{"id":2726,"date":"2021-07-27T00:00:00","date_gmt":"2021-07-26T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/?p=2726"},"modified":"2021-07-14T14:59:36","modified_gmt":"2021-07-14T12:59:36","slug":"il-castello-di-valvasone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/storia\/il-castello-di-valvasone\/","title":{"rendered":"Il castello di Valvasone"},"content":{"rendered":"<h2>Il castello di Valvasone e il suo pittoresco borgo, annoverato tra i pi\u00f9 belli d\u2019Italia, sorgono sulla riva destra del fiume Tagliamento, a ridosso dei fertili terreni gi\u00e0 solcati dalle centuriazioni romane.<\/h2>\n<h6>Di Elena Percivaldi e Mario Galloni.<\/h6>\n<p>Pur trasformato nel tempo, il castello di Valvasone ha svestito l\u2019originario e militaresco profilo turrito a vantaggio di una pi\u00f9 elegante e raffinata veste nobiliare, mantendo immutato il suo fascino nei secoli. Un appeal che raggiunge l\u2019acme quando, a settembre, il borgo torna per tre giorni alle fiabesche atmosfere medievali.<\/p>\n<div id=\"attachment_2731\" style=\"width: 1034px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2731\" class=\"wp-image-2731 size-large\" title=\"Il castello di Valvasone\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/casteo3-1024x700.png\" alt=\"Il castello di Valvasone\" width=\"1024\" height=\"700\" \/><p id=\"caption-attachment-2731\" class=\"wp-caption-text\">Le pitture quattrocentesche della Sala degli affreschi al piano terra del complesso.<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>La Storia<\/h3>\n<p>Sorto probabilmente su fortificazioni tardoantiche a protezione dei guadi del Meduna e del Tagliamento e delle importanti vie di comunicazione che portavano al Norico, il castello di Valvasone appare per la prima volta nelle fonti storiche nel 1206, abitato da una famiglia, imparentata con i nobili friulani Sbrojavacca, che amministrava per conto dei patriarchi di Aquileia un ampio territorio a cavallo del fiume. Nel 1268 il maniero passa a Valterpertoldo, signore di Spilimbergo e nel 1292 \u2013 a infeudarlo \u00e8 il patriarca Raimondo della Torre \u2013 a Simone di Cucagna, che originer\u00e0 il casato di Valvason-Cucagna. La dinastia affianca il proprio stemma, un lupo rampante rosso in campo bianco, a quello dei precedenti signori, costituito da un lupo nero, e da qui sorger\u00e0 forse l\u2019appellativo di \u00abCastello del Lupo\u00bb con cui l\u2019edificio a volte \u00e8 nominato. In quest\u2019epoca inizia anche a strutturarsi il borgo fortificato, che grazie alla felice posizione conosce una repentina ascesa. Vivace e fiorente per i commerci, Valvasone ottiene i propri statuti nel 1369 e si amplia progressivamente arrivando a vantare ben tre cerchie murarie (l\u2019ultima eretta nel XV secolo): un benessere che trionfa nell\u2019imponente duomo costruito a partire dal 1449. D\u2019altra parte, il prestigio dei padroni del castello, che rimangono al loro posto anche dopo il subentro di Venezia al potere temporale dei patriarchi, varr\u00e0 loro l\u2019onore di ospitare due pontefici: Gregorio XII nel 1409 e Pio VI nel 1782 di passaggio per Vienna. Transiter\u00e0 di qui anche Napoleone Bonaparte nel 1797, ma in tutt\u2019altro contesto, vittorioso contro gli austriaci nella battaglia del Tagliamento.<\/p>\n<div id=\"attachment_2730\" style=\"width: 614px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2730\" class=\"wp-image-2730 size-full\" title=\"Il castello di Valvasone\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/casteo2.png\" alt=\"Il castello di Valvasone\" width=\"604\" height=\"883\" \/><p id=\"caption-attachment-2730\" class=\"wp-caption-text\">La scena di soggetto cortese nella Sala degli affreschi.<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Al castello non mancano, comunque, momenti grami. Nel 1499 subisce, come molti altri del Friuli, l\u2019attacco dei Turchi; il 26 febbraio 1511, durante il \u00abCrudele Gioved\u00ec Grasso\u00bb, ad assaltarlo sono i contadini sobillati dal filoveneziano Antonio Savorgnan, ma i rivoltosi vengono fermati dall\u2019esercito nobiliare sul fiume Cellina, non lontano dalla stessa Valvasone. All\u2019onta dei saccheggi si aggiunge lo sfregio dei terremoti, come quello \u2013 rovinoso per il Friuli \u2013 dello stesso anno 1511 e il pi\u00f9 recente e tragico del 1976. Non stupisce quindi che il castello abbia sub\u00ecto nel corso dei secoli svariate modifiche, sicch\u00e9 oggi, privato delle torri e degli altri classici sistemi difensivi castrensi, si presenta piuttosto come un grande palazzo rinascimentale ingentilito da scelte estetiche e funzionali tipicamente aristocratiche.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>La visita<\/h3>\n<p>Il castello e i suoi edifici, costruiti in varie fasi, erano in origine disposti ad anello \u2013 come a Spilimbergo \u2013 a costruire un insieme massiccio e ben protetto contro i pericoli esterni. Al complesso si accede oltrepassando l\u2019antico fossato oggi asciutto e varcando la <strong>Torre\u00a0portaia<\/strong> che nel Medioevo ospitava il ponte levatoio. Una volta giunti al cortile interno, caratterizzato da un bel pozzo circolare, osserviamo i resti del quattrocentesco mastio, demolito nel 1884 perch\u00e9 pericolante. Sulla sinistra, un breve porticato ad archi ribassati, realizzato tra la fine del XVIII e l\u2019inizio del XIX secolo, introduceva ai saloni di rappresentanza. L\u2019ala centrale, cinquecentesca \u2013 ma che conserva tratti di affreschi della seconda met\u00e0 del Trecento \u2013 \u00e8 il fiore all\u2019occhiello del complesso. Al suo interno vanta infatti un delizioso <strong>teatrino privato<\/strong> di fine Settecento, incorniciato da uno raffinato fregio cinquecentesco con putti e scene mitologiche ispirate ai versi di una celebrit\u00e0 del luogo: il conte Erasmo di Valvason (1523-1593), poeta e letterato, autore dei poemi <em>La Caccia<\/em> e <em>L\u2019Angeleida<\/em>. Nei piani superiori si conservano un\u2019ampia <strong>cucina<\/strong> con il tradizionale focolare, l\u2019<strong>oratorio dedicato all<\/strong>\u2019<strong>Immacolata<\/strong> con stucchi tardoseicenteschi di Bernadino Barelio e alcuni <strong>saloni<\/strong> con pregevoli soffitti lignei cinquecenteschi e decorazioni neoclassiche attribuite a Domenico Paghini. La ristrutturazione ha inoltre riportato alla luce, sulla parte centrale della parete sinistra e su una porzione di muro appartenente a un porticato murato all\u2019inizio del Cinquecento, alcuni lacerti di decorazioni parietali con scene cortesi databili al XV secolo. Una, in particolare, ha catturato l\u2019attenzione degli storici dell\u2019arte: raffigura una nobildonna, accompagnata da due dame che suonano rispettivamente la viella (uno strumento a corde sfregate, simile a un violino) e l\u2019organo portativo (un piccolo organo portatile che serviva ad accompagnare le parti cantate), mentre porge un elmo a un giovane cavaliere. Si tratta di un tema interessante perch\u00e9 incarna quei valori e quegli ideali \u2013 la virt\u00f9 guerriera, l\u2019amor cortese, la bellezza della donna \u2013 cantati dai poeti e apprezzati dai raffinati aristocratici del tempo.<\/p>\n<div id=\"attachment_2732\" style=\"width: 1034px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2732\" class=\"size-large wp-image-2732\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/casteo4-1024x590.png\" alt=\"Il castello di Valvasone\" width=\"1024\" height=\"590\" \/><p id=\"caption-attachment-2732\" class=\"wp-caption-text\">Il bel teatrino settecentesco visto dal palcoscenico. Le pareti sono affrescate da un fregio cinquecentesco.<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Lasciato il castello, la visita prosegue nel centro storico per ammirare il <strong>duomo<\/strong> \u2013 la cui facciata, neogotica, \u00e8 ottocentesca\u2013 e la <strong>chiesetta dei Santi Apostoli Pietro e Paolo e Antonio Abate<\/strong>, nel Trecento appartenente a un ospizio per pellegrini. Leggenda vuole che questa, come altre chiesette del borgo, fosse collegata al castello tramite cunicoli sotterranei, resi protagonisti di storie di fantasmi e tesori nascosti, ma forse semplici vie di fuga in caso di assedio (anche se di essi manca il riscontro archeologico). All\u2019interno della chiesa si conservano una <strong>Crocifissione<\/strong> tardotrecentesca, opera di un artista di scuola tolmezzina, e vari affreschi devozionali di Pietro da Vicenza (1467-1527). Il momento migliore per visitare borgo e castello \u00e8 a settembre durante la manifestazione <em>Medioevo a Valvasone<\/em>, tre giorni spettacolari all\u2019insegna della rievocazione storica. Il castello \u00e8 per\u00f2 sempre aperto per visite guidate, per gruppi su prenotazione; sono possibili anche passeggiate nel borgo antico, da godersi accompagnati (anche con un breve concerto dell\u2019organo cinquecentesco in duomo e una visita in uno storico giardino privato del paese) oppure muniti di semplice audioguida.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\">Vuoi approfondire? Clicca\u00a0<a href=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/35-castelli-imperdibili-del-friuli-venezia-giulia\/\">qui<\/a><a href=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/35-castelli-imperdibili-del-friuli-venezia-giulia\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-2733\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2021\/07\/35-castelli-imperdibili-friuli-venezia-giulia.png\" alt=\"castelli fruli\" width=\"300\" height=\"395\" \/><\/a><\/h3>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il castello di Valvasone e il suo pittoresco borgo, annoverato tra i pi\u00f9 belli d\u2019Italia, sorgono sulla riva destra del fiume Tagliamento, a ridosso dei fertili terreni gi\u00e0 solcati dalle centuriazioni romane. 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