{"id":2883,"date":"2022-07-29T00:00:12","date_gmt":"2022-07-28T22:00:12","guid":{"rendered":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/?p=2883"},"modified":"2022-07-27T22:01:40","modified_gmt":"2022-07-27T20:01:40","slug":"bastia-e-la-corsica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/luoghi\/bastia-e-la-corsica\/","title":{"rendered":"Bastia e la Corsica"},"content":{"rendered":"<h2>Bastia, la terra Vecchia e la terra Nuova Citt\u00e0 dal grande passato, capitale economica della Corsica, dall\u2019aria un po\u2019 ligure e un po\u2019 provenzale, schiva come poche altre.<\/h2>\n<h6>Di Andrea Carpi.<\/h6>\n<p>Bastia \u00e8 oggi sede della prefettura francese del dipartimento dell&#8217;Alta Corsica. Ma sar\u00e0 per la storia, per gli scambi commerciali che lo legano da secoli alla Liguria e alla Toscana, sar\u00e0 per la posizione geografica e la vicinanza all\u2019arcipelago toscano (l\u2019Elba \u00e8 un riferimento costante nella linea dell\u2019orizzonte): il Cap Corse tende da sempre verso l\u2019Italia e pare un\u2019isola dentro l\u2019isola, un mondo a parte fatto di piccoli paesi e torri di guardia, belle spiagge battute dal vento e strade strette e nervose che ogni tanto sembrano voler precipitare nel blu intenso del Mediterraneo. Il \u00abdito\u00bb di Corsica \u00e8 una terra di confine, un punto di partenza per pescatori e commercianti, una dorsale di monti e macchia mediterranea che l\u2019uomo ha adattato con grande fatica e trasformato in terrazze coltivabili, dove domina la vite.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-2888 size-full\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/bastia4.png\" alt=\"bastia\" width=\"875\" height=\"562\" \/><\/p>\n<h3>Bastia e Genova<\/h3>\n<p>Bastia \u00e8 legata a doppio filo a Genova. In origine era il porto di Cardo, paese che ancora sopravvive sulle alture; un piccolo centro di pescatori e un\u2019insenatura naturale da cui partivano le merci verso le citt\u00e0 italiane, uno scalo controllato dai dominatori pisani e genovesi dal vicino insediamento di Biguglia. Nel 1372 il re di Aragona distrusse il villaggio e otto anni pi\u00f9 tardi il governatore Leonello Lomellini inizi\u00f2 i lavori di fortificazione, creando quella basteille, \u00abbastiglia\u00bb , arroccata sul mare, che passando per il dialetto genovese diventer\u00e0 Bastia, il nuovo nome della citt\u00e0. Genova non le dar\u00e0 solo il nome: la cittadella, i palazzi, le chiese, il gusto per l\u2019arte, il potere, l\u2019organizzazione economica e sociale avranno a lungo il marchio della Superba, che attraverso Bastia governer\u00e0 la Corsica per oltre tre secoli. Per molti \u00e8 il primo contatto con l\u2019isola, la cartolina da fissare prima di scendere sul molo e ripartire verso qualche altra destinazione, lasciandosela in fretta alle spalle (grazie anche al tunnel sotto il porto, che permette di uscire pi\u00f9 rapidamente). Ma non dedicarle qualche ora sarebbe davvero un peccato. Bastia \u00e8 un porto importante (muove due terzi del traffico marittimo dell\u2019isola ed \u00e8 il secondo porto passeggeri di Francia dopo Calais) e una citt\u00e0 di affari, ma ha un centro storico molto interessante e poco incline \u2013 rispetto ad altri \u2013 al turismo di massa.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-2885 size-full\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/bastia1.png\" alt=\"bastia\" width=\"875\" height=\"562\" \/><\/p>\n<h3>Un giro in citt\u00e0<\/h3>\n<p>Appena usciti dal porto, in direzione sud, s\u2019incontra la vasta Place Saint-Nicolas, con un ampio e comodo posteggio sotterraneo. Lunga circa 300 metri, ombreggiata da platani secolari e con l\u2019elegante centrale gazebo per la musica, sul lato occidentale \u00e8 punteggiata di bar, locali e tavolini all\u2019aperto, dove sedersi per un caff\u00e8, un aperitivo o un bicchiere di Cap Corse della Maison Mattei (che qui ha anche un punto vendita). Superata la statua di Napoleone vestito da imperatore romano, si pu\u00f2 imboccare Rue Napol\u00e9on e addentrarsi nella Terra Vecchia, l\u2019antico quartiere dei pescatori che si sviluppa in modo irregolare intorno al porto. Lungo la via s\u2019incontrano la Chapelle Saint-Roch, costruita a inizio Seicento, opera di artisti liguri, con il bel gruppo processionale in legno policromo del XVII secolo, e l\u2019oratoire de l\u2019Immacul\u00e9e Conception, anch\u2019esso di stile genovese sia nell\u2019interno (ori, marmi e damaschi per le decorazioni barocche) sia nel sagrato, con un pavimento policromo che ricorda moltissimo i tipici risseu liguri. Con i suoi due alti campanili e la facciata che sbuca tra i tetti, Saint-Jean-Baptiste \u00e8 la chiesa pi\u00f9 grande della Corsica e la pi\u00f9 importante della Terra Vecchia. Si affaccia su un vicolo stretto e venne costruita a met\u00e0 Seicento e poi rifatta in stile barocco, con un trionfo di marmi e decorazioni. A pochi metri una targa ricorda la casa natale di Salvatore Viale, considerato il padre della letteratura in lingua corsa. Alle spalle della chiesa si apre la Place du March\u00e9, la piazza del mercato, cuore della Terra Vecchia, con il vecchio palazzo della Mairie (il municipio) e una selva di bancarelle di frutta, verdura, formaggi, salumi e altre prelibatezze ad animarla e colorarla (soprattutto la domenica mattina).<\/p>\n<h3>Sui moli<\/h3>\n<p>Yacht di lusso e barche di pescatori convivono nel Vieux Port, delimitato per due terzi dal dedalo irregolare della Terra Vecchia e chiuso a un\u2019estremit\u00e0 dalla cittadella genovese, la Terra Nuova. La Jet\u00e9e du Dragon, il molo sul lato sud che termina con il faro, \u00e8 perfetto per una passeggiata all\u2019alba tra qualche bella foto dello skyline cittadino baciato dal primo sole e il rientro delle barche dei pescatori. Costruita dai genovesi tra il XV e il XVI secolo (ma la prima torre, ormai scomparsa, venne edificata dal governatore Lionello Lomellini nel 1380), la cittadella o Terra Nuova \u00e8 stato il centro del potere genovese per secoli, l\u2019epicentro della dominazione ligure sull\u2019isola. Distrutti e ricostruiti pi\u00f9 volte, le mura e i bastioni \u2013 con la monumentale porta Louis XVI, che introduce nella Place du Donjon, la piazza d\u2019armi e il centro sociale ed economico della cittadella \u2013 ancora cingono l\u2019abitato, dominato dalla mole del Palais des Gouverneurs, dove risiedeva il governatore nominato dal Banco di San Giorgio di Genova.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2887\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/bastia3.png\" alt=\"bastia\" width=\"875\" height=\"562\" \/><\/p>\n<h3>Il palazzo dei governatori e non solo<\/h3>\n<p>Il palazzo venne iniziato da Raffaello Grimaldi nel 1448 e terminato circa ottant\u2019anni dopo: oltre agli alloggi del governatore c\u2019erano sale pubbliche, la corte di giustizia e le cancellerie, una prigione e la caserma dei soldati del governatore. Ospita al suo interno il Museo della Citt\u00e0 di Bastia, che attraverso dipinti, sculture, manufatti e una parte multimediale racconta sette secoli di storia della citt\u00e0, con particolare attenzione per il periodo genovese e per il patrimonio di arte italiana lasciato in eredit\u00e0 alla citt\u00e0 dal cardinale Joseph Fesch. Una passeggiata tra vicoli, scalinate, vedute e case colorate permette di apprezzare la cittadella scoprendone i dettagli, come i contrafforti tra i palazzi o i portali di ardesia (chiaro segno del passaggio ligure), ma anche la graziosa Place Guasco, alla quale platani e locali eleganti donano una tipica atmosfera francese.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2886\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/bastia2.png\" alt=\"bastia\" width=\"875\" height=\"562\" \/><\/p>\n<h3>Le chiese<\/h3>\n<p>Da non perdere, all\u2019interno delle mura, \u00e8 anche la cattedrale di Sainte-Marie, realizzata su un edificio precedente nel Seicento, dopo il trasferimento della sede vescovile da Mariana a Bastia. La chiesa \u00e8 in stile barocco (la facciata attuale \u00e8 neoclassica, venne rifatta nel XIX secolo) e custodisce diverse opere d\u2019arte, tra le quali una preziosa Madonna d\u2019argento che viene portata in processione il 15 agosto. Un ultimo edificio religioso merita una visita, prima di lasciare la citt\u00e0: \u00e8 Notre-Dame de Monserrato, nota anche come \u00abchiesa della scala santa\u00bb, perch\u00e9 contiene questa particolare opera (che si rif\u00e0 a quella conservata a Roma nei pressi di San Giovanni in Laterano e che secondo la tradizione sarebbe la scala salita da Ges\u00f9 per andare a giudizio da Ponzio Pilato). Nel mondo esiste una ventina di scale sante, quasi tutte in Italia, tranne quelle di Praga, Lourdes e, appunto, Bastia: questa venne concessa nel 1811 da papa Pio VII per l\u2019aiuto che Bastia seppe dare ai religiosi esiliati in Corsica da Napoleone. Da qui si possono percorrere la D231 e poi a D31, scoprendo le alture di Bastia e gli splendidi panorami che regala, per tornare sulla costa a Miomo; oppure rientrare verso il centro della citt\u00e0 e procedere a nord, iniziando l\u2019esplorazione del \u00abdito\u00bb.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\">Vuoi approfondire? Clicca\u00a0<a href=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/itinerari-imperdibili-in-corsica\/\">qui<\/a>.<a href=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/itinerari-imperdibili-in-corsica\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-2889\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2022\/07\/itinerari-imperdibili-corsica.png\" alt=\"bastia\" width=\"300\" height=\"395\" \/><\/a><\/h3>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bastia, la terra Vecchia e la terra Nuova Citt\u00e0 dal grande passato, capitale economica della Corsica, dall\u2019aria un po\u2019 ligure e un po\u2019 provenzale, schiva come poche altre. 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