{"id":2915,"date":"2023-01-31T14:08:47","date_gmt":"2023-01-31T13:08:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/?p=2915"},"modified":"2023-01-31T14:08:47","modified_gmt":"2023-01-31T13:08:47","slug":"tuscania","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/luoghi\/tuscania\/","title":{"rendered":"Tuscania"},"content":{"rendered":"<h2>Tuscania, sin dal nome che sembra celebrare la perfetta unione tra Tuscia e Toscana, si pu\u00f2 intuire la ricchezza storica e geografica di Tuscania. Circondato da dolci e verdi colline e da numerosi corsi d\u2019acqua, il borgo si trova ai margini di quella che viene definita Maremma viterbese e potrebbe rappresentare l\u2019ideale centro dell\u2019antica Etruria, divisa tra la costa tirrenica e il rigoglioso entroterra.<\/h2>\n<h6>Di Anita Franzon.<\/h6>\n<p>Tuscania: in quest\u2019area fertile e abitata da tempo immemorabile, gli Etruschi lasciarono numerose tracce, come i tantissimi sarcofagi poi reimpiegati all\u2019interno delle chiese e addirittura come arredi urbani; molti oggi sono esposti al museo dedicato. Questa particolarit\u00e0 fa di Tuscania un vero e proprio centro di riferimento, tanto da essersi meritata il titolo di Citt\u00e0 dei Sarcofagi.<\/p>\n<div id=\"attachment_2923\" style=\"width: 494px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2923\" class=\"size-full wp-image-2923\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/tuscia4.png\" alt=\"tuscania\" width=\"484\" height=\"318\" \/><p id=\"caption-attachment-2923\" class=\"wp-caption-text\">Sarcofagi etruschi conservati all\u2019interno della basilica di San Pietro (foto Shutterstock).<\/p><\/div>\n<h3>La Storia<\/h3>\n<p>Le origini di Tuscania sono antichissime e secondo alcuni addirittura\u00a0leggendarie, ma le testimonianze che il borgo ancora custodisce risalgono all\u2019et\u00e0 del bronzo. Gli archeologi hanno individuato sette insediamenti collocati su altrettante alture a partire dal VII secolo a.C., con il principale abitato sull\u2019attuale colle di San Pietro, dove sorgeva l\u2019antica acropoli etrusca; mentre sono numerose le necropoli sparse nelle campagne circostanti. Furono infatti proprio gli Etruschi a rendere Tuscania un borgo di centrale importanza, approfittando della strategica rete viaria, poi rinforzata dai Romani come Via consolare romana Clodia, che attraversava l\u2019abitato \u2013 ancora oggi \u00e8 in parte visibile \u2013 collegando le citt\u00e0 costiere a quelle dell\u2019interno.<\/p>\n<p>Con la scomparsa degli Etruschi, Tuscania divenne municipio romano, continuando a crescere e a prosperare. Ma con la caduta dell\u2019impero romano, il borgo sub\u00ec le incursioni dei barbari e nel 574 venne conquistato dai Longobardi. Nel 774 anche il territorio di\u00a0Tuscania venne assoggettato dalle truppe di Carlo Magno, quindi ceduto allo Stato della Chiesa, che ne assunse il controllo. Divenuto libero comune nel 1100, il centro venne cinto da alte mura a difesa dagli attacchi nemici e, al contempo, riusc\u00ec a ottenere il controllo sulle vicine citt\u00e0, ritrovando un certo benessere fino a quando, in seguito alle lotte tra guelfi e ghibellini, anche le sorti di Tuscania andarono peggiorando e il borgo fu quindi posto sotto il controllo di Viterbo.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2920\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/tuscia1.png\" alt=\"tuscania\" width=\"874\" height=\"570\" \/><\/p>\n<p>Invasioni, carestie e distruzioni continuarono (con picchi nel Trecento, quando si rese necessario restringere la cinta muraria) fino a epoche pi\u00f9 recenti. Ci\u00f2 mise a dura prova la sopravvivenza dei tesori di Tuscania; negli ultimi secoli, il borgo si \u00e8 concentrato sull\u2019attivit\u00e0 agricola.<\/p>\n<p>Il terremoto del 6 febbraio 1971, alle ore 19.09, ha messo in serio pericolo il patrimonio artistico di Tuscania, oggi recuperato con un attento restauro. Nei decenni successivi il centro storico venne abbandonato in favore di nuove costruzioni fuori dalla cerchia delle mura, ma negli ultimi anni e dopo lunghi lavori di messa in sicurezza, anche la parte pi\u00f9 antica della cittadina \u00e8 tornata a vivere come un tempo: oggi stanno tornando i locali e i negozi, cos\u00ec come un rinnovato desiderio di far conoscere il borgo e le sue bellezze.<\/p>\n<div id=\"attachment_2921\" style=\"width: 636px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2921\" class=\"size-full wp-image-2921\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/tuscia2.png\" alt=\"tuscania\" width=\"626\" height=\"397\" \/><p id=\"caption-attachment-2921\" class=\"wp-caption-text\">L\u2019austero interno della basilica di San Pietro.<\/p><\/div>\n<h3>Il centro e la basilica<\/h3>\n<p>L\u2019elegante centro storico di Tuscania \u00e8 costituito da un ghirigoro di vie e intimi scorci, piazzette e passaggi coperti su cui affacciano antiche case medievali e nobili palazzi rinascimentali, dov\u2019\u00e8 piacevole girovagare fantasticando sulla vita in epoche passate; ci\u00f2 non ostante, per queste vie si ritrova ancora grande fermento. Il tutto \u00e8 protetto dalla cinta muraria, interrotta da imponenti porte che tutt\u2019oggi danno accesso al borgo, ma due tra gli edifici principali, ovvero le chiese di San Pietro e di Santa Maria Maggiore, si trovano in posizioni decentrate e fuori dalle mura.<\/p>\n<p>In seguito a un\u2019epidemia di peste e a una forte carestia con conseguente crisi demografica, nel Trecento Tuscania si trov\u00f2 costretta ad accorciare la cinta muraria, di fatto dimezzandola e lasciando fuori le due imponenti chiese romaniche: \u00e8 tuttavia grazie al relativo isolamento che queste si sono conservate alla perfezione. In pozione pi\u00f9 elevata, <strong>la basilica di San Pietro<\/strong> sorge sull\u2019omonimo colle sopra l\u2019antica acropoli etrusca, un luogo che ancora oggi conserva una vibrante energia abbinata a una metafisica bellezza. Qui i registi cinematografi ci fanno da tempo a gara per poter ambientare le loro pellicole, che vanno dall\u2019<em>Otello<\/em> (1952) di Orson Welles a <em>Nostalghia<\/em> (1983) di Andrej Tarkovskij, passando per <em>L\u2019Armata Brancaleone<\/em> (1966) di Mario Monicelli, <em>Uccellacci e uccellini<\/em> (1966) di Pier Paolo Pasolini e <em>Giulietta e Romeo<\/em> (1968) di Franco Zeffirelli.<\/p>\n<p>Il luogo, in effetti, racchiude una magia unica, con la chiesa che si affaccia su uno spiazzo erboso incorniciato dal palazzo vescovile e dalle alte e possenti torri di difesa. Secondo alcuni studiosi, il primo nucleo dell\u2019edifi cio religioso risale al secolo VIII, ma la facciata fu costruita verso la fine dell\u2019anno Mille. Proprio sulla facciata colpisce il rosone con i simboli dei quattro evangelisti, formato da tre cerchi concentrici e con ricche decorazioni, oltre al portale maggiore incastonato in una cornice in marmo incassato nel nenfro, dura pietra locale.<\/p>\n<p>Il portale \u00e8 inoltre sovrastato da una loggetta cieca formata da dieci colonnine con capitelli ionici e arcatelle in marmo, ai cui lati si trovano due bifore: quella a destra \u00e8 caratterizzata da figure demoniache, mentre quella a sinistra da rappresentazioni di angeli e padri della Chiesa; al di sotto di quest\u2019ultima si pu\u00f2 scorgere un bassorilievo, di probabile origine etrusca, raffigurante un uomo danzante. L\u2019intera facciata cadde in avanti durante il terremoto del 1971, ma \u00e8 stata restaurata con cura.<\/p>\n<p>\u00c8 invece andata distrutta buona parte degli affreschi che decoravano l\u2019austero interno, diviso in tre navate, dove si possono ammirare il pavimento cosmatesco a decorazioni geometriche (in quella centrale), i sarcofagi etruschi esposti nella navata sinistra, un ciborio con iscrizione del 1093, un seggio vescovile (San Pietro fu cattedrale di Tuscania sino al Quattrocento) e una cripta dalle fitte colonne: sono 28 e quasi tutte di reimpiego, ovvero provenienti da altri edifici pi\u00f9 antichi, soprattutto romani.<\/p>\n<div id=\"attachment_2922\" style=\"width: 313px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2922\" class=\"size-full wp-image-2922\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/tuscia3.png\" alt=\"tuscania\" width=\"303\" height=\"502\" \/><p id=\"caption-attachment-2922\" class=\"wp-caption-text\">L\u2019interno della basilica di Santa Maria Maggiore e il mostro <em>Cacanime<\/em>.<\/p><\/div>\n<h3>Santa Maria Maggiore<\/h3>\n<p>Poco pi\u00f9 a valle, alle pendici del colle di San Pietro, si trova <strong>Santa Maria Maggiore<\/strong>, con tutta probabilit\u00e0 antecedente a San Pietro, anche se la sua consacrazione avvenne soltanto nel 1206. La facciata, di grande impatto, \u00e8 il frutto di diversi interventi avvenuti nel corso dei secoli, forse anche a causa dei frequenti terremoti che hanno colpito la zona, ed \u00e8 decorata con pietre diverse tra loro, statue, mosaici, un ricco rosone e altre decorazioni provenienti da monumenti pi\u00f9 antichi. Curiosa \u00e8 la robusta torre campanaria, distaccata dal complesso e risalente al 1100.<\/p>\n<p>Ma a colpire \u00e8 soprattutto l\u2019interno (anche se al momento della scrittura di questa guida erano presenti delle impalcature di sostegno), decorato con affreschi duecenteschi che culminano in un grandioso Giudizio universale. \u00c8 qui che s\u2019incontra un mostro: gli abitanti di Tuscania lo chiamano <em>Cacanime<\/em> ed \u00e8 la rappresentazione di un diavolo intento a divorare i dannati per poi digerirli e defecarli nelle fauci spalancate di un drago.<\/p>\n<h3>Fuori dal borgo<\/h3>\n<p>Fuori dal borgo si pu\u00f2 visitare il <strong>Museo Nazionale Archeologico di Tuscania<\/strong> (largo Mario Moretti), ospitato nei locali dell\u2019ex convento di <strong>Santa Maria del Riposo<\/strong>: qui sono raccolti i caratteristici sarcofagi di Tuscania, oltre a corredi funerari ritrovati nelle tombe delle pi\u00f9 importanti famiglie della zona tra il IV e il II secolo a.C. Entrando nel centro storico si pu\u00f2 andare alla ricerca del centrale duomo di origine medievale ma dall\u2019aspetto rinascimentale: \u00e8 la <strong>cattedrale di San Giacomo<\/strong>, in piazza Bastianini, dove sorge anche una bella e secentesca fontana, la fontana Grande.<\/p>\n<p>Tra le fonti, tuttavia, si cerchi quella delle <strong>Sette Cannelle<\/strong> (largo delle Sette Cannelle) con i sette mascheroni che la compongono e dai quali sgorga l\u2019acqua: \u00e8 la pi\u00f9 antica della citt\u00e0. Per chi ama l\u2019architettura moderna, bene integrato \u00e8 il <strong>teatro comunale Il Rivellino<\/strong> (piazza Basile), che offre una ricca stagione teatrale e musicale. Gli abitanti di Tuscania ricordano che la sera dell\u2019inaugurazione del nuovo teatro coincise, per ironia della sorte, con il disastroso terremoto del 1971 e la\u00a0struttura venne quindi ricostruita con nuove norme di sicurezza negli anni Novanta. Infine, davanti alla <strong>torre di Lavello<\/strong>, si accede al <strong>parco Belvedere<\/strong>, con bei giardini che sorgono a ridosso delle antiche mura di cinta, dove un tempo gli abitanti di Tuscania facevano l\u2019orto. Qui si apre una panoramica veduta sulla basilica di San Pietro e sulla verde campagna che circonda il borgo.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\">Vuoi approfondire? Clicca\u00a0<a href=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/borghi-della-tuscia\/\">qui.<\/a><\/h3>\n<p><a href=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/borghi-della-tuscia\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-2924 size-medium\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/borghi-tuscia-228x300.png\" alt=\"\" width=\"228\" height=\"300\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tuscania, sin dal nome che sembra celebrare la perfetta unione tra Tuscia e Toscana, si pu\u00f2 intuire la ricchezza storica e geografica di Tuscania. Circondato da dolci e verdi colline e da numerosi corsi d\u2019acqua, il borgo si trova ai margini di quella che viene definita Maremma viterbese e potrebbe rappresentare l\u2019ideale centro dell\u2019antica Etruria, divisa tra la costa tirrenica e il rigoglioso entroterra. 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