{"id":2872,"date":"2022-07-28T00:00:20","date_gmt":"2022-07-27T22:00:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/?p=2872"},"modified":"2022-07-27T21:37:59","modified_gmt":"2022-07-27T19:37:59","slug":"la-rocca-di-nepi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/luoghi\/la-rocca-di-nepi\/","title":{"rendered":"La rocca di Nepi: i Borgia in Etruria"},"content":{"rendered":"<h2>La rocca di Nepi \u00e8 immersa nell\u2019ubertosa bellezza dell\u2019Agro Falisco e si erge a dominare, con la sua alta torre e i corpulenti bastioni, l\u2019antichissimo borgo di Nepi, porta dell\u2019Etruria meridionale.<\/h2>\n<h6>Di Elena Percivaldi e Mario Galloni.<\/h6>\n<p>La rocca di Nepi promana ancora oggi un fascino particolare, cos\u00ec come il borgo e i suoi paesaggi; nei secoli streg\u00f2 poeti e artisti: tra questi anche l\u2019inglese William Turner (1775-1851), che li immortal\u00f2 in una serie di splendidi schizzi oggi conservati alla Tate Gallery di Londra.<\/p>\n<p>Nepi fu fondata forse gi\u00e0 nell\u2019VIII secolo a.C. su uno sperone tufaceo dall\u2019antico popolo italico dei Falisci, sottomesso da Roma nel 241 a.C., Nepi conobbe nei secoli grande splendore grazie alla sua posizione lungo la via Amerina e all\u2019abbondanza d\u2019acque. Centro strategico per il passaggio da nord verso Roma, divenne nel Rinascimento una roccaforte sotto l\u2019influenza della Santa Sede e di due famiglie in particolare: i Borgia, che le conferirono per primi una struttura razionale e massiccia, e i Farnese, che le diedero l\u2019attuale aspetto.<\/p>\n<div id=\"attachment_2875\" style=\"width: 695px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2875\" class=\"wp-image-2875 size-full\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/nepi2.png\" alt=\"la rocca di Nepi\" width=\"685\" height=\"884\" \/><p id=\"caption-attachment-2875\" class=\"wp-caption-text\">Un&#8217;incisione mostra una visione suggesitva della rocca.<\/p><\/div>\n<h3>La nascita<\/h3>\n<p>Cinta da mura di origine etrusco-romana, la rocca di Nepi sorge sui resti di una fortificazione di epoca imperiale posta a difesa del lato occidentale dell\u2019abitato attraversato dall\u2019antica via Amerina: a confermarlo sono le tracce della porta di ingresso alla citt\u00e0, di et\u00e0 romana, e i resti del basolato della strada, inglobati nei sotterranei dell\u2019edificio. Nel travagliato periodo medievale il libero Comune di Nepi (dal 1131, come testimoniato da una lapide conservata nel portico della cattedrale) fu coinvolto nelle lotte che opposero impero e papato per la questione delle investiture e probabilmente per questo il castello fu munito di una torre trapezoidale. Ma a imprimere una svolta al complesso, e al borgo su cui affacciava, fu nel Quattrocento Alfonso de Borgia: salito al pontificato nel 1455 con il nome di Callisto III, fece restaurare la citt\u00e0 e ampliare la rocca con la \u00abtorre rotonda\u00bb che compare, per la prima volta, in un inventario del 1477.<\/p>\n<div id=\"attachment_2876\" style=\"width: 745px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2876\" class=\"size-full wp-image-2876\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/nepi3.png\" alt=\"la rocca di nepi\" width=\"735\" height=\"1004\" \/><p id=\"caption-attachment-2876\" class=\"wp-caption-text\">Portale di ingresso della rocca.<\/p><\/div>\n<h3>La rocca rinascimentale<\/h3>\n<p>Le modifiche pi\u00f9 rilevanti furono apportate, per\u00f2, tra il 1479 e il 1483, quando il cardinale Rodrigo Borgia, divenuto proprietario di Nepi (appannaggio confermato nel 1484 da una bolla di Innocenzo VIII) volle ristrutturare il maniero. I lavori furono affidati a un \u00abmaestro Antonio fiorentino\u00bb da identificare molto probabilmente con il grande architetto Antonio da Sangallo il Vecchio, cui si deve l\u2019elaborazione delle \u00abfortificazioni alla moderna\u00bb in grado di far fronte al fuoco delle nuove, potenti artiglierie. Alla cinta muraria rettangolare, munita di quattro bastioni circolari in difesa del nucleo originale della rocca, il cardinale fece in seguito aggiungere una parte residenziale. Divenuto papa nel 1492 con il nome di Alessandro VI, Rodrigo fece dono del complesso al cardinale Ascanio Maria Sforza, che lo aveva sostenuto in maniera determinante nell\u2019ascesa al pontificato. L\u2019amicizia tra i due tramont\u00f2, ben presto, quando nel 1494 Carlo VIII, re di Francia, invase l\u2019Italia alla conquista del Regno di Napoli. Ascanio, che era fratello del duca di Milano Ludovico il Moro e sostenitore dei francesi, entr\u00f2 in contrasto con il papa; dopo che il re di Francia, stipulato un accordo con Alessandro VI, attravers\u00f2 Roma con il suo esercito diretto a Napoli, il pontefice tolse allo Sforza Nepi, la elev\u00f2 al rango di ducato e la don\u00f2, il 9 ottobre 1499, alla figlia Lucrezia.<\/p>\n<div id=\"attachment_2877\" style=\"width: 1034px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2877\" class=\"wp-image-2877 size-large\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/nepi4-1024x706.png\" alt=\"la rocca di nepi\" width=\"1024\" height=\"706\" \/><p id=\"caption-attachment-2877\" class=\"wp-caption-text\">La rocca di Nepi.<\/p><\/div>\n<h3>Tra Borgia e Farnese<\/h3>\n<p>La giovane e bellissima duchessa vi si trasfer\u00ec momentaneamente alla fine di agosto dell\u2019anno successivo insieme al figlioletto Rodrigo per trascorrervi il periodo di lutto a seguito della morte del consorte Alfonso d\u2019Aragona, che era stato assassinato il 18 agosto 1500 su probabile mandato del cognato Cesare in quanto sospettato di aver fatto parte di un complotto ordito contro i Borgia. Pochi mesi dopo, Lucrezia rientr\u00f2 a Roma per ripartire l\u2019anno seguente per Ferrara, dove l\u2019attendeva il nuovo sposo, il duca Alfonso d\u2019Este. La signoria di Nepi pass\u00f2 quindi, nel 1501, a Giovanni, figlio illegittimo di Alessandro VI, sotto la tutela del cardinale e cugino Francesco. La morte del papa nel 1503 segn\u00f2 la fine della presenza dei Borgia nel borgo e nel castello, che venne riassegnato dal nuovo pontefice Giulio II ad Ascanio Sforza. La rocca di Nepi sub\u00ec ulteriori ampliamenti, iniziati nel 1513 per ordine del cardinale e proseguiti dal successivo proprietario, il poeta Bernardo Accolti detto \u00abl\u2019Unico Aretino\u00bb, che nel 1520 compr\u00f2 Nepi per cinquemila ducati. L\u2019Accolti ne rimase proprietario fino al 1534, quando gli fu tolta da papa Paolo III, al secolo Alessandro Farnese, che la diede, insieme al neonato ducato di Castro, al figlio Pier Luigi.<\/p>\n<div id=\"attachment_2878\" style=\"width: 1034px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2878\" class=\"size-large wp-image-2878\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/nepi6-1024x518.png\" alt=\"la rocca di nepi\" width=\"1024\" height=\"518\" \/><p id=\"caption-attachment-2878\" class=\"wp-caption-text\">Le mura della rocca.<\/p><\/div>\n<h3>Rivoluzione farnesiana<\/h3>\n<p>L\u2019arrivo del Farnese fu foriero di grandi cambiamenti per la cittadina. I lavori urbanistici, affidati per la maggior parte ad Antonio da Sangallo il Giovane, videro la creazione e l\u2019allargamento di vie e piazze e la costruzione di nuovi edifici tra cui il Palazzo comunale, ma soprattutto la progettazione dell\u2019imponente cinta muraria che cinge la citt\u00e0, fiancheggiata da due imponenti bastioni poligonali. All\u2019ambizioso Pier Luigi, che puntava a dominare territori molto pi\u00f9 \u00abvisibili \u00bb del piccolo ducato laziale, Nepi per\u00f2 andava stretta. Fu accontentato ricevendo, nel 1545, l\u2019investitura del ducato di Parma e Piacenza, con la conseguenza che il borgo e la sua rocca passarono alla Camera Apostolica. Il susseguirsi di privati che la ricevettero in enfiteusi decret\u00f2 la progressiva decadenza della rocca di Nepi, culminata con l\u2019incendio della citt\u00e0 nel 1798 da parte delle truppe francesi. Il periodo di abbandono termin\u00f2 solo nel 1962, quando il complesso fu donato al Comune di Nepi dagli allora proprietari, la famiglia Sili. E sottoposto a un lungo restauro, il monumento \u00e8 oggi di nuovo fruibile al pubblico.<\/p>\n<h3>La visita<\/h3>\n<p>La rocca di Nepi \u00e8 visitabile di norma nei fine settimana. Il percorso conduce attraverso i tre piani progettati dal Sangallo: quello di rappresentanza, con una grande sala e i locali di servizio, al piano terra, la residenza dei castellani al primo, gli alloggi degli ospiti all\u2019ultimo. Imperdibile la salita alla torre, da cui si gode la vista sull\u2019Agro Falisco.<\/p>\n<div id=\"attachment_2879\" style=\"width: 1034px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2879\" class=\"size-large wp-image-2879\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/nepi7-1024x491.png\" alt=\"la rocca di nepi\" width=\"1024\" height=\"491\" \/><p id=\"caption-attachment-2879\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;acquedotto di Nepi.<\/p><\/div>\n<h3>Il borgo<\/h3>\n<p>Il borgo di Nepi offre anche molte altre attrattive, a cominciare dall&#8217;acquedotto inaugurato nel 1727 e realizzato dall\u2019architetto Filippo Barigioni. L\u2019opera, articolata in 36 arcate, disposte su due piani per una lunghezza complessiva di 285 metri, colpisce con il suo profilo inconfondibile i visitatori che si accingono a entrare in citt\u00e0. Da consigliare \u00e8 una visita al <a href=\"http:\/\/www.museociviconepi.it\">Museo Civico<\/a>. Al suo interno, i reperti archeologici ripercorrono la lunga e affascinante storia di Nepi e dell&#8217;Agro Falisco dalla preistoria al Rinascimento. Da segnalare sono i corredi funebri provenienti dalle necropoli falisce e le copiose testimonianze romane, tra cui due are votive dedicate a Diana e a Cerere e la splendida testa in marmo di Augusto, trafugata negli anni Settanta dalla statua esposta nella facciata del Palazzo comunale e restituita nel 2016 dal Mus\u00e9e d\u2019Art et d\u2019Histoire de Bruxelles, che aveva acquisito il reperto inconsapevole del furto. Nel museo si possono anche ammirare le lucerne recuperate nella vicina catacomba di Santa Savinilla, preziosa testimonianza della diffusione del cristianesimo nella zona a partire dal IV secolo.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\">Vuoi approfondire? Clicca\u00a0<a href=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/35-castelli-imperdibili-del-lazio\/\">qui<\/a>.<a href=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/35-castelli-imperdibili-del-lazio\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-2881\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/35-castelli-imperdibili-del-lazio.png\" alt=\"la rocca di nepi\" width=\"300\" height=\"395\" \/><\/a><\/h3>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La rocca di Nepi \u00e8 immersa nell\u2019ubertosa bellezza dell\u2019Agro Falisco e si erge a dominare, con la sua alta torre e i corpulenti bastioni, l\u2019antichissimo borgo di Nepi, porta dell\u2019Etruria meridionale. 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