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La Romagna toscana
16 Marzo 2018

Viaggio in una Romagna lontana dai soliti stereotipi, punteggiata da borghi incantevoli e da arte e architettura toscana: uno scenario unico.

di Rossana Cinzia Rando & redazione Chirone

Palazzo del Capitano a Bagno di Romagna (Archivio IAT Bagno di Romagna). Da «35 Borghi imperdibili dell’Emilia Romagna» di Rossana Cinzia Rando.

 

La Romagna non è solo piadine e ombrelloni ma una terra ricca di storia, arte e tradizioni. Teatro di guerre, signorie e grande cultura, questo cuore d’Italia conserva nel suo entroterra borghi caratterizzati da edifici assolutamente spaesanti, realizzati nel più classico stile toscano. È la Romagna toscana, una fetta di regione assoggettata storicamente a Firenze, dove l’identità architettonica toscana si avverte ancora oggi nelle pietre secolari degli abitati così come nelle opere d’arte conservate.

Annessa alla provincia di Forlì nel 1923, questo territorio conobbe l’influenza fiorentina già durante il Basso Medioevo, quando la ricca e potente repubblica andò assicurandosi preziosi sbocchi commerciali nelle valli oltre l’Appennino. Palazzuolo, Modigliana, Portico di Romagna, Bagno di Romagna, Castrocaro e Sorbano sono solo alcuni dei paesi annessi ai domini fiorentini tra Quattrocento e Cinquecento. Viaggiare tra questi borghi vuol dire andare alla scoperta di una Toscana nascosta, o di una Romagna inattesa.

Vista dall’alto di palazzo Pretorio (Archivio Pro Loco Terra del Sole). Da «35 Borghi imperdibili dell’Emilia Romagna» di Rossana Cinzia Rando.

 

Terra del Sole

Il borgo più eclatante è senza dubbio Terra del Sole, città ideale costruita ex novo dal granduca Cosimo I (1519-1574) nel 1564. Sorto a un chilometro di distanza dalla più antica Castrocaro Terme (già parte della «Provinciae Florentiae in partibus Romandiolae»), questo gioiello rinascimentale fu costruito con l’intento di rispecchiare, in piccolo, l’armonia e la perfezione dell’universo.
Cinto da mura (ideate per resistere all’artiglieria) e da poderose porte d’accesso, il borgo ancora oggi riesce a trasmettere al visitatore quell’atmosfera prettamente rinascimentale, caratterizzata da un impianto urbanistico «a misura d’uomo».

A Terra del Sole furono infatti applicati gli insegnamenti di Leonardo da Vinci, che raccomandavano strade di larghezza «pari alla universale altezza delle case». Il risultato si traduce in vie diritte e ordinate, in case dal prospetto semplice quanto gradevole. Diviso in quattro isolati, Terra del Sole ha il suo centro in piazza Giuseppe Garibaldi (in origine Piazza d’Armi) dove la chiesa di Santa Reparata affronta l’elegante palazzo Pretorio. Intorno a questi due edifici alcuni palazzi, tra i più tipici dell’architettura rinascimentale toscana, donano all’intera piazza un senso di armonia.

Un’importante operazione di «colonizzazione culturale», di assimilazione a stili e modelli estranei alla tradizione locale: l’affermazione di un nuovo potere centrale attraverso l’architettura.

La rocca dei conti Guidi a Modigliana (foto di Patrizia Diamante). Da «35 Borghi imperdibili dell’Emilia Romagna» di Rossana Cinzia Rando.

 

E non solo

Altro esempio di architettura militare rinascimentale è la Tribuna di Modigliana, paese natale del pittore macchiaiolo Silvestro Lega (1826-1872). Il borgo è uno dei più scenografici del territorio, sovrastato dai resti della Rocca dei Guidi. Giunti nel Belpaese al seguito dell’imperatore Ottone I (912-973), i conti Guidi furono tra i principali antagonisti di Firenze, quando il comune toscano iniziò a stendere la propria egemonia. I vasti territori che i conti dominavano andarono quindi pian piano erodendosi a vantaggio dell’espansionismo fiorentino.

 

Bagno di Romagna

Una sorte che subì anche Bagno di Romagna, dove i Guidi avevano realizzato un saldo centro di potere difeso da castelli e cinte murarie. Durante il Quattrocento il comune di Firenze prese il controllo anche di questo borgo, lasciando importanti testimonianze dei gusti in voga nel capoluogo toscano.

È il caso, infatti, di via Fiorentina, contraddistinta da eleganti palazzi sei-settecenteschi dalle linee toscane e dai balconi in ferro battuto. Qui è altrettanto fiorentino il Palazzo del Capitano, mentre nella romanica chiesa di Santa Maria Assunta si conservano opere di maestri attivi nella città medicea quali Neri di Bicci (1418/20-1492) e Giuliano da Maiano (1432-1490), oltre a opere attribuibili alla scuola di Andrea del Sarto (1486-1530).

Quella conservata a Bagno di Romagna – e nei paesi del territorio – può quindi essere letta come un’importante operazione di «colonizzazione culturale», di assimilazione a stili e modelli estranei alla tradizione locale: l’affermazione di un nuovo potere centrale attraverso l’architettura.

Il cortile interno di palazzo Pretorio a Terra del Sole (Archivio Pro Loco Terra del Sole). Da «35 Borghi imperdibili dell’Emilia Romagna» di Rossana Cinzia Rando.

 

Portico di Romagna

La presenza toscana in questa parte di Romagna non riguarda però solo questi borghi, ma si radica ben più in profondità su tutto il territorio. A Dovadola sorge un borgo fiorentino, mentre nella suggestiva Portico di Romagna si conserva il palazzo appartenuto a Folco Portinari, padre di Beatrice, la donna cantata da Dante Alighieri. Si tratta di luoghi ancora oggi immersi nella natura, bandiere arancioni del Touring, piccole gemme di Bell’Italia.

Vuoi approfondire? Clicca qui.

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