{"id":2700,"date":"2021-06-21T00:00:00","date_gmt":"2021-06-20T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/?p=2700"},"modified":"2021-06-07T17:18:38","modified_gmt":"2021-06-07T15:18:38","slug":"chiesa-di-san-fiorenzo-bastia-mondovi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/luoghi\/chiesa-di-san-fiorenzo-bastia-mondovi\/","title":{"rendered":"Chiesa di San Fiorenzo, Bastia Mondov\u00ec"},"content":{"rendered":"<h3>La chiesa di San Fiorenzo, edificio cimiteriale di Bastia Mondov\u00ec,\u00a0con i suoi 346 metri quadrati di affreschi la cappella di San Fiorenzo rappresenta la pi\u00f9 ampia superficie pittorica dipinta di tutto il Piemonte.<\/h3>\n<h6>di Ilario Manfredini.<\/h6>\n<p>La chiesa di San Fiorenzo si presenta oggi nelle sue sembianze architettoniche e decorative quattrocentesche, con facciata, navata e presbiterio liberi dagli inserimenti barocchi che ne compromettevano la sua linearit\u00e0. Prima dell\u2019attuale edificio ne doveva esistere uno pi\u00f9 piccolo eretto dai fedeli per onorare le spoglie del martire Fiorenzo. Le pitture che affiorano in alcuni punti dell\u2019area presbiteriale e nell\u2019ultimo pannello della parete sinistra fanno pensare a interventi pittorici ben pi\u00f9 datati di quelli tardo quattrocenteschi, forse un precedente ciclo di epoca tardo romanica. Il portale d\u2019ingresso e il rosone rimandano alle linee gotiche che si stavano in parte diffondendo nel territorio cuneese, mentre la decorazione interna pu\u00f2 essere considerata una delle pi\u00f9 importanti di tutto il territorio alpino. Nell\u2019ultimo pannello relativo alla <em>Vita di sant\u2019Antonio abate<\/em> compare la data del 24 giugno 1472, considerata dalla critica come il termine dei lavori commissionati da Bonifacio Della Torre, il cui nome compare nella medesima iscrizione.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-2703\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/chiesa-di-san-fiorenzo-4-1024x656.png\" alt=\"chiesa di san fiorenzo\" width=\"1024\" height=\"656\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>La visita<\/h3>\n<p>Partendo dal presbiterio della chiesa di San Fiorenzo, le pitture si presentano, pur nelle iconografie assai differenti tra loro, con uno stile omogeneo, tutte riconducibili a quel filone del realismo gotico molto diffuso in ambito alpino. Le vele della volta conservano gli <em>Evangelisti<\/em> assisi su eleganti troni gotici, con la particolarit\u00e0 di <em>San Giovanni<\/em> raffigurato come un vecchio canuto, richiamandosi al fatto che egli scrisse il Vangelo in tarda et\u00e0. Nella vela sopra l\u2019altare \u00e8 presente il <em>Cristo benedicente<\/em>, mentre al centro della volta si staglia un rosone a spicchi rosso diffuso in altre chiese dell\u2019area monregalese. Nell\u2019ordine superiore della parete di fondo possiamo ammirare la <em>Crocefissione<\/em>, mentre in quello inferiore, diviso in tre scomparti, si possono notare il <em>Martirio di san Sebastiano<\/em>, la <em>Madonna in trono con bambino tra san Fiorenzo e san Martino<\/em>, <em>San Michele Arcangelo<\/em> e <em>San Bartolomeo<\/em>. Nell\u2019arco trionfale che immette nella navata \u00e8 raffigurata l\u2019<em>Annunciazione<\/em>, mentre nei pilastri troviamo <em>San Francesco<\/em> e <em>San Domenico<\/em>, ripetendo cos\u00ec quell\u2019accoppiata di dei due ordini assai diffuso nelle chiese del territorio. Nella parete destra della navata vengono raffigurate tre iconografie differenti: <em>Storie della vita e del martirio di san Fiorenzo<\/em>, <em>Storie della\u00a0vita di sant\u2019Antonio abate <\/em>e al centro la <em>Gerusalemme celeste <\/em>e <em>l\u2019Inferno. <\/em>Nei primi affreschi San Fiorenzo \u00e8 raffigurato come un soldato della legione tebea, con i suoi abiti e quelli dei personaggi che rimandano allo stile tipico del gotico cortese. Il martirio del santo, assai simile a quello di San Sebastiano, rimanda alle incursioni saracene del X secolo, inserendo cos\u00ec il culto di Fiorenzo in un preciso contesto storico- culturale. Nella parte centrale della parete di destra sono affrescate la Gerusalemme celeste e l\u2019Incoronazione della Vergine con al di sotto le Opere di misericordia contrapposte alla <em>Cavalcata dei vizi<\/em> e all\u2019<em>Inferno<\/em>. Questa iconografia rappresenta uno dei modelli pi\u00f9 completi e suggestivi sviluppatisi tra il Piemonte meridionale e la Liguria, con numerosi particolari ben rappresentati dal pittore, primi fra tutti la schiera di <em>Angeli musicanti<\/em> che attorniano la <em>Vergine<\/em>, a testimoniare una\u00a0sorta di piccolo catalogo di strumenti musicali medievali: trombe, tamburello, ribeca, liuto, arpa, ghironda, cimbalo, organo portativo e salterio.<\/p>\n<div id=\"attachment_2705\" style=\"width: 1034px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2705\" class=\"wp-image-2705 size-large\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/chiesa-di-san-fiorenzo-2-1024x768.png\" alt=\"chiesa di san fiorenzo\" width=\"1024\" height=\"768\" \/><p id=\"caption-attachment-2705\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;inferno.<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>L&#8217;Inferno<\/h3>\n<p>La raffigurazione dell\u2019<em>Inferno<\/em>\u00a0della chiesa di San Fiorenzo presenta al centro la gigantesca figura di Satana nell\u2019atto di sbranare e maciullare i corpi dei dannati, mentre schiere di diavoli si accaniscono contro i peccatori infliggendoli varie torture adeguate ai lori vizi. Le immagini e le iconografie si rifanno ai modelli gotici nordici e francesi oltre alle rappresentazioni dell\u2019<em>Inferno<\/em> nel Camposanto di Pisa realizzate nel 1330 da Buonamico Buffalmacco. Queste immagini si ripetono con buona frequenza nel ponente ligure e nel territorio monregalese, con particolari somiglianze con l\u2019<em>Inferno<\/em> realizzato nei medesimi anni nella cappella della Madonna della Neve a San Michele Mondov\u00ec. Sotto la raffigurazione dell\u2019<em>Inferno<\/em> si snoda la<em> Cavalcata dei vizi<\/em>, con le figure dei dannati a cavallo di animali che si apprestano a entrare nella bocca del <em>Leviatano<\/em> sulle note di una musica suonata da un diavoletto recante la scritta <em>O infelices peccatores venite ad choreas Taratantara<\/em>. Concludono la parete destra le pitture riguardanti le <em>Storie di sant\u2019Antonio abate<\/em>, ripartite in dodici scene narranti la vita eremitica del santo taumaturgo. Sulla facciata del portale d\u2019ingresso sono raffigurate sette <em>Scene dell\u2019infanzia di Cristo<\/em> tratte soprattutto dai vangeli apocrifi, come per esempio il <em>Miracolo del grano<\/em> e il <em>Miracolo della palma<\/em> entrambe legate all\u2019episodio della fuga in Egitto. Ai lati del portone sono ritratte una Dama con abiti sontuosi, forse la consorte del donatore, e San Lazzaro, ritratto nelle vesti di mendicante, a significare il contrasto tra ricchezza e povert\u00e0. La parete di sinistra \u00e8 tutta occupata dalle scene della <em>Passione di Cristo<\/em>, suddivise in ventidue scomparti su due registri sovrapposti in cui l\u2019anonimo artista sembra confrontarsi con i modelli del realismo gotico introdotti in Piemonte da Giacomo Jaquerio nella <em>Salita al Calvario<\/em> di Ranverso, anticipando di alcuni anni i cicli della Passione realizzati da Giovanni Canavesio a Pigna nel 1482 e a Briga nel 1492.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-2704\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/chiesa-di-san-fiorenzo-3-747x1024.png\" alt=\"chiesa di san fiorenzo\" width=\"747\" height=\"1024\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Chi \u00e8 il pittore?<\/h3>\n<p>Per quanto riguarda il nome dell\u2019artista o della bottega attiva nella chiesa di San Fiorenzo bisogna guardare ai numerosi protagonisti della scena pittorica monregalese attivi a partire dalla met\u00e0 del XV secolo, tra i quali meritano di essere segnalati Frater Henricus, attivo nel 1459 nella cappella di San Bernardo a Piozzo, e Giovanni Mazzucco, attivo negli ultimi decenni del Quattrocento a Piozzo, a Morozzo e a Castelletto Stura. Al cantiere di San Fiorenzo possiamo avvicinare anche la mano di Matteo e Tommaso Biazaci e quella di Giovanni Baleison, attivi negli stessi anni del Mazzucco nel Saluzzese e in molte cappelle dei due versanti alpini. Nel corso degli ultimi anni la critica sembra concorde nell\u2019attribuire a Giovanni Mazzucco le Scene dell\u2019infanzia di Cristo, assai vicine alle medesime realizzate nel 1491 nel santuario del Brichetto a Morozzo.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\">Vuoi approfondire? Clicca\u00a0<a href=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/medioevo-e-arte-in-piemonte\/\">qui<\/a><a href=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/medioevo-e-arte-in-piemonte\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-2707\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/medioevo-e-arte-in-piemonte.jpg\" alt=\"chiesa di san fiorenzo\" width=\"300\" height=\"395\" \/><\/a><\/h3>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La chiesa di San Fiorenzo, edificio cimiteriale di Bastia Mondov\u00ec,\u00a0con i suoi 346 metri quadrati di affreschi la cappella di San Fiorenzo rappresenta la pi\u00f9 ampia superficie pittorica dipinta di tutto il Piemonte. 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