Sui sentieri della Grande Guerra

9,90 

Autore: Diego Vaschetto
Formato: 17,5 x 25
Pagine: 144
ISBN: 978-88-7707-225-2

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Descrizione prodotto

Sui sentieri della Grande Guerra. Dall’Adamello alle Tre cime di Lavaredo

Sui sentieri della Grande Guerra. Tra il 1915 e il 1918 sulle Alpi Orientali si è combattuta una guerra diversa. Durissima, eroica, spietata e difficile per le condizioni climatiche e ambientali estreme in cui operavano i soldati di entrambe le parti. Oggi, in tempo di pace, nel centenario della prima guerra mondiale, ripercorrere quei sentieri è un’esperienza unica, capace di unire come in nessun altro luogo del mondo l’emozione dell’alta montagna e la memoria storica. Sui sentieri della Grande Guerra descrive i fronti di guerra alpini e ne racconta le vicende belliche: le battaglie, i reparti, le armi, i personaggi, le fotografie d’epoca. E, per ciascuna area, una serie di itinerari straordinari per impatto paesaggistico ed emotivo, dall’Adamello alle Tre Cime di Lavaredo, passando per il monte Pasubio, l’altopiano di Asiago, il monte Cristallo e la Marmolada. Alcune fra le più spettacolari montagne del mondo, dove italiani e austrotedeschi si fronteggiavano in trincee e camminamenti scavati nella viva roccia, forti in caverna, ripari di fortuna arrampicati in nidi d’aquila impensati. Percorsi, cartine, tempi di percorrenza, livelli di difficoltà, approfondimenti storici e un apparato iconografico inedito, realizzato ad hoc. Per camminare sui sentieri della storia.

DALL’INTRODUZIONE

Con la dichiarazione di guerra, nel maggio 1915, i battaglioni alpini Edolo e Morbegno salirono a occupare le posizioni di confine fra il Tonale e l’Adamello, mentre gli altri battaglioni del 5° Reggimento Alpini e le altre unità che componevano la 5a Divisione del generale Cavaciocchi si distribuivano su tutta la linea di confine dal passo dello Stelvio fino alla val di Fumo nelle Giudicarie. Fra Ortles e Adamello correva il fronte più alto di tutta la guerra: cime presidiate di continuo che superavano i 3500 m di quota, costringendo a utilizzare quasi soltanto i reparti degli Alpini, gli unici in grado di resistere e combattere in simili condizioni ambientali. 07 Fiorixx.TIF Dal confine svizzero alla valle del Chiese, le linee di combattimento formavano un fronte che abbracciava quasi 100 chilometri di montagne e che correva ad altezze quasi sempre superiori ai 3000 metri: il valico più basso era il passo del Tonale, alto pur sempre 1900 metri. Nel giugno 1915, una prima puntata offensiva fu tentata proprio nel settore del Tonale dal Battaglione Morbegno, che attaccò le posizioni austriache sulle creste dei Monticelli e del Castellaccio- Lagoscuro, che rappresentavano una minaccia per la prima linea italiana sul colle, dopo il colpevole abbandono in maggio, da parte delle truppe italiane, dell’importante passo del Paradiso. L’attacco, che costò parecchie perdite e non portò ad alcun risultato, dimostrò tutta l’imperizia e l’impreparazione con cui si era entrati in guerra, portando il battaglione a scendere del tutto allo scoperto in quell’autentica trappola che è la Conca Presena, confidando solo nella sorpresa e senza un’efficace conoscenza delle posizioni avversarie ormai ben presidiate dalle truppe austriache. Nell’agosto 1915, azioni meglio organizzate portarono alla conquista della linea di cresta Castellaccio – Lagoscuro – cima Payer – Pisgana, che venne subito attrezzata per garantirne la difesa, i collegamenti e per affrontare l’inverno ormai alle porte.

L’ AUTORE

Diego Vaschetto
Laureato in Scienze geologiche all’università di Torino, specialista in scienze e culture alpine, difesa del suolo e tutela dell’ambiente, si occupa di glaciologia alpina e artica, vulcanologia, meteorologia e rilevazione nivometrica. Ha collaborato come fotografo con alcune riviste ed è stato consulente scientifico nella stesura di guide turistico-escursionistiche.