Atrani: tradizioni marinare e architetture senza tempo in uno dei borghi più piccoli d’Italia.
Di Cristina Celli.
Atrani è un antico borgo medievale racchiuso in una baia suggestiva, uno dei comuni più piccoli d’Italia e il più piccolo della costiera Amalfi tana. Incorniciato tra la foce del fi ume Dragone e i monti Aurea e Civita, il paese ha una piccola spiaggia riparata da dove, la sera, partono per la pesca le lampare, che nella notte rischiarano il mare di piccoli punti luminosi. Lunghe scalinate portano nel cuore del paese, con i portici maestosi lungo il mare e le case bianche che sembrano arrampicarsi sulle pareti rocciose. La varietà del paesaggio è ricca di elementi visivi, dalle montagne al mare al continuo alternarsi di terrazzamenti coltivati a limoni, ulivi e viti.
La storia
Le origini del borgo risalgono all’epoca romana, ma il suo sviluppo significativo avvenne durante il Medioevo. Inevitabile l’unione con la storia della repubblica marinara di Amalfi, quando Atrani assume il titolo di civitas. Fu scalo etrusco o greco intorno al VI secolo: intorno all’anno 1000 fu occupata da Normanni e poi dagli Svevi, dai francesi e infine dagli spagnoli. Nei secoli X e XI seguì una storia parallela a quella di Amalfi , pur mantenendo una propria autonomia. Le due città potevano designare e deporre i capi dello Stato autonomo ed eleggere gli arcivescovi della diocesi. Durante il periodo della repubblica di Amalfi , Atrani si distinse anche per l’artigianato della ceramica e per la produzione di tessuti pregiati.

Un suggestivo panorama natalizio e uno scorcio del centro storico con arco vista mare (foto di Cristina Celli).
La visita
Il borgo a guscio ha eleganti arcate lungo il mare con le scalinate che portano nel cuore del borgo. Nella piazza Umberto I, meglio nota come piazzetta di Atrani, non passa inosservata la chiesa di San Salvatore de’ Birecto: edificata nel X secolo, fu sede d’incoronazione dei dogi, mediante l’imposizione del berretto dogale. La tradizione attribuisce alla chiesa di San Salvatore de’ Birecto un ruolo di cappella palatina: qui avveniva l’investitura del duca con l’imposizione della berretta, da cui deriva il titolo della chiesa. La facciata, in stile neoclassico, include una loggia trecentesca con volte a crociera e tracce di decorazioni policrome. L’ingresso presenta una porta in bronzo del 1087 e un portale in marmo risalente al XVIII secolo.

La chiesa di San Salvatore de’ Birec to (foto di Cristina Celli).
La struttura interna è composta da tre navate coperte da volte a botte, sostenute da colonne e pilastri in parte di reimpiego. Di particolare pregio sono il pluteo marmoreo decorato con pavoni, di epoca bizantina, e una campana in bronzo del 1298.
La collegiata di Santa Maria Maddalena sorge sul promontorio che domina il borgo, con una straordinaria vista sul golfo di Salerno. Fondata nel 1274 sui ruderi di una precedente torre di guardia, ha subito vari rimaneggiamenti nel corso dei secoli per garantirne la stabilità. Presenta un interno a tre navate con cappelle dedicate al Sacramento e a una nobile famiglia.

la collegiata di Santa Maria Maddalena; scorcio del centro storico (foto di Cristina Celli).
La facciata barocca è caratterizzata da elementi decorativi in stucco e ospita la statua della santa protettrice, mentre il campanile cinquecentesco si distingue per la struttura a cinque piani. Passeggiando per le stradine del borgo, i visitatori possono anche scoprire botteghe artigiane che vendono prodotti locali come ceramiche e limoncello. Maurits Cornelis Escher, celebre artista olandese noto per le sue incisioni e litografie ricche di geometrie impossibili e prospettive sorprendenti, trovò ispirazione ad Atrani.
Questo borgo della Costiera lo affascinò per i suoi giochi di luce e ombra, i vicoli intricati e le architetture sovrapposte, che richiamavano il suo stile visivo unico. Il paese comparve in diverse sue opere, diventando il modello ideale per le sue composizioni, dove realtà e immaginazione s’intrecciano in modo magistrale.
La festa
Alle pendici del monte Aureo, che sovrasta l’intero abitato e la valle del Dragone, si trova la chiesa di Santa Maria del Bando, una piccola costruzione bianca, solitaria, che secondo la tradizione avrebbe preso il nome dall’antica usanza di annunciare bandi, leggi e sentenze dall’alto della sua terrazza.

Un momento della festa patronale di Santa Maria Maddalena (foto di Cristina Celli).
Documentata dal 1187, la chiesa presenta un interno in stile barocco. Non troppo distante dall’antica cappella, si raggiunge una grotta che secondo la tradizione locale sarebbe stata rifugio del celebre Masaniello, che vi avrebbe trovato riparo per scampare ai soldati del viceré di Napoli.
Le celebrazioni religiose sono parte integrante della vita del posto. Tra le più importanti c’è la festa della Natività della Beata Vergine Maria, che si svolge l’8 settembre. Durante questa festa, la comunità partecipa a processioni, messe solenni e fuochi d’artificio che illuminano il cielo notturno.




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