{"id":2553,"date":"2020-09-14T00:47:26","date_gmt":"2020-09-13T22:47:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/?p=2553"},"modified":"2020-09-01T20:07:15","modified_gmt":"2020-09-01T18:07:15","slug":"acqui-terme","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/luoghi\/acqui-terme\/","title":{"rendered":"Acqui Terme, tra storia tavola e benessere"},"content":{"rendered":"<h2>Acqui Terme \u00e8 una citt\u00e0 di circa 20.000 abitanti che sorge sulla sponda sinistra del fiume Bormida, al confine tra le province di Alessandria e di Asti, nella porzione sudorientale dell\u2019alto Monferrato. La citt\u00e0 si adagia in una zona pianeggiante (156 m), circondata da dolci colline segnate dai lunghi e regolari filari delle viti, intercalati alle coltivazioni di erbe aromatiche e officinali, fra cui spiccano i campi violetti della lavanda.<\/h2>\n<h6>Di Gian Vittorio Avondo e Claudio Rolando.<\/h6>\n<p>Acqui Terme e il suo territorio, pur caratterizzati dalla presenza delle sulfuree e caldissime acque termali, sono rinomati anche per varie eccellenze enologiche e gastronomiche. Qui si producono infatti Barbera, Brachetto, Cortese, Moscato e un ottimo Dolcetto, da gustare con una specialit\u00e0 acquese: il filetto baciato, un salame crudo che contiene all\u2019interno un filetto di maiale macerato in salamoia e insaccato in budello naturale.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2557\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/acqui-1.png\" alt=\"Acqui Terme\" width=\"586\" height=\"346\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>La Storia<\/h3>\n<p>La storia di Acqui Terme \u00e8 segnata dalla presenza delle sorgenti termali, gi\u00e0 note fin dall\u2019epoca in cui in zona vivevano i Liguri Statielli. Ma fu solo fra II e I secolo a.C., con l\u2019occupazione romana, che Acquae Statiellae divenne un centro di grande rilevanza, il cui prestigio crebbe ancor pi\u00f9 quando, nel 109 a.C., venne vi arriv\u00f2 la via Aemilia Scauri, sulla quale transitavano grandi flussi di merci. Acqui si trasform\u00f2 cos\u00ec in una vera citt\u00e0, dotata di servizi di livello avanzato, come l\u2019acquedotto e le fognature, e ricca di monumenti (come testimoniano i numerosi ritrovamenti archeologici), a ornamento di terme che Plinio il Vecchio collocava tra le migliori dell\u2019impero. Verso la fine del primo millennio dell\u2019era cristiana \u2013 nel 978, per la precisione \u2013, la citt\u00e0 visse una svolta importante, che ne contrassegn\u00f2 i destini per secoli: a quell\u2019epoca, Acqui (l\u2019appellativo \u00abTerme\u00bb venne aggiunto solo nel 1956) faceva parte della marca aleramica, ma l\u2019imperatore Ottone II decise di affidarla al vescovo, rendendola cos\u00ec una zona indipendente all\u2019interno del marchesato. Questa condizione fece la fortuna di Acqui, che ben presto si arricch\u00ec di chiese, palazzi e fortificazioni, oltre a munirsi di una cinta muraria che, fatto curioso, racchiudeva la parte alta della citt\u00e0, lasciando per\u00f2 all\u2019esterno proprio la preziosa fonte d\u2019acqua calda, \u00abla Bollente\u00bb. All\u2019inizio del XII secolo, Acqui attravers\u00f2 un periodo travagliato che comport\u00f2 un grave declino a causa dei conflitti tra il potere vescovile, gli interessi di alcune famiglie di maggiorenti e gli appetiti dei grandi comuni che le stavano intorno, in particolare quello di Alessandria. La citt\u00e0 rifior\u00ec con il passaggio ai marchesi del Monferrato nel 1278: il castello venne riedificato, le mura ampliate e i commerci trassero un grande impulso dallo sviluppo del non lontano porto di Savona. Con l\u2019estinzione della casata dei Paleologi, nel 1536 Acqui pass\u00f2 ai Gonzaga di Mantova finch\u00e9, nel 1708, divenne parte dei domini sabaudi, dei quali da quel momento condivise le sorti. Nel XIX secolo, Acqui era un centro molto fiorente, tanto che le sue mura vennero abbattute per soddisfare le esigenze legate al notevole incremento demografico. Quando poi, a met\u00e0 Ottocento, giunse la ferrovia, per Acqui e per le sue terme inizi\u00f2 un periodo d\u2019oro, che fin\u00ec tuttavia con il secondo conflitto mondiale: una crisi che solo negli ultimi decenni la citt\u00e0 \u00e8 riuscita, almeno in parte, a superare.<\/p>\n<div id=\"attachment_2556\" style=\"width: 334px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2556\" class=\"size-full wp-image-2556\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/acqui-2.png\" alt=\"Acqui Terme\" width=\"324\" height=\"204\" \/><p id=\"caption-attachment-2556\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;antica chiesa di San Pietro.<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>La visita<\/h3>\n<p>Le testimonianze storiche e i monumenti di Acqui Terme sono localizzati soprattutto in due aree: il centro storico e la zona a cavallo del fiume Bormida. In quest\u2019ultima si trovano le vestigia pi\u00f9 antiche, di epoca romana: l\u2019acquedotto, l\u2019anfiteatro e la <strong>piscina romana<\/strong> (localizzata nelle vicinanze dell\u2019attuale corso Bagni, appena a sud dell\u2019hotel Nuove Terme). Scoperta nel 1913, questa struttura venne a lungo trascurata e solo di recente si \u00e8 giunti a una sua\u00a0definitiva sistemazione. La piscina faceva parte di un vasto complesso (purtroppo per la maggior parte scomparso, a causa dell\u2019espansione del tessuto urbano) che, con il vicino <strong>anfiteatro<\/strong>, sorgeva alla periferia dell\u2019antico insediamento. La sua vasca (13 x 6,5 m) \u00e8 scavata direttamente nella roccia e veniva alimentata, attraverso un condotto, con l\u2019acqua proveniente dalla Bollente. La copertura a botte trasformava cos\u00ec l\u2019ambiente in un vero e proprio calidarium, come i Romani chiamavano gli ambienti riscaldati in cui, alle terme, potevano godere di bagni caldi. Sulla sponda opposta della Bormida, ben visibili dal ponte Carlo Alberto, campeggiano i resti dell\u2019<strong>acquedotto romano<\/strong>. Si tratta di 15 pilastri e 4 archi risalenti all\u2019epoca imperiale, che facevano parte della conduttura, lunga 13 chilometri, che riforniva la citt\u00e0 con l\u2019acqua del torrente Erro. I monumenti pi\u00f9 recenti di Acqui Terme sorgono quasi tutti attorno alla <strong>Bollente<\/strong> la sorgente di acqua termale caldissima, la cui presenza \u00e8 segnalata da un\u2019edicola costruita a fine Settecento. A nordest della Bollente, in piazza Addolorata, sorge l\u2019antica<strong> chiesa di San Pietro<\/strong>, gi\u00e0 cattedrale. Si tratta di un edificio di origini paleocristiane quasi del tutto ricostruito nei secoli X-XI, consacrato nel 1067. Delle originali forme romaniche resta poco: la navata centrale, le absidi e il campanile ottagonale. La facciata \u00e8 difficilmente leggibile, a causa dei numerosi rimaneggiamenti. Di grande rilievo la cripta, nonostante le modifiche avvenute nel corso dei secoli: si tratta di uno dei primi esempi di modelli architettonici romanici renani (cattedrale di Spira) importati in territorio italiano. A sudest della Bollente, al termine di una leggera salita, sorge la <strong>cattedrale di Santa Maria Assunta<\/strong>, consacrata dal vescovo Guido nel 1067. Da allora, l\u2019edificio ha subito numerosi rimaneggiamenti, ma del periodo romanico sono ancora visibili le absidi e la cripta, che occupa l\u2019area del transetto e del coro. Le decorazioni interne risalgono invece a un periodo compreso tra il XVI e il XIX secolo, mentre il campanile in facciata \u00e8 di fine Quattrocento. Nella sala del capitolo sono custoditi il trittico della Vergine di Montserrat \u2013 splendida opera del 1480 di uno dei maggiori esponenti della pittura spagnola del XV secolo, Bartolom\u00e9 Bermejo, detto Rubeus \u2013 e la pala di San Guido e i Dottori, dipinto di scuola lombarda del 1496. Interessante anche il <strong>chiostro dei Canonici<\/strong>, che si trova sul lato destro della cattedrale. A sud del duomo, in via Morelli, si trova poi il <strong>castello dei Paleologi<\/strong>, ricostruzione \u2013 voluta da Guglielmo VII Paleologo a fine Quattrocento \u2013 sui resti di un precedente \u00abcastelletto\u00bb eretto dal vescovo di Acqui. Pi\u00f9 volte rimaneggiato nel XVII e nel XVIII secolo, oggi ospita le collezioni del Civico Museo Archeologico.<\/p>\n<div id=\"attachment_2555\" style=\"width: 334px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2555\" class=\"size-full wp-image-2555\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/acqui-3.png\" alt=\"Acqui Terme\" width=\"324\" height=\"204\" \/><p id=\"caption-attachment-2555\" class=\"wp-caption-text\">La cattedrale di Santa Maria Assunta.<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Poche centinaia di metri a nord della Bollente, in via Nizza, si affaccia l\u2019ottocentesca <strong>chiesa di San Francesco<\/strong>, dal prospetto esterno neoclassico in mattoni a vista, che del primitivo edificio del XV secolo conserva ancora l\u2019abside e la canna della torre campanaria. Al suo interno, si possono ammirare l\u2019Immacolata Concezione, tela d\u2019inizio Seicento di Guglielmo Caccia detto il Moncalvo, e l\u2019Adorazione dei Magi di Rafael Soleri (1589-1590). A pochi passi dalla chiesa di San Francesco, in corso Roma, si trova il <strong>palazzo del Comune<\/strong>, che all\u2019interno conserva ancora l\u2019elegante decorazione settecentesca. Interessanti sono poi la <strong>chiesa di Sant\u2019Antonio<\/strong>, di origini seicentesche, con un pregevole arredo ligneo rococ\u00f2, il <strong>palazzo vescovile<\/strong>, che risale al periodo tra il 1450 e il 1592, il settecentesco<strong> seminario vescovile<\/strong>, opera di Bernardo Vittone, con un pregevole scalone \u00aba forbice\u00bb, e la <strong>chiesa della Vergine Addolorata<\/strong>. In stile romanico, quest\u2019ultima mostra un curioso campanile ottagonale che si erge dall\u2019abside sud. Questa chiesa fu ricostruita nel 1720 attraverso la trasformazione di parte della navata centrale di un preesistente edificio dell\u2019XI secolo,\u00a0che fungeva da chiesa abbaziale del monastero di San Pietro (ora non pi\u00f9 esistente). A lungo trascurata, la chiesa della Vergine Addolorata \u00e8 stata oggetto di un radicale intervento di recupero nel primo dopoguerra. Tra gli altri edifici acquesi degni di nota, si ricorda il <strong>palazzo Robellini<\/strong>, della cui origine cinquecentesca rimane l\u2019importante colonnato, dove hanno sede gli uffici dell\u2019Assessorato alla Cultura e l\u2019Enoteca regionale. E infine le <strong>Terme<\/strong>, distinte fra <strong>Nuove<\/strong> e <strong>Antiche<\/strong>. Le prime si trovano in piazza Italia e risalgono al 1870, mentre le Antiche Terme sorgono al di l\u00e0 della Bormida e formano un vasto complesso, riedificato a fine Seicento sui resti di uno stabilimento preesistente che, distrutto da una frana nel 1687, \u00e8 attestato nei documenti fin dal XV secolo.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\">Vuoi approfondire? Clicca\u00a0<a href=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/borghi-e-piccole-citta-darte-del-piemonte\/\">qui<\/a><a href=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/borghi-e-piccole-citta-darte-del-piemonte\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-2559\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/borghi-arte.png\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"527\" \/><\/a><\/h3>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Acqui Terme sorge sulla sponda sinistra del fiume Bormida. 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