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Montjovet: il monte di Giove valdostano
13 Novembre 2018

Montjovet, collocato prima della gola della valle centrale che separa la conca di Saint-Vincent e Châtillon, conserva importanti testimonianze dell’epoca romana, in particolare un tratto di strada in località Balmas.

Di Stefano Camanni

Pur esistendo tracce di insediamenti umani risalenti al neolitico (incisioni, necropoli e resti di abitati visibili a Fiusey, Chenal e Ciseran), Montjovet deve la propria toponimia ai Romani, a quel Mons Jovis, il monte di Giove, alla cui divinità avevano dedicato un tempio in zona. Montjovet conobbe il suo splendore nel Medioevo, allorché le gabelle facevano la fortuna dei signorotti locali, la cui potenza si esprimeva nei castelli di Chenal e Saint-Germain, grazie ai quali i signori di Montjovet e di Challant potevano esercitare il controllo dei passaggi sulla strada situata proprio tra i due fortilizi.

Montjovet

I resti del castello di Saint-Germain. Foto da Stefano Camanni, «35 borghi imperdibili della Valle d’Aosta».

La storia

Gli storici e gli archeologi che hanno effettuato studi sulla zona hanno confermato come il castello di Chenal avesse una funzione d’appoggio rispetto a quello di Saint-Germain e fosse in prevalenza adibito a caserma e alloggio per le truppe. La signoria di Montjovet si estendeva agli attuali comuni di Saint-Vincent, Emarèse, Champdepraz, Montjovet e Saint-Germain, che fungevano da tappe obbligate per i viandanti ed erano pertanto ricchi di ospizi. Nel suggestivo borgo sono presenti numerose case medievali con pregevoli portali e finestre in pietra, a testimonianza di quell’epoca. Collocata lungo un’importante via transito, Montjovet fu interessata anche dalla costruzione di due ospizi per pellegrini e viandanti in epoca medievale. Un terzo ospizio di carità fu istituito nel 1867, in occasione dell’epidemia di colera che aveva colpito tutta la regione. Il lazzaretto di Montjovet fu uno dei tanti ospedali provvisori che vennero istituiti per alleviare le sofferenze dei malati.

Montjovet

Nel villaggio di Balmas. Foto da Stefano Camanni, «35 borghi imperdibili della Valle d’Aosta».

 

La visita

Dove la valle si chiude in una grande gola sorge il castello di Saint-Germain, edificato nel Medioevo dai De Mongioveto con l’evidente funzione di controllare la strada e farsi pagare il pedaggio dai viaggiatori. Il castello passò in seguito ai Savoia nel 1274 e infine agli Challant nel 1295. Nel 1438 Francesco di Challant cedette il castello, il borgo e la castellania di Montjovet al duca Amedeo VIII di Savoia. Ai piedi della rocca sorge la chiesa parrocchiale di Saint-Germain, con il portico costruito nel 1879 retto da due colonne in pietra. Sul lato sud sorge il campanile del XV secolo che costituisce la parte più antica dell’edificio. Sul promontorio roccioso posto a nord, quasi di fronte al castello di Saint-Germain, sorge il castello di Chenal, costruito probabilmente per facilitare le segnalazioni con i castelli di Ussel e Cly, poco visibili da Saint-Germain. I castelli e la chiesa sono raggiungibili in auto svoltando dalla statale sulla destra subito oltre la gola.

Montjovet

Chiesa di Saint-Germain, dettaglio sulla via. La chiesa si trova appena sotto al Castello di Saint-Germain. Foto di Patafisik via Wikimedia Commons.

 

La leggenda narra infatti che Giove approfittasse della sua onnipotenza per terrorizzare gli abitanti del vallone di Petit-Monde ostruendo con enormi sassi il defluire delle acque del fiume, schiacciando i viandanti o sradicando il villaggio di Rodoz per spostarlo sull’orlo del burrone.

 

Continuando sempre in auto oltre il colletto, si arriva in breve al termine della strada in borgata Balmas, splendido villaggio di antiche case alla base di un’imponente parete. Il villaggio si sviluppa su strette viuzze parallele poste a diverse altezze. Gli edifici più a monte sono incassati nella roccia che funge da muro e da tetto: è questo il nucleo più antico, costituito da costruzioni che si appoggiano le une alle altre. Poco più avanti si trovano alcuni splendidi tratti di strada romana, in posizione panoramica. Sono caratterizzati da un fondo in roccia scalpellata in cui sono visibili i solchi lasciati dai carri e da una banchina laterale ai piedi della roccia perfettamente intagliata. La sede viaria, larga 4,5 metri, consentiva l’incrocio di due carri. Nel capoluogo è possibile invece visitare la chiesa parrocchiale della Natività di Maria, consacrata nel 1837. Nella torre campanaria, coeva alla chiesa, sono collocate cinque campane di cui una datata 1522.

Montjovet

Alcuni tratti della strada romana. Foto da Stefano Camanni, «35 borghi imperdibili della Valle d’Aosta».

 

Il tempio di Giove

Il tempio di Giove, che secondo alcuni ha dato il nome al paese, doveva essere situato a Balmas, dove l’immagine del re degli dei sembra essere fissata nella roccia. La leggenda narra infatti che Giove approfittasse della sua onnipotenza per terrorizzare gli abitanti del vallone di Petit-Monde ostruendo con enormi sassi il defluire delle acque del fiume, schiacciando i viandanti o sradicando il villaggio di Rodoz per spostarlo sull’orlo del burrone. A porre fine allo strapotere ci pensò Dio, inviando sulla terra due angeli che, messo alle corde il prepotente, non lasciarono scampo alla vendetta divina, che lo schiacciò contro la roccia sulla quale si sarebbe impressa la sua immagine.

Vuoi approfondire? Clicca qui.

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