{"id":2608,"date":"2020-12-27T15:32:29","date_gmt":"2020-12-27T14:32:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/?p=2608"},"modified":"2020-12-27T15:32:29","modified_gmt":"2020-12-27T14:32:29","slug":"il-libro-del-comando-tra-demonologia-e-burla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/storia\/il-libro-del-comando-tra-demonologia-e-burla\/","title":{"rendered":"Il libro del comando: tra demonologia e burla"},"content":{"rendered":"<h2>Il \u00ablibro del comando\u00bb indica genericamente un libro magico, che, secondo la tradizione folklorica diffusa in molte regioni italiane, tra cui il Piemonte e le Langhe in particolare, era stato scritto dal diavolo\u00a0in persona per consentire a chi lo deteneva la possibilit\u00e0 di realizzare ogni sorta di desiderio, acquisendo\u00a0potere su persone, animali e cose, determinandone il comportamento e producendo gli effetti voluti.<\/h2>\n<h6>Di Gianbattista Aimino, Angelo Arata, Gian Vittorio Avondo.<\/h6>\n<p>Il libro del comando nella cultura dotta era il <em>De cerimoniis magicis<\/em>, un\u2019opera attribuita all\u2019alchimista Enrico<br \/>\nCornelio Agrippa di Nettesheim, come quarto volume, rimasto segreto, del suo <em>De occulta philosophia<\/em><br \/>\n<em>libri tres<\/em>. Bench\u00e9 l\u2019attribuzione sia considerata inattendibile, la fortuna del libro e del titolo attribuitovi fu<br \/>\nnotevole e si estese a tutti i trattati di magia cerimoniale, di evocazione degli spiriti da cui ottenere responsi<br \/>\ne rivelazioni.\u00a0Come si pu\u00f2 immaginare, la presenza di libri sospetti diventava pi\u00f9 preoccupante\u00a0se coinvolgeva persone di una certa cultura e maschi, come nel caso del nobile\u00a0di Visone accusato di aver utilizzato un libro per \u00abdisfaturare\u00bb, cio\u00e8 per togliere\u00a0le fatture.\u00a0Ma non era frequente che la popolazione possedesse un livello culturale sufficiente\u00a0a far uso di opere scritte: ad avere tali competenze erano soprattutto i\u00a0membri del clero regolare e secolare.<\/p>\n<div id=\"attachment_2614\" style=\"width: 761px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2614\" class=\"size-large wp-image-2614\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/aocculta-751x1024.jpeg\" alt=\"libro di comando\" width=\"751\" height=\"1024\" \/><p id=\"caption-attachment-2614\" class=\"wp-caption-text\">Una copia del\u00a0<em>De occulta philosophia\u00a0<\/em><em>libri tres.<\/em><\/p><\/div>\n<h3><\/h3>\n<h3>La <em>Clavicola di Salomone<\/em> e il convento di Nizza Monferrato<\/h3>\n<p>Uno dei casi pi\u00f9 clamorosi emerse ad Acqui nel 1669, nel convento dei Cappuccini, ma riguardava fatti, anche di anni precedenti, che coinvolgevano i frati del convento di Nizza Monferrato. In una ridda di accuse e controaccuse, erano stati denunciati comportamenti sconcertanti: a parte il pi\u00f9 prosaico baciare e toccare un\u2019appartenente al sesso femminile, si passava dalla possibilit\u00e0 di farsi \u00abvenire appresso una donna vera, reale e nuda\u00bb a quella di resistere alla tortura, dall\u2019evocazione di spiriti familiari ai malefici per ottenere l\u2019amore o la morte, dalla polvere calamita bianca battezzata che permetteva di conquistare le donne alla conoscenza dei segreti per rimanere indenni dalle ferite o per rendersi invisibili. In questa congerie di fatti non certo nuovi emergeva per\u00f2 in particolare il riferimento al libro intitolato <em>La clavicola di Salomone<\/em>: la <em>Piccola chiave di Salomone<\/em>, o <em>Lemegeton Clavicula Salomonis<\/em>, \u00e8 un grimorio, cio\u00e8 un testo di magia anonimo del Seicento; si tratta di uno dei pi\u00f9 famosi libri di demonologia, composto da cinque volumi; nel primo libro, <em>Goetia<\/em>, composto in gran parte da materiale antecedente al Seicento, con alcune parti risalenti al Trecento, si descrivono i 72 dem\u00f2ni evocati da re Salomone per realizzare il suo tempio, rinchiusi in un vaso di bronzo e obbligati a servirlo. L\u2019<em>ars goetia<\/em> contiene le formule magiche per invocare questi dem\u00f2ni. Gli altri libri sono <em>Theurgia Goetia<\/em>, <em>Ars Paulina<\/em>, <em>Ars Almadel<\/em> e <em>Ars Notoria<\/em> e descrivono le operazioni magiche della <em>Goetia<\/em>, offrendo un sistema di comunicazione con gli spiriti da evocare. L\u2019opera si prestava quindi a divenire un manuale pratico di magia, fornendo istruzioni sui simboli, le procedure, le operazioni necessarie per impedire che le forze del male prevalessero, i preparativi necessari all\u2019evocazione e il modo in cui costruire gli strumenti necessari per i rituali.<\/p>\n<p>\u00c8 interessante che quest\u2019opera, condannata dal Sant\u2019Uffizio fin dal 1559, comparisse nel 1658 in un convento cappuccino di Nizza Monferrato, ma i vari riferimenti all\u2019opera, alla cabala e ad altri libri di magia dovettero convincere gli inquisitori che frate Andrea, il cappuccino al centro di questa vicenda, dovesse rimanere in carcere e venne dunque compilato un elenco dei libri posseduti dal frate. In realt\u00e0 nessuno dei libri di frate Andrea aveva a che fare con la magia e il cappuccino fu scarcerato; dopo una decina di giorni richiedeva al vescovo di Acqui di poter ricorrere di persona alla Santa Sede e, ottenuto il permesso, gli fu possibile sottrarsi all\u2019obbligo di rimanere agli arresti nel circuito degli edifici\u00a0facenti parte della cattedrale e del palazzo vescovile, scomparendo dalla diocesi e<br \/>\npermettendo quindi che il clamore suscitato dalle sue rivelazioni sulla situazione\u00a0nel convento di Nizza si affievolisse.<\/p>\n<div id=\"attachment_2615\" style=\"width: 1034px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2615\" class=\"size-large wp-image-2615\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/diocesi-di-acqui-1024x943.png\" alt=\"libri del comando\" width=\"1024\" height=\"943\" \/><p id=\"caption-attachment-2615\" class=\"wp-caption-text\">Acqui Terme, affresco nel salone del palazzo vescovile che raffigura la diocesi di Acqui.<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Evocatori pi\u00f9 o meno improvvisati<\/h3>\n<p>Nel 1714 un prete di Bistagno si era vantato di saper evocare il diavolo grazie a segreti rivelati da un forestiero turco convertitosi al Cristianesimo (ma che in realt\u00e0 era nativo di Savona). Nel 1762 un prete di Cremolino era stato accusato di aver esercitato abusivamente l\u2019arte medica, di non compiere con regolarit\u00e0 i suoi doveri ecclesiastici, di non vestire con decenza, di aver svolto attivit\u00e0 economiche e commerciali non consone, di essersi impegnato a celebrare un numero impossibile di messe e infine di aver fatto uso di scritti superstiziosi. Nel 1784 a Cagna (oggi San Massimo) il prevosto locale era stato coinvolto nella ricerca di un tesoro che contemplava un rito in cui doveva leggere una formula tratta da un libricino posseduto da un marmorino originario del Canton Ticino. Come si pu\u00f2 notare, nel XVIII secolo le opere pi\u00f9 tenebrose e occulte hanno lasciato il posto a pi\u00f9 raffazzonati libretti e fogli sparsi, utilizzati per scopi pratici da sacerdoti non certo esemplari, o troppo ingenui o troppo furbi; segreti e formule spesso conosciute attraverso il contatto con persone provenienti da altri paesi, secondo una modalit\u00e0 di trasmissione che nel Settecento diventa pi\u00f9 frequente, viste la maggiore mobilit\u00e0 nel lavoro e la presenza di soldati stranieri. Si tratta di un fenomeno comune anche ai laici, forse connesso con un\u2019alfabetizzazione pi\u00f9 diffusa: nel 1738 \u00e8 un garzone muratore svizzero a insegnare ai giovani di Melazzo formule magiche segrete per non far sparare le armi e conquistare le ragazze; cos\u00ec nel 1781 anche a Pareto un giovane giustificava il suo tentativo d\u2019imparare a rendere innocue le armi da fuoco, a volare e a far innamorare le ragazze attribuendolo all\u2019insegnamento di un soldato distaccato in paese per combattere il contrabbando. Ancora a Nizza Monferrato, nel 1785, un luogotenente del Reggimento La Marina si era vantato di aver imparato un rituale per far apparire il diavolo da un libro che gli aveva prestato un francese. In quest\u2019ultimo caso, pi\u00f9 che di una vanteria si potrebbe leggere il comportamento sbruffone e beffardo di un ufficiale ormai pervaso da uno spirito laico.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\">Vuoi approfondire? Clicca\u00a0<a href=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/roghi-ed-eresie-in-piemonte\/\">qui<\/a><a href=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/roghi-ed-eresie-in-piemonte\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-2616\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/roghis.png\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"395\" \/><\/a><\/h3>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il \u00ablibro del comando\u00bb indica genericamente un libro magico, che, secondo la tradizione folklorica diffusa in molte regioni italiane, tra cui il Piemonte e le Langhe in particolare, era stato scritto dal diavolo\u00a0in persona per consentire a chi lo deteneva la possibilit\u00e0 di realizzare ogni sorta di desiderio, acquisendo\u00a0potere su persone, animali e cose, determinandone il comportamento e producendo gli effetti voluti.<br \/>\nDi Gianbattista Aimino, Angelo Arata, Gian Vittorio Avondo.<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":2618,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[214,64,213],"acf":[],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/agrippa.jpeg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2608"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2608"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2608\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2617,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2608\/revisions\/2617"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2618"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2608"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2608"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2608"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}