortezza era possibile soltanto attraverso due ponti levatoi. Dominato dal possente mastio, dalla cui terrazza la vista spazia fino a Piacenza, il <strong>cortile interno<\/strong> del castello non ha forma regolare, ricalcando quella dello sperone di roccia su cui l\u2019intera struttura \u00e8 costruita.Alla parte nobile, adibita a dimora del feudatario e della famiglia, si accede attraverso una scala a doppia rampa. All\u2019interno si trovano la <strong>sala d\u2019armi<\/strong>, i<strong>l salottino da conversazione<\/strong>, <strong>la camera dell\u2019alcova<\/strong> \u2013 oggi adibita a sala da musica \u2013 e lo <strong>studio<\/strong>. La <strong>sala da pranzo<\/strong> \u00e8 dominata da un monumentale camino ornato da eleganti decorazioni a stucco di carattere mitologico. Tra i quattordici ettari di boschi e prati che circondano il castello ha preso vita il <strong>parco delle Fiabe<\/strong>, il primo Parco Emotivo d\u2019Italia, dove fate, elfi, cavalieri e streghe introducono il visitatore nella magica atmosfera medievale. Dal 2008 l\u2019offerta \u00e8 arricchita dal <strong>parco delle Rose<\/strong>, un percorso alchemico attraverso profumi, luci, ombre e simboli, con oltre mille piante e pi\u00f9 di cento variet\u00e0 di rose.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\">Vuoi approfondire? Clicca\u00a0<a href=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/35-castelli-imperdibili-dellemilia-romagna\/\">qui<\/a><a href=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/35-castelli-imperdibili-dellemilia-romagna\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-2541\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/emili.png\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"527\" \/><\/a><\/h3>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il castello di Gropparello \u00e8 uno splendido esempio di fortificazione medievale, posto a guardia dell\u2019ingresso a una valle a una trentina di chilometri a sud di Piacenza. 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