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Castelnovo ne’ Monti
28 Agosto 2018

Dei tanti borghi che costellano l’Appenino, Castelnovo ne’ Monti ne è quasi il capoluogo. Di origini antiche, ancora oggi rappresenta un felice intreccio tra natura e monumenti storici.

Di Christian Fossi, Milena Monti, Michela Tarozzi

Castelnovo ne’ Monti è considerato il capoluogo dell’Appennino reggiano per la sua posizione ai piedi dell’imponente Pietra di Bismantova, suggestivo scoglio roccioso di particolare formazione e conformazione. Sorge in un’accogliente conca racchiusa fra tre colline coperte di conifere messe a dimora all’inizio del Novecento: monte Castello, monte Forco e monte Bagnolo. A 700 metri di altitudine il borgo vanta aria pura e numerose possibilità per trascorrere il tempo libero all’aperto, a partire dal centro commerciale naturale del centro storico. Fanno parte del territorio comunale numerose frazioni che si sviluppano in un’area di quasi centomila chilometri quadrati di verde. In località Vezzolo scorre il fosso Acqua Marcia, piccolo affluente del rio Budriolo, noto per la sorgente sulfurea che secondo la leggenda guarì la contessa e vice regina d’Italia Matilde di Canossa.

Castelnuovo ne' monti

Uno scorcio del centro storico di Castelnuovo ne’ monti. Foto tratta da: Christian Fossi, Milena Monti, Michela Tarozzi, «35 borghi imperdibili Appennino Emiliano-romagnolo».

La storia

Le prime tracce di frequentazione umana ai piedi della Pietra di Bismantova risalgono alla metà del terzo millennio avanti Cristo, mentre i primi insediamenti di cui si ha certezza sono dell’età del bronzo. Fra il VI e il IV secolo avanti Cristo la zona è occupata da Etruschi e Liguri. Dopo la conquista da parte dei Romani nascono numerosi piccoli insediamenti rurali poi abbandonati in epoca tardo imperiale in favore di fortificazioni a quote più elevate. In epoca medievale il castrum Bismantion è attestato dal VII secolo, quando dominava la strada tra Parma e Lucca. Successivamente la proprietà della zona passò per varie mani, fino a diventare del marchese di Toscana e conte di Canossa intorno al Mille. Nel 1062 i conti di Canossa federo costruire un nuovo fortilizio che prese il nome di castrum novum, oggi Castelnovo. Nel 1115 Matilde di Canossa lasciò fortezza e corte al monastero di Sant’Apollonio e il territorio rimase in possesso ecclesiastico fino al 1156. Castelnovo ne’ Monti venne restituito alla famiglia nel 1188 e nel 1197 gli abitanti si sottomisero al Comune di Reggio Emilia. La podesteria castelnovese assunse realmente le funzioni di capitale di una provincia della montagna reggiana grazie alla concessione di poteri speciali in caso di pericolo, oltre che alla costituzione di varie istituzioni tra cui gli uffici della comarchia, del colonnellato, del bargello e dei birri di campagna, corpo di polizia con autorità sull’area montana. Nel corso del 1400 a Castelnovo ne’ Monti nacque l’ennesimo nuovo castello in sostituzione dell’ormai vetusta costruzione precedente. La cittadina venne quindi assorbita dagli Estensi che nel 1521 la trasformarono in podesteria, erigendovi un palazzo ducale all’imboccatura della valle, presso l’attuale Bagnolo. Fra il 1651 e fino all’Unità d’Italia, nel 1859, il territorio passò per diversi governi, fino a diventare l’attuale comune. Durante la seconda guerra mondiale il paese fu coinvolto nella Resistenza con aspri combattimenti e numerose perdite civili.

Castelnuovo ne' monti

Un particolare del centro storico. Foto di Davide Papalini (CC BY-SA 3.0).

 

Due passi in centro

Il centro storico di Castelnovo vanta origini medievali che offrono numerosi e splendidi scorci che si possono scoprire in ogni suo angolo passeggiando per le vie e le strade. Ne sono esempio il lavatoio e piazza delle Armi, recentemente ristrutturate così come l’intero centro storico ricco di luoghi di interesse ma anche negozi tipici, bar e ristoranti che esaltano le origini architettoniche del borgo. Entrando in paese si incontra il quartiere di Bagnolo con il palazzo Ducale edificato da Francesco IV d’Este fra il 1820 e il 1830. L’edificio oggi è sede di sale espositive ed altri servizi culturali oltre che dell’ospedale Sant’Anna, aperto nel 1931 ed unico ospedale dell’appennino reggiano. Piazza Peretti è la vera porta di accesso al centro storico fatto di strette vie e piazzette silenziose. Poco distante sorge anche l’unico teatro della montagna reggiana, il teatro Bismantova. Elementi caratteristici del paese sono poi le tre alture che sorgono a ridosso del centro storico, monte Bagnolo, monte Forco e monte Castello. Mentre le prime due alture sono ricche di percorsi escursionistici e naturalistici ove trascorrere il tempo all’aria aperta, monte Castello presenta sulla sua cima i resti della fortificazione di epoca matildica che darebbe il nome al paese e quelli del più antico castello bizantino.

Castelnovo ne' Monti

La pietra Bismantova. L’origine del toponimo è tutt’oggi un mistero. Il nome tale quale compare per  per iscritto la prima volta nella Divina Commedia di Dante Alighieri. L’etimologia potrebbe essere etrusca o celtica, oppure dovuta ai Bizantini che nel V secolo vi edificarono una struttura militare nota come castrum bismantum. Nel XVII secolo ai piedi della Pietra fu edificato un eremo benedettino con annessa chiesa, poi ampliata e ancora oggi aperta al pubblico. Foto tratta da: Christian Fossi, Milena Monti, Michela Tarozzi, «35 borghi imperdibili Appennino Emiliano-romagnolo».

 

E nei dintorni

Oltre al centro storico di Castelnovo ne’ Monti, è di interesse la pieve di Campiliola, una delle più importanti pievi della diocesi reggiana nota fin dal 980, di origine romanica ma profondamente alterata nel corso del Seicento, che si trova su un colle ai margini dell’abitato. Incastonato sotto le pareti rocciose della Pietra di Bismantova sorge il Santuario della Madonna di Bismantova, il cui eremo risale al 1411.

Castelnovo ne' Monti

La chiesa dell’Eremo di Bismantova. Foto tratta da Christian Fossi, Milena Monti, Michela Tarozzi, «35 borghi imperdibili Appennino Emiliano-romagnolo».

 

A sud di Bismantova, invece, in prossimità del greto del Secchia, si possono ammirare spettacolari affioramenti di gessi triassici, tra le rocce più antiche dell’appennino con oltre duecento milioni di anni. Nei dintorni di Castelnovo ne’ Monti spiccano alcune frazioni: Felina, con l’antica torre chiamata affettuosamente salame; Magonfia, con una interessante corte sei-settecentesca; Roncroffio, con le antiche costruzioni e la chiesa di San Lorenzo; Gatta, con il palazzo dell’omonima famiglia e l’oratorio dedicato a Sant’Antonio da Padova; Ginepreto, in posizione panoramica e con l’antica chiesa di Sant’Apollinare antecedente al 1229. Le frazioni che circondano Castelnovo ne’ Monti presentano anche interessanti nuclei antichi e case a torre: ne sono esempio Pietradura, Gagnola, Gombio, Maillo, Maro e Volgono.

Vuoi approfondire? Clicca qui.

 

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