{"id":888,"date":"2018-03-16T18:17:06","date_gmt":"2018-03-16T17:17:06","guid":{"rendered":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/?p=888"},"modified":"2019-09-26T18:54:47","modified_gmt":"2019-09-26T16:54:47","slug":"mista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/storia\/mista\/","title":{"rendered":"Le Mist\u00e0: \u00abstreet art\u00bb alpina dei secoli passati"},"content":{"rendered":"<h2>Artisti di strada e facciate dipinte: storia e protagonisti di una particolare \u00abstreet art\u00bb nelle valli alpine nordoccidentali.<\/h2>\n<h6>di\u00a0Gian Vittorio Avondo<\/h6>\n<p>Chi si avventura per le borgate delle valli saluzzesi e cuneesi, in certi ambiti delle <strong>valli di Lanzo<\/strong>, in <strong>val Sangone<\/strong> o in alcuni villaggi dell\u2019<strong>alto Canavese<\/strong> e della <strong>Valchiusella<\/strong> (Tallorno in particolare), non potr\u00e0 non rimanere stupito dal <strong>gran numero di affreschi<\/strong> che decorano piloni votivi, cappelle, chiese, ma soprattutto abitazioni private. Sono le cosiddette \u00abMist\u00e0\u00bb, immagini religiose che nel Settecento e nell\u2019Ottocento divennero estremamente diffuse e che spesso servivano solamente a rendere manifesta la buona condizione economica del committente (che poteva permettersi di pagare il pittore).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3>Dove trovarle<\/h3>\n<p>La distribuzione geografica di queste pitture, nell\u2019area di interesse, risulta assai curiosa. Le \u00abMist\u00e0\u00bb sono frequenti nei borghi della montagna e della pianura cuneese e saluzzese, scompaiono del tutto nelle valli pinerolesi (Pellice, Germanasca e Chisone), fatta eccezione per l\u2019abitato di Fenestrelle, dove per altro esisteva un forte presidio gesuitico, per ricomparire con vigore nelle borgate della val Sangone e continuare a essere presenti in val Susa, nelle valli di Lanzo, in Valchiusella e in tutta l\u2019area canavesana.<\/p>\n<div id=\"attachment_1026\" style=\"width: 785px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-1026\" class=\"size-large wp-image-1026\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/CamogliereSCristoforo-Boneto-775x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"775\" height=\"1024\" \/><p id=\"caption-attachment-1026\" class=\"wp-caption-text\">San Cristoforo dipinto a Camoglieres da Giors Boneto. Foto di Gian Vittorio Avondo.<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Molte di queste, purtroppo sono in<strong> pessime condizioni<\/strong> mentre altre invece sono ancora ben conservate. Nella regione operarono principalmente due artisti che, pur non raggiungendo la fama di Hans Clemer, pi\u00f9 conosciuto come il Maestro di Elva, o di Giovanni Baleison di Demonte, cui sono attribuiti gli affreschi delle Cappelle di San Sebastiano a Celle di Macra e a Marmora, lasciarono un ricordo significativo nella grande produzione di dipinti che ancora oggi ornano muri di abitazioni, oratori, o cappelle. Essi furono <strong>Giors Boneto<\/strong> e <strong>Giuseppe Gautieri.<\/strong><\/p>\n<blockquote><p>Da quasi due secoli questi dipinti sono esposti agli insulti del tempo e del clima in un ambiente per nulla protetto.<\/p><\/blockquote>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Giors Boneto<\/strong><\/h3>\n<p>Il primo nacque a Paesana, nella Valle Po, il 10 febbraio 1746. Della sua vita si sa ben poco e tutto ci\u00f2 che conosciamo di lui \u00e8 quanto rimane sui muri di molte case in Val Po, Valle Varaita e Val Maira. Si dedic\u00f2 quasi esclusivamente ad affrescare, dietro commissione, le pareti delle abitazioni con rappresentazioni a carattere sacro. Di origini contadine, dipingeva per guadagnarsi da vivere. Non fu sicuramente un artista dotato di una gran cultura ma forse proprio per questo ebbe tanto successo a quei tempi.<\/p>\n<p>Il suo stile del tutto personale, semplice e ingenuo, ricco di simboli ed essenziale, riusc\u00ec, evidentemente, di immediata comprensione e particolarmente gradito alle genti di montagna. Fu perci\u00f2 assai richiesto ed oper\u00f2 in questo vallone negli anni 1807 e 1808, soprattutto nelle borgate di Torello, Tolosano, Reinero, San Sebastiano. I suoi soggetti preferiti furono le rappresentazioni sacre della <strong>Madonna<\/strong>, della <strong>Crocifissione<\/strong>, della <strong>Deposizione dalla Croce<\/strong>.<\/p>\n<p>Nell\u2019affresco ancora visibile su quanto rimane dell\u2019antica segheria, accanto alla chiesetta di San Sebastiano, del 1807, \u00e8 ad esempio raffigurata la Madonna, attorniata da angeli e assisa su nuvolette, con i Santi Martino, Bastiano e Matteo. A Tolosano, in val Maira, troviamo invece una crocifissione circondata dai simboli della Passione di Cristo: la lancia, il flagello, i dadi, il calice, la corona di spine, il gallo, la scala e altri ancora.<\/p>\n<div id=\"attachment_891\" style=\"width: 1009px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-891\" class=\"size-large wp-image-891\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/VillarSPeyre-Boneto-999x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"999\" height=\"1024\" \/><p id=\"caption-attachment-891\" class=\"wp-caption-text\">Dipinto di Giors Boneto, a Villar Sampeyre (CN). Foto di Gian Vittorio Avondo.<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Da quasi due secoli le\u00a0\u00abMist\u00e0\u00bb sono esposte agli insulti del tempo e del clima in un ambiente per nulla protetto, sicuramente non paragonabile all\u2019interno di una chiesa o di un museo. In questi ultimi decenni hanno dovuto poi subire anche<strong> l\u2019incuria dell\u2019uomo<\/strong>, derivante dall\u2019abbandono delle borgate, e in alcuni casi <strong>vere e proprie distruzioni<\/strong> in conseguenza di scriteriati interventi sugli edifici che li ospitano.<\/p>\n<p>Nonostante ci\u00f2, si rimane non poco stupiti dalla bellezza di questi dipinti che, mantenendo ancora una pi\u00f9 che discreta vivacit\u00e0 dei colori e una buona definizione delle figure, testimoniano le notevoli capacit\u00e0 tecniche, oltre che artistiche, di questo artista popolare.<\/p>\n<div id=\"attachment_890\" style=\"width: 1034px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-890\" class=\"wp-image-890 size-large\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/VillarSPeyre-Gauteri-1024x813.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"813\" \/><p id=\"caption-attachment-890\" class=\"wp-caption-text\">Un&#8217;opera di Giuseppe Gautieri, a Villar Sampeyre (CN). Foto di Gian Vittorio Avondo.<\/p><\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><strong>Giuseppe Gautieri<\/strong><\/h3>\n<p>Gautieri, invece, venne alla luce a Busca il 30 settembre del 1805 in una famiglia che aveva a capo Lorenzo, egli stesso frescante. Essendo per\u00f2, come Boneto, un pittore nomade, che si trasferiva di volta in volta per le esigenze del suo lavoro, egli ebbe diversi luoghi di residenza: Rossana, in val Varaita, Levaldigi nella pianura ed infine Martiniana Po, nell\u2019omonima valle.<\/p>\n<p>Gli affreschi opera di questo pittore possono recare a firma tanto il suo nome quanto la curiosa dicitura \u00abfratello di tre cavalieri\u00bb. Ci\u00f2 perch\u00e9 quella di Gautieri fu una famiglia di pittori, e due suoi componenti, Giovanni e Francesco \u2013 fratelli di Giuseppe e di lui pi\u00f9 famosi \u2013 furono insigniti della croce del cavalierato per meriti artistici. Costoro dipinsero la decorazione neogotica che prese il posto dell\u2019austera tinteggiatura grigio cenere nella cattedrale di Saluzzo.<\/p>\n<p>Proprio a Gautieri, infine, \u00e8 attribuita la raffigurazione della <strong>Madonna della Misericordia<\/strong> oggi collocata sull\u2019altar maggiore del Santuario di Valmala, in val Maira, a suo tempo dipinta su un pilone votivo, oggi inglobato nella struttura.<\/p>\n<p>Un\u2019ultima considerazione riguardante le\u00a0\u00abMist\u00e0\u00bb sono le numerose raffigurazioni della Sindone riscontrabili nell\u2019area interessata a questa ricerca: Falicetto, Sampeyre, Corio, Chieri, Chiaverano, Murello, Barge, Susa, Venaus, Pinerolo in taluni casi, come ad esempio negli ultimi tre, attesterebbero il <strong>presunto passaggio del sacro lino<\/strong> nella localit\u00e0, durante il trasferimento tra Chambery e Torino.<\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/antichi-mestieri-del-piemonte\/\">Vuoi approfondire? Clicca qui.<\/a><a href=\"http:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/product\/antichi-mestieri-del-piemonte\/\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-895 size-medium\" src=\"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/avondo-gia-vittorio-antichi-mestieri-del-piemonte-300x400-225x300.png\" alt=\"\" width=\"225\" height=\"300\" \/><\/a><\/h3>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Artisti di strada e facciate dipinte: storia e protagonisti di una particolare \u00abstreet art\u00bb nelle valli alpine nordoccidentali.<br \/>\nDi\u00a0Gian Vittorio Avondo.<\/p>\n","protected":false},"author":6,"featured_media":890,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[70,71,72,73,64],"acf":[],"jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/VillarSPeyre-Gauteri.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/888"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/users\/6"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=888"}],"version-history":[{"count":18,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/888\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2328,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/888\/revisions\/2328"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/media\/890"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=888"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=888"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.edizionidelcapricorno.it\/chirone\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=888"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}