{"id":2622,"date":"2021-02-01T10:13:26","date_gmt":"2021-02-01T09:13:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/?p=2622"},"modified":"2021-02-01T10:14:11","modified_gmt":"2021-02-01T09:14:11","slug":"piazza-solferino-torino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/luoghi\/piazza-solferino-torino\/","title":{"rendered":"Piazza Solferino, Torino"},"content":{"rendered":"<h2>Piazza Solferino prende il nome dalla battaglia del 24 giugno 1859, che si svolse a Solferino, in provincia di Mantova, in cui le truppe franco-piemontesi videro la vittoria contro gli austriaci durante la seconda guerra d\u2019Indipendenza.<\/h2>\n<h6>di Daniela Schembri Volpe<\/h6>\n<p>Nel primo Ottocento Piazza Solferino non esisteva, vi si svolgeva il mercato del legno, paglia e fieno, ed era chiamata piazza del Bosco, compresa tra gli spalti della Cittadella, smantellati nel 1852, e gli isolati occidentali dell\u2019ampliamento seicentesco. Sul piazzale si affacciavano edifici tra loro eterogenei, tettoie, case basse, orti e giardini privati. Dopo la presentazione di alcuni progetti per il rifacimento della piazza, nel 1853 fu incaricato della riqualificazione l\u2019architetto Carlo Promis.<\/p>\n<div id=\"attachment_2625\" style=\"width: 1034px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2625\" class=\"wp-image-2625 size-large\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/piazza-solferino-1024x660.png\" alt=\"piazza solferino\" width=\"1024\" height=\"660\" \/><p id=\"caption-attachment-2625\" class=\"wp-caption-text\">Piazza Solferino. In questa cartolina la fontana Angelica non era ancora stata costruita.<\/p><\/div>\n<h3>Il teatro Alfieri<\/h3>\n<p>Oggi eleganti architetture ottocentesche si affacciano sulla piazza che ospita il teatro Alfieri, costruito nel 1855 a opera di Lorenzo e Barnaba Panizza. All\u2019inizio il teatro era stato pensato come circo equestre stabile, poi, dopo una serie di incendi, venne ricostruito sempre come un\u2019arena con tre ordini di palchi. Nel 1928 l\u2019architetto Eugenio Mollino riprogett\u00f2 l\u2019arena come un vero e proprio teatro, che per\u00f2 and\u00f2 distrutto in seguito a un\u2019incursione aerea nel 1942, eccetto la facciata. Chi si reca a teatro entra in una struttura ripensata nel 1949, con una sola galleria sovrapposta a una platea. Al teatro segu\u00ec l\u2019edificazione dei monumentali palazzi della piazza, tra questi: palazzo Panizza (1855), i palazzi Fiorina e Ceriana dell\u2019architetto Ceppi (1860-70), la sede della Generale Mutua del 1907 di Pietro Fenoglio (ma non si direbbe), il palazzo della Societ\u00e0 Anonima Edile (architetto Momo, 1928-31). E anche qui una disarmonica \u00abtorre Solferino\u00bb pare voler emulare la torre Littoria, all\u2019angolo con via Pietro Micca (Gualtiero Casalegno, 1950), una torre dall\u2019architettura priva di attrattive, messa a tappare il buco di una casa bombardata la cui immagine \u00e8 riprodotta nell\u2019atrio dell\u2019edificio. La costruzione sviluppa un porticato coperto dedicato a Enzo Tortora, nobile pensiero, ma di solito la dedica dovrebbe\u00a0essere legata al bello. Sul lato est della piazza, con ingresso da via Alfieri, 19, in stile liberty, vi \u00e8 un palazzo che si vocifera ospitasse nell\u2019Ottocento esponenti della massoneria, come si evince anche dai simboli sul portone principale. Di Alfonso Balzico \u00e8 il monumento al duca di Genova, Ferdinando di Savoia, fratello minore di Vittorio Emanuele II, morto a soli trentatr\u00e9 anni dopo una lunga agonia e amatissimo dai torinesi, ritratto insieme al suo cavallo morente per una fucilata. Ferdinando di Savoia si distinse durante la prima guerra d\u2019Indipendenza, conducendo l\u2019assedio di Peschiera. Il 16 giugno 2013 \u00e8 stato ricollocato nella piazza il monumento al patriota Giuseppe La Farina, restaurato dopo essere stato rimosso nel 2003.<\/p>\n<div id=\"attachment_2626\" style=\"width: 1034px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2626\" class=\"size-large wp-image-2626\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/fontana-angelica-1024x740.png\" alt=\"fontana angelica\" width=\"1024\" height=\"740\" \/><p id=\"caption-attachment-2626\" class=\"wp-caption-text\">La fontana Angelica.<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>La fontana Angelica<\/h3>\n<p>In piazza Solferino si erge misterioso uno dei capisaldi della Torino esoterica: la fontana Angelica. Per \u00ableggere\u00bb la fontana occorre ricollegarsi alla Torino magica. Nella storia di Torino accadde che il ministro plenipotenziario del re Paolo Bajnotti (1842-1919) dispose in un legato testamentario che, alla sua morte, 150.000 lire dovevano essere destinate alla realizzazione di una fontana in ricordo dei suoi genitori Angelica Cugiani e Tommaso Bajnotti. Ora, proviamo a immaginare\u00a0piazza Solferino senza la fontana Angelica e che cosa potrebbe sorgere al suo posto. Perch\u00e9 facciamo questo gioco? Perch\u00e9 la fontana in origine doveva essere realizzata in stile neogotico e, sempre secondo la volont\u00e0 di Bajnotti, collocata in piazza San Giovanni di fronte al Duomo, verso oriente, dove sorge il sole. Non \u00e8 comprensibile perch\u00e9 la commissione incaricata decise di non tenere conto n\u00e9 delle indicazioni sullo stile n\u00e9 del luogo di collocazione; Giovanni Riva disegn\u00f2 i bozzetti vincitori del concorso nazionale, nel 1921 gli venne conferito l\u2019incarico esecutivo, ma la fontana venne terminata diversi anni dopo e inaugurata in epoca fascista dai vicepodest\u00e0 Gianolio e Silvestri, nel 1930. Tanto che nel frattempo la statuaria internazionale di riferimento era gi\u00e0 mutata facendo apparire la fontana Angelica un po\u2019 fuori moda. La particolarit\u00e0, che vede la fontana inserita tra i misteri di Torino e di conseguenza meta di curiosi, \u00e8 data da significati simbolici che emergono dalla raffigurazione delle stagioni interpretata da quattro statue: due donne rappresentano la primavera e l\u2019estate, due uomini l\u2019autunno e l\u2019inverno, ignari di quanto si chiacchieri su di loro.\u00a0A una lettura pi\u00f9 approfondita, secondo un\u2019interpretazione massonica, la fontana Angelica condurrebbe a ben altro che le bucoliche stagioni: cio\u00e8 alla trasformazione interiore che l\u2019iniziato deve compiere per raggiungere la vera conoscenza. Le statue maschili rappresenterebbero i giganti Boaz e Yakin, le due colonne erette nel vestibolo del tempio di re Salomone.\u00a0Boaz simboleggia il primo livello dell\u2019iniziazione che il neofita massone deve raggiungere nel lungo cammino su per i trentatr\u00e9 scalini delle logge massoniche. Yakin rappresenta la conoscenza, la perfezione; Boaz le tenebre, l\u2019ignoranza. La conoscenza, ricorrente sempre nella simbologia esoterica, \u00e8 paragonata all\u2019acqua che esce dagli otri sorretti dalle statue. Le due statue maschili, tra cui si apre un varco in cui scorre l\u2019acqua, sono a guardia del percorso che porta alla conoscenza. Altri simboli ricorrenti sono: l\u2019ariete, che riporta al vello d\u2019oro; il bimbo ricciuto con i capelli a raggiera, che rappresenta il sole, il Cristo, la perfezione; il pesce, simbolo del Cristianesimo; il melograno e la quercia, antiche espressioni della tradizione massonica; Medusa, la custode dei segreti del labirinto. Numerosi altri simboli sono raffigurati nella fontana, che pu\u00f2 essere paragonata a un libro di pietra, bronzo e acqua rivolto a chi ha la capacit\u00e0 di leggerlo.<\/p>\n<div id=\"attachment_2624\" style=\"width: 689px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2624\" class=\"size-large wp-image-2624\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/oggi-\u00e8-oggi-679x1024.png\" alt=\"piazza solferino\" width=\"679\" height=\"1024\" \/><p id=\"caption-attachment-2624\" class=\"wp-caption-text\"><em>Hoy es hoy<\/em> (<em>Oggi \u00e8 oggi<\/em>).<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>La piazza di oggi<\/h3>\n<p>L\u2019area verde di piazza Solferino \u00e8 il giardino dedicato a Pier Giorgio Frassati, beatificato da Giovanni Paolo II nel 1990, tra i pi\u00f9 recenti santi sociali torinesi (bench\u00e9 non ancora canonizzato). Con il rifacimento della pavimentazione in cubetti di porfido, una <em>meridiana<\/em> colorata \u00e8 stata creata a opera di Lucio Morra. All\u2019angolo con palazzo Ceriana l\u2019opera contemporanea del messicano Javier Mar\u00edn mostra un volto in bronzo di quattro metri: <em>Hoy es hoy<\/em> (<em>Oggi \u00e8 oggi<\/em>), che rappresenta l\u2019aspetto intellettuale ed emotivo dell\u2019umanit\u00e0. Una curiosit\u00e0 ghiotta per gli appassionati di calcio: all\u2019angolo con via Botero il bar Norman, noto un tempo come birreria Voigt, \u00e8 il luogo dove il 3 dicembre venne fondato il Foot-Ball Club Torino; entrando si nota una targa che riporta lo storico momento.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\">Vuoi approfondire? Clicca\u00a0<a href=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/storie-e-segreti-delle-piazze-di-torino\/\">qui<\/a><a href=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/storie-e-segreti-delle-piazze-di-torino\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-2627\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/storie-e-segreti-delle-piazze-di-Torino.png\" alt=\"piazza solferino\" width=\"300\" height=\"395\" \/><\/a><\/h3>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Piazza Solferino prende il nome dalla battaglia del 24 giugno 1859, che si svolse a Solferino, in provincia di Mantova, in cui le truppe franco-piemontesi videro la vittoria contro gli austriaci durante la seconda guerra d\u2019Indipendenza. 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