{"id":3725,"date":"2025-08-02T14:44:24","date_gmt":"2025-08-02T12:44:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/?p=3725"},"modified":"2025-07-15T14:59:33","modified_gmt":"2025-07-15T12:59:33","slug":"dogliani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/luoghi\/dogliani\/","title":{"rendered":"Dogliani, la terza Langa"},"content":{"rendered":"<h2 class=\"p1\">Dogliani, la terza Langa. Il paese di Luigi Einaudi e del dolcetto, ma anche di un architetto visionario e misconosciuto.<\/h2>\n<h6>Di Nicola Gallino.<\/h6>\n<p>Dogliani ai profani di solito la si spiega cos\u00ec. Di qua l\u2019opulenta e cosmopolita Bassa Langa di Barolo, tartufi e resort. Pi\u00f9 su l\u2019Alta Langa silenziosa di pini e noccioleti, pietra arenaria e la recente ricchezza delle bollicine metodo classico che ne prendono il nome: la risposta piemontese al Franciacorta. E poi c\u2019\u00e8 la terza Langa. Un paese-cerniera, una terra di mezzo che, a seconda del pendio che imbocchi come uno spartiacque al contrario, risale verso l\u2019uno o l\u2019altro universo.<\/p>\n<p>Loro non si sentono albesi, citt\u00e0 da cui li divide l\u2019indole decisamente da contadini pi\u00f9 che da mercanti, l\u2019understatement anzich\u00e9 l\u2019ostentazione, lo stare bene cos\u00ec anzich\u00e9 l\u2019ansia di arrivare a tutti i costi. Ma si sentono antropologicamente diversi anche dai langhetti d\u2019altura. A Dogliani sono gi\u00e0 monregalesi. A unirli \u00e8 la religione. Quella sacra (siamo in effetti in diocesi di Mondov\u00ec) e quella profana dell\u2019uva, che qui ha un nome antico e leggendario: <strong>dolcetto<\/strong>.<\/p>\n<h3>Il dolcetto, pardon: il Dogliani<\/h3>\n<p>Le vigne abbracciano come un catino la distesa dei tetti e delle altane del paese. Svariano sui calanchi sospesi sulle anse del Tanaro tra <strong>Farigliano<\/strong> e <strong>Clavesana<\/strong>, s\u2019inerpicano per i contrafforti guardati dalle torri del Monte Regale. Il dolcetto \u00e8 noto dal Medioevo e gi\u00e0 conosciuto e vendemmiato con questo nome fin dal 1593. Dal 2005 ha abbandonato il nome originario ed \u00e8 diventato <strong>Dogliani DOCG<\/strong>. Una scelta coraggiosa per premiare il terroir e la qualit\u00e0 cancellando secoli di tradizione. Ma soprattutto per spiegare ai profani di cui sopra e magari agli stranieri che il Dolcetto non \u00e8 un vino dolce, anche se qui incredibilmente lo accompagnano alla torta di nocciole come fanno anche con il Barolo, per dire.<\/p>\n<p>Rosso complesso e generoso, \u00e8 capace di aromi e declinazioni sorprendenti secondo l\u2019esposizione e l\u2019altitudine, che nei <strong>19 comuni del disciplinare<\/strong> passa dai 250 metri di Monchiero ai quasi 800 di Murazzano. Speciale anche il microclima. Qui sui cartelli stradali \u00abSavona\u00bb \u00e8 pi\u00f9 vicina che \u00abTorino\u00bb, e non c\u2019\u00e8 uno di qua che a vent\u2019anni uscito dalla discoteca non sia andato a farsi caff\u00e8 e brioche ad Alassio, quando non direttamente l\u2019intera serata.<\/p>\n<p>Il gradone di Dogliani aperto sulla pianura \u00e8 un oracolo ambiguo. Ora \u00e8 capace di inverni d\u2019altri tempi, ora respira le brezze tiepide e saline del mar\u00ecn, il vento della Riviera che scavalca l\u2019Appennino e che qui tutti riconoscono dal profumo al primo refolo. Santuario del Dogliani \u00e8 la Bottega del Vino, scavata nelle cantine ipogee dell\u2019<strong>ex convento del Carmine<\/strong> sotto il municipio. Scendete. Sotto quelle voltine in mattone vi si aprir\u00e0 un mondo. Decine di produttori declinano in mille sfumature una sola DOCG combinando le variabili della natura di pochi chilometri quadrati \u2013 la zolla, l\u2019altitudine, l\u2019esposizione \u2013 con le pi\u00f9 sorprendenti interpretazioni umane del lavoro in vigna e in cantina.<\/p>\n<h3>Luigi Einaudi e l\u2019Antonelli delle Langhe<\/h3>\n<p>Risaliamo in superficie. Sopra ci aspetta il borgo con i suoi due numi tutelari. Il presidente <strong>Luigi Einaudi<\/strong>, fra i primi ambasciatori del Dolcetto, che qui ha radici e tombe di famiglia, resort e tenute tuttora rifugio discreto dei discendenti. Il suo <em>genius loci<\/em> lo si respira nell\u2019aria con l\u2019austerit\u00e0 di una terza religione, quella civile del presidente-economista dalla schiena dritta. E poi quel personaggio bizzarro che \u00e8 l\u2019architetto <strong>Giovanni Battista Schellino<\/strong> (1818-1905), l\u2019Antonelli delle Langhe. Suo capolavoro \u00e8 il portale del cimitero che domina il paese: una quinta neogotica di guglie e pinnacoli rosso sangue che pare uscita dal pennello romantico di Caspar David Friedrich o da una fantasia dark di Tim Burton.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div id=\"attachment_3732\" style=\"width: 1034px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-3732\" class=\"size-large wp-image-3732\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/ID_0040812374_-_Biblioteca_civica_L.Einaudi-1024x605.jpeg\" alt=\"Dogliani\" width=\"1024\" height=\"605\" \/><p id=\"caption-attachment-3732\" class=\"wp-caption-text\">La biblioteca di Dogliani, dedicata a Luigi Einaudi dal figlio Giulio e progettata dallo Studio A\/Z con Bruno Zevi.<\/p><\/div>\n<div id=\"attachment_3731\" style=\"width: 1034px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-3731\" class=\"size-large wp-image-3731\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Historic_Cemetery_Entrance_Dogliani-1024x719.jpg\" alt=\"Dogliani\" width=\"1024\" height=\"719\" \/><p id=\"caption-attachment-3731\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;ingresso del cimitero di Dogliani.<\/p><\/div>\n<p>In ogni stagione \u00e8 struggente bersi il tramonto arrampicati sulla panchina gigante in Borgo Castello con un calice controluce in mano. E ai primi di novembre al ponte dei Santi non mancherete l\u2019<strong>Itinerario dell\u2019Enovago<\/strong>: girare calice al collo da una cantina all\u2019altra, passando dal buio brumoso della notte autunnale fra le colline alla luce e al calore conviviale di raviole e tajarin, fassona battuta a coltello e brasati serviti direttamente fra le botti e la musica dal vivo.<\/p>\n<p>Nella piazza che ne prende il nome fermatevi alla <strong>Confraternita dell\u2019Addolorata<\/strong>, costruita nel 1712 dall\u2019architetto Francesco Gallo e classificata Monumento Nazionale. Sappiate che questa elegante chiesa in cotto era la sede della Confraternita del Santissimo Nome di Ges\u00f9 e del Santo Crocefisso, in cui riuniscono le forze i gruppi gi\u00e0 competitor dei Battuti Bianchi e dei Battuti Neri. Informatevi sui giorni d\u2019apertura.<\/p>\n<p>Dentro troverete gioielli sorprendenti come la <em>Crocifissione<\/em> dell\u2019abside, opera del tardo Settecento di Pietro Cuniberti, una <em>Santa Teresa d\u2019Avila<\/em> di Prospero Antonio Felice Maria Mallarini, interessante pittore nato nel 1761 a Carcare, nella val Bormida savonese, ma trasferitosi a Roma, dove diviene fra gli artisti pi\u00f9 richiesti dall\u2019entourage pontificio e dove muore nel 1838. Fra i suoi discendenti c\u2019\u00e8 \u2013 a sorpresa \u2013 papa Pio XII, Eugenio Pacelli. L\u2019organo in balconata \u00e8 della prima met\u00e0 del Settecento, fra i pochissimi e preziosi superstiti in Piemonte e ancora tegumentato nella sua cassa barocca originale.<\/p>\n<h3>Verso Farigliano e Clavesana<\/h3>\n<p>Dirigiamoci verso <strong>Farigliano<\/strong> e <strong>Clavesana<\/strong> e risaliamo la strada di fondovalle. Fra i calanchi e le rughe del Tanaro serpeggiamo dolcemente verso Mondov\u00ec: un altro di quei paesaggi antichi di cui il Piemonte \u00e8 dovizioso, cascine e ciabot abbandonati, borgate minuscole, dossi boscosi.<\/p>\n<p>La piccola <strong>Bastia<\/strong> custodisce da sola due gioielli diversamente impressionanti. In basso la <strong>chiesa di San Fiorenzo<\/strong> con gli affreschi gotici dipinti da mani anonime nel 1472. Scene della Passione e una terribile visione dall\u2019aldil\u00e0. Diavoloni spaventosi. Mostri e torture che sembrano usciti da un fumetto horror, la Cavalcata dei vizi con i peccatori messi a cavalcioni degli animali allegorici dei bestiari medievali e che poi finiscono inevitabilmente triturati dalle fauci di un bruttissimo demonio. Pi\u00f9 su, molto pi\u00f9 su, in un altro cielo, fra le ultime vigne protese sulla pianura come uno sperone, il <strong>Sacrario di San Bernardo<\/strong> consacrato nel 1949 alla memoria dei partigiani caduti nella guerra di liberazione. Che, da queste parti, \u00e8 ancora la quarta intoccabile religione.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/giri-turistici-dautore-in-piemonte\/\">Vuoi approfondire? Clicca qui.<\/a><a href=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/giri-turistici-dautore-in-piemonte\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-3727\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/gallino.png\" alt=\"Dogliani\" width=\"500\" height=\"658\" \/><\/a><\/h3>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dogliani, la terza Langa. Il paese di Luigi Einaudi e del dolcetto, ma anche di un architetto visionario e misconosciuto. 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