Il 2 giugno prossimo saranno 80 anni dalla nascita della Repubblica.
Un compleanno importante, che ci ricorda l’importanza della libertà, ma anche la storia di chi ha perso la sua vita per permetterci, oggi, di vivere in uno Stato (che seppur imperfetto) è democratico.
La Repubblica ha vissuto una nascita sicuramente complessa e diversa nelle varie regioni italiane, ma cosa è successo in Piemonte?
Ce lo racconta lo storico e scrittore Gianni Oliva nel suo nuovo libro edito da Capricorno “1946: il 2 giugno in Piemonte” nel quale traccia un profilo inedito della campagna referendaria del 1946 in Piemonte, analizzando la situazione istituzionale che dall’8 settembre 1943 ha portato alla luogotenenza di Umberto II, l’effimero «Re di Maggio», di cui viene tracciata la biografia, istituzionale e non, fino alla definitiva abdicazione di Vittorio Emanuele III. Oliva descrive l’organizzazione della consultazione istituzionale, in cui si distingue l’opera del socialista piemontese Giuseppe Romita, vero «regista» del referendum. Poi la campagna elettorale in Piemonte, fino al voto. Per la prima volta, poi, nel volume vengono presentati e commentati la partecipazione e i risultati del referendum istituzionale in Piemonte, provincia per provincia, Comune per Comune. Per i lettori non mancheranno le sorprese: e se il Piemonte nel suo complesso si esprime a favore della repubblica, si potrà scoprire quali zone della regione si sono espresse per una forma istituzionale o per l’altra, in un territorio in cui il radicamento monarchico aveva radici antiche, ma nel quale era altrettanto se non più rilevante (soprattutto nei centri urbani) la presenza dei partiti e movimenti di sinistra, favorevoli al nuovo regime. Con un ricco, spesso inedito apparato iconografico d’epoca.
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