{"id":2580,"date":"2020-11-18T18:28:27","date_gmt":"2020-11-18T17:28:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/?p=2580"},"modified":"2020-11-18T18:28:27","modified_gmt":"2020-11-18T17:28:27","slug":"peschiera-del-garda","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/luoghi\/peschiera-del-garda\/","title":{"rendered":"Peschiera del Garda e il San Martino della Battaglia DOC"},"content":{"rendered":"<h2>Peschiera del Garda: borgo lacustre, fatto di ponti e canali, palazzi storici, chiese e fortificazioni. Ma anche\u00a0una delle tappe che compongono la Strada dei Vini e dei Sapori del Garda, un percorso che si allunga tra le coste e le colline dell\u2019entroterra, zona di produzione di vini DOC come il San Martino della Battaglia.<\/h2>\n<h6>Di Laura Tajoli e Anna Brasca<\/h6>\n<p>A Peschiera del Garda lungo i piccoli moli del centro storico sostano le barche, affacciate sulle rive dello specchio d\u2019acqua pi\u00f9 grande d\u2019Italia e sulle sponde del fiume Mincio. Peschiera \u00e8 circondata completamente dall\u2019acqua perch\u00e9 durante la costruzione della citt\u00e0 murata il corso del fiume venne deviato in tre canali che le fanno da cornice e che le conferiscono un\u2019aria quasi veneziana con ponti, piccoli moli, bei palazzi che si specchiano nell\u2019acqua, chiese e fortificazioni.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-2587\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/peschiera-del-garda-1-1024x609.png\" alt=\"peschiera del garda 1\" width=\"1024\" height=\"609\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Il luogo<\/h3>\n<p>Una passeggiata nel centro storico permette di scoprire tesori architettonici, che sono anche pezzi di storia, come la fortezza cinquecentesca dall\u2019imponente cinta muraria o il ponte dei Voltoni con i suoi bellissimi archi in mattoni, presso il quale sostavano (lo fanno ancora oggi) le barche dei pescatori. Appena fuori dalla cittadina sono le tradizioni religiose a farsi incontro con una delle chiese pi\u00f9 famose dell\u2019area gardesana, il santuario della Madonna del Frassino, che richiama centinaia di fedeli ogni anno. Le caratteristiche di Peschiera del Garda la rendono adatta a soddisfare le pi\u00f9 varie esigenze e i pi\u00f9 disparati interessi: il turismo d\u2019arte, come abbiamo visto, ma anche quello naturalistico. La cittadina \u00e8 infatti il punto di partenza della pista ciclabile del fiume Mincio, affacciata sul versante meridionale del lago, che permette di godere di magici paesaggi. E per chi vuole rilassarsi prendendo il sole e facendo un tuffo refrigerante ci sono spiagge attrezzate sul lago e sul fiume.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2586\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/peschiera-del-garda-2.png\" alt=\"peschiera del garda 2\" width=\"375\" height=\"638\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>La storia<\/h3>\n<p>\u00c8 il 1861 e gli ufficiali del Genio della Marina asburgica (all\u2019epoca Peschiera del Garda era parte del Lombardo-Veneto) stanno completando la costruzione del Marine Arsenal, quando dal fondo sabbioso del canale emergono degli oggetti in bronzo. Un anno dopo, il tenente Heinrich von Silber, presente al momento del ritrovamento, scriver\u00e0 all\u2019archeologo svizzero Ferdinand Keller che gli oggetti erano talmente numerosi da fargli ipotizzare che si trattasse del carico di una nave affondata oppure dei manufatti attribuibili\u00a0a un villaggio palafitticolo, un\u2019idea che lo convinceva di pi\u00f9 visto che contemporaneamente era stata scoperta una serie di pali infissi sul fondo. Fu un ritrovamento straordinario, l\u2019inizio di una serie di indagini e studi che portarono all&#8217;individuazione di altri villaggi su palafitte, tutti risalenti all\u2019et\u00e0 del bronzo. La presenza dell\u2019uomo nell\u2019area di Peschiera ha dunque, come in altre localit\u00e0 del lago di Garda, una forte antichit\u00e0. Nel corso del tempo altre civilt\u00e0 si avvicendarono: i Veneti, i Galli Cenomani e infine i Romani, che arrivarono qui nel I secolo prima di Cristo. La Peschiera romana aveva un nome diverso, si chiamava Arilica ed era un centro importante di scambi commerciali, favoriti anche dal fatto che la via Gallica passava di l\u00ec; era inoltre sede di una compagnia di navicellari che assicuravano servizi di trasporto con la parte nord del lago e lungo il Mincio. Plinio il Vecchio ne parla nella sua <em>Historia naturali<\/em>s, in relazione alla straordinaria abbondanza di anguille che ogni anno si raccoglierebbero nel punto di emissione del Mincio \u00aball\u2019incirca nel mese di ottobre, quando il lago \u00e8 in burrasca\u00bb. Poi cominci\u00f2 il buio periodo delle invasioni barbariche. La leggenda narra che fu nei pressi di Peschiera, a Salionze, che papa Leone I ferm\u00f2 Attila e i suoi eserciti fronteggiandoli armato solo di una croce. Una leggenda appunto, ma comunque la realt\u00e0 storica parla di un susseguirsi di popoli dal nord che portavano saccheggi e distruzione. I Longobardi, al solito, rappresentarono una luminosa eccezione: Arilica divenne importante dal punto di vista amministrativo e in un documento del re Rachis si trova menzionato per la prima volta il nuovo appellativo di \u00abPiscaria\u00bb, utilizzato per\u00f2 soprattutto per definire le attivit\u00e0 dei cittadini del borgo. Dopo i Longobardi, Peschiera del Garda entr\u00f2 a far parte dei domini dei Franchi, visse le travagliate vicende che dilaniarono l\u2019impero carolingio al suo tramonto e infine, a partire dal XIII secolo, pass\u00f2 a Verona. E finalmente sul palcoscenico della storia fece la sua comparsa Mastino della Scala che cinse il borgo di mura e torri e costru\u00ec la rocca su fortificazioni preesistenti: infatti tutta la citt\u00e0 murata \u00e8 il risultato di una serie di strutture che si sono stratificate una sull\u2019altra a partire dal VI secolo. Quando Peschiera, a partire da met\u00e0 Quattrocento, entr\u00f2 nei possedimenti della Repubblica di Venezia ci fu un ulteriore rafforzamento degli elementi difensivi di cui fu affidato il progetto a Guidobaldo della Rovere. Nel Seicento le fortificazioni furono migliorate con l\u2019intervento dell\u2019architetto Francesco\u00a0Tensini e poi successivamente per mano dei francesi di Napoleone. Quando Peschiera del Garda pass\u00f2 all\u2019Austria divenne, insieme a Mantova, Legnago e Verona, una delle quattro piazzeforti del poderoso sistema militare organizzato dall\u2019Impero, al centro di tanti scontri per l\u2019indipendenza italiana, il famoso \u00abQuadrilatero\u00bb. Nel corso dei decenni successivi in citt\u00e0 furono eretti nuovi arsenali, caserme e palazzi che impressero a Peschiera del Garda l\u2019inconfondibile impronta asburgica. Nel 1854, inoltre, fu inaugurato il ponte ferroviario sul Mincio e si apr\u00ec la nuova stazione ferroviaria, costruita in stile neomedievale. Il paese entr\u00f2 a fare parte del Regno d\u2019Italia nel 1866 e da quel momento segu\u00ec il destino della nuova nazione.<\/p>\n<div id=\"attachment_2584\" style=\"width: 1009px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2584\" class=\"size-full wp-image-2584\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/peschiera-del-garda-4.png\" alt=\"peschiera del garda 4\" width=\"999\" height=\"497\" \/><p id=\"caption-attachment-2584\" class=\"wp-caption-text\">Il santuario della Madonna del Frassino.<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>La visita<\/h3>\n<p>L\u2019aspetto odierno di Peschiera del Garda risale al Medioevo, quando il Mincio fu deviato in tre rami per far s\u00ec che potesse circondare completamente la cinta muraria e rendere il borgo una fortezza impossibile da espugnare. I suoi bastioni oggi alloggiano ristoranti, bar e negozi, ma non \u00e8 difficile immaginare come la cittadina dovesse apparire un migliaio di anni or sono. <strong>Porta Verona<\/strong>, costruita su disegno del Sammicheli intorno alla met\u00e0 del Cinquecento, \u00e8 l\u2019ingresso migliore in Peschiera del Garda. Ci si arriva dopo avere oltrepassato il ponte sul fiume Mincio. Entrati nel nucleo urbano sulla sinistra ecco <strong>l\u2019ex caserma\u00a0<\/strong><strong>d\u2019artiglieria<\/strong>, edificata nell\u2019Ottocento, con una facciata composta da lesene e archi. La piazza alberata che si affaccia sul Canale di Mezzo ospita invece il neoclassico <strong>padiglione degli ufficiali<\/strong>, edificio che un tempo dava alloggio agli ufficiali asburgici insieme con le loro famiglie. Proprio di fronte c\u2019\u00e8 la <strong>ex caserma della fanteria<\/strong>, mentre sul lato pi\u00f9 corto della piazza <strong>il palazzo del comando austriaco<\/strong> \u00e8 un pezzo importante della storia italiana perch\u00e9 qui re Vittorio Emanuele III organizz\u00f2 la sua resistenza a oltranza sulla linea del Piave nel corso del primo conflitto mondiale. Proseguendo nel centro storico si arriva nella zona pedonale e andando verso porta Brescia si ammira il lato ovest della fortezza. Da qui si va verso <strong>piazza d\u2019Armi<\/strong>, con il carcere e l\u2019ospedale militare costruiti dagli Austriaci nel 1866. Poco distante c\u2019\u00e8 <strong>la chiesa parrocchiale di San Martino<\/strong>: \u00e8 una delle pi\u00f9 antiche della diocesi di Verona, come \u00e8 testimoniato da un documento del 1008 dove \u00e8 citata: \u00abDe plebe S. Martini sita in vico Piscaria\u00bb; tuttavia l\u2019edificio fu devastato durante la dominazione napoleonica quando venne requisito e trasformato in ospedale e magazzino e infine abbattuto perch\u00e9 pericolante. La chiesa venne ricostruita, grazie a una sovvenzione governativa del Lombardo- Veneto, e le fattezze attuali, interne ed esterne, risalgono a un periodo a cavallo tra Ottocento e Novecento. Situata a fianco della chiesa, <strong>l\u2019area archeologica romana<\/strong> merita una sosta. Aperta al pubblico, mostra i resti, risalenti al I secolo d.C., di un abitato composto da pochi edifici che avevano forse una duplice funzione, abitativa e artigianale. Sul lato ovest della piazza ci sono invece i resti della <strong>rocca scaligera<\/strong> con la cinquecentesca porta di accesso. Usciti dal borgo per un paio di chilometri, alla fine di un viale fiancheggiato da cipressi, ecco apparire<strong> il santuario della Madonna del Frassino<\/strong>. La sua edificazione \u00e8 legata a un evento miracoloso che sarebbe l\u00ec avvenuto e che ci viene raccontato vividamente da Bartolomeo Speciani che del santuario fu Padre Superiore nel Seicento. L\u201911 maggio 1510 un contadino intento ad accorciare le viti (ecco la tradizione vitivinicola della zona!) si imbatt\u00e9 in uno spaventoso serpente: terrorizzato, l\u2019uomo invoc\u00f2 il soccorso della Madonna ed ecco apparire tra le fronde di un frassino la santa immagine, in forma di statuetta. E fu proprio questa che il contadino si port\u00f2 a casa, chiudendola a chiave in una cassa \u00ab\u2026 volendo egli solo essere il custode del acquistato Tesoro\u00bb. Arriva il colpo di scena: il contadino vuole dare una sbirciata al suo \u00abtesoro\u00bb, apre la cassa, ma\u2026 la statuetta \u00e8 scomparsa! L\u2019uomo corre al luogo dell\u2019apparizione e la Madonna \u00e8 ritornata l\u00ec, tra le fronde del frassino. A questo punto la voce corre, tutti vogliono vedere la miracolosa statuetta, entrano in scena i maggiorenti della cittadina che vogliono trasportare la sacra immagine nella chiesa della Disciplina. Ma anche da qui, la statuetta sparisce per tornare ostinatamente dove\u00a0era apparsa la prima volta. La Madonna aveva deciso e proprio in quel punto venne eretta una piccola cappella che poi sarebbe diventata il santuario che conosciamo. Torniamo a oggi: la chiesa, a cui si accede passando sotto un porticato che reca affreschi secenteschi di Domenico Muttoni, ha un\u2019unica navata sulla quale si aprono dieci cappelle; di queste la pi\u00f9 importante dal punto di vista religioso \u00e8 la cappella della Madonna che custodisce la statuetta miracolosa. Da ammirare anche l\u2019organo di Gaetano Callido, del XVIII secolo, l\u2019altare maggiore e gli stalli del coro. Non lontano dal santuario merita una tappa il <strong>laghetto del Frassino<\/strong>, racchiuso in una cornice di campagna coltivata a vigneto, ricco di uccelli acquatici e di vegetazione; paradiso per gli amanti del birdwatching aggiunge il fascino della storia: in prossimit\u00e0 delle sue rive, infatti, furono trovati i resti di uno dei villaggi palafitticoli della zona, risalente al secondo millennio prima di Cristo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Il San Martino della Battaglia DOC<\/h3>\n<p>Tutta la fascia di terra che si affaccia sulla parte meridionale del lago di Garda ha una storia vinicola remota, in parte legata alla produzione del Lugana e in parte all\u2019uva friulana Tocai che in questa area ha trovato il suo habitat di elezione. In realt\u00e0, dal 2007 il vitigno ha assunto un altro nome: \u00abTuchi\u00bb. Il motivo \u00e8 un accordo bilaterale tra Ungheria e Unione europea che riserva la denominazione Tocai (Tokaji) solo al vino prodotto in Ungheria. Cos\u00ec s\u00ec \u00e8 deciso di ribattezzare il vitigno con il termine dialettale bresciano \u00abTuchi\u00bb. Il San Martino della Battaglia DOC \u00e8 contraddistinto da piacevoli note aromatiche e da un\u2019acidit\u00e0 moderata, per questo adatto ad accompagnare diversi piatti dal gusto delicato, antipasti e pietanze leggere. Esiste anche il San Martino della Battaglia versione liquorosa, ideale da sorseggiare a fine pasto insieme a formaggi erborinati e biscotti secchi, oppure da solo, come vino da meditazione. Sono produzioni da scoprire intraprendendo la Strada del Vino e dei Sapori del Garda, seguendo uno dei tanti itinerari che toccano cantine e ristoranti.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\">Vuoi approfondire? Clicca\u00a0<a href=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/35-borghi-imperdibili-del-vino-veneto\/\">qui<\/a><a href=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/35-borghi-imperdibili-del-vino-veneto\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-2588\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/BORGHIVINOVENETOWEB.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"395\" \/><\/a><\/h3>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Peschiera del Garda: borgo lacustre, fatto di ponti e canali, palazzi storici, chiese e fortificazioni. Ma anche\u00a0una delle tappe che compongono la Strada dei Vini e dei Sapori del Garda. 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