{"id":3097,"date":"2024-06-12T00:00:00","date_gmt":"2024-06-11T22:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/?p=3097"},"modified":"2024-06-05T21:59:25","modified_gmt":"2024-06-05T19:59:25","slug":"nardo-la-magnificenza-del-barocco-leccese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/luoghi\/nardo-la-magnificenza-del-barocco-leccese\/","title":{"rendered":"Nard\u00f2: la magnificenza del barocco leccese"},"content":{"rendered":"<h2>Nard\u00f2: pietra leccese e barocco, da riempirsi gli occhi a saziet\u00e0: in cattedrale, a San Domenico, nelle tante chiese sparse per il borgo, nella guglia dell\u2019Immacolata e nella splendida piazza Salandra, una delle pi\u00f9 belle del Salento.<\/h2>\n<h6>Di Andrea Carpi<\/h6>\n<p>Nard\u00f2 vuol dire un centro storico di grande fascino, arricchito da chiese barocche di prim&#8217;ordine e da musei, come il Museo della Preistoria e quello della Memoria, per non parlare di panorami mozzafiato come quello che regala lo splendido mare di Porto Selvaggio.<\/p>\n<p>Le scoperte archeologiche della baia di Uluzzo testimoniano la presenza dell\u2019uomo gi\u00e0 nel paleolitico. Il centro abitato risale al VII secolo a.C. con la presenza di un insediamento messapico.<\/p>\n<div id=\"attachment_3106\" style=\"width: 607px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-3106\" class=\"size-full wp-image-3106\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/image-17.png\" alt=\"Nard\u00f2\" width=\"597\" height=\"796\" \/><p id=\"caption-attachment-3106\" class=\"wp-caption-text\">Il portale di ingresso laterale della Chiesa della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo.<\/p><\/div>\n<h3>Dai romani agli Acquaviva<\/h3>\n<p>Fu Neriton per i Greci e poi, dopo la conquista del 269 a.C., Neretum per i Romani, collegata al suo porto Emporium Nauna, l\u2019attuale Santa Maria al Bagno. Alla caduta dell\u2019impero romano d\u2019Occidente fu assorbita dall\u2019impero bizantino, con una forte presenza di monaci basiliani.<\/p>\n<p>Tra il 901 e il 924 Nard\u00f2 fu attaccata e saccheggiata dai Saraceni provenienti dalla Sicilia. Nel 1055 i Normanni conquistarono la citt\u00e0, che in seguito pass\u00f2 sotto gli Svevi. Con la dominazione angioina inizi\u00f2 anche il feudalesimo: Nard\u00f2 fu prima sotto i Del Balzo e poi, dal 1497 al 1806, fu feudo degli Acquaviva.<\/p>\n<p>In questo lungo periodo si ricordano la repressione (nel sangue) di una rivolta popolare da parte di Giangirolamo Acquaviva e il terremoto del 1743, che passer\u00e0 alla storia come terremoto di Nard\u00f2, perch\u00e9 proprio qui fece il maggior numero di morti, circa 150.<\/p>\n<h3>Il cuore di Nard\u00f2: piazza Salandra<\/h3>\n<p>Se esiste un luogo, fuori da Lecce, davvero rappresentativo del barocco leccese, quel luogo \u00e8 <strong>piazza Salandra<\/strong> a Nard\u00f2.<\/p>\n<div id=\"attachment_3107\" style=\"width: 1794px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-3107\" class=\"size-full wp-image-3107\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/image-18.png\" alt=\"Nard\u00f2\" width=\"1784\" height=\"1157\" \/><p id=\"caption-attachment-3107\" class=\"wp-caption-text\">Piazza Salandra.<\/p><\/div>\n<p>Tutti gli edifici che prospettano su questo spazio urbano (da sempre cuore della citt\u00e0) sono stati costruiti tra la met\u00e0 del XVI e la met\u00e0 del XVIII secolo: la piazza \u00e8 armonica, uniforme, trasuda barocco ed eleganza e tutto ruota come in una danza intorno alla <strong>guglia dell\u2019Immacolata<\/strong>, realizzata per volont\u00e0 della popolazione dopo il terremoto del 1743.<\/p>\n<p>La guglia, di forma piramidale a base ottagonale e in pietra locale, \u00e8 alta 19 metri. Diversi gli edifici su cui soffermarsi. Il <strong>Sedile<\/strong> \u00e8 una sobria costruzione rinascimentale, arricchita da elementi rococ\u00f2 nel fastigio superiore, con le statue dei patroni: san Gregorio Armeno al centro e poi san Michele e sant\u2019Antonio da Padova.<\/p>\n<p>La <strong>chiesa di San Trifone<\/strong> venne eretta tra il 1720 e il 1723, per chiedere al santo di liberare le campagne dai bruchi. I<strong>l palazzo dell\u2019Universit\u00e0<\/strong>, o di Citt\u00e0, fu costruito sulla fine del Cinquecento e poi rifatto dopo il terremoto: \u00e8 un tardobarocco composto ed elegante, con il bel porticato e la torre dell\u2019orologio.<\/p>\n<h3>La cattedrale<\/h3>\n<p>A poche decine di metri (via Duomo), la <strong>cattedrale di Santa Maria Assunta<\/strong> sorge sul luogo dove fu fondata l\u2019antica chiesa basiliana di Sancta Maria de Nerito. Nel 1080 il conte normanno Goffredo fece costruire una nuova chiesa, in stile romanico.<\/p>\n<p>Nel corso dei secoli l\u2019edificio ha subito diversi rimaneggiamenti e oggi \u00e8 un coacervo di stili. La facciata \u00e8 un tentativo, non ben riuscito, di barocchizzare l\u2019impianto romanico. Nell\u2019interno, a tre navate, il colonnato \u00e8 romanico con lacerti di affreschi sulle colonne (e in piccola parte sulle pareti), la navata di sinistra ha archi acuti, quella di destra a tutto tondo.<\/p>\n<p>Da vedere il fonte battesimale in marmo (una rarit\u00e0), la splendida cappella del Purgatorio, che ben esemplifica l\u2019<em>horror vacui<\/em> tipico del barocco, e il <em>Cristo nero<\/em>, un crocifisso ligneo del XIII secolo a cui \u00e8 legata un\u2019immancabile leggenda: si dice che i Saraceni provarono a portarlo fuori per dargli fuoco, ma il crocifisso si mise di traverso, Cristo si spezz\u00f2 un dito e dalla frattura zampill\u00f2 sangue.<\/p>\n<h3>La chiesa di San Domenico<\/h3>\n<p>Per vedere la chiesa pi\u00f9 affascinante e curiosa di tutto il borgo, bisogna tornare verso piazza Salandra e superare la <strong>fontana del Toro<\/strong>, un\u2019opera d\u2019epoca fascista realizzata per celebrare l\u2019arrivo dell\u2019acquedotto pugliese e basata sulla leggenda secondo la quale Nard\u00f2 venne costruita nel punto in cui un toro, smuovendo la terra con la zampa, trov\u00f2 l\u2019acqua.<\/p>\n<p>La <strong>chiesa di San Domenico<\/strong> lascia sorpresi e interdetti: che cosa vorranno dire tutti quegli elementi \u2013 in apparenza ben poco sacri \u2013 che appaiono sulla facciata? Putti nudi, personaggi grotteschi e piuttosto pagani, teste barbute, cariatidi e ghirlande affollano la parte inferiore, mentre la parte superiore appare pi\u00f9 sobria e lineare.<\/p>\n<div id=\"attachment_3105\" style=\"width: 867px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-3105\" class=\"wp-image-3105 size-full\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/image-16.png\" alt=\"Nard\u00f2\" width=\"857\" height=\"1120\" \/><p id=\"caption-attachment-3105\" class=\"wp-caption-text\">La chiesa di San Domenico<\/p><\/div>\n<p>Non ci sono fonti che spieghino la volont\u00e0 della committenza o la scelte dell\u2019autore: una delle chiavi di lettura pi\u00f9 accreditate \u00e8 che nella parte bassa si trovi l\u2019affannarsi della vita e il rincorerre falsi miti e superstizioni, mentre sopra ci siano la forza e la chiarezza della dottrina di san Domenico e della ricerca di Cristo. Tra gli altari, \u00e8 da vedere quello della Madonna del rosario con i quindici misteri, opera di Antonio D\u2019Orlando.<\/p>\n<h3>Qualche giro in centro<\/h3>\n<p>In uno degli angoli del centro storico, il <strong>castello<\/strong> \u2013 dalla struttura quadrangolare e con quattro torri a mandorla sui vertici \u2013 \u00e8 opera di Giulio Antonio Acquaviva e risale al Quattrocento, segno del passaggio dalla dominazione angioina a quella aragonese. Sub\u00ec la trasformazione maggiore tra la fine del XIX e l\u2019inizio del XX secolo, quando la famiglia Person\u00e8 ne fece una lussuosa residenza: a quei lavori si deve, in particolare, la realizzazione della curiosa facciata eclettica che ancora si pu\u00f2 ammirare.<\/p>\n<div id=\"attachment_3104\" style=\"width: 1262px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-3104\" class=\"size-full wp-image-3104\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/image-15.png\" alt=\"Nard\u00f2\" width=\"1252\" height=\"745\" \/><p id=\"caption-attachment-3104\" class=\"wp-caption-text\">Il castello di Nard\u00f2.<\/p><\/div>\n<p>Per tornare a immergersi nel barocco, niente di meglio che visitare qualche altra chiesa, tra le molte presenti in centro storico: quella di <strong>San Giuseppe<\/strong>, per esempio, con la sua facciata a tamburo e l\u2019interno a pianta ottagonale, oppure la <strong>chiesa della Purit\u00e0<\/strong>, che alterna linee concave e linee convesse e custodisce uno splendido altare maggiore in marmo bianco.<\/p>\n<p>Da qui, via San Giovanni conduce fino alla chiesa e al <strong>convento di Sant\u2019Antonio da Padova<\/strong>, costruiti nel 1497 dopo la cacciata degli ebrei a opera di Belisario Acquaviva (la chiesa ha preso il posto della sinagoga). Oggi il convento ospita un imperdibile <strong>Museo della Preistoria<\/strong>, che racconta in maniera esauriente ed efficace l\u2019uomo preistorico e gli straordinari ritrovamenti della baia di Ulizio.<\/p>\n<p>Otto grotte, nelle quali sono stati rinvenuti reperti di <em>Neanderthal<\/em> e di <em>Sapiens<\/em>, che per un certo periodo hanno convissuto e si sono mischiati (noi stessi, ancora oggi, abbiamo una percentuale di DNA neanderthaliano).<\/p>\n<p>A breve distanza dal museo, ai margini del centro storico, vale la pena vedere anche l\u2019<strong>Osanna<\/strong>: un monumento barocco (\u00e8 del 1603), formato da otto colonne che ne circondano una centrale, che sostiene una cupola.<\/p>\n<p>L\u2019aspetto \u00e8 orientaleggiante, l\u2019interpretazione pi\u00f9 diffusa \u00e8 che la colonna centrale (pi\u00f9 antica) rappresenti un vecchio luogo di culto pagano, forse un menhir, sconfitto e ingabbiato dalla fede cristiana.<\/p>\n<h3>Nei dintorni di Nard\u00f2<\/h3>\n<p>Nard\u00f2 non si limita al borgo, ma possiede anche un lungo tratto di costa davvero piacevole. Il <strong>Parco Naturale di Porto Selvaggio e Palude del Capitano<\/strong> si estende su oltre mille ettari, con circa 7 chilometri di costa rocciosa e frastagliata.<\/p>\n<div id=\"attachment_3102\" style=\"width: 1008px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-3102\" class=\"size-full wp-image-3102\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/image-13.png\" alt=\"Nard\u00f2\" width=\"998\" height=\"718\" \/><p id=\"caption-attachment-3102\" class=\"wp-caption-text\">Porto Selvaggio.<\/p><\/div>\n<p>Nella parte settentrionale, la <strong>palude del Capitano<\/strong> \u00e8 uno specchio d\u2019acqua alimentato da acque dolci sorgive e da acque salmastre, dove vivono numerose specie di animali acquatici e rarissime specie vegetali. Da vedere anche le torri costiere e le splendide <strong>ville di Cenate<\/strong>, barocche, moresche o liberty: alcune, come villa del Vescovo, villa Saetta o villa Person\u00e8 valgono la gita.<\/p>\n<div id=\"attachment_3101\" style=\"width: 1009px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-3101\" class=\"size-full wp-image-3101\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/image-12.png\" alt=\"Nard\u00f2\" width=\"999\" height=\"749\" \/><p id=\"caption-attachment-3101\" class=\"wp-caption-text\">Una delle splendide ville delle Cenate.<\/p><\/div>\n<p>La localit\u00e0 balneare pi\u00f9 nota \u00e8 <strong>Santa Maria al Bagno<\/strong>, che tra il 1944 e il 1946 divenne luogo di sosta degli ebrei scampati ai campi di sterminio nazisti e diretti verso il nascente Stato di Israele.<\/p>\n<p>Migliaia di persone affluirono in Salento, bene accolte dalla popolazione locale, che mostr\u00f2 solidariet\u00e0 e sostegno a questi profughi sconosciuti (per questo Nard\u00f2 ha avuto la Medaglia d\u2019Oro al Valor Civile).<\/p>\n<p>A raccontare questa bellissima storia c\u2019\u00e8 oggi il <strong>Museo della Memoria e dell\u2019Accoglienza<\/strong>, che ospita tra le altre cose i murales di Zivi Miller, anch\u2019egli profugo e reduce dai campi di concentramento.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/borghi-della-puglia\/\">Vuoi approfondire? Clicca qui.<\/a><a href=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/borghi-della-puglia\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-3109\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/borghi-della-puglia-1.png\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"527\" \/><\/a><\/h3>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nard\u00f2: pietra leccese e barocco, da riempirsi gli occhi a saziet\u00e0: in cattedrale, a San Domenico, nelle tante chiese sparse per il borgo, nella guglia dell\u2019Immacolata e nella splendida piazza Salandra, una delle pi\u00f9 belle del Salento.\u00a0Di Andrea Carpi<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":3107,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[8],"tags":[179,138,234],"acf":[],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/image-18.png","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3097"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3097"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3097\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3110,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3097\/revisions\/3110"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3107"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3097"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3097"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3097"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}