{"id":2597,"date":"2020-12-03T00:00:51","date_gmt":"2020-12-02T23:00:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/?p=2597"},"modified":"2020-11-19T18:56:27","modified_gmt":"2020-11-19T17:56:27","slug":"bobbio-la-regina-delle-abbazie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/luoghi\/bobbio-la-regina-delle-abbazie\/","title":{"rendered":"Bobbio: la regina delle abbazie"},"content":{"rendered":"<h3>A Bobbio l\u2019abbazia fondata dal monaco irlandese San Colombano sorge all\u2019interno del centro abitato della cittadina, che and\u00f2 sviluppandosi intorno a un monastero destinato a essere, per secoli, uno dei pi\u00f9 importanti di tutta Europa.<\/h3>\n<h3>Di Michela Tarozzi<\/h3>\n<p>A Bobbio la fondazione dell\u2019abbazia di San Colombano \u00e8 opera dello stesso santo monaco irlandese, che nel 614 costitu\u00ec il primo cenobio (nucleo monastico), con capanne di legno costruite intorno all\u2019antica chiesa di San Pietro, oggetto nell\u2019occasione di un intervento di recupero. La terra e la chiesa furono donate ai monaci dal re longobardo Agilulfo.<\/p>\n<div id=\"attachment_2599\" style=\"width: 1034px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2599\" class=\"size-large wp-image-2599\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Abbazia_di_Bobbio-1024x768.jpg\" alt=\"bobbio\" width=\"1024\" height=\"768\" \/><p id=\"caption-attachment-2599\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;Abbazia e il borgo. Foto di Filippo from Bergamo via Wikimedia Commons.<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>La storia<\/h3>\n<p>L\u2019anno successivo alla fondazione san Colombano, che aveva creato una regola apposita per guidare la vita della comunit\u00e0, mor\u00ec proprio nel cenobio e le sue spoglie si trovano tuttora nella cripta, insieme a quelle degli abati successori. Chi venne dopo di lui, l\u2019abate Attala, pose le basi per l\u2019espansione economica e culturale del monastero e cre\u00f2 uno <em>scriptorium<\/em> di monaci, <strong>che nel 980 aveva gi\u00e0 prodotto un catalogo da 700 codici e una biblioteca in cui erano conservati 25 dei 150 manoscritti pi\u00f9 antichi della letteratura latina esistenti al mondo<\/strong>. Una delle opere pi\u00f9 pregevoli create nell\u2019abbazia fu il Glossarium Bobiense, una antica enciclopedia risalente al IX secolo. Il terzo abate, san Bertulfo, nel 628 si rec\u00f2 in pellegrinaggio a Roma e ottenne da papa Onorio I che l\u2019abbazia fosse sottratta alla giurisdizione vescovile per essere soggetta direttamente alla Santa Sede, mentre san Bobuleno introdusse nel monastero la regola benedettina, che in seguito divenne l\u2019unica seguita dalla comunit\u00e0. Il patrimonio dell\u2019abbazia crebbe al punto che si cre\u00f2 il feudo monastico di Bobbio, <strong>con possedimenti che arrivavano alla Liguria e alla Toscana a sud, nelle Langhe fino a Torino a est e che vantava terreni sparsi in tutta l\u2019Italia settentrionale<\/strong>. Sotto Carlo Magno il monastero divenne sostanzialmente un feudo monastico imperiale, con la nomina degli abati decisa dall\u2019autorit\u00e0 politica. Alla fine del IX secolo il monastero originario fu abbandonato (oggi in quel luogo si trova il castello Malaspina) e ricostruito nella posizione attuale, pi\u00f9 a valle, dove fu edificata una nuova chiesa abbaziale. Il complesso crebbe notevolmente, poich\u00e9 si rese necessario costruire un monastero pi\u00f9 grande sia per l\u2019accresciuto numero dei monaci, sia per accogliere i pellegrini che ormai facevano tappa a San Colombano da tutta Europa. L\u2019opera fu intrapresa dall\u2019abate Agilulfo e la chiesa fu consacrata nell\u2019883.<\/p>\n<div id=\"attachment_2601\" style=\"width: 1034px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2601\" class=\"size-large wp-image-2601\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Abbazia_di_San_Colombano_Bobbio_esterno_03-1024x683.jpg\" alt=\"bobbio\" width=\"1024\" height=\"683\" \/><p id=\"caption-attachment-2601\" class=\"wp-caption-text\">Il campanile. Foto di Mongolo1984 via Wikimedia Commons.<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>L&#8217;apogeo e il declino<\/h3>\n<p>Un evento chiave della storia dell\u2019abbazia fu l\u2019erezione del feudo monastico di Bobbio a sede vescovile e a contea, grazie all\u2019intercessione dell\u2019abate Pietroaldo che, nel Natale del 1013, si rec\u00f2 a Pavia dall\u2019imperatore Enrico II per chiedere questo privilegio. In occasione della sua incoronazione a Roma nel febbraio del 1014, il sovrano ottenne l\u2019approvazione del progetto da parte del papa Benedetto VIII e Bobbio divenne citt\u00e0 imperiale e sede episcopale. Il primo vescovo fu proprio Pietroaldo, che un\u00ec nella sua persona le cariche di vescovo e abate, ma nel 1040 i due poteri furono scissi, con delimitazione dei rispettivi territori, uno di pertinenza del vescovo (che nel 1046 divenne anche conte), uno sotto il controllo dell\u2019abate. Nel 1153 i privilegi dell\u2019abbazia furono confermati dall\u2019imperatore Federico Barbarossa, ma le controversie che sorsero tra il vescovo e i monaci durante il XII secolo portarono papa Innocenzo III, nel 1199, a restituire all\u2019abate autonomia spirituale e temporale, autorizzando per\u00f2 il vescovo a deporlo se non gli avesse fatto voto di obbedienza, sottomettendolo\u00a0dunque di fatto all\u2019autorit\u00e0 episcopale. La chiesa abbaziale fu oggetto, nel XIV secolo, di ampliamento, mentre tra il 1456 e il 1522, con l\u2019arrivo dei benedettini di Santa Giustina da Padova che nel 1448 avevano sostituito la comunit\u00e0 dell\u2019ordine di San Colombano sciolta da papa Niccol\u00f2 V, fu eseguita una radicale ricostruzione, con la conseguenza che dell\u2019antico complesso romanico furono conservate solo la torre campanaria, l\u2019absidiola e un pavimento a mosaico custodito nell\u2019attuale cripta. Successivamente l\u2019interno fu decorato con affreschi, realizzati tra il 1527 e il 1530 da Bernardino Lanzani e da un suo aiutante. L\u2019abbazia fu poi soppressa in epoca napoleonica e molti beni, tra cui i preziosi codici, venduti all\u2019asta. Attualmente \u00e8 chiesa parrocchiale appartenente al vicariato di Bobbio della diocesi di Piacenza-Bobbio.<\/p>\n<div id=\"attachment_2602\" style=\"width: 1034px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2602\" class=\"size-large wp-image-2602\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Abbazia_di_San_Colombano_Bobbio_esterno_01-1024x683.jpg\" alt=\"bobbio\" width=\"1024\" height=\"683\" \/><p id=\"caption-attachment-2602\" class=\"wp-caption-text\">Il campanile. Foto di Mongolo1984 via Wikimedia Commons.<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>La chiesa<\/h3>\n<p>La basilica di San Colombano oggi visitabile fu dunque fatta costruire dai benedettini subentrati ai colombaniani tra il 1456 e il 1522. Presenta una facciata sobria, costruita (complice il lungo periodo di edificazione) secondo una commistione di stili: romanico, gotico e rinascimentale. La facciata rispecchia la struttura a tre navate della chiesa ed \u00e8 contraddistinta da un portico nella parte inferiore, denominato \u00abParadiso\u00bb, che \u00e8 stato aggiunto nel XVI secolo. Nella parte superiore invece, sopra il rosone moderno, si trova una nicchia con la statua bronzea di san Colombano benedicente, qui collocata nel 1965 in sostituzione della pi\u00f9 antica, risalente al XV secolo, ormai rovinata e oggi custodita nel museo dell\u2019abbazia. Sul portale d\u2019accesso \u00e8 affrescata la scritta <em>Terribilis est locus iste<\/em>, a sottolineare l\u2019ingresso in un luogo sacro e misterioso, da trattare con rispetto e timore. Entrati in chiesa, si trovano i cicli di affreschi realizzati da Bernardino Lanzani da San Colombano al Lambro, che firm\u00f2 il contratto con il priore del monastero nel 1526 e decor\u00f2 le volte e le pareti delle navate e del transetto nel periodo compreso tra il 1527 e il 1530. I soggetti sono ispirati a episodi della Bibbia e del Vangelo. Settecentesca \u00e8 invece la decorazione del presbiterio e della volta, opera di Luigi Mussi, che raffigur\u00f2 episodi della vita di san Colombano, dipinto con la veste nera benedettina. Sulla parete di destra \u00e8 riprodotto il <em>Miracolo dell\u2019orso aggiogato con il bue<\/em>, su quella di sinistra il <em>Miracolo della distruzione dell\u2019anfora di cervogia<\/em>, mentre la volta celebra la <em>Gloria<\/em>. Tra gli oggetti conservati nella chiesa, da annoverare il fonte battesimale del IX secolo, posto su una base del XVI secolo, mentre del XVIII \u00e8 il coronamento ligneo; il coro ligneo nell\u2019abside, frutto di\u00a0un pregevole lavoro di intaglio e intarsio eseguito nel 1488 da Dominicus di Placentia, come riportato in capo agli stalli di destra; il mosaico della chiesa prerinascimentale nel piano ambulacro, datato XII secolo, che fu ritrovato per caso nel 1910 durante i lavori per la costruzione di una scalinata collegante la navata centrale con la cripta; un tappeto musivo policromo di ben 100 metri quadri. Il sarcofago di san Colombano, realizzato nel 1480 da Giovanni de Patriarchis, \u00e8 conservato nella cripta, insieme a quelli dei due abati successori, sant\u2019Attala e san Bertulfo: per le lastre tombali sono state usate le transenne marmoree longobarde sopra gli antichi affreschi e la cancellata in ferro battuto del XII secolo, antico divisorio tra il coro monastico e lo spazio riservato ai fedeli. Per quanto riguarda la torre campanaria, il suo impianto originale \u00e8 del IX secolo.<\/p>\n<div id=\"attachment_2600\" style=\"width: 778px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2600\" class=\"size-large wp-image-2600\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/Museo_dell\u2019Abbazia_di_San_Colombano_-_Teca_di_Orfeo_02-768x1024.jpg\" alt=\"bobbio\" width=\"768\" height=\"1024\" \/><p id=\"caption-attachment-2600\" class=\"wp-caption-text\">La teca di Orfeo. Foto di Carlo Dell&#8217;Orto via Wikimedia Commons.<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Il Museo<\/h3>\n<p>Da visitare \u00e8 anche il museo, che \u00e8 stato ricavato nelle sale dove un tempo si trovavano lo <em>scriptorium<\/em> e la biblioteca dell\u2019abbazia. In esposizione ci sono reperti ritrovati nella cripta e durante gli scavi eseguiti nella zona e altri provenienti dalla cattedrale di Bobbio. \u00e8 articolato in sei sezioni, secondo una successione cronologica che va dall\u2019epoca romana al Rinascimento. Tra i reperti pi\u00f9 antichi, che comprendono sepolcri, anfore e altari romani, ci sono due pezzi particolarmente pregiati: una teca d\u2019avorio risalente al III-IV secolo d.C. di provenienza siriaco-palestinese che raffigura Orfeo che suona la lira attorniato da molti animali e un\u2019idria di alabastro della stessa epoca, presumibilmente dono di papa Onorio I ai monaci. Molto ricca la sezione lapidaria, con capitelli, colonnine e plutei della basilica del IX secolo, oltre alle pietre risalenti al periodo longobardo-carolingio, recanti motivi floreali o geometrici e ornate, in origine, da pasta di vetro colorata. Da segnalare la lapide del sepolcro di Cumiano, che l\u2019abate di Bobbio ricevette in dono dal re longobardo Liutprando e che rappresenta un\u2019opera d\u2019arte sia longobarda (fronte) sia carolingia (retro), oltre che essere un classico esempio di riutilizzo, pratica molto in voga durante il Medioevo. Numerosi anche gli oggetti devozionali, i reliquiari e varie suppellettili. Opere di rilievo sono infine conservate nella pinacoteca, con il grande polittico di Bernardino Luini del 1522 che spicca su tutte.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\">Vuoi approfondire? Clicca\u00a0<a href=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/abbazie-dellemilia-romagna\/\">qui<\/a><a href=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/abbazie-dellemilia-romagna\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-2604\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2020\/11\/abbazieweb.png\" alt=\"bobbio\" width=\"400\" height=\"527\" \/><\/a><\/h3>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A Bobbio l\u2019abbazia fondata dal monaco irlandese San Colombano sorge all\u2019interno del centro abitato della cittadina, che and\u00f2 sviluppandosi intorno a un monastero destinato a essere, per secoli, uno dei pi\u00f9 importanti di tutta Europa. 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