{"id":2949,"date":"2023-02-24T00:00:07","date_gmt":"2023-02-23T23:00:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/?p=2949"},"modified":"2023-02-10T11:17:17","modified_gmt":"2023-02-10T10:17:17","slug":"il-memorandum-di-algeri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/storia\/il-memorandum-di-algeri\/","title":{"rendered":"Il Memorandum di Algeri"},"content":{"rendered":"<h2>Il Memorandum di Algeri, steso il 23 novembre 1943 nella sede del Comitato Francese di Liberazione Nazionale, sarebbe diventato negli anni successivi il documento su cui si imperni\u00f2 la questione politica e diplomatica delle frontiere contese tra Italia e Francia.<\/h2>\n<h6>Di Gian Vittorio Avondo.<\/h6>\n<p>Per spiegare perch\u00e9 i francesi, nella seconda met\u00e0 del conflitto, abbiano cominciato a vantare pretese sui territori italiani bisogna far riferimento a due fatti che avvennero negli ultimi mesi del 1943: l\u2019armistizio che gli italiani firmarono con gli Alleati e il cosiddetto Memorandum di Algeri, elaborato dai francesi il 24 novembre dello stesso anno.<\/p>\n<p>Il primo dei due eventi \u00e8 noto e non richiede ulteriori approfondimenti; qui lo citeremo soltanto per ricordare che dalla firma dell\u2019armistizio furono esclusi i transalpini, non ancora considerati alleati a pieno titolo da inglesi e americani. Ci\u00f2 fece infuriare il generale Charles de Gaulle, comandante del Comitato Francese di Liberazione Nazionale, il quale si affrett\u00f2 a dichiarare che, non essendo stata la Francia interpellata, la condizione di guerra contro l\u2019Italia non poteva essere considerata conclusa. Il secondo fatto, invece, merita un esame pi\u00f9 accurato.<\/p>\n<div id=\"attachment_2954\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2954\" class=\"size-medium wp-image-2954\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Schermata-2023-02-10-alle-11.07.10-300x167.png\" alt=\"Il memorandum di Algeri\" width=\"300\" height=\"167\" \/><p id=\"caption-attachment-2954\" class=\"wp-caption-text\">Briga: scritte inneggianti all\u2019annessione.<\/p><\/div>\n<h3>Il memorandum di Algeri<\/h3>\n<p>Il 23 novembre 1943, ad Algeri, nella sede del Comitato Francese di Liberazione Nazionale, veniva approvato un documento nel quale erano riassunte le direttive politiche e diplomatiche cui la Francia avrebbe dovuto attenersi nei rapporti con l\u2019Italia del dopoguerra. La nota, indicata pi\u00f9 tardi da alcuni osservatori comeMemorandum di Algeri, recava il titolo <em>Mesures \u00e0 pr\u00e9voir vis-vis de l\u2019Italie<\/em>. Secondo lo storico Mario Giovana, il Memorandum di Algeri era stato ispirato dallo stesso generale De Gaulle, il quale, pur\u00a0riconoscendo l\u2019utilit\u00e0 di mantenere buone relazioni con il popolo italiano, non aveva mai nascosto il proposito di relegare l\u2019Italia a un ruolo di secondo piano sullo scacchiere europeo.<\/p>\n<p>La Penisola avrebbe dovuto subire pesanti condizioni politico- territoriali: esclusione dall\u2019amministrazione internazionale di Tangeri e dalla Tunisia, smilitarizzazione della Tripolitania, cessione a Francia e Gran Bretagna delle isole di Pantelleria, Lampedusa e Linosa, smilitarizzazione completa di Sicilia e Sardegna, riduzione del tonnellaggio della flotta e limitazioni nel numero degli effettivi per esercito e aviazione.<\/p>\n<p>La Francia si sarebbe poi assicurata vantaggi diretti a spese del territorio italiano: anzitutto l\u2019occupazione di parecchie vallate a ridosso del confine, dalla Valle d\u2019Aosta alle alte valli di Susa e Chisone, fino a Briga e Tenda. Inoltre, una linea ideale da Genova al lago Maggiore avrebbe contrassegnato la zona d\u2019influenza e, presumibilmente, l\u2019occupazione parziale da parte delle truppe francesi. Nel documento si assicurava infine il sostegno aperto di Parigi a favore dell\u2019Austria nella vertenza per il possesso del Sud Tirolo e della Jugoslavia per Istria, Dalmazia e Trieste.<\/p>\n<div id=\"attachment_2953\" style=\"width: 229px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2953\" class=\"size-medium wp-image-2953\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Schermata-2023-02-10-alle-11.04.39-219x300.png\" alt=\"Il memorandum di Algeri\" width=\"219\" height=\"300\" \/><p id=\"caption-attachment-2953\" class=\"wp-caption-text\">La prima pagina del Nice-matin del 17 settembre 1947 (Archivio Armand Oliviero &#8211; Tende).<\/p><\/div>\n<h3>I confini<\/h3>\n<p>Il commissariato agli Affari esteri, sorta di dicastero provvisorio in seno al governo francese di Algeri, moder\u00f2 con fermezza le richieste elaborate dal Comitato Francese di Liberazione Nazionale con il Memorandum, almeno quelle relative all\u2019assetto dei confini con l\u2019Italia. Il 9 dicembre 1943 si giunse alla definizione ufficiale delle misure da portare al tavolo delle trattative alla fine del conflitto. Esse prevedevano per le Alpi Marittime uno spartiacque sulla linea Collalunga &#8211; Mercantour &#8211; Monte Clapier &#8211; Marguareis &#8211; Ventimiglia (esclusa).<\/p>\n<p>Per le valli torinesi il passaggio alla Francia del monte Chaberton, dell\u2019altopiano del Moncenisio e dell\u2019intero traforo del Fr\u00e9jus, nonch\u00e9 dei settori di Oulx e Sestri\u00e8res (escluse Susa e Fenestrelle). Per la Valle d\u2019Aosta, i rilievi sovrastanti il Piccolo San Bernardo.<\/p>\n<p>Il trattato del 1947 \u2013 almeno per quanto riguarda le questioni della frontiera italo-francese \u2013 ricalcher\u00e0 in parte le proposte contenute in origine nel\u00a0Memorandum di Algeri, ridimensionate dai consiglieri del commissariato agli Affari esteri. Verranno cos\u00ec rifiutate, in virt\u00f9 di un avveduto realismo politico, le istanze pi\u00f9 intransigenti della destra nazionalista, dei circoli reazionari e di alcuni ambienti clericali che dalla madrepatria, soprattutto dalla Savoia e dal Nizzardo, avevano fatto giungere fin oltremare la propria voce.<\/p>\n<div id=\"attachment_2955\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2955\" class=\"size-medium wp-image-2955\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Schermata-2023-02-10-alle-11.08.49-300x179.png\" alt=\"Il memorandum di Algeri\" width=\"300\" height=\"179\" \/><p id=\"caption-attachment-2955\" class=\"wp-caption-text\">Torino, manifestazione contro la cessione di Briga e Tenda alla Francia (Archivio Armand Oliviero &#8211; Tende).<\/p><\/div>\n<h3>Le missioni<\/h3>\n<p>Per dare attuazione almeno ai principali contenuti del piano, i transalpini misero in piedi tre \u00abmissioni\u00bb, affidate ai servizi segreti, destinate a sostenere e favorire, tra le popolazioni, il passaggio dei territori in cui operavano in mano francese: la <em>Mission Bananiers<\/em>, destinata alla val Roya, e le <em>Missions Escartons <\/em>e<em> Mont Blanc<\/em>, rispettivamente dirette nelle alte valli di Susa e del Chisone e in Valle d\u2019Aosta.<\/p>\n<p>Difficile valutare quale sia stato il vero ruolo di questi organismi in rapporto agli obiettivi raggiunti dai francesi. Va per\u00f2 detto che per lo pi\u00f9 si rivelarono un ostacolo all\u2019effettiva attuazione dei piani che De Gaulle e gli uomini del suo futuro governo si erano prefissi. Sono infatti note le gaffe che commisero alcuni componenti, responsabili anche di alto livello, delle missioni. In val di Susa, Andr\u00e9 Heitz, il comandante della Mission Escartons, fu smascherato ed espulso dall\u2019Italia nell\u2019estate del 1945.<\/p>\n<p>In val Roya, \u00e8 ancora lo storico Mario Giovana a ricordarlo, Aimable Gastaud, <em>ma\u00eetre d\u2019hotel<\/em> a Nizza, legato ai servizi segreti, gioc\u00f2 in pratica a carte scoperte. Egli, infatti, in una regione molto lontana e mal collegata al capoluogo di provincia Cuneo, non ebbe difficolt\u00e0 a far considerare l\u2019annessione alla Francia come un evento naturale e auspicabile dalla maggior parte della popolazione locale. Questo fu il vero motivo per cui in val Roya il <em>Rattachement<\/em> fu realizzato con successo.<\/p>\n<div id=\"attachment_2956\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-2956\" class=\"size-medium wp-image-2956\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Schermata-2023-02-10-alle-11.10.56-300x202.png\" alt=\"Il memorandum di Algeri\" width=\"300\" height=\"202\" \/><p id=\"caption-attachment-2956\" class=\"wp-caption-text\">Maurice Guido issa la bandiera francese nella piazza di Tenda (Archivio Armand Oliviero &#8211; Tende).<\/p><\/div>\n<h3>Le reazioni delle popolazioni<\/h3>\n<p>Altrove l\u2019operato delle missioni fu in qualche modo intralciato dall\u2019ostilit\u00e0 delle popolazioni, che in stragrande maggioranza non vedevano di buon occhio l\u2019idea di voltare le spalle all\u2019Italia.<\/p>\n<p>Fu cos\u00ec che il tentativo di organizzare plebisciti, in cui le aspirazioni annessionistiche della gente sarebbero dovute emergere in maniera inequivocabile, riusc\u00ec soltanto a Tenda e Briga, dove gi\u00e0 nei primi giorni dopo la fine del conflitto (il 29 aprile 1945, per la precisione) venne messo in piedi un improvvisato e improbabile referendum, cui partecip\u00f2 con esito scontato circa il 20% degli abitanti.<\/p>\n<p>In val di Susa, invece, l\u2019operazione ebbe esito fallimentare e la missione messa in piedi, smascherata in breve tempo dai partigiani di Maggiorino Marcellin, fu paradossalmente determinante per il mancato raggiungimento dell\u2019obiettivo, suscitando una forte avversione in una popolazione di per s\u00e9 poco incline a sentimenti nazionalistici.<\/p>\n<p>Alla fine del conflitto, il\u00a0Memorandum di Algeri rimase in parte lettera morta, ma non certo perch\u00e9 le truppe di De Gaulle non abbiano provato a renderlo operativo. Fu probabilmente l\u2019azione congiunta di Alleati e governo italiano che ne ridimension\u00f2 gli obiettivi.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\">Vuoi approfondire? Clicca\u00a0<a href=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/frontiere-contese-tra-italia-e-francia\/\">qui.<\/a><\/h3>\n<p><a href=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/frontiere-contese-tra-italia-e-francia\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-2957 size-medium\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/frontiere-contese-sito-228x300.png\" alt=\"il memorandum di algeri\" width=\"228\" height=\"300\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Memorandum di Algeri, steso il 23 novembre 1943 nella sede del Comitato Francese di Liberazione Nazionale, sarebbe diventato negli anni successivi il documento su cui si imperni\u00f2 la questione politica e diplomatica delle frontiere contese tra Italia e Francia. 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