{"id":2687,"date":"2021-06-07T16:36:42","date_gmt":"2021-06-07T14:36:42","guid":{"rendered":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/?p=2687"},"modified":"2021-06-07T16:36:42","modified_gmt":"2021-06-07T14:36:42","slug":"bussana-vecchia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/luoghi\/bussana-vecchia\/","title":{"rendered":"Bussana Vecchia"},"content":{"rendered":"<h3>Bussana Vecchia \u00e8 un antico borgo medievale caratterizzato dalla struttura a \u00abpigna\u00bb tipica di molti nuclei abitati dell\u2019entroterra imperiese. Frazione collinare del Comune di Sanremo, dista circa 8 km dal capoluogo.<\/h3>\n<h6>di Diego Vaschetto.<\/h6>\n<p>Bussana Vecchia \u00e8 costruito su un promontorio interessato da imponenti fenomeni erosivi di tipo calanchivo che agiscono sui suoi versanti, rimanendo nonostante tutto relativamente verde, circondato da una fitta vegetazione costituita dalla macchia mediterranea, cui si alternano boschi di castagni e ridotte pinete di pini marittimi.<\/p>\n<div id=\"attachment_2690\" style=\"width: 694px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2690\" class=\"size-large wp-image-2690\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/bussana-vecchia-4-684x1024.png\" alt=\"bussana vecchia\" width=\"684\" height=\"1024\" \/><p id=\"caption-attachment-2690\" class=\"wp-caption-text\">Scorcio di un carruggio e delle tipiche abitazioni di\u00a0Bussana Vecchia con il campanile della parrocchiale.<\/p><\/div>\n<h3><\/h3>\n<h3>La storia<\/h3>\n<p>Sembra che il paese sia stato fondato in epoca romana con il nome originario di Armedina o Armedana; ma \u00e8 solo dal VII secolo che si hanno testimonianze certe di un primo stanziamento sul colle, in seguito alle incursioni dei Longobardi che spinsero la popolazione ad abbandonare le abitazioni ubicate nella sottostante valle Armea. Nel X secolo le frequenti invasioni saracene costrinsero gli abitanti di questi luoghi a rifugiarsi di nuovo in posti pi\u00f9 elevati e pi\u00f9 difficili da attaccare, con conseguente edificazione spontanea delle prime strutture difensive sulla collina di Bussana. Il primo vero castello risale al periodo tra il 1162 e il 1177, quando il borgo cadde sotto il controllo dei conti di Ventimiglia, che ne potenziarono le difese. Nel XIII secolo il paese venne acquistato dalla repubblica di Genova, che lasci\u00f2 una relativa indipendenza ai circa duecentocinquanta abitanti. Nel frattempo l\u2019originale castello perse la propria funzione difensiva, per diventarestruttura residenziale dotata di una cappella annessa che tutt\u2019oggi funge da luogo di culto per gli abitanti del paese. Nel 1404 venne completata la prima chiesa, edificata sui resti di una precedente, e fu dedicata a Sant\u2019Egidio. A partire dal XV secolo, in seguito a un forte incremento demografico, inizi\u00f2 lo sviluppo edilizio del\u00a0paese, caratterizzato da un mutamento delle tecniche costruttive delle murature: l\u2019impiego di pietre quadrate di uso romano venne sostituto dall\u2019uso di pietre arrotondate provenienti dalle vicine spiagge rocciose e ciottolose. Nel XVI secolo il paese si allarg\u00f2 alla zona sudest, ed \u00e8 a questo periodo che risalgono quasi tutte le costruzioni oggi presenti. Il XVII secolo vide la completa ricostruzione della chiesa, che dallo stile romanico originale divenne barocca, mentre il castello, dopo secoli di abbandono, cadde del tutto in rovina.<\/p>\n<div id=\"attachment_2692\" style=\"width: 678px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2692\" class=\"size-full wp-image-2692\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/bussana-vecchia-2.png\" alt=\"bussana vecchia\" width=\"668\" height=\"980\" \/><p id=\"caption-attachment-2692\" class=\"wp-caption-text\">La via degli archi, strutture realizzate nell\u2019Ottocento\u00a0per proteggere le case dai sempre pi\u00f9 frequenti\u00a0terremoti.<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>I terremoti<\/h3>\n<p>Per oltre due secoli l\u2019abitato rimase in pratica immutato, con un\u2019economia rurale che gravitava attorno alla coltura degli olivi e degli alberi di agrumi, disposti lungo i pendii terrazzati. A partire dal XIX secolo cominciarono a manifestarsi i primi timori relativi alla sismicit\u00e0 del luogo, tuttora considerato ad alto rischio. Nella prima met\u00e0 dell\u2019Ottocento si registrarono alcuni terremoti di un certo livello, che si ripeterono nel 1831, 1851 e 1854, tanto che la popolazione decise di rinforzare gli edifici esistenti introducendo archetti che, all\u2019altezza del primo o del secondo piano, collegano le abitazioni che si affacciano lungo i viottoli dell\u2019antico borgo. Alle 6:21 del 23 febbraio 1887, mercoled\u00ec delle Ceneri, si verific\u00f2 la scossa di terremoto che segn\u00f2 per sempre il destino del paese. A quell\u2019ora buona parte della popolazione si trovava in chiesa per seguire la messa. In soli venti secondi il sisma provoc\u00f2 morti e danni incalcolabili: fece crollare la volta della gremita chiesa e la quasi totalit\u00e0 delle abitazioni della parte alta del villaggio venne distrutta, seppellendo sotto le macerie centinaia di persone. I sopravvissuti decisero dapprima di accamparsi nella zona bassa del paese, in attesa di capire se fosse possibile recuperare in qualche modo le costruzioni meno lesionate e ricostruire le abitazioni crollate, ma la decisione delle autorit\u00e0 fu di sgomberare del tutto la zona spostando gli abitanti nell\u2019area pi\u00f9 bassa e adiacente al mare del costone che chiude da est la valle del torrente Armea. Anche se la maggior parte della popolazione si oppose al trasferimento, poich\u00e9 avrebbe preferito ampliare il borgo originario ricostruendo le abitazioni pi\u00f9 danneggiate, il vivo ricordo del terremoto e le imposizioni delle autorit\u00e0 convinsero i residenti a fondare il paese di Bussana Nuova, che venne edificato tra il 1889 e il 1894, anno in cui i bussanesi abbandonarono definitivamente il borgo originario, dopo aver celebrato un\u2019ultima messa nella domenica delle Palme.<\/p>\n<div id=\"attachment_2693\" style=\"width: 881px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2693\" class=\"size-large wp-image-2693\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/bussana-vecchia-1-871x1024.png\" alt=\"bussana vecchia \" width=\"871\" height=\"1024\" \/><p id=\"caption-attachment-2693\" class=\"wp-caption-text\">I ruderi della parrocchiale di Bussana Vecchia distrutta\u00a0dal terremoto del 1887.<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>La rinascita<\/h3>\n<p>Il paese, da quel momento chiamato Bussana Vecchia, rimase in stato di totale abbandono per oltre mezzo secolo fino a quando, sul finire degli anni Cinquanta del XX secolo, ricominci\u00f2 a essere abitato da una comunit\u00e0 di artisti italiani e stranieri che, attratti dalla particolarit\u00e0 del luogo, cominciarono a ristrutturare gli edifici\u00a0meno danneggiati rendendoli di nuovo abitabili, pur senza i servizi della luce e dell\u2019acqua corrente. Oggi la borgata ospita una comunit\u00e0 internazionale di artisti, con botteghe artigiane e alcuni punti di ristoro, che l\u2019hanno trasformata in un caratteristico \u00abvillaggio di artisti\u00bb con una romantica ambientazione da borgo medievale. La visita del pittoresco nucleo abitato \u00e8 una continua scoperta: ovunque vi sono angoli molto caratteristici, anche per l\u2019estrema attenzione dei residenti nel mantenere l\u2019originale aspetto ottocentesco del borgo e il suggestivo connubio di edifici ristrutturati e resti diroccati di antiche abitazioni. Anche la vecchia chiesa di Sant\u2019Egidio, visitabile solo dall\u2019esterno, \u00e8 rimasta allo stato successivo al terremoto, con la volta ormai scomparsa e poche tracce degli stucchi e delle pitture originarie. Il campanile della chiesa, scampato per miracolo al sisma, \u00e8 considerato dagli abitanti di Bussana Vecchia come il simbolo del paese. Da decenni ormai la presenza di artisti provenienti da tutto il mondo ha favorito lo sviluppo di manifestazioni che si svolgono stagionalmente nel villaggio medievale: le esibizioni teatrali, le esposizioni d\u2019arte e la musica dal vivo, soprattutto nelle sere d\u2019estate, sono ormai divenuti noti avvenimenti, frequentatissimi e attesi di anno in anno.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\">Vuoi approfondire? Clicca\u00a0<a href=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/a-piedi-sul-mare-della-liguria\/\">qui<\/a><a href=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/a-piedi-sul-mare-della-liguria\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-2695\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/a-piedi-sul-mare-della-liguria.png\" alt=\"bussana vecchia\" width=\"300\" height=\"395\" \/><\/a><\/h3>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bussana Vecchia \u00e8 un antico borgo medievale caratterizzato dalla struttura a \u00abpigna\u00bb tipica di molti nuclei abitati dell\u2019entroterra imperiese. Frazione collinare del Comune di Sanremo, dista circa 8 km dal capoluogo. Di Diego Vaschetto.<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":2689,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[65,197,163],"acf":[],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/bussana-vecchia-5.png","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2687"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2687"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2687\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2697,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2687\/revisions\/2697"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2689"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2687"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2687"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2687"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}