{"id":3284,"date":"2025-02-02T00:00:19","date_gmt":"2025-02-01T23:00:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/?p=3284"},"modified":"2025-01-22T14:44:10","modified_gmt":"2025-01-22T13:44:10","slug":"piemonte-militare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/storia\/piemonte-militare\/","title":{"rendered":"Piemonte militare"},"content":{"rendered":"<h2>Il Piemonte militare, o come viene meglio definito, \u00abl\u2019eccezione militare del Piemonte\u00bb \u00e8 un&#8217;espressione che sottolinea come lo Stato sabaudo, a partire dal Settecento, si sia dotato di un\u2019organizzazione militare forte ed efficiente, al contrario di quanto avviene nel resto della Penisola.<\/h2>\n<h6>Di Pier Giorgio Viberti<\/h6>\n<p>Piemonte militare o esercito prussiano? A questo proposito si \u00e8 spesso individuato un parallelismo, abbastanza evidente a livello superficiale, tra lo stato sabaudo e la Prussia. A stimolare tale parallelismo \u00e8 il fatto che entrambe le dinastie, quella degli Hohenzollern e quella dei Savoia, sono protagoniste di numerose guerre, attraverso le quali portano il loro dominio originario, abbastanza piccolo, a un ampliamento che si conclude con la creazione di uno Stato nazionale: l\u2019Italia nel 1861, la Germania nel 1871.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 quest\u2019analogia non deve far dimenticare le diverse situazioni storiche, geografiche, politiche, economiche e culturali in cui maturano le due esperienze. Tuttavia, non essendo questo il tema di cui dobbiamo qui occuparci, concentreremo la nostra attenzione sullo Stato sabaudo. Quello che appare, se non una rivoluzione, perlomeno un deciso cambiamento d\u2019indirizzo nell\u2019organizzazione dell\u2019esercito sabaudo inizia nei decenni a cavallo fra il Seicento e il Settecento. Prima d\u2019allora nulla di diverso si pu\u00f2 riscontrare nelle modalit\u00e0 di reclutamento, negli impieghi e nell\u2019armamento delle truppe ducali. A produrre la cosiddetta \u00abeccezione militare del Piemonte \u00bb, oltre ad altre cause minori su cui non ci soffermeremo, \u00e8 la differente situazione geopolitica di questa regione rispetto al Centro e al Sud Italia.<\/p>\n<p>La consapevolezza di non poter restare neutrali nell\u2019infinita lotta tra Spagna e Francia costringe i duchi \u2013 in particolare Amedeo II, la \u00abVolpe Savoiarda\u00bb \u2013 ad affinare la loro abilit\u00e0 diplomatica e a predisporre un esercito in grado di difendere il territorio dagli attacchi nemici e, se possibile, di aumentarne l\u2019estensione. La partecipazione alla Lega di Augusta e poi alle guerre di Successione spagnola e austriaca permette a Vittorio Amedeo II e al figlio Carlo Emanuele III di disporre dei generosi aiuti finanziari degli alleati, soprattutto dell\u2019Inghilterra. La possibilit\u00e0 d\u2019investire cospicui capitali nell\u2019apparato militare fa s\u00ec che i Savoia mettano in campo un esercito rispettato dalle maggiori potenze europee e capace di conseguire vittorie spettacolari, come in occasione dell\u2019assedio di Torino (1706) e della battaglia dell\u2019Assietta (1747).<\/p>\n<blockquote><p>\u00abNella prima et\u00e0 moderna\u00bb, osserva Paola Bianchi, \u00abl\u2019impatto della guerra aveva favorito un impiego del \u2018militare\u2019 pi\u00f9 massiccio in Piemonte rispetto ad altri spazi italiani in conseguenza di situazioni contestuali; l\u2019originalit\u00e0 piemontese non era dipesa cio\u00e8 da scelte autonome o spontanee, ma da fattori legati al posto rivestito da questo \u2018Stato di passi\u2019, considerato a lungo una delle \u2018porte d\u2019Italia\u2019.\u00bb Tale sviluppo si verifica mentre la parte rimanente della Penisola non \u00e8 interessata da conflitti di vasta portata, e quindi dedica minore cura al rafforzamento dell\u2019apparato bellico. Nello Stato sabaudo, a partire dagli ultimi decenni del Seicento, \u00abla discontinuit\u00e0 e l\u2019eterogeneit\u00e0 che avevano contraddistinto l\u2019organizzazione delle truppe nei due secoli precedenti furono in larga misura superate\u00bb (Paola Bianchi, <em>Immagine e realt\u00e0 dell\u2019\u00abeccezione militare del Piemonte<\/em>, in <em>Il Piemonte come eccezione? Riflessioni sulla \u00abPiedmontese exception\u00bb<\/em>, atti del seminario internazionale, Reggia di Venaria, 30 novembre &#8211; 1\u00b0 dicembre 2007, Centro Studi Piemontesi, Torino 2008.<\/p><\/blockquote>\n<h3>Vittorio Amedeo II<\/h3>\n<p>Una prima riforma \u00e8 costituita dalla nascita di reggimenti ducali volti a sostituire i reggimenti reclutati dai nobili per conto del duca. In questo modo viene creata una forza militare stabile, meno soggetta alle variazioni numeriche proprie del periodo precedente, quando le differenze fra l\u2019esercito di pace e quello di guerra erano notevolissime.<\/p>\n<div id=\"attachment_3287\" style=\"width: 1034px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-3287\" class=\"size-large wp-image-3287\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/piemonte-militare1-1024x840.png\" alt=\"piemonte militare\" width=\"1024\" height=\"840\" \/><p id=\"caption-attachment-3287\" class=\"wp-caption-text\">La battaglia di Staffarda.<\/p><\/div>\n<p>Per quanto riguarda la composizione, un passo significativo compiuto da Vittorio Amedeo II \u00e8 la completa abolizione dei picchieri e la creazione di reparti di granatieri, un corpo scelto composto da uomini alti e robusti capaci di lanciare le granate il pi\u00f9 lontano possibile contro il nemico. Al termine della guerra di Successione spagnola, l\u2019esercito sabaudo \u00e8 costituito da una fanteria in parte nazionale in parte straniera e da una cavalleria tutta nazionale; a questi corpi si aggiunge una fanteria provinciale in sostituzione della milizia paesana fondata da Emanuele Filiberto nel 1566.<\/p>\n<h3>Carlo Alberto<\/h3>\n<p>I gradi superiori dell\u2019esercito sono appannaggio esclusivo della nobilt\u00e0, mentre tra gli ufficiali di grado intermedio cominciano a comparire membri della borghesia. Il resto della truppa \u00e8 formato da popolani. Dopo il periodo napoleonico e quello della Restaurazione, \u00e8 il re Carlo Alberto a realizzare una profonda riforma dell\u2019esercito, basata sull\u2019integrazione di professionisti, militari di leva e militi territoriali.<\/p>\n<p>Il nuovo ordinamento prevede che le forze armate siano costituite da tre componenti:<\/p>\n<ul>\n<li>soldati di mestiere, il cui numero viene raddoppiato, passando da 8000 a 16.000;<\/li>\n<li>militari di leva, che raggiungono il numero di 60.000;<\/li>\n<li>uomini della milizia territoriale, 54.000 in tutto, mobilitati in caso di guerra.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Il punto debole di questo sistema \u00e8 costituito dal fatto che a guidare un esercito di ragguardevoli dimensioni sono chiamati soltanto gli ufficiali di carriera, il cui numero risulta del tutto insufficiente. Un altro difetto della riforma risiede nella quasi completa esclusione del ceto borghese dalle funzioni di comando, delegate tutte alla nobilt\u00e0.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-3286\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/piemonte-militare-1024x726.png\" alt=\"piemonte militare\" width=\"1024\" height=\"726\" \/><\/p>\n<p>Inoltre, il modo in cui era applicato il sistema della leva, a causa delle numerose esenzioni previste per motivi fisici, professionali o di famiglia, non chiama sotto le armi neppure la met\u00e0 degli elementi in teoria idonei a prestare il servizio militare. \u00abNon era\u00bb, conclude Piero Pieri, \u00abun vero esercito di professionisti, n\u00e9 soltanto un esercito di riservisti; cumulava pi\u00f9 i danni che i vantaggi dei due sistemi.\u00bb<\/p>\n<h3>Vittorio Emanuele II<\/h3>\n<p>Una nuova riforma dell\u2019esercito viene realizzata in Piemonte negli anni Cinquanta dell\u2019Ottocento, poco prima della seconda guerra d\u2019Indipendenza. Le nuove direttive sono rivolte soprattutto a ridefinire la durata del servizio militare, che viene stabilita in 5 anni di ferma effettiva, completata da 6 anni di militanza nella riserva, fino al compimento dei 30 anni. Un piccolo Piemonte militare, uno stato in divisa.<\/p>\n<p>Durante questo periodo il riservista deve sottoporsi ogni anno a 50 giorni di addestramento obbligatorio. Poich\u00e9 il numero dei chiamati \u00e8 inferiore a quello complessivo della loro classe di appartenenza, il nome dei militari davvero arruolati \u00e8 stabilito mediante sorteggio e prevede l\u2019esenzione dietro pagamento o la sostituzione con un parente. Rispetto all\u2019esercito albertino, quello disegnato dalla riforma ha una componente in pi\u00f9, costituita da 20.000 volontari non piemontesi, che costituiscono i Cacciatori delle Alpi. La parte pi\u00f9 cospicua dell\u2019esercito sabaudo \u00e8 la fanteria, suddivisa in:<\/p>\n<ul>\n<li>fanteria d\u2019ordinanza: comprende i fucilieri e i granatieri e conta 20.000 unit\u00e0, che possono diventare 50.000 in tempo di guerra;<\/li>\n<li>fanteria provinciale: prevede una ferma di 20 anni ed \u00e8 composta da personale non professionista;<\/li>\n<li>milizia territoriale: \u00e8 costituita da volontari reclutati su base parrocchiale o comunale e opera in prevalenza nelle regioni montuose e collinari.<\/li>\n<\/ul>\n<p>A questi reparti maggiori se ne aggiungono altri due, pi\u00f9 ridotti sul piano numerico: la Legione Reale leggera, adibita soprattutto a combattere il contrabbando nelle zone di confine, e la Fanteria d\u2019ordinanza estera, formata da stranieri o da italiani provenienti da altre regioni.<\/p>\n<p>Tutta reclutata all\u2019interno dei confini, la cavalleria comprende, oltre alle guardie del corpo al servizio del sovrano (120 in tempo di pace, fino a 260 in tempo di guerra), 6 reggimenti regolari, per un totale di 2420 cavalieri, che possono raddoppiare in tempo di guerra.<\/p>\n<p>L\u2019artiglieria, suddivisa nelle due sezioni, da campagna e da montagna, \u00e8 sempre molto curata dall\u2019esercito sabaudo, sul piano sia numerico sia qualitativo, anche se i cannoni in suo possesso non sono ancora dotati di canna rigata. \u00c8 organizzata in brigate di 4\/6 pezzi ciascuna, trainati da 300 cavalli. Le artiglierie sono in buona parte prodotte nella provincia di Biella, e da questa stessa zona proviene gran parte del personale addetto al loro funzionamento. Il Genio \u00e8 costituito da 2 battaglioni del Reggimento Zappatori, di stanza a Casale Monferrato.<\/p>\n<p>Ciascun battaglione \u00e8 suddiviso in 5 compagnie, per un totale di 1000 uomini; le compagnie sono assegnate alle varie armi secondo le necessit\u00e0 tattiche e strategiche individuate dai comandi.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/le-grandi-battaglie-dei-savoia\/\">Vuoi approfondire? Clicca qui.<\/a><a href=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/le-grandi-battaglie-dei-savoia\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-3290\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/le-grandi-battaglie-dei-savoia.png\" alt=\"\" width=\"400\" height=\"527\" \/><\/a><\/h3>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Piemonte militare, o come viene meglio definito, \u00abl\u2019eccezione militare del Piemonte\u00bb \u00e8 un&#8217;espressione che sottolinea come lo Stato sabaudo, a partire dal Settecento, si sia dotato di un\u2019organizzazione militare forte ed efficiente, al contrario di quanto avviene nel resto della Penisola.\u00a0 Di Pier Giorgio Viberti<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":3289,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[172,155,220],"acf":[],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/piemonte-militare3.png","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3284"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3284"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3284\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3291,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3284\/revisions\/3291"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3289"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3284"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3284"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3284"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}